Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 15 dicembre 2017

9 aziende italiane su 10 pensano che nel 2018 cresceranno

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

porta nuova milanoMilano. Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, rivela buone prospettive per i prossimi 12 mesi, dato che il 94 percento delle aziende italiane si aspetta di crescere nel 2018 – in particolare, tra queste, il 62 percento rivela obiettivi di crescita importanti e ambiziosi per l’anno alle porte. Nella survey, condotta su più di 800 decisori IT europei di nove diversi paesi, il 58 percento degli intervistati italiani ha inoltre dichiarato che sta investendo in iniziative legate alla digital transformation per far fronte ai cambiamenti di uno scenario altamente competitivo. Al contrario, invece, il 16 percento delle aziende ha dichiarato che la Brexit ha aumentato l’ansia verso progetti IT che richiedano un impegno a lungo termine.
La ricerca ha inoltre fatto luce sul modo in cui le aziende stanno investendo in progetti di infrastrutture tecnologiche che le supportino lungo il percorso di questo cambiamento costante. Alla domanda riguardo il motivo dei propri investimenti in digital transformation, rispettivamente:
Il 51 percento ha risposto di voler innovare per aumentare e orientare nuove fonti di reddito per massimizzare la propria competitività.
Il 41 percento ha dichiarato come obiettivo la modernizzazione delle attività IT aziendali e l’abbattimento dei costi
Il 34 percento ha dichiarato di voler migliorare l’experience dei dipendenti, consentendo una migliore collaborazione come nel caso di mobile e social working
Il 38 percento punta a valorizzare la customer experience
Il 23 percento investirà in un’infrastruttura più globalizzata, che faciliti la fruizione di skill anche dall’esteroLe aziende italiane sono perfettamente consapevoli delle sfide che affrontano per realizzare le proprie ambizioni riguardo il digitale. Il 71% degli intervistati ha sottolineato la difficoltà nell’integrare le tecnologie legacy con le applicazioni compatibili con il cloud, oltre all’incertezza che aleggia intorno al clima politico mondiale (a detta del 35 percento degli intervistati). Al contempo, però, il 51 percento ha dichiarato che uno degli ostacoli principali alle iniziative in ambito digital transformation è rappresentato dalla mancanza di talenti e skill in quest’ambito.Cristina Crucini ha dichiarato “Nessuno conosce con certezza quali saranno i risvolti della Brexit, o come si evolveranno i rapporti tra UK e il resto d’Europa in futuro. La nostra ricerca svela però che le aziende italiane stanno adottando la strategia più adatta per far fronte a questa incertezza, cogliendo l’opportunità per modernizzare la propria infrastruttura tecnologica.“Lo scenario competitivo è in continua evoluzione, e non soltanto a causa della Brexit. Le aziende italiane dimostrano un’ambizione encomiabile con l’impegno a sviluppare progetti che le rendano più agili e pronte ad affrontare ciò che il futuro avrà in serbo per loro. La nostra ricerca dimostra che le aziende italiane sono pronte a prendere il controllo del proprio futuro, affrontando sfide come, ad esempio, la produttività dei dipendenti e l’accesso alle skill. E’ chiara dunque la ragione per la quale molti guardano in modo fiducioso, e non con ansia, al 2018.”

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AccorHotels pioniere nell’agricoltura verticale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

LivingFarmingTreeDebutta a Milano con AccorHotels la prima installazione del Living Farming Tree, l’innovativo orto verticale indoor firmato Hexagro Urban Farming, startup italiana composta da un team internazionale di ingegneri, designer industriali e gastronomi. In linea con gli obiettivi del proprio programma di sviluppo sostenibile Planet21 volto a promuovere un’ospitalità positiva e virtuosa, il gruppo leader mondiale nei settori travel & lifestyle è, infatti, il primo in Italia ad adottare il nuovo sistema di agricoltura automatizzato e personalizzabile per la coltivazione indoor di erbe, piante aromatiche e depuratrici d’aria.Installato nello spazio comune del lounge bar al Novotel Milano Ca’ Granda, albergo di design dall’anima green, l’orto verticale indoor permetterà agli ospiti di assistere alla crescita di erbe aromatiche, come menta, basilico e rosmarino, ingredienti alla base dei menù proposti dallo chef e dei cocktail preparati dal bartender della struttura milanese.Combinando elementi di green design e innovazione, il Living Farming Tree si può adattare a ogni spazio, è semplice da installare e non richiede manutenzione grazie a un sistema di LivingFarmingTree1monitoraggio automatico controllabile anche da remoto. Un vero e proprio orto intelligente basato sulla tecnica di coltivazione aeroponica, che consente la crescita di piante senza l’utilizzo di terra, pesticidi o fertilizzanti. Grazie a questa innovativa tecnologia, il sistema garantisce la sicurezza alimentare di prodotti di qualità con alti valori nutrivi e organolettici. È alimentato da luci LED a basso consumo e da sistemi di irrigagazione tramite nebulizzazione, che non incidono sui costi della bolletta e permettono un notevole risparmio idrico (oltre il 90% in meno rispetto all’agricoltura tradizionale).
Il progetto si inserisce nel programma di sviluppo sostenibile di AccorHotels, Planet21. Lanciato nel 2011, coinvolge 4.200 strutture nel mondo (di cui 80 in Italia) con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale attraverso il superamento di alcune sfide chiave, alimentazione in primis. Entro il 2020 AccorHotels punta allo sviluppo dell’agricoltura urbana con la realizzazione di 1.000 orti nei propri hotel (a oggi se ne contano già 500 nel mondo, di cui 33 in Italia), a una riduzione del 30% dello spreco alimentare e a un’offerta ristorativa al 100% sana ed equilibrata grazie all’utilizzo di prodotti locali e coltivati in hotel. Una sfida che, coinvolgendo collaboratori, clienti, comunità locali, passa necessariamente dall’adozione di nuove tecnologie e dalla ricerca di partner, che condividano gli impegni del Gruppo nella realizzazione di soluzioni innovative e sostenibili.Con urbanizzazione e popolazione mondiale in aumento (secondo l’ultimo rapporto annuale delle Nazioni Unite nel 2023 saremo 8 miliardi, per arrivare a 9,8 entro il 2050) il futuro dell’agricoltura è sempre più verticale e indoor. A confermarlo anche i dati di una recente ricerca di Global Market Insights: il mercato del vertical farming varrà 13 miliardi di dollari entro il 2024 con una rapida crescita della versione indoor, specialmente nelle aree urbane densamente edificate. (foto: LivingFarmingTree)

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Legge sul biotestamento: comunicato Chiesa Luterana

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Pastore Heiner BludauLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto – attraverso le parole del Decano Heiner Bludau – di aver accolto con grandissima soddisfazione l’approvazione della legge sul cosiddetto testamento biologico avvenuta ieri da parte del Parlamento italiano. “Il risultato raggiunto – dopo tanti mesi di incertezze e confronti anche aspri in Assemblea – colma un vuoto normativo che, per anni, ha determinato effetti pesanti e drammatici su troppe famiglie italiane. Come già dichiarai nei mesi scorsi, per noi luterani, nessuno al di fuori di Dio può o deve disporre il momento della morte propria o altrui. Ecco perché abbiamo sempre rifiutato qualsiasi ipotesi di aiuto attivo a morire, quale l’eutanasia attiva o l’assistenza al suicidio. Ma la nuova legge riconosce un principio per noi fondamentale: quando la morte è inevitabile, è preferibile dare la priorità a una fine dignitosa rispetto a un artificiale prolungamento della vita. Quel vuoto normativo, peraltro, abbandonava alla propria solitudine non solo il morente e i propri familiari, ma anche medici e operatori di cura, proprio nel momento dell’assunzione di decisioni di enorme rilievo. Da oggi non è più così” afferma il Decano Bludau.La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, nello scorso marzo, aveva rivolto un appello affinché venisse presto colmato il vuoto normativo sul tema, proprio in occasione dell’avvio del dibattito sul disegno di legge presso la Camera dei Deputati e in concomitanza con la pubblicazione del “Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana” elaborato dalla stessa CELI per offrire un orientamento sul tema delle direttive anticipate di trattamento da molteplici prospettive: teologica, etica, medica e giuridica.“Sono davvero convinto che – come in tanti hanno sottolineato – oggi l’Italia abbia compiuto un grande passo di civiltà. Il Salmo 90,12 recita: ‘Facci capire che abbiamo i giorni contati, allora troveremo la vera saggezza’. Ecco, la concezione luterana è fondata sulla Bibbia da cui ha origine l’attitudine ad accettare il limite della vita e a integrare il poter-dover lasciar andare. Al contempo, era inevitabile che la regolamentazione normativa di una materia tanto complessa portasse spesso il confronto d’idee a sfociare in contrasti ideologici, talvolta anche esasperati. Ora è importante superare questi contrasti, comprendendo anche chi, oggi, si sente smarrito davanti a un cambiamento così rilevante per ciascun individuo, ogni famiglia, l’intera società” conclude il Decano Bludau. (foto: Pastore Heiner Bludau)

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I senza fissa dimora della Città metropolitana in un’indagine a tutto campo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

palazzo cisternaTorino. Lunedì 18 dicembre dalle 9 alle 13.30 nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna (via Maria Vittorio 12) si terrà un’incontro dal titolo “Homeless. Uno sguardo sul territorio della Città metropolitana di Torino”Ad aprire i lavori, interverranno Silvia Cossu, consigliera delegata diritti sociali e parità, welfare, della Città metropolitana di Torino; Augusto Ferrari assessore alle politiche sociali, della famiglia e della casa della Regione Piemonte; Sonia Schellino assessora al welfare della Città di Torino
Nel corso dell’incontro verranno presentati i risultati di un’indagine dal titolo “Homelessness, un’indagine ricognitiva sul territorio della Città metropolitana di Torino”, realizzata e coordinata da Cesare Bianciardi per conto di Educamondo in collaborazione con il Servizio politiche sociali e di parità della Città metropolitana di Torino, grazie a fondi stanziati dalla Fondazione Don Mario Operti e con la collaborazione scientifica di Antonella Meo dell’Università degli studi di Torino.
Gli “homeless” sono quasi invisibili, vivono ai margini della società e quel che li accomuna è che non hanno un tetto stabile, una casa da cui far ripartire le loro esistenze. Ma i senza fissa dimora, quelli che comunemente vengono chiamati “barboni”, nella realtà sono persone con storie travagliate molte diverse, ancor più in questi ultimi decenni in cui crisi economica e migrazioni, fragilità dei percorsi socio assistenziali spingono “sulla strada” anche individui che in altre situazioni un’abitazione l’avrebbero o la vorrebbero.Difficili da classificare e ancor più da contare, escono dall’”invisibilità” nei periodi invernali, quando il freddo li riporta alla ribalta e vengono approntate ulteriori strutture di emergenza.
L’indagine fotografa quanti sono i senza fissa dimora sul territorio della Città metropolitana concentrandosi su quellli che vivono fuori dalla realtà di una grande città come il Comune di Torino e fotografa quali e quante sono le strutture, pubbliche e private, che offrono ai senza fissa dimora assistenza e accoglienza.

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Sottoscritto a Pordenone un protocollo tra sette università ed enti di ricerca Viticoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

enotrendRinnovo della piattaforma varietale e del miglioramento delle tecniche di coltivazione della vite, con l’obiettivo primario di migliorare la sostenibilità della viticoltura dal punto di vista ambientale, economico e sociale. È questo l’obiettivo dell’accordo sottoscritto dalle Università degli studi di Padova, Verona e Udine, la Libera Università di Bolzano, l’IGA Udine, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige e il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Il protocollo, firmato il 14 dicembre a Pordenone, nell’ambito di Expo Rive 2017, il Salone internazionale dedicato alla viticoltura e all’enologia, è preliminare ad una raccolta di fondi che vedrà tutti gli stakehoder, pubblici e privati, coinvolti nel finanziamento di un piano di lavoro di durata almeno quinquennale. Con questa firma, le università e gli enti di ricerca sulla vite e sul vino del Triveneto hanno dichiarato il loro comune impegno verso lo sviluppo di un progetto di ricerca dal titolo “Viticoltura 4.0”. Le 7 istituzioni rappresentano eccellenze a livello nazionale ed internazionale che hanno già dato importanti contributi nella ricerca in viticoltura che si sono anche già tradotti in applicazioni con un notevole impatto sul settore vitivinicolo del Triveneto e nazionale. Dieci anni dopo l’importante risultato ottenuto dalla ricerca italiana con il sequenziamento del genoma della vite, che ha visto protagonisti i “magnifici 7” della ricerca, questo accordo rappresenta un’altra pietra miliare su cui costruire il futuro della viticoltura. Lavorare da ora in poi congiuntamente su questi temi di ricerca consentirà di mettere a fattor comune risorse intellettuali e strumentali e grazie a ciò accelerare il processo di trasferimento dei risultati della ricerca dai laboratori ai vigneti con benefici per i viticoltori, per i consumatori e per l’ambiente. (foto:enotrend)

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Caso Boschi-Vegas

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

renato-brunettameloni“Premesso che Forza Italia ha votato contro la sfiducia individuale all’allora ministro Boschi, in tutta questa vicenda mi viene da dire: che non ci sia stata una mancanza di trasparenza? Non voglio usare parole grosse – ha mentito al Parlamento, conflitto di interessi –, ma che non ci sia stata una mancanza di trasparenza?”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Giuseppe Vegas, presidente Consob.“La Boschi era perfettamente informata sui matrimoni bancari pur non avendo competenza. Banca Etruria riguardava il suo collegio elettorale? Va bene, però se uno decide di fare il ministro della Repubblica dovrebbe avere un minimo di contenimento, diciamo così. Se poi c’è un padre di mezzo, e una vicepresidenza del padre di mezzo, questo contenimento dovrebbe mantenerlo ancora di più”.“Dopo questa audizione la mia personale valutazione è che, sia in merito al decreto sulle banche popolari – con la vicenda De Benedetti e i suoi 5-6 milioni di euro investiti poco prima del decreto proprio sulle dieci banche coinvolte dal decreto stesso – sia sul caso Boschi-Vegas, ci sia stata improntitudine da parte di chi era al governo, Renzi compreso, e una grave mancanza di trasparenza, forse dovute anche ad una mancanza di esperienza”.
Per l’on.le Giorgia Meloni non ci sono dubbi. scrive, infatti, su Facebook: “Il sottosegretario Maria Elena Boschi ha mentito al Parlamento e agli italiani dichiarando più volte di non essersi mai interessata a Banca Etruria. Menzogna svelata dal presidente della Consob in Commissione banche. D’altronde è il segreto di pulcinella che il PD e i banchieri sono un tutt’uno indissolubile. Pretendiamo le dimissioni della Boschi, e anche il resto del governo, asservito alle banche, dovrebbe dimettersi. Purtroppo non lo faranno, ma tra pochi mesi ci penseranno gli italiani”.

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Omaggio a Lina Wertmüller

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Lina WertmüllerRoma martedì 19 dicembre dalle ore 16.30 la Casa del cinema ha scelto di passare le feste di Natale in compagnia di Lina Wertmüller e del suo cinema con una programmazione a lei dedicata e una giornata inaugurale. Dopo la proiezione del documentario di Valerio Ruiz Dietro gli occhiali bianchi, la regista darà il via alle celebrazioni in suo onore davanti al pubblico della Casa del Cinema, insieme agli amici più cari, ai colleghi e ai collaboratori che l’hanno affiancata nel corso degli anni. A seguire la proiezione dell’opera prima della regista: I basilischi (1963). L’intera rassegna è realizzata in collaborazione con Cineteca Nazionale e Rai Teche, ma si ringraziano tutti i produttori che hanno generosamente messo a disposizione i film.
Dal 26 dicembre al 7 gennaio prenderà forma la rassegna vera e propria con l’integrale proposta del suo lavoro per il cinema e una serie di incursioni nella sua produzione televisiva. Una carriera che, oltre a regalare degli autentici capolavori in ambito cinematografico, ha saputo illuminare il racconto televisivo e si è contraddistinta per la rara capacità di spaziare in tutti i generi più popolari arrivando ad appassionare i pubblici più diversi.“Da qualche anno – dice Giorgio Gosetti – abbiamo scelto di dedicare la nostra programmazione da Natale all’Epifania a storie, personaggi, momenti che hanno reso grande il cinema italiano senza per questo restare prigionieri nella gabbia della memoria; avvicinando invece un pubblico giovane e spensierato al grande cinema popolare. Per questo Lina Wertmüller è perfetta con il suo stile personale e irriverente, la sua femminilità indossata come una corazza smagliante e raffinata”.Dopo I basilischi, la sua opera d’esordio del 1963 che verrà presentata nella serata speciale del 19 dicembre insieme al ritratto di Valerio Ruiz (Dietro gli occhiali bianchi), il programma prenderà il via il 26 dicembre con Rita la zanzara (1966) e la prima, spettacolare puntata del Giornalino di Gian Burrasca (entrambi con Rita Pavone), per concludersi il 7 gennaio con Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004). In mezzo ci saranno i film più noti, da Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto a Pasqualino sette bellezze, le incursioni nel varietà con Antonello Falqui (Studio Uno), i film per la tv e l’indimenticabile Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio.
Nata il 14 agosto e battezzata Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, con ascendenze lucane e svizzere ma cresciuta a Roma, Lina è stata allieva dell’Accademia Teatrale di Pietro Sharoff, animatrice di spettacoli di burattini, autrice e regista alla radio e in televisione, aiuto regista di Federico Fellini, regista acclamata e invidiata, prima donna ad ottenere la candidatura all’Oscar per la regia, insignita del Golden Globe nel 2009 e del David di Donatello nel 2010, cittadina onoraria di Napoli. Ha diviso tutta la vita con lo scenografo Enrico Job in un felice sodalizio umano e artistico. (foto:Lina Wertmüller)

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Il Madagascar firma un accordo di finanziamento da 53 milioni di dollari con l’IFAD

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

MadagascarUn nuovo accordo finanziario, firmato oggi tra il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) e il Madagascar, farà aumentare in modo sostenibile i redditi, la sicurezza alimentare e la qualità dell’alimentazione per 320.000 famiglie rurali malgasce in otto regioni situate nella parte meridionale del paese. L’accordo per il Programma per lo sviluppo di catene del valore agricole inclusive (DEFIS) è stato firmato a Roma da Gilbert F. Houngbo, presidente dell’IFAD, e da Harison Edmond Randriarimanana, ministro dell’agricoltura e dell’allevamento del Madagascar.Il valore complessivo del progetto è di 250 milioni di dollari, e comprende un prestito di 26,5 milioni di dollari e una donazione di 26,5 milioni di dollari da parte dell’IFAD. Il progetto sarà cofinanziato dal governo del Madagascar (33,7 milioni di dollari), dalla Banca Africana di Sviluppo (50 milioni di dollari), dal Fondo per lo sviluppo internazionale dell’OPEC (20 milioni di dollari), dal Fondo Verde per il clima (15 milioni di dollari) e dai beneficiari stessi del progetto (14,3 milioni di dollari). I restanti 64 milioni di dollari potrebbero essere forniti da successivi stanziamenti di risorse da parte dell’IFAD o da altri partner finanziari da individuare durante l’attuazione del DEFIS. Il programma sarà attuato in un periodo di 10 anni, per poter fornire un sostegno finanziario stabile e prevedibile ai produttori.In Madagascar, nonostante la grande biodiversità e la varietà delle colture, la dieta del 76 per cento della popolazione non arriva a coprire il requisito energetico minimo di 2133 kilocalorie al giorno. L’incidenza della malnutrizione cronica nei bambini sotto i cinque anni è tra le più alte al mondo, mentre il tasso di povertà nelle aree rurali supera l’80 per cento. Gli scarsi investimenti nell’agricoltura e nelle aree rurali sono tra le cause principali della povertà, dell’insicurezza alimentare e della qualità inadeguata dell’alimentazione in Madagascar.Sostenendo i sistemi nazionali per lo sviluppo agricolo (Fonds de development agricole, Chambre d’agriculture, Centre de services agricole ecc.), il DEFIS contribuirà all’impegno per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile riproducendo su scala più vasta programmi rivelatisi efficaci nel paese, tra quelli finanziati dall’IFAD e dai suoi partner in Madagascar. Tra questi vanno annoverati anche i risultati ottenuti concentrando gli investimenti in poli produttivi selezionati, per facilitare la fornitura di servizi agricoli, la concentrazione dei prodotti e l’accesso ai mercati; rafforzando e sostenendo le istituzioni nazionali di agricoltori che si occupano di fornire servizi agricoli; e promuovendo l’istituzione di partenariati e di accordi contrattuali tra agricoltori e imprese del settore privato.Per aumentare la produttività delle piccole imprese agricole e per collegarle meglio con i mercati, il nuovo programma concentrerà i suoi investimenti su otto catene del valore prioritarie: riso, mais, manioca, arachidi, caffè, cipolle, piccoli ruminanti e miele, con tre prodotti prioritari selezionati in ogni regione. Inoltre, il DEFIS investirà nella promozione del sorgo per aumentare la capacità di resilienza dei sistemi produttivi dei piccoli agricoltori nelle zone semiaride delle regioni più meridionali del paese, particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico. Ci si aspetta che il DEFIS, tra altri risultati, riabiliti 20.000 ettari di sistemi di irrigazione esistenti, sviluppi 8000 ettari di nuovi sistemi di irrigazione e apporti piccole migliorie su 7000 ettari. Sosterrà inoltre la costruzione di 300 punti di approvvigionamento d’acqua e di 50 bacini idrici sotterranei per i piccoli ruminanti.Inoltre, il DEFIS renderà possibile la formazione di fornitori di servizi finanziari che operino nell’area del programma, mettendoli in condizione di sviluppare e diffondere su scala più vasta prodotti e servizi finanziari adeguati alle necessità dei piccoli agricoltori. Realizzerà anche infrastrutture per immagazzinare i raccolti e per accedere ai mercati. Queste comprenderanno 490 magazzini, 45 centri di raccolta, 50 mercati locali, nonché 800 km di strade rurali riabilitate. Il programma contribuirà anche a mitigare i rischi del cambiamento climatico e ambientali, garantendo che gli investimenti e le nuove infrastrutture siano adeguati agli standard ambientali.Dal 1979, l’IFAD ha finanziato 16 programmi e progetti di sviluppo rurale in Madagascar, con un investimento da parte del Fondo pari a 329,5 milioni di dollari, o a 885,4 milioni di dollari considerando anche i cofinanziamenti, a beneficio di oltre un milione di famiglie rurali.

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Premio Giuseppe De Carli

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

premioDeCarli2017Roma. Stefania Falasca di Avvenire con una intervista a papa Francesco (categoria testi scritti), Antonello Carvigiani di Tv2000 con un documentario sulla strage nel monastero di Debre Libanos, Ilaria Beretta di Mondo e Missione (categoria giovani) sulla presenza missionaria in Centrafrica, ex aequo con Elisa Bertoli di Credere su una storia di fuga da Kabul e di conversione, sono i primi classificati alla quarta edizione del Premio “Giuseppe De Carli” dedicato all’informazione religiosa.
La cerimonia di premiazione si è svolta ieri pomeriggio alla Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum, partner accademico – assieme all’Università della Santa Croce – dell’Associazione costituita cinque anni fa per ricordare e mantenere vivo il particolare stile di De Carli, improntato sul rigore professionale e l’amore per la verità.
Nel corso della cerimonia sono stati premiati, come secondi classificati, Mimmo Muolo di Avvenire con un lavoro sulla “enciclica dei gesti” di papa Francesco ed Alessandra Buzzetti per lo speciale del Tg5 andato in onda per gli 80 anni del pontefice.
Terzi classificati, Annamaria Salvemini di Padre Pio Tv con un originale dialogo sull’attualità condotto in automobile con un sacerdote e, per i testi scritti, Manuela Tulli dell’Ansa per il reportage sul viaggio di papa Francesco a Lesbo da dove rientrò con alcune famiglie di profughi siriani. Una di quelle famiglie, ospitata dai frati minori conventuali del Seraphicum, ha premiato il lavoro vincitore, rendendo ancora più viva l’emozione di questa pagina di pontificato.
L’Associazione “Giuseppe De Carli” ha assegnato il Premio alla carriera allo spagnolo Antonio Pelayo di Antena3 Tv, cui viene riconosciuto l’importante lavoro svolto in tanti anni nell’ambito dell’informazione religiosa, nella sua doppia veste di sacerdote e giornalista.
premioDeCarli1Particolarmente significativo il momento della consegna di una medaglia fatta appositamente coniare dall’Associazione per il papa emerito Benedetto XVI, come segno tangibile della stima e affetto che Giuseppe De Carli nutriva per il cardinale e papa Ratzinger. A ritirare il riconoscimento, p. Federico Lombardi, presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
La cerimonia di premiazione è stata preceduta da una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Rai Alessandra Ferraro, sul tema “Il linguaggio di un pontificato. Papa Francesco in parole e immagini” con gli interventi di Lucio Brunelli, direttore delle testate giornalistiche di Tv2000-Radio Inblu; Alessandro Gisotti, del coordinamento social media della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede; Ángeles Conde, corrispondente di RomeReports TV News Agency ed Evandro Inetti, fotoreporter di ZumaPress. La giornata di studio è stata anche occasione per presentare la terza pubblicazione dell’Associazione, edita da Edusc, dal titolo “Giornalismo Vocazione Missione – Ricordando Giuseppe De Carli”, a cura di Elisabetta Lo Iacono e Giovanni Tridente. Oltre a raccogliere gli atti della precedente edizione, il libro contiene un approfondimento sulla figura di De Carli e sulla centralità dell’etica professionale, con i contributi di Cristiana Caricato, Alessandro Gisotti, Sabina Fadel, Domenico Paoletti e Sergio Tapia-Velasco. (foto: premio de carli)

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Responsible Business Forum on Food and Agriculture

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Jakarta, 26 – 28 March 2018.The introduction of the Sustainable Development Goals (SDGs) in 2015 provided a global masterplan for ensuring an equitable, sustainable future for all. Among the Goals, SDG 2 ‘Zero Hunger’ aims to achieve food security, improve nutrition and promote sustainable agriculture, which will require an integrated and collaborative approach to the SDGs.Under the theme ‘Scaling collaboration to deliver the SDGs’, RBF Food & Agriculture, Jakarta 2018 will convene over 500 food, agriculture and nutrition decision makers to discuss solutions to Asia’s food and nutrition crisis, and agree on actions and commitments to achieving the SDGs. The Forum will devise scaleable solutions to achieving ‘Zero-Hunger’, recognising that this underpins most, if not all, of the SDGs.
Delegates will share partnerships, projects and initiatives designed to transform the food and agriculture value chain, and will partake in focused working groups on how to accelerate and scale these initiatives through collaboration.

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Formazione manageriale online

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Andrea SianesiMilano. E’ la School of Management del Politecnico di Milano la prima business school italiana a vedere riconosciuta la qualità dei propri corsi erogati in digital learning nei master Executive MBA attraverso la certificazione EOCCS (EFMD Online Course Certification System). EOCCS è un sistema ad hoc per valutare gli standard dei corsi online ideato da EMFD (European foundation for management development), la più prestigiosa istituzione a livello europeo nella promozione e nella valutazione della formazione e dello sviluppo manageriale. I corsi di management che potevano fregiarsi di questa certificazione a fine settembre erano appena 35, distribuiti tra 11 Atenei in Europa. Un’inezia se si considerano le migliaia di prodotti in commercio.
A queste 35 eccellenze, da oggi si sono aggiunti due corsi per executive erogati in distance learning dalla School of Management del Politecnico di Milano: il corso in Innovation Management dell’international flex EMBA, totalmente in lingua inglese, e il corso in Supply Chain Management del flex EMBA in italiano. Il sistema EOCCS infatti certifica i singoli corsi, ma ovviamente viene sottoposto a esame, e valutato, l’intero programma in cui il corso è erogato, nonché i servizi di supporto della Scuola.
Il tema della certificazione dei master e dei corsi erogati in digital learning è particolarmente sentito dall’utenza, ora che in internet proliferano proposte online di ogni tipo tra cui non è facile orientarsi. Il marchio di qualità apposto da organismi internazionali come EMFD permette di scegliere serenamente percorsi di studio con una larga parte di lezioni erogate via web, che pur nella grande flessibilità della fruizione (ognuno può decidere quando, come e dove connettersi) mantengono il rigore metodologico, il livello di insegnamento, la forte personalizzazione e la “dote” di relazioni interpersonali tipici dei corsi in presenza.
“Per la School of Management del Politecnico di Milano ricevere, prima in Italia, la certificazione EOCCS è motivo di grande soddisfazione – commenta Andrea Sianesi, Dean del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business -. Noi crediamo fortemente che le tecnologie digitali possano rivoluzionare gli approcci alla formazione e al continuous learning di manager ed executive. Infatti, siamo stati i primi a erogare un EMBA in digital learning, il Flex EMBA, premiato da AMBA tra i 6 più innovativi al mondo, perché permette di acquisire le stesse competenze e relazioni di un master tradizionale beneficiando però dei vantaggi offerti dalle più moderne tecnologie. L’online learning è ormai centrale in tutta la nostra offerta di master e corsi, anche per aziende. Quello di EOCCS è un ulteriore accreditamento arrivato pochi giorni dopo il ranking 2017 del Financial Times, che per il nono anno consecutivo ha confermato la Scuola tra le migliori business school europee, e il prestigioso ranking QS, che ci ha classificati al 20° posto nel mondo per il master internazionale in Business Analytics and Big Data”. La School of Management è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, la business school dell’Ateneo milanese. (foto: andrea sianesi)

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Dublino nominata destinazione di viaggio top per il 2018 da National Geographic

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

traveller.jpgDublino è stata selezionata come una delle 21 destinazioni del Best of the World del National Geographic Traveler per il 2018. Il processo di selezione è avvenuto attraverso un numero eccezionale di nomination provenienti da una rete mondiale di giornalisti, editori ed esploratori della pubblicazione. Con i voli diretti Aer Lingus è semplicissimo raggiungere la capitale, direttamente da http://www.aerlingus.com, è possibile acquistare i biglietti e scoprire le migliori offerte. Dublino, capitale con un’importante storia, ricca di cultura ma allo stesso tempo estremamente vivace, giovane e frizzante, è una città poliedrica che sa incontrare i gusti di tutti i visitatori grazie all’ampia offerta di eventi, quartieri innovativi completamente riqualificati, tour originali e dintorni tutti da scoprire. Infatti, in pochi minuti, è possibile lasciarsi alle spalle la frenesia della città per immergersi in uno scenario dominato da villaggi pittoreschi a picco sul mare e costellati da immacolate spiagge deserte.
Perché visitare Dublino nel 2018? Ecco alcuni buoni motivi per pianificare la prossima vacanza nell’Isola di Smeraldo:
1. Prelibatezza gastronomiche. La purezza dei prodotti naturali dell’Isola l’ha resa una delle destinazioni gastronomiche più rinomate d’Europa. Gustarle è semplice nei migliori ristoranti della città, pub o durante i festival e gli itinerari gastronomici che si svolgono tutto l’anno.
2. Musica tradizionale e contemporanea. Dublino ha un’eredità musicale davvero epica. Città natale di grandi artisti come gli U2, Thin Lizzy, Sinead O’Connor, i Kodaline, The Chieftains e The Dubliners, passeggiando per le strade acciottolate del Temple Bar, è facile scoprire come a Dublino la musica sia una passione condivisa.
3. Dublino è la patria della “black stuff” dove alla Guinness Storehouse è possibile seguire le varie fasi della produzione della famosa birra e godere della vista panoramica della città dal famoso Gravity Bar.
4. Phoenix Park. Appena fuori dalla città si trova il parco cittadino più grande d’Europa, che ospita lo zoo di Dublino e il suo spettacolare branco di daini.
5. Dublino è casa del pub più antico di Irlanda, the Brazen Head risalente al 1198 e anche sede del pub più piccolo del mondo, The Dowson Lounge.
6. Il Trinity College è la sede dove hanno studiato artisti del calibro di Oscar Wilde, Jonathan Swift e Jack Gleeson. Il campus ospita il Book of Kells, uno splendido manoscritto miniato dai primi cristiani.
7. Passeggiate nel cuore e nell’anima di Dublino a cura di Stroll. La sua cultura, la sua storia e la sua grande personalità la rendono una città infinitamente interessante da esplorare a piedi.
8. DNA: itinerario a nord di Dublino in 12 tappe. DNA è un affascinante nuovo itinerario che si snoda a nord del fiume Liffey e tocca numerosi luoghi d’interesse, che sono spesso la chiave per entrare nel cuore di Dublino e per scoprire il vero carattere della città e della sua gente, in breve il suo DNA.
9. a/r Dublino: mete in giornata. A un tiro di schioppo c’è il mare, una natura rigenerante e tanti villaggi da scoprire.
Per organizzare al meglio la permanenza in Irlanda e scoprire informazioni utili basta visitare il sito http://www.irlanda.com che fornisce tutte le informazioni necessarie per scoprire e vivere le città irlandesi. Altre interessanti informazioni si possono trovare anche su Youtube, Facebook e Instagram. Aer Lingus offre voli annuali e stagionali dall’Italia per raggiungere la città irlandese di Dublino, le città americane di New York, Boston, Chicago, Los Angeles, Miami, Hartford, Seattle e la città canadese di Toronto. (foto: traveller)

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Una nuova donazione dell’IFAD sostiene gli sforzi per aiutare le popolazioni indigene

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

agricoltoreIl Consiglio di Amministrazione del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) ha recentemente approvato una donazione di 3 milioni di dollari per sostenere le comunità indigene nei paesi in via di sviluppo, nel periodo 2017-2020.
“Con questa donazione, l’IFAD rafforza il suo impegno a favore delle popolazioni indigene e, soprattutto, della loro aspirazione ad assumere il controllo del proprio sviluppo”, ha dichiarato Antonella Cordone, specialista tecnico per le questioni indigene e tribali dell’IFAD. Al mondo ci sono oltre 370 milioni di persone che si autodefiniscono indigene, che rappresentano circa il cinque per cento della popolazione mondiale e vivono in almeno 70 paesi. Rappresentano il 15 per cento delle persone più povere del pianeta e sono tra i gruppi più vulnerabili e svantaggiati della Terra.”Non dovremmo percepire le popolazioni indigene come vittime. Possiedono una conoscenza unica e hanno capacità che possono contribuire ad affrontare molte delle sfide che oggi ci troviamo davanti, in particolare quelle legate al cambiamento climatico”, ha aggiunto Cordone.La donazione finanzierà fino a 35 progetti identificati in base alle esigenze espresse dalle comunità indigene, oltre ad aiutare tre organizzazioni che lavorano con le popolazioni indigene a potenziare le proprie capacità per difendere meglio gli interessi delle popolazioni indigene in Asia, Africa, America Latina e Caraibi.La donazione darà priorità ai giovani indigeni e a progetti che mirino a sviluppare le loro capacità, oltre a promuovere sistemi agricoli tradizionali, sviluppare mercati di nicchia e promuovere l’agricoltura come attività economica sostenibile e interessante per i giovani.La donazione per il periodo 2017-2020 finanzierà il quinto ciclo dello Strumento dell’IFAD per l’assistenza alle popolazioni indigene (IPAF). Creato nel 2006, l’IPAF è uno strumento unico basato sul principio dell’autodeterminazione del proprio sviluppo da parte dei popoli indigeni. Finanzia piccoli progetti formulati dalle stesse comunità indigene e dalle loro organizzazioni, basati sulla loro cultura, le loro conoscenze, le risorse naturali e i diritti umani.
Il Consiglio dell’IPAF è composto da una maggioranza di rappresentanti delle istituzioni delle popolazioni indigene e lo Strumento è gestito da tre delle loro organizzazioni regionali: Il Forum Internazionale delle Donne Indigene (FIMI) in America Latina e nei Caraibi, la Fondazione Tebtebba in Asia e nel Pacifico, e il Trust delle Donne Samburu in Africa. Queste organizzazioni riceveranno un finanziamento di 660.000 dollari dalla donazione dell’IFAD nei prossimi tre anni.La donazione è aumentata del 50 per cento, rispetto al precedente ciclo di tre anni, grazie a un contributo maggiore da parte dell’IFAD e al sostegno offerto dal Christensen Fund e dal Trust Tamalpais (due fondazioni americane), oltre che dal Fondo per lo sviluppo delle popolazioni indigene dell’America Latina e dei Caraibi (FILAC) e dal Gruppo internazionale di lavoro sulle questioni indigene (IWGIA). Il venti per cento della donazione sarà fornito dalle organizzazioni delle stesse popolazioni indigene. International Indigenous Women’s Forum (FIMI) in L’IFAD lavora con le popolazioni indigene da oltre trent’anni. Dall’adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni nel 2017, l’IFAD ha moltiplicato il suo impegno a favore delle popolazioni indigene e si è progressivamente affermato come uno dei primi difensori del diritto delle comunità indigene di definire e intraprendere autonomamente il proprio percorso di sviluppo.Negli ultimi dieci anni, l’IFAD ha finanziato circa 123 progetti in paesi in via di sviluppo, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di dollari in prestiti a favore delle popolazioni indigene e circa 40 milioni in donazioni.

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L’opposizione democratica in Venezuela riceve il Premio Sacharov 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Portrait of Antonio TajaniI rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela hanno ricevuto oggi 13 dicembre a Strasburgo il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. “Il premio è per tutti i venezuelani nel mondo”, ha detto il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani alla consegna del premio. Il Presidente ha sottolineato il peggioramento della situazione dei diritti umani in Venezuela e ha chiesto “il ritorno a libere elezioni con la partecipazione di tutti affinché il popolo venezuelano possa decidere del proprio futuro”. “Lo scorso weekend il presidente Maduro ha deciso in maniera arbitraria e antidemocratica di proibire ai principali partiti di opposizione di presentarsi alle elezioni presidenziali. Questa situazione non può continuare. Vogliamo che il paese torni alla democrazia, alla libertà e alla dignità”, ha inoltre detto Tajani nel suo discorso. “Si tratta di un riconoscimento per le madri che si privano del cibo per salvare i propri figli, per i bambini che frugano nell’immondizia per placare la fame, per gli anziani che muoiono per l’assenza delle medicine. I giovani che sono costretti a emigrare per disperazione vengono riconosciuti da questo premio, così come gli insegnanti che superano la cecità ideologica e continuano a formare giovani uomini e donne liberi in Venezuela. È per tutti quelli che lottano per i diritti umani in Venezuela, per i giornalisti che rischiano la vita per mostrare una realtà che si vuole far tacere”, ha detto il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Julio Borges. Borges ha ricordato che “la fame è diventata un sistema politico in Venezuela: il 75% dei venezuelani ha perso dieci chili nel corso degli ultimi dodici mesi”. Per questo Borges ha chiesto aiuti umanitari per il suo paese e l’osservazione attenta delle prossime elezioni da parte dell’UE e del resto del mondo.“Trasformeremo questo premio in fiori da portare sulle tombe dei venezuelani. Al contrario di coloro che sono illegalmente al potere in Venezuela adesso e che usano le armi per schiacciare la costituzione e le leggi delle repubblica, noi vogliamo la pace. Non cerchiamo vendetta ma giustizia”, ha detto Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, prigioniero politico adesso in esilio in Europa. “Questo premio ci dà più energia per continuare la lottare per i valori e i principi della democrazia”, ha aggiunto.
Alla cerimonia hanno partecipato: Julio Borges, presidente dell’Assemblea nazionale, Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, e i familiari e rappresentanti dei prigionieri politici, cioè Leopoldo López e Antonieta Mendoza (genitori di Leopoldo López), Patricia Gutiérrez (moglie di Daniel Ceballos), Yamile Saleh (madre di Lorent Saleh), José Ignacio Guédez (avvocato di Alfredo Ramos) e Alejandra González, sorella di Andrea González. Antonio Tajani ha anche accolto un’altra finalista del Premio Sacharov, Aura Lolita Chavez Ixcaquic, e la figlia di Dawit Isaak, Betlehem Isaak, in rappresentanza del padre che è in prigione dal 2001 ed è stato visto l’ultima volta ben dodici anni fa. Il Presidente del Parlamento europeo ha colto l’occasione per chiedere alle autorità eritree di liberare immediatamente Isaak.

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Scuola Riforma 0-6 anni: senza risorse è inutile approvare nuove norme

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

ministero-pubblica-istruzionePer il sindacato occorre andare oltre il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Piano nazionale per la promozione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni. La realtà, a due anni e mezzo dall’approvazione dell’ultima riforma, è quella di un servizio ancora molto ristretto: la stessa Legge 107/2015, con il conseguente decreto legislativo n. 65, indica infatti la copertura di appena il 33% della popolazione sotto i 3 anni. Continuando a delegare i comuni e i privati per assolvere a quello che rimane, da Costituzione della Repubblica, un servizio pubblico a carico dello Stato. Inoltre, la retta per la frequenza di nidi continua, prevalentemente, a rimanere sulle spalle delle famiglie: in alcune aree, ben oltre le 500 euro al mese. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché non si è dato seguito alla nostra proposta, più che motivata anche a livello pedagogico, di anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, introducendo un’annualità ‘ponte’ durante la quale far operare in compresenza maestre della scuola dell’infanzia e primaria? Questo avrebbe anche sopperito al problema delle GaE ancora stracolme di precari della scuola dell’infanzia e non considerati in occasione del potenziamento degli organici, che ha invece toccato tutti gli altri ordini. Non bastano di certo i 2mila maestri della fascia alunni 3-6 anni previsti dalla Legge di Stabilità: i docenti potenziatori in arrivo non saranno nemmeno uno a scuola. Rimane un mistero, poi, il motivo per il quale si continua a limitare il servizio delle classi ‘primavera’. La risposta è la stessa che porta a mettere a disposizione dell’utenza potenziale appena una scuola su quattro: la mancanza di risorse e di investimenti.

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Pensioni: dal 2019 in pensione a 67 anni o circa 43 di contributi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

istatLo prevede uno specifico decreto del Ragioniere generale dello Stato di concerto con il direttore generale delle politiche previdenziali e assicurative del ministero del Lavoro, pubblicato nell’ultima Gazzetta Ufficiale. La motivazione del provvedimento è legata alla variazione della speranza di vita per i 65enni rilevata dall’Istat nel triennio 2014-2016. L’innalzamento dei requisiti era stata stabilito dal Governo Renzi che, pubblicando nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre del 2014 un decreto ministeriale di due settimane prima, aveva previsto che “gli adeguamenti dei requisiti” pensionistici dal “1° gennaio 2019” si sarebbero “effettuati a decorrere dalla predetta data con cadenza biennale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’unica differenza rispetto a quel decreto è che l’incremento, allora previsto di quattro mesi rispetto ai 67 anni e 7 mesi attuali, si è incrementato di ulteriori 30 giorni passando a complessivi 5 mesi. Riteniamo, quindi, che l’esecutivo Gentiloni si è mosso in perfetta linea con quanto stabilito da quello che lo ha preceduto: del resto, non c’è molto da meravigliarsi, visto che i ministeri, tranne quello dell’Istruzione assegnato alla senatrice Valeria Fedeli, peraltro con risultati disastrosi, hanno tutti visto confermare nei due governi lo stesso titolare. Ciòche indigna, invece, è il fatto che in Europa, come confermato dal rapporto Ocse Pensions at a glance pubblicato solo pochi giorni fa, si continua ad andare in pensione mediamente a 63 anni. Anief fornisce una consulenza personalizzata a Cedan per sapere se si ha diritto ad andare in quiescenza prima dei termini contributivi e di vecchiaia previsti dalla legge e per scoprire il valore dell’assegno pensionistico, oltre a ulteriori servizi.

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Prospettive positive per l’azionario giapponese

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Nangle TobyAbbiamo rivisto al rialzo il nostro giudizio sulle azioni giapponesi da favorevole a molto favorevole, per la prima volta in riferimento a un mercato azionario. Le strategie di asset allocation presentano una (sovra)esposizione alle azioni giapponesi dall’estate del 2013, un periodo caratterizzato da buone performance e da un calo delle valutazioni relative a fronte di ottimi risultati in termini di utili.
Ma cinque fattori ci hanno indotto a rivedere ulteriormente al rialzo la nostra allocazione: l’accelerazione degli utili societari bottom-up; indicazioni che la riforma delle imprese in atto accresce il rendimento per gli azionisti; aspettative economiche solide; il calo del rischio politico in seguito alla vittoria di Abe alle elezioni anticipate e, infine, l’elevata leva operativa delle imprese giapponesi in relazione al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.Nonostante un eccezionale rendimento totale da inizio anno di ben il 20% (superiore alla performance delle azioni globali in termini di dollari), le azioni giapponesi continuano a quotare a sconto rispetto agli indici azionari globali. La vittoria elettorale e il rinnovato mandato di Abe a continuare con l’Abenomics dovrebbero inoltre implicare una riconferma di Haruhiko Kuroda per un secondo mandato quale governatore della Bank of Japan, il che favorirà ulteriormente gli attivi di rischio giapponesi nei mesi a venire.Gran parte della nostra attuale fiducia è focalizzata sulle posizioni che abbiamo: ossia la preferenza per le azioni rispetto al reddito fisso, per le azioni rispetto alla liquidità, nonché la scommessa sulla prosecuzione dello scenario di crescita mondiale e su una futura reflazione. Le nostre esposizioni si concentrano sulle aree più esposte a questi temi: il Giappone, indubbiamente, ma anche l’Europa (Regno Unito escluso) e i mercati asiatici emergenti, dove vi sono scarse prospettive reali di un inasprimento monetario e nessun cambiamento fiscale all’orizzonte. Sono questi i mercati nei confronti dei quali siamo maggiormente ottimisti in vista del 2018.Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump sembra in procinto di introdurre la riforma fiscale, ma il dubbio è: quale sarà l’entità delle misure adottate? I fondi gestiti sono stati sottopesati sulle azioni USA in seguito a una revisione al ribasso del nostro giudizio da neutrale a negativo a marzo di quest’anno, ma siamo consapevoli che vi sono dinamiche positive in atto in Nord America.Le azioni statunitensi sono favorevolmente posizionate per beneficiare dei “megatrend” di lungo periodo nel settore tecnologico e non solo, come ad esempio il passaggio verso il cloud computing, l’intelligenza artificiale, le auto Bhandari_Maya.jpgconnesse e le reti wireless 5G. L’industria dei semiconduttori rappresenta attualmente 350 miliardi di dollari e si prevede che crescerà di altri 100 miliardi nei prossimi cinque anni per effetto di questi trend. In molti casi i diretti beneficiari sono società che hanno un monopolio. Inoltre, le valutazioni attuali del settore tecnologico statunitense, in termini di rapporto prezzo/valore contabile, indicano che il mercato non è per nulla sottovalutato, ma nemmeno estremamente sopravvalutato. Certo, in termini di rapporto prezzo/utili atteso il settore resta conveniente rispetto ai livelli storici.Con riferimento alla riforma fiscale, abbiamo aspettative leggermente più elevate di sgravi fiscali rispetto al mercato. Se le imposte sulle imprese verranno ridotte, molte delle società orientate soprattutto all’economia interna, e che hanno registrato le migliori performance dopo le elezioni, potrebbero sovraperformare il mercato. La nostra analisi indica tuttavia che non vi saranno rialzi significativi qualora gli sgravi fiscali venissero adottati, il che contrasta in parte con la nostra intuizione e con il consenso degli analisti. Nei portafogli statunitensi abbiamo posizioni di sovrappeso chiave sulla tecnologia, sulla salute (e in particolare sulla biotecnologia) e sulle grandi società finanziarie, e tutte dovrebbero beneficiare di un allentamento della regolamentazione. Le nostre posizioni di sottopeso sono nei beni di prima necessità, nelle utilities e nei REIT in ragione delle loro caratteristiche di analogia con le obbligazioni, mentre il maggiore sottopeso è sul settore della distribuzione, alla luce della sua crescita negativa e della notevole concorrenza. Escludendo eventuali rialzi legati alla potenziale riforma fiscale, prevediamo attualmente una crescita degli utili del 10% per il 2017 e il 2018 con potenziali rischi per questo scenario, tra cui un altro crollo delle quotazioni energetiche, un inasprimento della regolamentazione bancaria, un notevole apprezzamento del dollaro USA o un errore di politica monetaria da parte della Federal Reserve.
tokyo-japanLe prospettive per il reddito fisso sembrano meno favorevoli, in quanto ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo del credito attuale. Abbiamo beneficiato di una fase espansiva straordinariamente lunga, con performance positive più elevate per i mercati azionari rispetto a quelli del credito ogni anno dal 2012 (un segno tipico di un periodo di espansione). Vi è una certa apprensione riguardo al livello elevato dell’indebitamento societario, ma la nostra ricerca indica che si tratta di una situazione voluta, e non involontaria: anche a fronte di utili consistenti, l’indebitamento rimane alto perché attualmente è più conveniente per le imprese riacquistare azioni proprie piuttosto che rimborsare debito. Le principali misure dell’affidabilità creditizia, come ad esempio la copertura degli oneri finanziari, sono a ottimi livelli.Il nostro gruppo di asset allocation ha un’allocazione neutrale nei confronti delle obbligazioni societarie investment grade (IG), anche se il nostro team dedicato al reddito fisso globale ha recentemente deciso di declassare il giudizio sulle obbligazioni IG a negativo. Da parte nostra, fatta salva un’accelerazione dei rialzi dei tassi ufficiali o un indebolimento della congiuntura internazionale, abbiamo deciso di mantenere la nostra esposizione neutrale a queste obbligazioni. Anche se i rialzi potenziali possono essere piuttosto limitati, non sono ancora presenti campanelli d’allarme tipici di un’imminente brusca correzione. (a cura di Toby Nangle e Maya Bhandari, gestori Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. font: http://www.columbiathreadneedle.it) (foto: Nangle Toby, Bhandari_Maya)

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Le Président du Parlement européen, Antonio Tajani, à l’occasion de la cérémonie de remise du prix Sakharov 2017 à l’opposition démocratique au Venezuela

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasbourg. Il premio Sakharov 2017 per la libertà di pensiero è stato assegnato dalla plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, all’opposizione democratica del Venezuela, in particolare all’Assemblea nazionale presieduta da Julio Borges e a tutti i prigionieri politici che figurano nell’elenco del Foro Penal Venezolano, rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González.Il Presidente Tajani ha ricordato che “fin dai primi vincitori, questo premio rappresenta un omaggio alle persone o alle organizzazioni che hanno dedicato la loro vita o il loro operato alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. E’ divenuto il massimo riconoscimento dell’Unione europea per i difensori dei diritti umani. Con questa cerimonia, ogni anno, inviamo al mondo un messaggio forte”.Nel presentare i vincitori, il Presidente ha dichiarato che, al di là dell’opposizione democratica, il premio “va a tutti i cittadini venezuelani nel mondo”. L’Assemblea nazionale del Venezuela, la sola ad essere legittima e democraticamente eletta, rappresenta il cuore della democrazia e il simbolo del pluralismo. Indicando che l’altro pilastro della democrazia è la libertà di espressione, il Presidente Tajani ha fatto riferimento ai prigionieri politici, i quali sono circa 300, secondo i dati del Foro Penal Venezolano.Il Parlamento denuncia la situazione nel Paese latinoamericano, rivolge un appello affinché si proceda a una transizione pacifica verso la democrazia e rende omaggio al popolo venezuelano, in particolare a coloro che hanno perso la vita durante le manifestazioni di protesta pacifiche contro il governo e ai cittadini che sono stati ingiustamente incarcerati, per aver espresso le loro opinioni.
“Lo scorso fine settimana, il Presidente Maduro ha deciso, in maniera arbitraria e antidemocratica, di vietare ai principali partiti d’opposizione di partecipare alle elezioni presidenziali. Non si può continuare in questo modo”, ha commentato il Presidente Tajani.Negli ultimi anni, il Parlamento europeo ha espresso a più riprese – in quattro risoluzioni – la sua posizione sul Venezuela, sottolineando la necessità di istituire un corridoio umanitario e di liberare i prigionieri politici. Allo stesso tempo, il Parlamento è stata la prima istituzione a chiedere all’Unione di adottare delle sanzioni contro il governo del Presidente Maduro.Il Presidente Tajani ha, altresì, reso omaggio ai due finalisti presenti, Aura Lolita Chávez Ixaquic, leader indigena guatemalteca, e Bethlehem Issak, figlia di Dawit Isaak, giornalista eritreo imprigionato per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione.

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Asylum reform: EU leaders must not drag their feet on new Dublin rules

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

councilCouncil progress on the revamp of the Dublin system to ensure a fair and responsible EU asylum system should not be further postponed, says Parliament’s lead MEP Cecilia Wikström. Ahead of the European Council, she also warns that Parliament will not sign off on any reform that does not change the situation on the ground.Parliament’s lead MEP on the Dublin reform, Cecilia Wikstrom (ALDE, SE) said: “President Tusk’s recent meddling in the legislative process on the Dublin regulation is clearly unhelpful and deeply damaging to the legislative process, as well as to the inter-institutional relations between the European Parliament and EU governments in the Council.
– His comments, that he would propose a way forward on the Dublin reforms if European leaders cannot agree on a position by June 2018, are arrogant and disrespectful to the European Commission, which has already put forward a proposal on Dublin reforms, as well as to the European Parliament, which has recently adopted a mandate for negotiations by a large majority.
– It is understandable that member states would want to try and find a consensus on such an important issue, but it is equally clear from the last 18 months of fruitless debate in the European Council that such a unanimous position will never be possible to reach, since a small number of member states are determined to obstruct any form of constructive reforms of the Dublin regulation.
– European leaders need to stop meddling in and blocking the legislative process on the Dublin regulation. They need to give a clear mandate to Justice and Home Affairs ministers to proceed with the legislative work as required under the treaty, in order to find a position with a broad majority that can then be negotiated with the European Parliament as co-legislator. Dragging out talks in the European Council on the Dublin regulation until June 2018 leaves almost no time for negotiations between the co-legislators before the next European Parliament elections.
– The European Parliament will only sign off on reforms of the Dublin regulation that change the situation on the ground and allow us to take back control over the failed asylum system. We will not repeat the errors of the past and sign off on a watered-down compromise, which is guaranteed to fail again on first contact with reality. Any new Dublin system must include an automatic relocation system, with the full participation of all member states, as well as fostering true solidarity between all member states”, Mrs Wikström ends.

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Brexit: relazione congiunta permette inizio della seconda fase dei negoziati

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

european parliamentIl Parlamento europeo ha accolto con favore la relazione congiunta sulla Brexit e ha raccomandato di passare alla seconda fase dei colloqui.In una risoluzione votata mercoledì, il Parlamento ha accolto con favore la relazione congiunta sui progressi della Brexit, presentata dai negoziatori dell’UE e del Regno Unito l’8 dicembre.La risoluzione è stata approvata con 556 voti favorevoli, 62 contrari e 68 astensioni.
Nel testo, I deputati raccomandano ai capi di Stato e di governo dell’UE-27 di decidere, il prossimo 15 dicembre, il passaggio alla seconda fase dei negoziati.
Tuttavia, i negoziati potranno progredire solo se il governo britannico rispetterà gli impegni assunti e li tradurrà nel progetto di accordo di ritiro. I deputati sottolineano anche che osservazioni come quelle David Davis, che ha definito l’esito della prima fase dei negoziati una semplice ‘dichiarazione d’intenti’, “rischiano di minare la fiducia costruita nel corso dei negoziati”. Nella risoluzione si sottolinea che sono cinque le questioni in sospeso da risolvere, affinché il Parlamento possa approvare l’accordo finale:
· l’estensione della protezione dei diritti dei cittadini UE anche in paesi partner futuri,
· i cittadini dell’UE e del Regno Unito che richiedono lo “status di residente permanente” devono avere a disposizione una procedura amministrativa snella e basata su dichiarazioni,
· le decisioni della Corte di giustizia UE sui diritti dei cittadini devono essere vincolanti e deve essere definito il ruolo del mediatore europeo per dare seguito alle denunce dei cittadini,
· il diritto alla libera circolazione dei cittadini britannici attualmente residenti negli Stati membri dell’UE-27 deve essere garantito, e
· il Regno Unito deve rispettare gli impegni assunti nei confronti dell’Irlanda del Nord.
Per il periodo di transizione, che deve essere limitato nel tempo, i deputati vogliono che l’intero acquis comunitario (compresi i diritti dei cittadini) sia applicabile al Regno Unito. Nella seconda fase, si discuterà lo sviluppo delle relazioni future, che dovrebbero basarsi su principi solidi e inequivocabili e potrebbero assumere la forma di un accordo di associazione UE-Regno Unito.
Il Parlamento ha adottato finora due risoluzioni sui negoziati, il 5 aprile 2017 e il 3 ottobre 2017, redatte dal gruppo direttivo Brexit del Parlamento (BSG) presieduto da Guy Verhofstadt (ALDE, BE). Il Parlamento nel suo insieme avrà l’ultima parola sull’esito dei negoziati quando voterà per approvare o respingere l’accordo di ritiro, da finalizzarsi entro la fine di marzo 2019.La proposta elaborata dal gruppo direttivo Brexit del Parlamento è stata discussa mercoledì 13 dicembre con il Primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, e il negoziatore capo dell’UE, Michel Barnier.

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