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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Bitcoin: la questione di fondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

bitcoin-storyIn giro non si sente parlare altro che di Bitcoin. Se ne parla nei bar, nelle palestre, al mercato… Se ne parla anche alla TV, nelle radio, sui giornali… Non può esserci il minimo dubbio: il mercato dei bitcoin, tecnicamente, è una bolla. Questo, però, non significa affatto che dai prezzi attuali non possa ancora aumentare vertiginosamente: raddoppiare ulteriormente e magari fare ancora molto di più.
Non mi stupirei affatto nel vedere il prezzo di un bitcoin a 30.000 o anche a 50.000 mila dollari.
Durante la follia di una bolla può accadere qualsiasi cosa.
Il dato di fatto è che la quasi totalità di chi acquista bitcoin oggi lo fa con l’esclusivo scopo di speculare. I prezzi attuali sono giustificati esclusivamente dalla speculazione. Non c’è nessuno (o una parte del tutto marginale e trascurabile) che acquista bitcoin perché ha necessità di utilizzarli, di spenderli. Se si considera quanto scriverò fra poco, non c’è alcun ragionamento logico che possa far salire il prezzo in questo modo.Bitcoin è diventato così popolare per ragioni tecnologiche interessanti e queste ragioni hanno tutte le caratteristiche per restare e cambiare alcuni aspetti della nostra vita in futuro.
La tecnologia Bitcoin ha prodotto per la prima volta nella storia un bene digitale che è trasferibile, ma non duplicabile. Essendo un bene limitato (perché non se ne potranno “estrarre” più di un certo numero) molti hanno visto nei bitcoin una sorta di “oro digitale”.
Le idee e l’infrastruttura informatica che sta alla base di Bitcoin è molto interessante (anche se alcuni aspetti la rendono problematica come l’enorme consumo di energia che richiede) e non ci sono molti dubbi sul fatto che in futuro verrà utilizzata, almeno come idea, per tutti quei settori che richiedono registri pubblici e/o la creazione di “beni digitali” non duplicabili.
Al momento tutti comprano bitcoin sperando che salga per poterne uscire più ricchi di prima. Ad un certo punto, tutti coloro che sarebbero, astrattamente, disponibili a fare questo genere di scommessa finiranno perché avranno tutti comprato bitcoin.
Affinché il prezzo raggiunto continui a mantenersi a quei livelli, sarà necessario che la domanda venga alimentata da chi compra bitcoin perché trova una utilità (deve farci qualcosa che non può fare diversamente o che trova più vantaggioso fare attraverso Bitcoin).
La questione di fondo, quindi, è: riuscirà Bitcoin a ritagliarsi un ruolo strutturale nel panorama finanziario mondiale?
Bitcoin potrebbe essere solo due cose: una riserva di valore simile all’oro fisico (che potenzialmente potrebbe andare a sostituire) oppure un mezzo di pagamento. Quest’ultima ipotesi è tecnicamente molto improbabile. Bitcoin è sostanzialmente troppo lento per stare al passo con l’enorme numero di transazioni che si fanno quotidianamente. Chi vede Bitcoin come una moneta (a dispetto del nome) fondamentalmente non ha capito niente di questa tecnologia.
Ad oggi non c’è niente che renda i Bitcoin un efficiente strumento di riserva di valore.
I “teorici” di Bitcoin vedono nell’assenza di una banca centrale che governi lo strumento di scambio uno dei suoi maggiori punti di forza.Nella realtà, l’atteggiamento che terranno le banche centrali nei confronti di questo strumento sarà l’elemento determinante che ne decreterà il sostanziale fallimento oppure la possibilità che esso rivesta un ruolo come possibile riserva di valore digitale al quale, necessariamente, dovrà agganciarsi un ecosistema di strumenti di pagamento digitali che né giustifichino l’esistenza.
E’ del tutto evidente che il giorno in cui Bitcoin assumerà una qualche rilevanza dal punto di vista macroeconomico, ovvero muoverà dei valori economici o finanziari oggetto d’interesse delle banche centrali, arriverà una regolamentazione del fenomeno.Oggi è semplicemente impossibile stabilire quale possa essere il valore dei bitcoin nel medio/lungo termine, perché non si conosce quale sarà la regolamentazione di questo strumento.La grande maggioranza di coloro che oggi alimenta la speculazione sui bitcoin non si pone minimamente il problema del futuro di Bitcoin. Acquista bitcoin semplicemente perché salgono.
Questo si può fare, ma si deve essere consapevoli che si tratta di una scommessa. Chi acquista bitcoin oggi lo dovrebbe fare con lo stesso spirito con il quale acquista un biglietto della lotteria. Sa che sta spendendo dei soldi per comprare un sogno. Non lo deve equiparare ad un investimento finanziario perché non ci sono le condizioni minime per poterlo definire uno strumento d’investimento.
Quindi, se proprio si è mossi dalla naturale ed inevitabile avidità e si vuole “acquistare questo sogno”, il sentito suggerimento è che si faccia con quella quantità di denaro che si è disposti a buttare via completamente. Molti di quelli che lo faranno li perderanno, una piccolissima parte di questi ci guadagnerà. Di questa piccolissima parte, una parte saranno semplicemente fortunati (la parte più piccola) un’altra parte sono persone che conoscono le regole della speculazione, sono consapevoli di mettere soldi in una bolla e prendono le precauzioni operative necessarie. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

Una Risposta to “Bitcoin: la questione di fondo”

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    Bitcoin: la questione di fondo

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