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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°122

A Chieti la Pet cerebrale per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

alzheimer-cervelloLa diagnosi precoce della malattia di Alzheimer? Si può fare. Anche a Chieti. A renderlo possibile è un esame di Medicina nucleare denominato Pet cerebrale con traccianti per l’amiloide. Nei giorni scorsi al “SS. Annunziata” è stato eseguito il primo esame su un paziente con sospetta malattia allo stadio iniziale.«Si tratta di una nuova indagine diagnostica – spiega Gianluigi Martino, direttore della Medicina nucleare – in grado di individuare precocemente l’accumulo cerebrale di beta-amiloide, una proteina implicata nella genesi dell’Alzheimer. Tale metodica viene viene eseguita con una Pet Tac, tecnologia di nuova generazione, dopo avere somministrato al paziente uno specifico radiofarmaco, il 18F-Flutemetanolo. E’ un esame di semplice esecuzione, non necessita di alcuna preparazione preventiva ed è garantito dal Servizio sanitario nazionale».L’indicazione al ricorso alla nuova Pet cerebrale deve però scaturire da un’attenta valutazione neurologica del paziente, e a tal proposito è fondamentale la collaborazione con la Clinica neurologica di Chieti e con gli specialisti dei presidi ospedalieri della Asl Lanciano Vasto Chieti e del territorio.L’aspetto più importante della nuova metodica è nel fatto che sarà utilizzata soprattutto con pazienti in fascia di età compresa tra 50 e 60 anni, che possono segnalare disturbi, anche lievi, di tipo cognitivo e che potrebbero essere interpretati come sintomi della malattia di Alzheimer. La Pet cerebrale, dunque, diventa essenziale al fine di chiarire un quadro clinico ed escludere che possa trattarsi di tale patologia, che non è scontata quando si verificano problemi di memoria o difficoltà nel linguaggio. Il test, dunque, assume un valore predittivo assai importante specie quando è negativo, perché esclude in modo chiaro e definitivo la malattia di Alzheimer. Nel caso in cui venga diagnosticata, invece, il paziente potrà ritardarne gli effetti seguendo uno stile di vita adeguato e limitare i disagi con l’aiuto di famigliari opportunamente preparati.

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