Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Mostra collettiva Il paradigma di Kuhn

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

paradigma di KuhnSiena galleria FuoriCampo, opening sabato 20 gennaio, ore 19:00 21 gennaio – 31 marzo 2018 Cremona StudioO2, opening sabato 27 gennaio, ore 18:00 28 gennaio – 28 febbraio 2018. La mostra collettiva Il paradigma di Kuhn riunisce le opere di 19 artisti, dilatandosi in due sedi e in due momenti diversi: la galleria FuoriCampo di Siena ospiterà infatti dal 20 gennaio al 31 marzo una serie di piccoli lavori – uno per ogni artista – che anticipano, senza svelare, l’allestimento delle opere nello spazio museale. Fu l’epistemologo Thomas S. Kuhn nel suo libro più famoso La struttura delle rivoluzioni scientifiche a indicare che la scoperta comincia con la presa di coscienza di un’anomalia rispetto alle aspettative, che viene esplorata finché la teoria paradigmatica non viene riadattata, e ciò che era anomalo si trasforma in normalità. Esiste dunque un legame di continuità fra scienza e rivoluzione, nel senso che lo scienziato opera sempre all’interno di una cornice di riferimento riconosciuta e apparentemente solida, fino ad individuare il limite e a superarlo con un adattamento teorico, alimentando dunque il seme del cambiamento verso una nuova rivoluzione.
Seguendo il pensiero di Kuhn, anche il mondo dell’arte può dirsi scandito da brevi momenti di rivoluzione, Manifesti o Secessioni, a cui si alternano lunghi periodi di “accademismo”, che, riproducendo certi principi compositivi o teorici, stimolano a loro volta un cosiddetto “punto di svolta” sul piano culturale.
Le opere presenti in mostra sono accumulate perciò da un pensiero anti-passatista, inteso non tanto come rifiuto del passato quanto piuttosto come rilettura obiettiva della storia, lontano da riferimenti ideologici pretestuosi, per proiettare la prassi artistica su tematiche più universalistiche attinenti il mutamento e la trasformazione, componenti ultimi e soluzione del reale.
Molti degli artisti invitati lavorano proprio sull’idea di costruzione e adattamento, su equilibri formali e rapporti di forze, in un’incessante analisi del proprio presente e di un’eventuale soluzione per il futuro. Un atteggiamento che forse deriva da un sistema dell’arte nazionale sempre più chiuso su se stesso che offre poche possibilità agli artisti italiani, ancora schiacciati da due paradigmi tanto ingombranti e resilienti – l’Arte Povera e la Transavanguardia – da apparire perfino dogmatici e inibire lo sviluppo di un nuovo corso per l’arte.La mostra di trasforma dunque in una sorta di “spazio critico” sulle attuali “capacità” dell’arte contemporanea, sottoponendo alla verifica sperimentale alcuni principi artistici ed espositivi, grazie alle opere di artisti considerati come marcatori, sensibili indicatori di un’anomalia riconducibile all’esaurirsi della capacità esplicativa del paradigma.
Gli artisti sono Marco Basta, Thomas Berra, Alessandro Biggio, Andrea Bocca, Pamela Diamante, Tony Fiorentino, Mafalda Galessi, Corinna Gosmaro, Helena Hladilovà, Vincenzo Napolitano, Dario Pecoraro, Alessandro Polo, Gianni Politi, Agne Raceviciute, Stefano Serretta, Namsal Siedlecki, Luca Trevisani, Serena Vestrucci, Mauro Vignando. (foto: paradigma di Kuhn)

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