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Bangladesh: Rischi di un povero regime alimentare per i nuovi arrivi di rifugiati Rohingy

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

BangladeshSecondo un nuovo studio, sebbene oltre il 90 per cento dei rifugiati Rohingya a Cox’s Bazar abbia ricevuto assistenza alimentare d’emergenza, rimane la forte preoccupazione per la limitata possibilità di avere un regime alimentare diversificato ed equilibrato.La Verifica d’Emergenza per la Vulnerabilità dei Rohingya (REVA) è stata effettuata dall’agenzia dell’ONU World Food Programme (WFP) e dai partner del Settore della Sicurezza Alimentare a novembre e dicembre 2017. Oltre 2.000 famiglie sono state interpellate per capire i principali bisogni dei rifugiati e delle comunità ospitanti. Le domande vertevano, tra le altre cose, sul tipo di regime alimentare, sulla spesa per il cibo e per altri beni, e sul tipo di misure adottate per sfamare la famiglia.Con oltre 656.000 persone fuggite nel Bangladesh dal Myanmar dal 25 agosto 2017, e una comunità pre-esistente di rifugiati di circa 300.000 persone, la situazione della sicurezza alimentare a Cox’s Bazar è estremamente precaria. Il WFP sta fornendo cibo e voucher per il cibo a oltre 700.000 rifugiati.La Direttrice WFP nel paese, Christa Rader, spiega: “Il WFP potenzierà, nel 2018, il suo programma di voucher elettronici per raggiungere i nuovi arrivi a Cox’s Bazar. I voucher alimentari per i rifugiati sono utili a tutti i livelli: permettono regimi alimentari più ricchi, incoraggiano l’empowerment delle donne e, a lungo termine, i costi sono minori rispetto alle distribuzioni di cibo”.Lo studio sottolinea come le persone che ricevono i voucher elettronici abbiano migliori regimi alimentari di quanti non ne usufruiscono; per questo, nel 2018 il WFP rafforzerà questo programma. Al momento, circa 90.000 persone usufruiscono del programma di voucher elettronici del WFP, cioè di una somma mensile su una carta prepagata che può essere usata in negozi specifici per acquistare 19 diversi tipi di cibi, incluso riso, lenticchie, verdure fresche, peperoncino, uova e pesce essiccato.
Le distribuzioni di cibo del WFP ai nuovi arrivi, invece, includono riso, olio vegetale e lenticchie che costituiscono una razione d’emergenza pensata per fornire le calorie di base ma che manca in diversità. Sono le donne a ricevere i voucher elettronici per le famiglie, possono così decidere cosa acquistare e come distribuire l’assistenza tra i membri della famiglia. Alla luce dei livelli estremamente alti di malnutrizione, secondo le verifiche di ottobre e novembre, il WFP sta anche fornendo sostegno nutrizionale ai bambini al di sotto dei cinque anni e alle donne incinte e che allattano. Lo studio raccomanda anche il potenziamento dei programmi di sostegno ai mezzi di sussistenza tra le comunità ospitanti, dando priorità alle donne senza reddito, spiegando come sarebbe auspicabile che i rifugiati nei campi avessero l’opportunità di guadagnare del denaro al fine di ridurre la loro vulnerabilità economica. Inoltre, lo studio incoraggia il rafforzamento di servizi e le distribuzioni di beni non alimentari per rispondere ai bisogni di base, incluso il miglioramento dell’accesso alla legna da ardere e dell’acqua potabile che risponda ai minimi standard qualitativi.

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