Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Archive for 12 gennaio 2018

Papa Francesco incontra Gilbert F. Houngbo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

papa francescoPochi giorni dopo aver ribadito il suo impegno per il rispetto dei diritti dei migranti, Papa Francesco ha incontrato il Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Gilbert F. Houngbo, per discutere l’importanza di investire nello sviluppo rurale al fine di creare opportunità per le popolazioni più’ povere del mondo.Dal suo insediamento in qualità di Presidente dell’IFAD nell’aprile 2017, Houngbo ha intrapreso un ambizioso piano mirato a definire e migliorare politiche sociali ed economiche che vanno oltre lo sviluppo agricolo, ponendo maggiore attenzione su occupazione giovanile, uguaglianza di genere, nutrizione e cambiamento climatico per dare l’opportunità alle popolazioni locali di rimanere nelle zone rurali anziché migrare verso le città. “La maggior parte delle persone nei paesi a basso reddito vive in zone rurali, e oltre la metà di questi è costituita da giovani e ciò ha sicuramente ripercussioni sui processi di emigrazione economica“ dichiara il Presidente Houngbo. “Non ritengo che la migrazione debba o possa essere fermata, ma per fare in modo che diventi una libera scelta e non una costrizione, bisogna dare ai giovani la speranza e l’opportunità di rimanere e non migrare”.
Lo scorso lunedì, il Papa ha affermato che “la maggior parte dei migranti preferirebbe rimanere nei propri paesi, mentre invece è costretta a fuggire a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”.Il Presidente ha fatto riferimento a recenti notizie apparse nei media su migranti che, dopo aver visto il successo dei loro vicini e delle famiglie rimaste, ritornano nelle aree rurali in Africa per dedicarsi all’agricoltura. In molti casi, queste storie di successo sono il risultato di investimenti dell’IFAD e dimostrano, secondo il presidente Houngbo, che il processo migratorio può essere invertito.Sebbene questo sia il loro primo incontro privato, il Presidente dell’IFAD e il Pontefice si sono già incontrati in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione svoltasi in ottobre a Roma, dove è stato evidenziato come la fame e la migrazione nel mondo siano in aumento soprattutto a causa della povertà, disuguaglianza, conflitti e cambiamenti climatici.In occasione di quell’evento, Houngbo dichiarò: “Le disuguaglianze e la mancanza di opportunità nelle aree rurali comportano la perdita di una delle risorse più preziose per le loro comunità: i giovani”. Il Presidente aveva inoltre sottolineato il valore e l’importanza degli investimenti mirati a trasformare le realtà rurali per dare a milioni di giovani la possibilità di costruirsi una vita migliore.Circa 3,1 miliardi di persone vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Esse rappresentano non solo circa il 40% della popolazione mondiale ma sono oltre il 75% delle persone più povere ed affamate del mondo, la cui vita e mezzi di sussistenza dipendono dalla piccola agricoltura.L’IFAD investe e collabora con i governi per sviluppare programmi che attraggano le persone, in particolare i giovani, verso l’agricoltura offrendo formazione, accesso al sistema finanziario e ai mercati.”Sarei felice di vedere un giorno i giovani, da soli o in gruppi, intraprendere con ottimismo ed entusiasmo un’attività legata all’agricoltura, al pari dell’entusiasmo generato dal richiamo della città” ha detto Houngbo.

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Cerimonia del Tè secondo il rito originale giapponese

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Butterfly.jpgViareggio sabato 20 gennaio alle 16.30, presso la storica Sala Butterfly, si terrà la Cerimonia del tè secondo il rito e l’abbigliamento tradizionale giapponese. I costumi saranno originali e gli utensili preziosi, proprio per far vivere appieno le emozioni dell’Oriente. Cerimoniera sarà la Maestra Letizia dal Magro, soprano, una delle pochissime italiane specializzate in questa cerimonia. Ha studiato per sette anni in Giappone l’arte della Cerimonia del tè. Verrà coadiuvata da due assistenti, dette “ancelle”.L’evento si tiene sotto l’egida dell’Associazione culturale Ville Borbone e Dimore Storiche della Versilia, cui il Grand Hotel Principe di Piemonte aderisce da qualche mese.
L’evento, accessibile con un biglietto di 20 euro a persona, è aperto a tutti. Dopo la cerimonia, che si prevede duri 20 minuti, la Maestra Letizia dal Magro si presterà a coloro che vorranno rivolgerle domande od ottenere approfondimenti. Al termine è prevista una degustazione di una dose di tè matcha giapponese più un dolcetto. (foto. butterfly)

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International Migration, Cultural Diversity, and Inequalities

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

migrantsInternational migration continues to grow on a scale never seen before, bringing with it social and cultural diversity, and inequalities in living standards. At the same time, the world has seen a sharp rise in terrorism, threats of war, populist politics and significant lack of confidence in leadership. Survey after survey in recent years have pointed to the significant connections between strong academic achievement and arts learning. But can the arts build on its foundation of “universal language” and actually bring cultures closer together?Professor Ada Aharoni, who lives in Israel and is the founding President of the International Forum for the Literature and Culture of Peace (IFLAC), believes that education has a critical role to play in the peace process. Intercultural communication, peace literature and a peace media can substantially help in healing the urgent ailments of our global village. However, Aharoni notes, “Peace and tolerance education should be given to the teachers and the parents too. If a child goes back home after class to parents that are intolerant and violent, the child, despite his peace and tolerance education at school, will be forcefully influenced by the values, customs and traditions of his parents.” Today’s youth are living in a globalized world, and a true global citizen according to Aharoni is, “a human guardian of all the people in our global village, and not only of the country she or he lives in.” Professor Ada Aharoni received the President Shimon Peres Award for Peace in 2012 for her peace research, her books and her work with IFLAC. She was nominated for the Nobel Peace Prize 2014.

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Rinnovo del contratto di militari e polizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

volanti-polizia-di-statoDopo l’incontro del 22 luglio 2017 in Funzione Pubblica, ne è seguito un altro pre-natalizio lo scorso 22 Dicembre. Il terzo è stato convocato per domani pomeriggio 10 Gennaio 2018 e si ha il vago sentore che il Governo voglia accelerare per una immediata chiusura del contratto degli operatori del Comparto. Tali incontri si sono svolti fino ad ora senza un reale confronto con Sindacati e COCER, unici deputati per legge a rappresentare i bisogni e le esigenze dei cittadini in uniforme.
Non si è discusso nelle precedenti occasioni né delle risorse allocate per il contratto del Comparto Difesa-Sicurezza, che sono divenute legge e pubblicate in Gazzetta Ufficiale solo in data 29 Dicembre 2017, né tantomeno delle materie di competenza delle Parti Sociali, che alle stesse sono devolute in virtù di una precisa legge dello Stato.
Ad oggi nessuna ipotesi contrattuale è in mano a Sindacati e COCER, non esiste un abbozzo di piattaforma economica, figurarsi una proposta di natura giuridico-normativa e delle competenze accessorie del salario di militari e poliziotti.
Questi ultimi aspetti, al di là del vil denaro, sono elementi contrattuali fondamentali per regolare funzionalità e compensare servizi specifici svolti dagli operatori, oltreché definire normativamente la vita professionale dei lavoratori con le stellette, tutti aspetti importanti al pari del trattamento economico. Le risorse per compensare poi la “Specificità” del Comparto sono state definite solamente nell’ultima legge di bilancio e per il triennio a venire 2018/2020, peraltro con una nuova forma di “concertazione” della quale bisognerà definire modalità e procedure e che quindi difficilmente potrà essere svolta con immediatezza. Il COCER AM non può accettare questo modo di procedere che forza oltremodo le prerogative delle Parti Sociali, al solo fine “apparente” di allocare al più presto poche e maldistribuite risorse contrattuali. Le stesse se non utilizzate correttamente impediranno di risolvere questioni che interessano la funzionalità delle amministrazioni, e quindi i problemi dei cittadini, impedendo altresì di riallineare istituti retributivi tra i diversi appartenenti ai singoli Dicasteri che nel corso di quest’ultimo decennio si sono modificate in virtù di decisioni legislative. Sia chiaro e senza fraintendimenti: Il COCER AM dice che il contratto normativo – economico 2016-2018 si deve fare e si può fare in fretta, senza falsare però il confronto democratico previsto per legge tra Governo, Amministrazioni e Parti Sociali. In altri tempi contratti similari si sono chiusi in una settimana, con sedute fiume diurne e notturne, dando a tutti la possibilità di esercitare ruolo, responsabilità e competenze, e soprattutto di assumersi di fronte al Paese, ai cittadini ed ai propri rappresentati le giuste responsabilità connesse all’esercizio delle funzioni di ciascuno: politiche, istituzionali o rappresentative che siano. Corse “ad effetto” non ci interessano; quel che conta per noi sono i contenuti del contratto sia per la parte economica, salario fisso ed accessorio, sia per quella normativa ed a seguire quelli del contratto integrativo per la “specificità” di settore.
Il contratto manca da più di sette anni ma non crediamo che una settimana in più comporti sconvolgimenti maggiori di un contratto che non risolva le questioni che stanno a cuore agli operatori del Comparto Difesa e Sicurezza.

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USB Ilva: cadono le minacce del governo. Il confronto prosegue

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ilvaLe roboanti quanto inopportune minacce di spegnimento dei forni dell’Ilva di Taranto del ministro Calenda qualora il ricorso presentato dal presidente della Regione Puglia e dal Sindaco di Taranto non fosse stato ritirato sono silenziosamente scomparse, come peraltro avevamo tutti ben compreso, dal tavolo di confronto con ArcelorMittal che si è tenuto oggi presso il ministero dello sviluppo economico.La minaccia di chiudere ilva si è tramutata in una più rassicurante, ma sempre inaccettabile, indisponibilità da parte del governo a convocare le istituzioni interessate alla presenza di Gentiloni. Anche ieri l’incontro ha avuto un carattere esclusivamente interlocutorio. La direzione ArcelorMittal ha esposto il quadro della produzione dell’acciaio a livello globale e le strategie produttive della multinazionale in rapporto alla acquisizione di Ilva. Il confronto proseguirà in sessioni tematiche sui diversi stabilimenti ilva. Su questo punto abbiamo chiesto, senza risposta, di tenere nelle città interessate questi incontri tematici. Al termine dell’incontro il viceministro Bellanova ha sostenuto con vigore e passione la necessità di chiudere quanto prima l’accordo, prefigurando una fase di stretta già ai primi di febbraio. Inoltre la Bellanova ha sottolineato che il protocollo di impegni aggiuntivi, considerato punto di arrivo, firmato da Vincenti e Calenda diventerà operativo solo a fronte del ritiro del ricorso. Prosegue quindi il braccio di ferro sul futuro della città di Taranto e della più grande acciaieria d’Europa.
USB non ritiene vi siano le condizioni per una stretta del negoziato. Sono molti i temi che non solo non sono stati risolti positivamente ma nemmeno affrontati. A partire dall’inesistenza di un articolato piano industriale e dal permanere di 4200 esuberi, fatto per noi inaccettabile. inoltre tutto il percorso negoziale è comunque subordinato alle decisioni che la commissione antitrust assumerà nel mese di marzo. Per queste ragioni chiediamo nuovamente che il governo si assuma l’onere di aprire ad un tavolo con le istituzioni locali, sindacati per elaborare un piano straordinario per taranto.La salute prima di tutto. Pretendiamo soluzioni produttive che cancellino l’uso del carbone per la produzione di acciaio. Il momento di parlarne è ora.

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Scuola: sciopero scrutini

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneDopo lo sciopero dell’8 gennaio e la grandissima partecipazione ai sit-in organizzati da ANIEF a Roma davanti al Miur e in numerose altre città davanti agli uffici scolastici regionali, il giovane sindacato rilancia proclamando lo sciopero degli scrutini intermedi. Lo sciopero riguarderà i primi due giorni decisi da ciascuna istituzione scolastica per lo svolgimento degli scrutini di fine primo periodo, purché compresi nell’intervallo compreso tra il 29 gennaio e il 12 febbraio. Potrà scioperare tutto il personale docente e Ata, precario o di ruolo, delle scuole di ogni ordine e grado.La nuova agitazione intende sollecitare risposte sul rinnovo contrattuale, sul quale grava la scarsità di risorse economiche previste dalla legge di bilancio 2018, e sulla questione dei diplomati magistrale e di tutti gli abilitati, su cui l’Anief ha presentato una bozza di decreto legge per consentire l’inserimento in Gae e la conferma dei ruoli assegnati con riserva.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non c’è più tempo, urgono risposte immediate sul rinnovo del contratto con aumenti dignitosi e sull’inserimento di tutti gli abilitati nelle graduatorie ad esaurimento, ad iniziare da quei diplomati magistrali che in alcune regioni, in barba alle rassicurazioni del Miur, stanno già cacciando dalla scuola.

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Contributi governativi per l’export

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

-bergamoBergamo. Co.Mark (Gruppo Tecnoinvestimenti), azienda specializzata in servizi di Temporary Export Management, annuncia di essere stata accreditata dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) quale fornitore di servizi per i processi di internazionalizzazione delle imprese beneficiarie dei voucher: un’ottima opportunità di crescita e sviluppo per le PMI di tutta l’Italia.
I voucher consistono in contributi a fondo perduto – di duplice tipologia e con bonus legati al raggiungimento di specifici obiettivi – utilizzabili dalle PMI per avvalersi della consulenza di un partner specializzato, purché appunto accreditato dal MISE, al fine di avviare attività di export o consolidare il proprio business sui mercati esteri.Ideatrice del concetto di Temporary Export Management e con venti anni di successi alle spalle, Co.Mark vanta anche gli ottimi risultati conseguiti nella precedente edizione dei voucher: nel 2015, erano state infatti ben 224 le aziende assistite da Co.Mark ad aver richiesto e ottenuto i contributi del MISE, assicurandosi il 22,6% di tutte le somme erogate. Di queste aziende – di cui molte, a testimonianza della qualità del servizio fornito da Co.Mark, hanno deciso di proseguire la partnership nell’anno successivo pur in assenza di ulteriori voucher – il 41% proveniva dal Nord-Ovest, il 27% dal Nord-Est, il 16% dal Centro e un altrettanto 16% dal Mezzogiorno.
Anche quest’anno, le PMI beneficiarie del voucher potranno avvalersi del Temporary Export Specialist® di Co.Mark, figura manageriale specializzata in ricerca di clienti e creazione di reti commerciali all’estero: il TES® è un esperto in marketing internazionale, con forti skills commerciali e relazionali, la padronanza di almeno due lingue straniere e, soprattutto, con la disponibilità di esclusive tecnologie informatiche ideate da Co.Mark per la gestione e sviluppo delle attività di Export Management. A queste caratteristiche, il TES® aggiunge una vicinanza effettiva all’imprenditore, tratto distintivo del modello operativo di Co.Mark.
“I voucher sono senz’altro un ottimo strumento per sostenere la volontà di sviluppo delle piccole e medie imprese. Ma anche coloro che non ne beneficiano possono comunque avvalersi di un esperto supporto consulenziale e operativo mediante un investimento assolutamente sostenibile. Noi di Co.Mark eroghiamo il servizio di Export Management mediante un team di 105 TES® che, essendo distribuiti in tutta Italia, operano direttamente in azienda a cadenza costante e al fianco del cliente” spiega Massimo Lentsch, Amministratore Delegato di Co.Mark, Gruppo Tecnoinvestimenti. “La nostra non è una semplice consulenza strategica, ma un’attività di vendita reale con un approccio molto concreto legato ai risultati; creiamo una strategia completa di sviluppo commerciale: dall’analisi dei concorrenti all’individuazione dei mercati target e dei canali di distribuzione, dal contatto con i buyer alla concretizzazione delle vendite”.

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La Depressione che viene da lontano

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

ospedale bresciaAnnamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo intitolato “FoxO1, A2M e TGFB1: tre nuovi geni che predicono la depressione come conseguenza dell’interazione tra geni di vulnerabilità’ e condizioni ambientali avverse”. Si tratta di uno studio sul tema della Depressione Maggiore che dimostra come fattori ambientali, ed in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico. Questo studio rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie.«Nel nostro studio, recentemente pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, al fine di identificare nuovi geni di vulnerabilità – dichiara Cattaneo – abbiamo condotto un nuovo approccio dove abbiamo intrecciato dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Abbiamo quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione. Il risultato più interessante è stato quando abbiamo osservato, in due diverse corti cliniche (un corte americana di pazienti con depressione ed esposti ad eventi traumatici e una corte norvegese di soggetti adulti che durante l’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale) che individui con determinate varianti geniche in questi geni, se esposti ad eventi stressanti durante l’adolescenza, erano quei soggetti che avevano sviluppato sintomi depressivi in età adulta. Il nostro studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (intesa sia come predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi, ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta, con la manifestazione della malattia. Questo contribuirà non solo ad una migliore comprensione di come i nostri geni interagiscono con l’ambiente esterno, ma porterà anche all’identificazione di soggetti più a rischio, e anche di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di nuovi farmaci, che se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare questa patologia».

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Banche popolari e la partita giocata da Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

BANCA

“Quanto emerge dagli atti giunti alla Commissione d’inchiesta sulle banche in merito a colloqui tra Renzi e De Benedetti sulla riforma delle popolari, conferma che su questo tema il Governo Renzi ha giocato una partita poco pulita in danno dei risparmiatori del Paese e nell’interesse di pochi intimi. Lo slogan di quella presunta riforma era ‘meno banche, più credito, più investitori’, ma ad oggi abbiamo visto solo più interessi di pochi, più trame oscure, meno trasparenza. E ora è spiegato anche perchè su quel Decreto il Governo si blindò respingendo tutti gli emendamenti di maggioranza e opposizione, in molti casi senza una giustificazione, e anche perchè fu scelto caparbiamente il tetto di 8 miliardi contravvenendo anche ai dettami europei che prevedevano invece un tetto di 30 miliardi. È l’ennesimo inganno svelato da parte di un Governo che su temi cruciali come la tutela del risparmio, ha tutelato e difeso solo i propri interessi e quelli di pochi intimi amici”. Lo afferma in una nota il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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CES di Las Vegas: con le migliori startup italiane c’è anche il portale Sapere&Salute di Bayer

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Crazy Streets of Las VegasLas Vegas. È l’appuntamento più importante per le startup di successo di tutto il mondo e per la prima volta ci sarà anche un “Italian Village”, spazio dedicato interamente alle nuove imprese del nostro paese, che rappresentano il top dell’innovazione a marchio made in Italy.
Nei quattro giorni della kermesse americana si presenteranno molte startup del network Grants4Apps*. In particolare ci sarà la startup Indigo AI a illustrare la case history di successo intrapresa con Bayer Italia. Gianluca Maruzzella, fondatore di Indigo AI, presenterà la sua tecnologia di intelligenza artificiale e il caso di utilizzo sul portale Bayer SapereSalute.it.
Indigo si occupa di chatbot, una tipologia di app conversazionali utili per dare risposte rapide puntuali agli utenti smaltendo così le richieste che i servizi di customer care non potrebbero gestire tempestivamente. Il chatbot di SapereSalute.it è un assistente virtuale che supporta gli utenti nella ricerca di informazioni su argomenti di salute e benessere e in particolare sulla salute intima femminile.Contattando Sapere & Salute tramite Facebook Messenger o direttamente dal sito web, gli utenti sono coinvolti in una vera conversazione one-to-one in chat: possono interagire con SapereSalute.it in modo amichevole.SapereSalute potrà inoltre inviare aggiornamenti mensili sui temi prescelti con nuovi contenuti o curiosità e tenerli informati tramite notifiche push.
Ad oggi, da giugno 2017 si sono registrati 17.000 utenti con circa 38.000 messaggi e 760 iscrizioni.
La partecipazione dell’Italia al CES 2018 nasce dall’alleanza fra alcuni distretti italiani dell’innovazione, fra i quali l’Area Science Park e Tilt di Trieste, il Mise (Ministero per lo Sviluppo Economico) e l’Ice (Istituto per il Commercio Estero).
Lo spazio promosso da ItaliaStartup ospiterà quarantaquattro startup italiane, ventinove delle quali selezionate da un comitato costituito da alcuni dei più noti esperti dell’ecosistema startup in Italia, in primis questa associazione nazionale che le sostiene e le rappresenta.
L’obiettivo principale della partecipazione di startup italiane è quello di comunicare il valore aggiunto e le capacità innovative dell’imprenditoria Made in Italy.

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Mercati Emergenti nel 2018: un’altra buona annata?

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

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By Raheel Altaf – gestore del fondo Emerging Markets. Anche se hanno cominciato a risalire circa 20 mesi fa, il 2017 è stato l’anno in cui i mercati emergenti sono decisamente ritornati ad essere di moda. Grazie al miglioramento dei dati economici, alla resilienza delle valute e a prospettive più rosee sugli utili, le azioni dei mercati emergenti sono salite del 70% dai minimi registrati agli inizi del 2016, con una performance che ha superato del 20%, in dollari, quella dei mercati sviluppati.
I guadagni realizzati dagli investitori nei mercati emergenti nel 2017 sono indicativi dei risultati che ci si può attendere quando le tendenze macroeconomiche procedono di pari passo con quelle microeconomiche. Alla fine del 2017, però, gli investitori si sono chiesti se la ripresa fosse stata sostenibile. In un periodo di sovraperformance, gli umori sono calati ultimamente. In particolare, i prezzi di alcune fra le più importanti azioni tecnologiche asiatiche sono diminuiti, ma non si dovrebbe giungere a conclusioni affrettate. È possibile che questo sia l’inizio di un’ampia rotazione, con la vendita delle azioni di società della “new economy” molto popolari fra gli investitori, ma potrebbe anche trattarsi di investitori che ottengono profitti a fine anno.
Nell’ambito dei mercati emergenti, un’area che continua ad essere trattata con molto scetticismo è quella delle imprese di proprietà pubblica (IPP) ma è possibile che nel 2018 le percezioni cambino. Ci sono alcuni segnali che le riforme che si stanno attuando nell’ambito delle imprese pubbliche possano dar vita ad un contesto più favorevole per gli investitori privati. Nel caso di alcune IPP cinesi, si è visto che l’attuazione di politiche che ne hanno aumentato la redditività hanno prodotto sorprese positive.
Intanto, l’annuncio avvenuto nel 2017 che l’India ricapitalizzerà le banche pubbliche per affrontare il problema dei crediti inesigibili del Paese è un’ulteriore prova dell’impatto positivo che le politiche possono avere sulle imprese di proprietà pubblica. In entrambi i casi, un rialzo dei prezzi delle azioni indicano che eventuali riforme adottate sulla stessa falsariga nel 2018 potrebbero tradursi in un grosso vantaggio per gli investitori, specialmente alla luce del fatto che le imprese di proprietà pubblica sono fortemente sottovalutate rispetto alle imprese private.
La tesi di investimento, Siamo consapevoli delle sfide che si manifesteranno per i mercati emergenti nel 2018. Innanzitutto, i tentativi della Cina di affrontare i rischi del sistema finanziario potrebbero avere un impatto sulla crescita globale. Poi, le banche centrali dei paesi sviluppati continueranno a normalizzare la politica economica. Infine, è probabile che diversi rischi di natura geopolitica occuperanno le prime pagine dei giornali, con conseguenze imprevedibili per gli umori del mercato. Eppure ci sono buoni motivi per ritenere che le azioni dei mercati emergenti possano continuare a dare buona prova di sé. La ripresa sincronizzata in atto nell’economia globale è un ambiente ideale per i mercati emergenti e, se da un lato il ritmo sostenuto del rialzo ha cominciato a ripristinare la fiducia degli investitori in questo tipo di investimento, dall’altro il cambiamento dell’asset allocation dai paesi sviluppati ai mercati emergenti è ancora nella fase primordiale. Inoltre, su base relativa, le valutazioni restano interessanti. L’Indice MSCI Emerging Markets presenta un rapporto prezzo-utili a 12 mesi pari a 12,4x, con uno sconto del 28% rispetto ai mercati sviluppati. (foto: Raheel Altaf)

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Prospettive per gli USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

by Cormac Weldon gestore di fondi di Artemis, offre il suo punto di vista sul 2018. I dati pubblicati nel secondo semestre del 2017 indicano il persistere di una crescita solida dell’economia USA nel 2018, con gli indicatori di fiducia a livelli record, un basso tasso di disoccupazione e una robusta attività manifatturiera. Nel frattempo, le aziende americane si aspettano una crescita degli utili pari a circa il 10% per il 2017. Dati il protrarsi delle tendenze economiche positive e la spinta dalla prevista riforma fiscale, gli utili dovrebbero mettere a segno un rialzo simile nel 2018. D’altro canto, la generazione dei flussi di cassa è stata stagnante negli ultimi anni e questo è un fattore da tener presente. È vero che ci sono preoccupazioni sulle quotazioni del mercato azionario USA ma gli attuali livelli di valutazione non ci creano allarmi, poiché riteniamo che siano giustificati dalla forte crescita degli utili e da una buona redditività. Inoltre, a favorire tale andamento sono anche i bassi rendimenti obbligazionari.Uno dei maggiori rischi per la performance del mercato azionario sarà il costante ritiro di liquidità da parte delle banche centrali. Se si mette a confronto l’andamento dei mercati azionari a partire dalla crisi e l’iniezione di liquidità da parte di tutte le banche centrali si nota una forte correlazione. Pertanto, è probabile che il processo di riduzione di liquidità nel sistema da parte della Fed avrà un impatto sulla performance del mercato.La Fed ha già affermato che i tassi di interesse continueranno a salire nel 2018. In quel contesto si deve fare attenzione al livello di indebitamento delle imprese. Siamo in una situazione di debito a basso costo da molto tempo ormai, ma un aumento dei tassi di interesse si tradurrà in maggiori oneri finanziari per le aziende. D’altro canto, un mercato del lavoro in tensione avrà conseguenze in termini di incrementi salariali. L’inflazione salariale è, ovviamente, positiva per la spesa per consumi ma mette sotto pressione i margini dei settori ad elevata intensità di lavoro, dato l’aumento del costo dello stesso.La spesa per investimenti dovrebbe aumentare. L’assenza di progressi da parte dell’amministrazione Trump ha lasciato le cose in sospeso per quest’anno ma i progetti dovrebbero cominciare a prendere forma nel 2018. Vista l’importanza attribuita al rimpatrio delle attività negli USA, questa spesa per investimenti potrebbe esser il propellente per un vero e proprio rinascimento del settore manifatturiero USA. È possibile anche un incremento dell’automazione, specialmente in un contesto di piena occupazione e di aumenti salariali, messo in atto dalle aziende per difendersi da un aumento dei costi e per proteggere i loro margini. (foto: Cormac Weldon)

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Europa: Nel 2017 ha cominciato a manifestarsi un mutamento dei fondamentali a livello globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Paul CassonLa crescita è accelerata in tutte le regioni dell’economia globale. I segnali di inflazione nell’eurozona erano tali da indurre la BCE a considerare la possibilità di ridurre gradatamente gli acquisti di titoli. In molti casi però è parso che gli investitori avessero passato buona parte del 2017 a rimanere ancorati ai timori deflazionistici del passato anziché prendere atto della nuova realtà economica. Infatti, ci sono stati lunghi periodi in cui il valore delle azioni costose con una crescita più lenta (ma meno sensibile al ciclo economico) degli utili è salito più di quello di azioni con prezzi convenienti ma con una crescita più rapida degli utili.
Quando i tassi di interessi scendevano, l’acquisto di azioni di crescita secolare o simil-obbligazionarie funzionava, grazie appunto a bassi tassi di interesse e ad un basso tasso di inflazione. Tali azioni in genere non rendono bene quando i tassi di interesse invece salgono. Quindi, se il 2017 è stato l’anno in cui le condizioni economiche hanno cominciato a cambiare, è possibile che il 2018 sia l’anno in cui gli investitori in Europa cominciano a adeguarsi alla nuova realtà macroeconomica? E quali altri cambiamenti potrebbe avere in serbo il 2018?
L’inflazione ha ripreso a salire. In passato si diceva che ciò era dovuto “solo” all’aumento dei prezzi petroliferi (chi nega la reflazione ama termini come “solo” e “ma” come se i fatti potessero essere ignorati solo perché le loro teorie non li prevedono). Sono diversi i fattori che contribuiscono a far salire l’inflazione. Una crescita economica più rapida è in genere il risultato di una domanda più elevata, che si traduce in un aumento dei prezzi da parte delle società e, a seguire, in una richiesta di salari più alti da parte dei lavoratori per tenere il passo con i prezzi. Il sindacato tedesco IG Metall, per esempio, ha chiesto un incremento salariale del 6% alla VW per il 2018. I salari dei metalmeccanici, non aumenteranno nella stessa misura, ovviamente, ma anche la metà di tale aumento sarebbe di gran lunga superiore all’inflazione obiettivo del 2% della BCE. Personalmente, ritengo che l’aumento sarà di circa il 4%. I lavoratori che ricevono aumenti in busta paga tendono a consumare di più, facendo salire la domanda e, potenzialmente, l’inflazione.
Se dovessi stilare una classifica degli attuali rischi dei mercati azionari, metterei ai primi posti non la Brexit, Trump o la Corea del Nord ma le (estremamente) costose azioni di crescita che ogni investitore ha già in portafoglio, le cui valutazioni sono sostenute da bassi tassi di interesse. Non ha senso presumere che le strategie di investimento che hanno funzionato in fase di calo dei tassi di interesse continueranno a funzionare anche quando questi ultimi saliranno. Se così fosse potremmo tranquillamente concludere che ci sono strategie buone per tutte le stagioni. Il passato però insegna che niente nei mercati azionari è per sempre.
Oggi il rapporto fra crescita e valore non è forse ai livelli estremi del 2016 ma non è molto lontano. Non è solo una questione di valutazione relativa ma sono le aziende cicliche a buon mercato che stanno alimentando in gran parte la crescita degli utili in Europa: banche e società di costruzioni, di prodotti di consumo discrezionali, industriali e energetiche. Riteniamo che sia opportuno investire in queste società nel 2018, specialmente perché molte di esse sono ancora a buon mercato, dopo anni di ritardo rispetto ai mercati. Un importante ruolo a favore degli azionisti di queste società è svolto anche dalle dinamiche dalla leva operativa in una fase di rialzo ciclico.
Uno dei settori più economici e bistrattati del mercato europeo è quello energetico. Questa cosa potrebbe cambiare. Quello energetico non è un settore amato dagli investitori, come dimostrato dal forte divario che si è manifestato fra i movimenti dei prezzi del petrolio e l’andamento delle azioni delle società del settore. La nostra impressione è che il divario sarà colmato con il rialzo dei prezzi delle azioni, che andranno così ad allinearsi al prezzo del petrolio, man mano che le aziende annunciano buone notizie. Le preoccupazioni circa la riunione dell’OPEC di novembre si sono rivelate infondate, con l’annuncio dei tagli alla produzione concordati fino alla fine del 2018. A nostro avviso, tutto questo è più che sufficiente per sostenere il prezzo del petrolio. L’offerta è già inferiore alla domanda e le scorte si stanno riducendo, una tendenza che riteniamo che durerà fino a quando la crescita economica globale resta sostenuta. (by Paul Casson gestore fondi di Artemis)

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La tecnologia laser italiana sbarca in Brasile

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

san paolo brasileCon il supporto assicurativo di SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, CYLASER ha esportato macchinari in Brasile per 1,5 milioni di euro.L’intervento di SACE ha consentito alla PMI vicentina, leader nella fabbricazione di impianti per il taglio laser in fibra ottica e sistemi di saldatura, di offrire al cliente brasiliano dilazioni di pagamento competitive, assicurandosi contro il mancato pagamento per cause di natura commerciale e politica, e di ottenere liquidità immediata attraverso la cessione pro soluto dei crediti assicurativi.“Forte dell’esperienza acquisita negli anni e del proprio know-how, l’azienda ha deciso di ampliare la propria produzione aprendosi ai mercati internazionali” – ha dichiarato Martina Campana, Amministratore di CYLASER –. Anche grazie a SACE, CYLASER sta operando in America Latina, con una particolare attenzione al Brasile, un mercato con ottime prospettive per il futuro”. CYLASER è attiva dal 2004 nella produzione e commercializzazione di impianti industriali per il taglio laser in fibra di metalli e offre soluzioni personalizzate di automazione e movimentazione pezzi che contribuiscono al raggiungimento di alti livelli di produttività.

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Evoluzione: i geni condivisi da invertebrati e mammiferi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

planariaTutti gli animali in grado di rigenerarsi, da quelli capaci di far ricrescere una parte del loro corpo fino a quelli che riescono a rigenerare il loro intero organismo, possiedono un set di geni simili fra di loro. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università di Milano.La capacità di riformare organi o arti danneggiati, senza cicatrici o perdita di funzionalità, è molto diffusa fra gli animali, ma con grandi differenze da specie a specie. Alcuni sono infatti in grado di ripristinare un tessuto danneggiato, ma ci sono anche organismi che possono far ricrescere il loro intero corpo partendo da un solo frammento, come alcuni invertebrati. La capacità rigenerativa può anche variare in base al ciclo vitale e con l’età dell’animale. Fra i vertebrati, solo gli anfibi sono in grado di ricostruire organi e tessuti anatomicamente completi e funzionali. Nei mammiferi, questa capacità è presente ma è limitata al fegato, la cui massa può essere rigenerata in seguito a un danno.“Ci siamo concentrati sui geni coinvolti nella rigenerazione in diversi animali, per cercare di capire come mai i mammiferi hanno perso la capacità di far ricrescere arti amputati”, spiega Maria Rita Fumagalli, ricercatrice postdoc al CC&B e principale autrice dello studio, pubblicato su NPJ Systems Biology and Applications.
I ricercatori hanno selezionato tre organismi modello noti per le loro elevate capacità rigenerative – l’idra, la planaria e il cetriolo di mare – li hanno danneggiati e poi hanno analizzato il loro genoma in momenti diversi del processo di rigenerazione, per vedere quali geni si attivavano e in quale fase specifica. I risultati ottenuti sono poi stati confrontati con quelli ricavati da studi precedenti sul fegato di topo.Hanno così scoperto che fra i geni attivati nella prima fase della rigenerazione ce ne sono alcuni che sono simili anche fra animali molto diversi. Ciò suggerisce che tutti gli organismi, mammiferi inclusi, potrebbero aver conservato, nel corso dell’evoluzione, una parte primordiale di questo processo. Nella fase più tardiva della rigenerazione, i geni coinvolti sono invece specifici dell’organismo e del tipo di tessuto in fase di riparazione.
I ricercatori del CC&B hanno anche studiato i geni coinvolti nella risposta infiammatoria, che non è solo un meccanismo di difesa contro microrganismi esterni ma gioca anche un ruolo cruciale nella ricostruzione di un tessuto danneggiato. Quel che hanno scoperto è che nelle cellule del sistema immunitario di idre, planarie e cetrioli di mare, all’inizio della risposta infiammatoria si attivano geni molto simili a quelli dei macrofagi e dei neutrofili che intervengono in caso di infezione nei topi. Ciò significa che, nei mammiferi, la perdita della capacità rigenerativa potrebbe essere stata compensata da una complessa reazione immunitaria che entra in gioco durante la riparazione dei tessuti danneggiati.Nel complesso, questo studio ha consentito di svelare la presenza di un set di geni – fondamentali per dare inizio alla rigenerazione e quindi cruciali per la sopravvivenza – che sono rimasti conservati nel corso dell’evoluzione, in animali anche molto diversi fra di loro.
“La scoperta di questa firma genetica condivisa ci consente di capire meglio l’evoluzione della rigenerazione e potrebbe rivelarsi molto utile per lo sviluppo di future terapie rigenerative”, commenta Caterina La Porta, professoressa di patologia generale al Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’Università di Milano e coordinatrice di questa ricerca. Inibire questi geni potrebbe inoltre aiutare a contrastare le patologie dovute a un eccesso di fibrosi.

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Prima grande antologica dedicata al pittore ottocentesco Luigi Busi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Luigi BusiLuigi Busi1Bologna 25 gennaio ore 12.00 presso la Sala Savonuzzi di Palazzo d’Accursio conferenza stampa per la prima grande antologica dedicata al pittore ottocentesco LUIGI BUSI che sarà inaugurata il 27 gennaio, ore 17.30 mentre la mostra resterà aperta dal 28 gennaio al 18 marzo 2018 a Palazzo D’Accursio, a cura di Stella Ingino e dell’associazione Bologna per le arti.
Raccoglierà 60 opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private e sarà accompagnata da un esaustivo catalogo incentrato sulla figura dell’artista e sulla sua produzione.
Luigi Busi fu un pittore di stampo realista attivo tra la metà e la fine dell’ottocento, al tempo conosciuto Luigi Busi2Luigi Busi4e apprezzato per il virtuosiso con cui ritraeva soggetti a carattere storico e scene di vita borghese, con una particolare predilezione verso i temi familiari. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò una brillante carriera caratterizzata da un grande successo, che gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali, come la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
L’associazione Bologna per le arti, promotrice del progetto e da anni impegnata nella riscoperta e valorizzazione della pittura di area bolognese dell’Ottocento e del Novecento dedica la sua quattordicesima mostra monografica ad un grande artista emiliano del nostro passato.
Nel corso dell’esposizione, e precisamente tra febbraio e marzo 2018, si terrà l’ottava edizione dei “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. (foto: luigi busi)

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Elezioni politiche: boom del centro-destra

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

berlusconiVincerà la coalizione di centro destra, guidata da Silvio Berlusconi, con una quota di preferenze compresa tra il 34 e il 37%. Dopo le previsioni secche sull’esito delle prossime elezioni politiche (nelle quali il centro destra è favorito a 1,95, contro il 2,30 dei 5Stelle e il 2,75 del centro sinistra), riferisce Agipronews, i bookmaker vanno più nel dettaglio e indicano le percentuali di voto. Gli ultimi sondaggi danno il centro destra in vantaggio, intorno al 36%, previsione condivisa dal bookmaker SoftBet24, secondo il quale l’eventualità più probabile, data a 1,60, è che lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi si collocherà tra il 34 e il 37%. Salire sopra questa soglia, e arrivare entro il 39%, pagherebbe 2,50. Una vittoria schiacciante, con almeno il 46% dei voti, viaggia invece a 25 volte la scommessa. Il Movimento 5 Stelle, che come da tradizione correrà da solo, si consolida invece come seconda forza politica del Paese, con un bacino elettorale previsto (la quota è 1,60) tra il 25,01 e il 27%. A 2,50 l’arrivo tra il 23,01 e il 25%, superare la soglia del 33%, invece, è un’opzione piazzata a 25,00. I quotisti, infine, confermano il possibile declino del PD e della coalizione di Matteo Renzi: si gioca a 1,60 un totale compreso tra il 23,01 e il 25%. Si sale a 3,30 per una quota tra il 25,01 e il 27%, mentre superare il 32% sarebbe un’impresa a 25,00. AG/Agipro

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Scuola: I nuovi insegnanti? Malpagati, discriminati e penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cIl decreto legislativo n. 59/2017, conseguente alla riforma della Buona Scuola, ha stabilito che dopo il superamento del concorso a cattedra, gli aspiranti docenti sono attesi da un percorso articolato in tre fasi, solo al termine delle quali si potrà accedere al ruolo, con l’incognita di essere anche non assunti. A destare sconcerto è soprattutto il percorso di formazione iniziale e tirocinio (FIT) che ha carattere selettivo e dura tre anni, durante i quali è prevista una retribuzione sempre inferiore (anche di molto) a quella di cui il vincitore di concorso avrebbe effettivo diritto. Più che di stipendio, sarebbe meglio parlare di rimborso spese, perché le cifre si dovrebbero attestare sui 400-600 euro al mese: considerando che sono lordi, si tratta di meno di un assegno sociale. Al terzo anno di FIT, il candidato in formazione potrà accedere alle vere e proprie supplenze annuali, con stipendio equiparato ai precari attuali, ma poiché si tratta del terzo anno di lavoro, quei docenti dovrebbero già percepire gli scatti automatici e il riconoscimento del pre-ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questo sistema, atteso da dieci anni, penalizza la nuova generazione degli insegnanti, senza risolvere il problema del precariato. Gli attuali laureati che già insegnano da supplenti dovranno, peraltro, concorrere con i docenti di ruolo su posti inesistenti con assegni inferiori a quelli della disoccupazione. Il paradosso è che non ci sono i posti per tutti gli abilitati: appena uno su dieci potrà essere assunto breve periodo. Gli altri continueranno a lavorare da precari. Ad avere la peggio saranno coloro che non vantano periodi o abilitazioni pregresse: i posti andranno inizialmente al 100% per coloro che sono ammessi al concorso già in possesso di una abilitazione conseguita in uno dei modi previsti dalle normative vigenti (ad esempio Tfa, Pas, Ssis) rimasti esclusi dalle GaE; l’80% degli eventuali rimanenti andrà a chi ha svolto almeno 36 mesi di servizio. Quindi, cosa rimarrà per chi svolge il Fit triennale e parte da zero? Pochissimo. Con l’aggravante che lavoreranno quasi gratis per due anni e al terzo si ritroveranno a stipendio fermo, mentre per la Cassazione avrebbero già dovuto ottenere gli scatti e il riconoscimento del pre-ruolo. Infine, verranno collocati nel potenziamento, in una condizione di precariato di ruolo, pure soggetti periodicamente alla conferma del preside. Quindi, senza certezze e sotto scacco. Della serie: ‘cornuti e mazziati’.
Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit).

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Palazzo Gallenga sarà la sede di un Centro Internazionale di Studi per la conservazione e gestione del patrimonio culturale tangibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

palazzo gallengaPerugia. “Palazzo Gallenga in Piazza Fortebraccio 4 è sede di una riunione di tutte le cattedre Unesco italiane ed è destinataria di un’autorevole sollecitazione da parte della segreteria generale dell’Unesco di promuovere nell’ambito delle risorse del territorio, della tutela dei beni culturali, una iniziativa stabile. La conseguenza della riunione di oggi sarà la probabile creazione di un Centro che raccoglie tutte le cattedre Unesco e che verrà localizzato a Palazzo Gallenga”. Lo ha detto il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, prof. Giovanni Paciullo, a margine della riunione con i componenti delle 10 cattedre UNESCO italiane che fanno parte del gruppo TEST “Assetto del Territorio, Sostenibilità Urbana, Turismo”, formato dalla Commissione nazionale Italiana per l’UNESCO che ha proposto Perugia come sede di questa rilevante iniziativa.
All’importante incontro, organizzato e promosso in collaborazione con la cattedra Unesco in “Water resources management and culture“, hanno partecipato la professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, il prof. Lucio Ubertini della cattedra Unesco “Water resources management and culture” della Stranieri di Perugia, il prof. Paolo Ceccarelli, docente di “Pianificazione urbana e regionale per lo sviluppo sostenibile locale all’Università di Ferrara, Angela Colonna dell’Università della Basilicata, Fiorella Dallari dell’Università di Bologna, Paolo Canuti dell’Università di Firenze, Lucio Valerio Barbera dell’Università “La Sapienza” di Roma, Paolo Orefice dell’Università di Firenze, Chiara Biscarini e Maria Giovanna Pagnotta dell’Università per Stranieri di Perugia, Giuliano Cerulli dell’Università di Perugia, Luigia Melillo del Centro EroMediterraneo di Napoli, Luisa F. Cabeza dell’Università di Lleida.
palazzo gallenga1Delle ragioni che hanno spinto l’Unesco a proporre questo centro ha parlato il prof. Paolo Ceccarelli nella sua relazione introduttiva: “Con il progredire dello sviluppo economico e tecnologico è cresciuta da parte di ciascuna società l’attenzione per il proprio patrimonio culturale e l’impegno di proteggerlo e di valorizzarne il ruolo. Non va però sottovalutato – ha aggiunto – che i rischi della distruzione di queste risorse aumentano e diventano oggetto di particolare attenzione proprio nel momento in cui i beni culturali diventano una componente importante della vita culturale, sociale ed economica e il processo di “patrimonializzazione” della natura, del paesaggio e delle opere create dall’uomo si estende sempre di più, spingendo ad accrescere costantemente il patrimonio fruibile”.
Le aree di interesse del Centro, grazie alle competenze delle Cattedre UNESCO in questa fase iniziale, riguarderanno la protezione del Patrimonio dalle calamità naturali, dal dissesto idrogeologico, dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Tra gli obiettivi del Polo scientifico Unesco ci sarà anche il monitoraggio sismico finalizzato alla conservazione preventiva del costruito storico. E precisamente quello di sviluppare metodologie e sistemi per la diagnosi tempestiva degli edifici storici a seguito di eventi sismici, ma anche prospettare tecnologie innovative per la documentazione, l’analisi e il monitoraggio comprese le tecnologie di comunicazione e i patrimoni virtuali. (foto: palazzo gallenga)

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SEAT illustra l’attività quotidiana dei robot autonomi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

robotUna luce blu si accende nel magazzino dei motori alle cinque del mattino. È la luce di uno dei 125 robot dell’impianto SEAT di Martorell, che inizia il suo percorso in una delle officine, e che percorre fino a 2.800 viaggi al giorno. Ecco come funzionano questi robot mobili:
– 125 robot e 7.000 dipendenti: Il robot scansiona un codice a barre per verificare quale componente sta trasportando, e un sensore apre la porta del magazzino per consentirgli di proseguire nel tragitto. Ecco come inizia la giornata di alcuni dei 125 veicoli a guida automatica, incrociandosi con altri veicoli e alcuni dei 7.000 dipendenti dell’impianto in quella che sembra una performance di danza sincronizzata. I robot automatizzati trasportano motori, scatole del cambio, ammortizzatori o finestrini, con un carico massimo individuale che arriva fino a 1.500 kg.
– Un viaggio sulla Luna fra semafori e pedoni: Ogni anno, i veicoli a guida automatica percorrono oltre 436.000 km, una distanza superiore a quella che separa la Terra dalla Luna. Nel seguire gli itinerari preimpostati, i robot sanno quando devono fermarsi se vedono un semaforo rosso o se incrociano un operatore, grazie alla visione perimetrale a 360°.
robot1– Muoversi nella “galassia dei robot”: I veicoli a guida automatica dell’impianto di Martorell seguono 40 percorsi guida impostati tramite binari magnetici impiantati nel pavimento. Ogni tragitto ha una durata che va da 1 a 7 minuti. In questi tragitti, i robot seguono i circuiti di guida e riducono automaticamente la velocità in curva per non perdere stabilità quando trasportano carichi pesanti, e sono in grado di mantenere la distanza di sicurezza.
– Controllo a distanza: Cinque dipendenti configurano e, se necessario, modificano a distanza le impostazioni sull’itinerario seguito da tutti i veicoli a guida automatica da una stanza di controllo. Un server centralizzato raccoglie informazioni dal software installato in ogni robot, e la posizione esatta di tutti i robot viene indicata con un simbolo numerico sugli schermi presenti nella stanza.
– Condivisione dell’intelligenza nell’Industria 4.0: La quarta rivoluzione industriale consente agli operatori di controllare i processi per ottimizzare i processi decisionali e fare in modo che siano i robot collaborativi a eseguire le attività più pesanti e ripetitive. (foto: robot)

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