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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 23 gennaio 2018

Un nuovo successo del volo libero italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

volo colombia-gennaio-2018volo colombia-gennaio-2018-3Arriva dal sud America dove si è conclusa la 25.a edizione della PWC (Paragliding World Cup), la coppa del mondo di parapendio.Il pilota Nicola Donini si è classificato secondo alla finale mondiale disputata a Roldanillo in Colombia e vinta dallo svizzero Michael Siegel. Il successo italiano è consolidato dal terzo posto di Joachim Oberhauser di Termeno (Bolzano). Eccellenti le prestazioni di Donini, ventiduenne di Molveno (Trento), durante i nove voli effettuati sui dieci previsti, uno per giorno: ne ha vinti tre, piazzandosi secondo in altri due. Migliori traguardi di Oberhauser un secondo e un terzo posto. In campo femminile indiscusso successo della francese Laurie Genovese, in assoluto la più forte delle 14 quote rosa in volo sulle alture colombiane.All’ultima prova si è arrivati dopo le tappe in Francia, volo colombia-gennaio-2018-1Serbia, Svizzera, Brasile e Ecuador disputate nel corso del 2017. Roldanillo è il principale sito di volo libero, cioè senza motore, in parapendio e deltaplano in Colombia. Situata sul lato ovest della Valle del Cauca, ai piedi della Cordillera Occidentale, la città si trova ad un’altitudine di 966 metri. Dal decollo di Aguapanelas i piloti hanno spiccato il volo per percorrere distanze tra i 62 e quasi 100 chilometri, secondo le condizioni meteo delle nove giornate di gara, sfruttando le correnti ascensionali scaturite dall’irraggiamento solare e l’efficienza delle ali.
Alla finale mondiale hanno partecipato 120 piloti provenienti da 25 nazioni. Migliore e anche la più numerosa la compagine francese con ben 27 volatori, seguita dall’Italia, ma con meno della metà dei piloti. Oltre a Donini e Oberhauser, questi gli altri azzurri: Christian Biasi, Alberto Vitale, Franz Erlacher, Gianbasilio Profiti, Michele Boschi, Federico Nevastro, Luca Donini, i campioni italiani in carica Marco Busetta, e Silvia Buzzi Ferraris, Aaron Durogati e Nicole Fedele, che negli anni scorsi hanno vinto rispettivamente due e una volta la coppa del mondo. (foto: volo colombia)

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Teatro: Ti farò felice (Le Bonheur)

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

Collodel MaccalliniRoma dal 2 al 18 febbraio, Teatro della Cometa – Via del Teatro Marcello, 4 TI FARÒ FELICE (Le Bonheur) di Eric Assous, per la regia di Marco Lucchesi.(Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro).
Passata la soglia degli “anta”, a prescindere dai propri fallimenti, è ancora possibile amare, ed essere amati? I protagonisti di questa nuova divertente commedia di Éric Assous sono Luisa autrice di racconti per l’infanzia, separata, e Alessandro, padre di tre figlie, proprietario di un ristorante, in attesa di divorzio. Una sera s’incontrano e si piacciono. Passano la notte insieme, ma al risveglio, l’amara realtà è lì, davanti a loro. Si rivedranno? Avranno il desiderio di rincontrarsi?
Luisa prenderà una drastica e inaspettata decisione a cui Alessandro, messo alle strette, dovrà inevitabilmente scendere a patti. In un vortice sentimentale di bugie e colpi di scena Éric Assous ci invita a riflettere sulla perenne ricerca dell’amore e della felicità. Ma… l’amore e la felicità hanno una data di scadenza? Durata: 90 minuti senza intervallo. (foto: Collodel Maccallini)

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Teatro: Te lo Faccio Vedere Chi sono io

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

emy bergamoGiorgio-TirabassiRoma Lunedi 29 Gennaio 2018 Ore 20,30 Teatro Brancaccio – Via Merulana 244 Giorgio Tirabassi, Michele La Ginestra, Alberto Laurenti & Rumba De Mar, Alessandro Di Carlo, Dado, Simone Gallo, Emy Bergamo, Andrea Perroni, Fabrizio Gaetani, sono gli artisti che si alterneranno sul palco nel corso di Te lo Faccio Vedere Chi sono Io!, serata di beneficienza in onore di Gianni Elsner.
Anche quest’anno la serata, giunta alla sua ottava edizione ed organizzata dall’ Associazione Gianni Elsner ONLUS, permetterà di raccogliere fondi a sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dall’Associazione stessa, in primis i progetti legati alle adozioni a distanza in Paraguay.
Era il 1988 quando Gianni Elsner, attore e conduttore radiofonico nato a Merano ma romano di adozione, ebbe questa idea sull’aereo che lo riportava in Italia dal Paraguay. Era andato a trovare il cugino missionario redentorista, Padre Attilio Cordioli. Nel corso del viaggio scoprì le condizioni precarie in cui i bambini facevano lezione, disegnando e scrivendo con bastoncini di legno sulla sabbia del fiume.
Gianni ebbe un’intuizione: adottare a distanza quei bambini, chiedendo aiuto ai tanti ascoltatori della sua trasmissione, Te lo Faccio vedere chi sono io!, per acquistare il materiale che permettesse ai bambini paraguaiani di andare a scuola regolarmente.
michele-la-ginestraNel corso degli anni il progetto è cresciuto in maniera esponenziale. Ogni anno, a gennaio, i Missionari vengono a Roma a incontrare i padrini italiani, a consegnar loro le pagelle e a permettere di rinnovare il sostegno economico. La famiglia di Gianni Elsner è diventata sempre più grande!
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, è nata l’ Associazione che porta il suo nome e che, soprattutto, porta avanti il suo progetto.
Con l’aiuto e la generosità dei sostenitori, nel corso di quasi 30 anni sono arrivati in Paraguay circa 120 container pieni di merce di ogni genere, sono stati aiutati circa 15 mila bambini, costruite 5 scuole, oltre a 120 aule in altre 50 scuole già presenti, e sono state realizzate due grandi opere: nel 2006 è stata difatti inaugurata l’Università di Carapeguà e nel 2012 l’inaugurazione della Sala Polifunzionale multiuso intitolata proprio a Gianni Elsner.
Dopo la morte di Gianni, l’Associazione ha anche deciso di organizzare una serata annuale di raccolta fondi. (foto: emy bergamo, Giorgio-Tirabassi, Michele laginestra)

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Catella: Positive outlook for German real estate markets in 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

catella10Rising rents, falling vacancy rates, residential climbing to third-strongest asset class, retail under pressure.The latest overview of the 2018 German rental and investment markets from Catella Research shows that the economic situation is supporting the positive trend.The nation is in a very good position economically, with a recent correction of the GDP growth forecast to 2.2% by 2019. The boom is becoming more dynamic due to very good consumer conditions and higher exports rates. Expected wage agreements in the coming quarters lead us to believe that the consumption rate in Germany will be at a very high level for the seventh year in a row.For the next four quarters, Catella Research expects a similarly high uptake of office space, even though the strong focus on CBDs until now is shifting towards outskirts/arterial roads/development areas.We expect:
– A significant decline in vacancies due to strong take-up and refurbishment (including repurposing for residential use).
– A slight increase of prime rents in the new-build/first-time occupancy segment (+1.5%) for 2018.
– Excellent economic growth will be apparent in existing properties, where average rents will increase by approximately 2.5% for new contracts or extensions (after refurbishment).
– A slight decrease in transaction volume due to extended due diligence, a shift towards portfolios, and foreign investors causing significant internationalisation of the market.
– By mid-2018 yields will sink to approximately 3.25% in the top 7 markets because of the increasingly competitive position, premium mark-ups for trophy buildings and portfolios becoming the norm.“No question. The socio-economic signs for 2018 could not be better; the quantifiable risks are included in this,” says Dr. Thomas Beyerle, Head of Group Research at Catella. He continues, “No significant interest rate increase is currently expected, but instead an increasingly competitive market in which the quality of the properties is slightly declining. The boom in residential investments will sustain throughout 2018. By the end of the year, retail could lose its traditional second spot in turnover rankings to the residential segment,” Beyerle predicts.Investments in retail properties will come under strong pressure, and Beyerle expects a price correction. Investors are increasingly seeing short-term leases, even in prime locations, and are faced with structurally decreasing footfall, a lack of innovation, and underestimation of consumer digitalisation.

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Talend aiuta Save The Children UK a migliorare la vita dei ragazzi nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

REDWOOD CITY, Calif. Talend (NASDAQ: TLND), leader globale nelle soluzioni di integrazione cloud e big data, collabora con Save the Children in UK (SCUK) per migliorare la gestione dei dati e i processi di qualità al fine di aiutare più bambini in tutto il mondo. Save the Children è un’organizzazione senza scopo di lucro che offre programmi e attiviRedwood_Citytà di advocacy sia nel Regno Unito sia a livello internazionale ed è attiva su vari fronti come la sopravvivenza, l’istruzione e la protezione dei bambini nelle emergenze umanitarie causate da conflitti armati, malattie e disastri naturali.Come molte associazioni di questo genere, Save the Children sta affrontando una serie di sfide nell’adempiere alla sua missione, come la gestione dei dati dei propri sostenitori per quanto riguarda i requisiti normativi e di conformità come il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Nello specifico, la sfida chiave che SCUK ha dovuto affrontare nella gestione dei dati è stata quella di velocizzare la pulizia e il caricamento dei dati nel proprio sistema CRM su oltre 50 accessi diversi come, ad esempio, donazioni derivanti da addebito diretto, online, SMS, campagne TV e altro ancora. Grazie a Talend, Save the Children può eseguire lo stesso livello di elaborazione dei dati che una volta richiedeva il lavoro di tre persone ogni giorno, ora tutto ciò avviene in una mezza giornata e con una sola persona: una riduzione del 60% del tempo e delle risorse necessarie.
Garantire la trasparenza e il rispetto della regolamentazione, come il GDPR, è un tema di grande importanza per SCUK. La violazione delle disposizioni del GDPR può portare a un controllo dei dati con il rischio di infliggere ammende pari a 20 milioni di euro o al quattro per cento del fatturato annuale globale di un’azienda riferito all’esercizio finanziario dell’anno precedente. Per evitare situazioni di questo tipo, SCUK si è rivolta a Talend per disporre di una migliore visibilità sui dati e in qualsiasi momento del ciclo di vita del singolo dato. Ad esempio, Save the Children UK ha ampliato la capacità di tracciare i dati sensibili e determinare come vengono consultati o elaborati in qualsiasi momento, in modo da poter dimostrare esattamente dove e perché era necessaria la manipolazione dei dati in quella fase.Patrick Booth, VP UK e Irlanda di Talend ha sottolineato: “I dati rappresentano il bene più prezioso per le imprese di tutte le dimensioni e in tutti i settori, comprese le organizzazioni no-profit. Nel Regno Unito, dove operano migliaia di enti di beneficenza, i dati sono ovunque e un numero crescente di organizzazioni si affida ad essi per prendere decisioni basate sull’analisi dei dati. Negli ultimi anni abbiamo visto diverse iniziative digitali gestite da istituzioni pubbliche e organizzazioni senza scopo di lucro che utilizzano maggiormente i dati per determinare un impatto positivo sulla vita delle persone. Siamo molto orgogliosi di collaborare con Save the Children per aiutarli a creare un mondo migliore per i giovani”.

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Scuola – Contratto: la proposta dell’Aran è irricevibile

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneMettendo a confronto gli stipendi, si evidenzia che a fine carriera il gap negativo dei nostri docenti rispetto a quelli della media Ue è di circa il 20%. Eppure l’impegno in classe è quasi identico: alla primaria, ad esempio, in Italia il numero di ore annue in cattedra è solo del 5% in meno. Perché poi in Germania i compensi annui dei docenti sono quasi il doppio rispetto ai nostri? E Il nuovo contratto è a dir poco deludente, visto che non risolve nulla né sul piano stipendiale né normativo. Anzi, si rischia di peggiorare la situazione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’Aran ha in serbo di inserire tra le ore obbligatorie funzionali all’insegnamento nuovi compiti, in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell’area Ocse. Ora, l’Aran con il nuovo contratto cerca di introdurre delle norme che tendono ad assimilare l’opera di chi insegna nella scuola ad un lavoro impiegatizio. Dalla bozza di nuovo contratto collettivo nazionale, inoltre, non si recepiscono le sentenze della Corte suprema sulla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, né si elimina il raffreddamento della carriera nelle ricostruzioni attuate per il personale di ruolo. Addirittura, si attribuiscono appena 220 euro netti di arretrati per il 2016 e il 2017 ed aumenti di soli 40 euro netti per il 2018: è una cifra ridicola, addirittura tre volte inferiore all’aumento del costo della vita registrato dopo il blocco decennale degli stipendi. Qualsiasi proposta di aumento dell’orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive, va rispedita al mittente. Per questo insistiamo con i ricorsi in tribunale, confermando la mobilitazione del personale che, anche per altre motivazioni, porterà il nostro sindacato scioperare due volte nelle prossime settimane e a scendere in piazza il 23 marzo per una grande manifestazione nazionale.Anief ricorda che è ancora possibile recuperare 2.654 euro di arretrati, incrementati dei primi due mesi del 2018 indebitamente sottratti, e a partire da settembre 2015, come ha confermato due anni fa la Corte Costituzionale: basta consegnare il modello di diffida predisposto dall’Anief, attraverso cui recuperare almeno 270 euro di aumento, da suddividere in due parti uguali: la prima sulla mancata assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale, la seconda di effettivo incremento. Ancora per pochi giorni, infine, è possibile candidarsi come Rsu dell’Anief, compilando on line la scheda sul portale Anief.La scuola è sempre più al centro degli interessi del Paese: imperversano i numeri e anche questi ci dicono che gli stipendi sono troppo bassi. In queste ultime ore, è stato infatti riproposto l’ultimo rapporto Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi, che ogni anno nel suo rapporto Education at a glance mette a confronto i sistemi educativi dei 35 Paesi membri. A farlo è stato il quotidiano Il Messaggero, che ha ricordato il numero di ore passate dai docenti dietro la cattedra, in classe con gli alunni, da cui emerge “un impegno leggermente inferiore a quello medio dell’area Ocse”. Ad esempio, “nella primaria il confronto è di 752 ore contro 794”.
Il disavanzo di ore si scopre che è veramente minimo: dividendo l’impegno per le 33 settimane minime di didattica annuale, emerge infatti che i nostri maestri insegnano tra una e due ore a settimana in meno. Se il gap si colloca attorno al 5%, allora è normale guadagnare meno? Niente affatto, perché la differenza economica rilevata è eccessiva: a dirlo è la stesso Ocse, che mettendo a confronto gli stipendi a fine carriera evidenzia il differenziele economico dei nostri docenti rispetti a quelli dei singoli Paesi e delle media Ue. A fronte di un impegno in classe quasi identico, a fine carriera il compenso dei nostri docenti è in media circa del 20% in meno. Con alcuni Paesi, come la Germania, dove sono quasi doppi rispetto ai nostri.“Senza contare tutte le altre ore obbligatorie funzionali all’insegnamento – incalza Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che ora l’Aran vuole innalzare, inserendovi nuove mansioni in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso annuo medio è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell’area Ocse. Invece di cercare di ridurre la forbice, con il nuovo contratto si mantiene l’attuale assetto generale. Anzi, cercando pure di introdurre delle norme che vogliono assimilare chi insegna nella scuola ad un semplice impiegato”.Anche secondo la rivista Orizzonte Scuola, “la premessa necessaria è che nel contratto di lavoro degli insegnanti italiani, a parte le 40+40 ore destinate alla partecipazione a collegi docenti e consigli di classe, non viene messo nero su bianco quante sono le ore destinate all’attività lavorativa al di fuori dell’orario di cattedra . E questo complica tantissimo le cose. Né si prevedono miglioramenti in tal senso nel nuovo Contratto, in queste settimane oggetto di trattative tra ARAN e sindacati”. Il nuovo contratto, infatti, non contiene nulla di buono.“Di fronte a queste condizioni – conclude Pacifico – il nostro sindacato si oppone senza se e senza ma: qualsiasi proposta di aumento dell’orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive, va rispedita al mittente perché è irricevibile. Che cosa c’è da contrattare? Per tale motivo insistiamo con i ricorsi in tribunale, confermando la mobilitazione del personale che, anche per altre motivazioni, porterà il nostro sindacato scioperare due volte nelle prossime settimane e a scendere in piazza il 23 marzo per una grande manifestazione nazionale”.

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I Giovani non si faranno ingannare da maschere e trasformismi

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

milanodavedere“Sottoscrivo ogni parola della lettera aperta scritta dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini. Oggi ho 32 anni e non mi sento distante da chi il 4 marzo potrà votare per la prima volta. Noi giovani del M5S ci siamo rimboccati le maniche proprio per arrivare a quel cambiamento che anche Delpini auspica, perché evidente che la situazione per i giovani non è rosea. Sono sicuro che chi guarda al proprio futuro con apprensione non si farà ingannare dai trasformismi, dalle maschere e dai travestimenti. Dietro Gori, Fontana, Maroni, Berlusconi, Renzi, Salvini e tutta l’allegra compagnia c’è il sistema che ha prodotto la generazione dei precari e una disoccupazione giovanile al 40%, la più alta d’Europa, nonostante la crisi economica abbia colpito tutti i paesi. Ha proprio ragione Delpini, il loro futuro è nelle nostre mani.” – così Dario Violi sulla sua pagina Facebook commenta la lettera di Delpini ai giovani.

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Il patto del bugiardo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

camera deputatiIn 20 anni, gli italiani, di “promesse truffa” fatte da Silvio Berlusconi ne hanno sentite tante, a partire da quel taglio delle tasse sempre annunciato e mai realizzato. Alle elezioni del 2013 il condannato per frode fiscale lanciò addirittura un “Patto del parlamentare” rimasto lettera morta. Delle promesse che conteneva, non ne è stata mantenuta nemmeno una. Era solo il Patto del Bugiardo. La credibilità delle promesse di Berlusconi è pari a zero. Queste le promesse del Patto del Parlamentare mai mantenute né da Berlusconi né dai suoi parlamentari:
1) “Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature a partire da questa”. Una autentica truffa dal momento che gran parte dei parlamentari aveva già diversi mandati elettivi prima del 2013. E ad oggi l’89% dei parlamentari uscenti di Forza Italia ha più di 2 mandati elettivi come dimostra questo studio, a conferma che quei ‘professionisti della politica’ che a Berlusconi fanno tanto schifo (parole sue) sono proprio i suoi parlamentari. Nel MoVimento 5 Stelle, invece, si fanno due mandati e poi si va a casa.
2) “Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari”. Nessun parlamentare berlusconiano si è mai tagliato lo stipendio. Al contrario dei portavoce del Movimento 5 Stelle, che ad oggi si sono tagliati gli stipendi e hanno rendicontato le spese restituendo 24.795.190 euro di cui 23,1 milioni di euro finiti nel fondo per il microcredito, grazie al quale sono state finanziate 7.250 piccole imprese ed esercizi commerciali e sono stati generati 17.000 posti di lavoro. Tutto questo lo abbiamo fatto senza aspettare che ci fosse una legge.
3) “Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento dei parlamentari”. Una truffa anche questa, a Silvio Berlusconi del dimezzamento del numero dei parlamentari non è mai importato un fico secco.
4) “Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti”. Una truffa anche questa. Forza Italia ha votato a favore del 2 x mille ai partiti (che il M5S rifiuta), dal 2013 al 2017 si è intascata 38 milioni di euro di rimborsi elettorali ed ha votato la legge Boccadutri per intascarli senza alcuna trasparenza. In 20 anni si è intascata 784 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che ha rinunciato a 42,7 milioni di euro di rimborsi elettorali, a cui si aggiungono 4,7 milioni di euro di rimborsi nelle Regioni.
5) “Non tradire il mandato degli elettori passando ad altro gruppo parlamentare”. Qui siamo alle comiche. Berlusconi è stato implicato in processi per “compravendita di parlamentari” dove solo la prescrizione lo ha salvato dall’accusa di corruzione. In questa legislatura, sono stati decine i parlamentari di Forza Italia che sono andati in altre formazioni politiche e che hanno sostenuto governi del Pd (NCD, poi Area Popolare, per poi magari fare ritorno in FI a fine legislatura…). Forza Italia ha accolto nel suo gruppo addirittura degli ex Pd (si trovano in perfetta simbiosi).
6) “Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi”. Anche qui zero assoluto. Non risulta che i parlamentari di Forza Italia rendicontino le loro spese come invece fanno tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle. (fonte il Blog delle stelle)

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Oxfam: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

poveroLa ricchezza paga, il lavoro no. È la conclusione alla quale arrivano i dati raccolti dalla ong Oxfam che, in occasione di Davos, presenta ai grandi della terra il suo rapporto sulle diseguglianze. Nel 2017 a livello globale è stato un forte incremento della ricchezza prodotta, il pil mondiale è salito. Tuttavia non stiamo tutti un po’ meglio perché la ricchezza prodotta non è stata distribuita equamente.L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%. Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone ”Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India. Anche in Italia la ricchezza è sempre piu’ concentrata in poche mani. A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta. Così nel 2016 – gli ultimi dati confrontabili disponibili – l’Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.Ma è il lavoro a non rendere più. Secondo il rapporto i salari non hanno mantenuto il passo con la produttività e il lavoro vale sempre meno: con il rischio di un avvitamento dovuto al ricorso al credito non garantito, come è accaduto nella crisi del 2008. Ma il divario è anche tra manager e dipendenti: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno. In Bangladesh dove il top manager di una delle prime cinque compagnie dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni quanto una sua lavoratrice in una intera vita. Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1. (articolo tratto da Radio24 e ripreso da 5 stelle)

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Il Movimento 5 stelle alle prese con il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

di maioPotremmo sintetizzare, pensando al Movimento 5 stelle in occasione delle politiche di quest’anno, e dove il voto premia le coalizioni, in un “uno contro tutti”. E’ una lotta impari tanto che molti commentatori politici danno il Movimento sconfitto in partenza o, nella migliore delle ipotesi, vincente ai punti ma perdente nei confronti delle coalizioni. E questo dovrebbe essere il “canto del cigno” per una forza politica nata e tenacemente sostenuta da una sua ferma volontà riformista, la sola capace d’imprimere una svolta radicale al sistema paese.
Forse non tutti si rendono conto o se ne hanno la consapevolezza ne temono le eventuali ricadute pensando ai propri interessi di bottega, che potremmo concretamente compiere una svolta epocale nella storia del nostro paese e dell’intera Europa. Basterebbe riflettere su ciò che ci offrono gli avversari del Movimento. Per venti anni, sia pure con fasi alterne siamo stati governati da un centro destra apparentemente unito ma sostanzialmente diviso da interessi contrapposti che già in passato hanno bloccato ogni azione “virtuosa” del loro esecutivo e parlamentare. Se passiamo al Pd, o meglio di ciò che resta dopo il passaggio del rullo compressore renziano secondo la logica di “molti nemici, molto onore” se vuole sopravvivere deve giocoforza allearsi con il centrodestra sperando che possa averne bisogno per raggiungere la maggioranza assoluta. Ci troviamo, quindi, al cospetto di coalizioni che sono fatte per vincere ma non per governare. E allora chi resta senza compromessi e inciuci? Guardiamoci intorno e facciamocene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Intesa Sanpaolo: illegittima la Commissione di Scoperto sui conti in rosso dal 2009 al 2012

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

palazzo giustizia torinoLa Corte d’Appello di Torino ha sancito, con la Sentenza 1118 del 30 giugno scorso, la nullità della Commissione di Scoperto di Conto (Csc) applicata ai propri correntisti da Intesa Sanpaolo tra il 2009 e il 2012.Si tratta di un addebito pari a due euro al giorno ogni mille euro o frazione di saldo debitore con un massimo di cento euro a trimestre (esclusi i saldi debitori fino a cento euro) che andava a sommarsi agli interessi ed applicato sui conti privi di fido che finivano in rosso.
La commissione è stata ritenuta illegittima perché aveva di fatto consentito ad Intesa Sanpaolo di proseguire ad incamerare la vecchia Commissione di Massimo Scoperto (Cms) ridisegnata dall’art. 2-bis, commi 1 e 2, del Decreto Legge 29 novembre 2008 n. 185 convertito con Legge 2 del 28 gennaio 2009, laddove si stabiliva che si potesse applicare solo quando il cliente avesse un fido e il suo scoperto durasse più di trenta giorni. Da qui il diritto alla restituzione delle somme a favore dei clienti. Nulle erano anche le clausole che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma oppure una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dall’effettiva durata dell’utilizzazione dei fondi da parte del cliente. Era fatta salva la possibilità di pattuire (con clausola non rinnovabile tacitamente), per il servizio di messa a disposizione delle somme, un corrispettivo predeterminato, unitamente al tasso debitore per le somme effettivamente utilizzate, in misura omnicomprensiva e proporzionale all’importo e alla durata dell’affidamento richiesto dal cliente. Era anche prevista la facoltà di recesso in ogni momento da parte del cliente. Le clausole che prevedevano una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall’effettiva durata dell’uso dei fondi da parte del cliente, rilevano anche al fine della determinazione dell’Isc (o Taeg) e quindi anche del tasso di usura.Non parevano corrette anche le modalità con cui le banche comunicarono alla clientela la modifica delle condizioni. Secondo gli istituti, tale modifica non costituiva una semplice variazione delle condizioni economiche da comunicare mediante lettera ma una vera e propria nuova clausola contrattuale che doveva essere specificatamente approvata. Su tale specifico aspetto si era espresso anche l’Arbitro Bancario Finanziario con la decisione 172 del 26 marzo 2010 la quale aveva accolto il ricorso di un cliente, dichiarando nulla la nuova clausola imposta dalla banca.La norma è in seguito ulteriormente cambiata ed ha introdotto l’attuale CIV, Commissione di Istruttoria Veloce, anche questa spesso contestabile, come spiegheremo in un prossimo articolo.Tutti i clienti Intesa Sanpaolo che sono visti addebitare la Commissione di Scoperto di Conto nel periodo che intercorre dal 2009 al 2012 sono pertanto legittimati a richiederne il rimborso.Il primo passo necessario è il reclamo, cui Intesa Sanpaolo deve rispondere entro trenta giorni dalla ricezione. Nel caso in cui la risposta sia negativa, o anche assente dopo il termine di legge, è possibile rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.
Come sempre, Aduc è a disposizione degli interessati per assisterli nell’esercizio dei propri diritti. (Anna D’Antuono, avvocato, consulente Aduc)

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“La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

robotSono stati presentati a Roma, nel corso di un convegno promosso dalla Fondazione Don Gnocchi al Centro Congresso Auditorium Aurelia, dal titolo “La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”, i risultati finali di uno studio scientifico multicentrico, che ha misurato l’efficacia dell’utilizzo della tecnologia robotica nella riabilitazione dell’arto superiore nello stroke.Sono intervenuti ai lavori, tra gli altri, il nuovo direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, Maria Chiara Carrozza e il direttore generale Ricerca e Innovazione in Sanità del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi. Il Convegno era patrocinato dalla Società di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Si tratta di una ricerca senza precedenti a livello mondiale in questo settore, per numero di pazienti coinvolti, che mette a confronto i dati raccolti da pazienti trattati con le nuove tecnologie, con quelli raccolti dai pazienti trattati secondo le terapie tradizionali: su 501 pazienti “eleggibili”, sono stati infatti 251 quelli sottoposti a trattamenti di riabilitazione robotica e monitorati, a cui vanno aggiunti altri 33 pazienti, con le medesime caratteristiche, ma trattati in maniera tradizionale in strutture non dotate di tecnologia robotica, sottoposti agli stessi test valutativi degli altri pazienti e quindi inseriti nella ricerca.
I risultati dimostrano che la riabilitazione robotica è efficace nel recupero dell’arto superiore dopo ictus e per alcuni aspetti, come i movimenti di presa della mano, di flessione dell’avambraccio sul braccio e di abduzione della spalla, è più efficace della riabilitazione convenzionale riuscendo a raggiungere prima nel tempo obiettivi di recupero motorio.Alcuni casi clinici che hanno continuato a fare riabilitazione robotica e che sono stati monitorati nel tempo hanno recuperato in modo importante e significativo anche dopo più di un anno dall’ictus: pazienti per i quali prima si immaginava non fosse possibile un ulteriore recupero, hanno una speranza, se trattati senza sospensioni, di recuperare ad esempio in maniera significativa l’uso della mano, in azioni comuni come afferrare una bottiglia, bere sa soli, ecc.«Siamo di fronte ad una rivoluzione della riabilitazione, in cui l’attività dell’uomo può essere supportata e mediata dalla robotica e dalla tecnologia – ha commentato Irene Aprile, medico neurologo e coordinatrice del Gruppo di Riabilitazione Robotica e Tecnologica di Fondazione -. Questo cambiamento sta portando a delineare una nuova figura di fisioterapista, come esperto in riabilitazione robotico-tecnologica, ed impone una riflessione da parte delle istituzioni e delle aziende produttrici: con l’aiuto infatti delle evidenze della letteratura, le prime dovranno riconoscere adeguatamente dal punto di vista economico i trattamenti riabilitativi robotici , mentre il compito le seconde dovranno abbassare i costi di strumenti che devono avere la più ampia diffusione possibile per permettere al maggior numero di pazienti di essere trattati con i sistemi tecnologici e robotici, facendo quindi una riabilitazione avanzata. Questo processo vede però un terzo protagonista: si tratta delle strutture come la Fondazione Don Gnocchi, e quindi i centri clinici e di ricerca nei quali i ricercatori dovranno misurare oggettivamente i risultati del percorso riabilitativo, con l’aiuto dei robot, proponendo nel contempo modelli organizzativi di riabilitazione robotica economicamente sostenibili».Da più di un anno, in nove Centri della Fondazione Don Gnocchi in Italia sono utilizzati questi sistemi robotici che integrano e supportano il lavoro dei terapisti nella riabilitazione dell’arto superiore di pazienti colpiti da ictus o altre patologie neurologiche, con un’azione specifica sui movimenti di mano, polso, gomito e spalla.Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Milano e Firenze, le due strutture di Roma (“S. Maria della Pace” e “S. Maria della Provvidenza”), ma anche altri Centri come Rovato (Bs), La Spezia, Fivizzano (MS) e altri del meridione d’Italia, solitamente penalizzati dal punto di vista delle prestazioni sanitarie, come S. Angelo dei Lombardi (Av) e Acerenza (Pz): queste solo le strutture della Fondazione dove sono state attrezzate le palestre robotiche e dove la migliore tecnologia oggi disponibile si sposa alla professionalità e all’esperienza di operatori esperti e formati.A collaborare alla raccolta dei dati dello studio multicentrico presentato durante il convegno di Roma sono intervenute anche le strutture della Fondazione Don Gnocchi di Marina di Massa e Tricarico (Mt), che hanno fornito i dati sui pazienti trattati con le metodologie tradizionali.

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Rocket Lab Successfully Reaches Orbit and Deploys Payloads

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

Rocket LabRocket Lab has successfully reached orbit with the test flight of its second Electron orbital launch vehicle, Still Testing. Electron lifted-off at 14:43 NZDT from Rocket Lab Launch Complex 1 on the Māhia Peninsula in New Zealand. Following successful first and second stage burns, Electron reached orbit and deployed customer payloads at 8 minutes and 31 seconds after lift-off.“Today marks the beginning of a new era in commercial access to space. We’re thrilled to reach this milestone so quickly after our first test launch,” says Rocket Lab CEO and founder Peter Beck. “Our incredibly dedicated and talented team have worked tirelessly to develop, build and launch Electron. I’m immensely proud of what they have achieved today.”“Reaching orbit on a second test flight is significant on its own, but successfully deploying customer payloads so early in a new rocket program is almost unprecedented. Rocket Lab was founded on the principal of opening access to space to better understand our planet and improve life on it. Today we took a significant step towards that,” he says.In the coming weeks Rocket Lab engineers will analyse the data from today’s launch to inform future launches. Rocket Lab currently has five Electron vehicles in production, with the next launch expected to take place in early 2018. At full production, Rocket Lab expects to launch more than 50 times a year, and is regulated to launch up to 120 times a year, more than any other commercial or government launch provider in history.Still Testing was carrying a Dove Pioneer Earth-imaging satellite for launch customer Planet, as well as two Lemur-2 satellites for weather and ship tracking company Spire. Rocket Lab’s commercial phase will see Electron fly already-signed customers including NASA, Spire, Planet, Moon Express and Spaceflight. (photo: Rocket Lab)

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President George W. Bush and Chad McQueen Help Barrett-Jackson

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

George W. Bush and Chad McQueenFormer U.S. President George W. Bush and Chad McQueen helped Barrett-Jackson speed past the $100 million mark in funds raised for charity as ten vehicles brought in $6.21 million for non-profit organizations during the 47th Annual Scottsdale Auction at WestWorld. The top fundraisers included Lot #3010, the first current-generation Ford GT that has been donated for charity since the car was introduced, bringing in $2.55 million to push the company to nearly $102 million since 1971. On Saturday, President Bush joined Chevrolet on the block for the sale of a 2018 Corvette Carbon Fiber 65 Edition (Lot #3007), which sold for $1.4 million to benefit The George W. Bush Presidential Center’s Military Service Initiative while film star Chad McQueen was on stage Friday as the Ford Mustang Bullitt brought $300,000 for Boys Republic.“I’m incredibly proud that we’ve reached such a historic milestone of raising almost $102 million in total charity donations at our home in Scottsdale,” said Craig Jackson, chairman and CEO of Barrett-Jackson. “Our company was founded on the principle of charitable donations by my father Russ Jackson and his partner, Tom Barrett, and I’m grateful to be able to carry on that banner in their honor. This has been an incredible 47-year journey for our company, driven by our tremendous bidders, consignors, sponsors, celebrities and the entire collector car community, whose heart is only matched by their generosity and outpouring of support. The amount of good that has come from the $102 million we’ve raised together is simply immeasurable. But we’re not going to stop here as this is simply a milestone on our journey to continue to help those who need our help the most.”For the first time in the company’s history, the Barrett-Jackson team was joined on the block by a former U.S. president. President Bush, along with television host Jay Leno, as well as Chad McQueen, son of TV actor Steve McQueen, lent their efforts to help raise awareness and donations for charity this week.Carolyn and Craig Jackson auctioned their personal Corvette with the entire sale benefiting the American Heart Association (AHA). Joined on the block by Nancy Brown, CEO of the American Heart Association, the sale kicked off Barrett-Jackson’s yearlong Driven Hearts initiative. The company will continue to raise awareness and much-needed funds for the AHA in a variety of ways, including the first Barrett-Jackson themed license plate program through the Arizona Department of Transportation, Motor Vehicle Division (ADOT-MVD). The six-character license plates cost $25, with $17 from each plate sold benefiting the AHA. The Driven Hearts campaign also includes a partnership with Hotels for Hope, which enables fans traveling to Barrett-Jackson events to book rooms through Barrett-Jackson.com, with a portion of every actualized hotel room night booked going to the AHA. (photo: George W. Bush and Chad McQueen)

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Laura Mele espone alla rassegna Le Vie dell’Arte a Cori

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

laura mele1laura meleCori (Latina) sabato 27 Gennaio, alle ore 18:00, all’Art Cafè di via Madonna del Soccorso, Laura Mele presenterà per la prima volta a Cori (LT) la sua mostra personale, “Disegni”, aperta al pubblico fino al 28 Febbraio. Durante l’inaugurazione presso il bistrot della proprietaria ed organizzatrice dell’iniziativa Anna Rita Del Ferraro, attenta conoscitrice laureata all’Accademia delle Belle Arti di Roma, sarà possibile sperimentare la bravura della disegnatrice chiedendole di realizzare il proprio ritratto. Laura Mele, di Artena (RM), rivela fin dall’infanzia il suo innato talento nel disegnare: a casa, dove cerca di imitare la sorella maggiore, fashion designer; a scuola, ove le insegnanti le affidano compiti come illustratrice. Il liceo artistico, che frequenta attualmente, non poteva che essere il luogo ideale per coltivare la sua passione, sviluppare una conoscenza ampia sull’arte, affinare le tecniche di disegno e pittura, abbandonare l’autodidattismo e intraprendere la strada verso la professione.
laura mele2Laura Mele3Il suo genere preferito è il ritratto. Mentre realizza l’opera cerca sempre di studiare tutte le espressioni dei soggetti, passando dalla tenerezza al dolore e alla sensualità. Un meccanismo di introspezione che si innesca automaticamente e inconsapevolmente ogniqualvolta inizia un lavoro e che si arresta sol quando è riuscita a catturare le varie sfumature dell’anima su un foglio di carta bianco con pochi tratti di matita e pastello. Una manualità che diventa sempre più meticolosa, fino a trasfigurare i ritratti umani con sembianze animali. Con “Disegni” continua il ciclo di esposizioni in programma nell’ambito della più ampia rassegna “Le Vie dell’Arte”, già patrocinata dal Comune di Cori e dalla Pro Loco Cori, aperta da Caterina Sammartino con i suoi “Ritratti” e proseguita con “L’Arte della Moda” di Clarice Mele. Dopo Laura Mele, la più giovane di tutti gli artisti coinvolti nella manifestazione, altri tre si avvicenderanno per un mese ciascuno: Mario Angiello (fotografo), Michela Magni (fumettista) e Morris Modena (urban writer). (foto: laura mele)

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Scuola – Docenti: è fuga verso la pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

scuolaDal 1° settembre 2018 a lasciare il servizio saranno nei prossimi mesi tra i 40mila e i 50mila dipendenti. Si vanno ad aggiungere a quelli già oggi disponibili su disciplina, alle 40mila cattedre di sostegno in deroga, ad altre 20mila spostate con l’ultima Legge di Stabilità dall’organico di fatto a quello diritto: la prossima estate ci ritroveremo con una quantità enorme di posti vacanti. Si tratta di cattedre che andrebbero assegnate come prevede la legge, ai precari e ai vincitori di concorso attraverso contratti a tempo indeterminato. A meno che non si voglia incentivare la “supplentite”. Ma ci sono candidati utili per coprirli? La risposta è negativa, almeno con le regole vigenti. Perché in attesa del nuovo reclutamento che porterà in cattedra in modo definitivo i primi docenti vincitori dei nuovi concorsi riservati non prima del 2021 (gli attuali abilitati di seconda fascia d’istituto) e con i nuovi che si metteranno in lista di attesa per diventare docente e che dovranno attendere almeno sei-sette anni, tra concorso pubblico e formazione triennale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al Miur fanno finta di dimenticare che ci sono decine di migliaia di docenti già selezionati e formati, i quali non aspettano altro per subentrare sui tanti posti privi di titolare. Sono tutti gli abilitati degli ultimi otto anni, vittime della ingiustificata chiusura delle GaE, le stesse che l’Anief ha fatto riaprire dai giudici nel 2008 e nel 2012. Nella prima occasione perché si stavano esaurendo le Ssis, mentre nel secondo caso perché non erano ancora partiti i Tfa. Adesso c’è un motivo altrettanto valido. Per questo, continuiamo a chiedere al Governo di approvare con urgenza un decreto ad hoc, del quale possano beneficiare innanzitutto quei docenti che la Buona Scuola ha ignorato. A partire, certo, dai diplomati nella scuola magistrale, a cui il Consiglio di Stato con l’adunanza plenaria ha stoppato il passaggio nelle graduatorie ad esaurimento ma che lo stesso organo di giustizia continua ad avallare con sentenze a parte. La loro riapertura riguarderebbe anche gli abilitati con Tfa, Pas e Scienze della formazione primaria, pure loro ad oggi senza alcuna prospettiva, se non quella di vedersi negare le supplenze lunghe al compimento del trentaseiesimo mese di precariato. Il Governo faccia incontrare quella che gli economisti chiamano ‘domanda e offerta’. In caso contrario, attueremo mobilitazioni, scioperi e una guerra legale senza precedenti.

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La politica fatta di «studenti»

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

montecitorio

Tra le varie voci presenti nel circuito elettorale quelle che lasciano più delle altre un motivo di riflessione è quanto si allude alla natura dei candidati: ora perché troppo giovani, ora perché troppo avanti per l’età, ora perché inesperti, ora perché non sanno usare i “congiuntivi” e così via. Perché non ci chiediamo come fanno i partiti a scegliere i candidati e a proporli agli elettori? Siamo sicuri che riescono a fare la scelta giusta? E ancora è proprio necessario che nel loro curriculum la differenza la faccia una lunga sfilza di titoli accademici? O è vero, quanto afferma il magistrato Piercamillo DAvigo che certe professionalità come la sua incontrano una certa difficoltà se cambiano mestiere e si dedicano alla politica entrando in parlamento? C’è persino tra i giovani una qual confusione se alcuni affermano che si sono iscritti alla facoltà di scienze politiche per poi, una volta laureati, entrare in politica. In passato, è bene ricordare, impazzavano le scuole di partito e la pratica di amministratore locale prima di essere selezionati per incarichi sempre più importanti. Ora c’è qualcuno che si scandalizza perché il Movimento 5 stelle fa le “parlamentarie” per la scelta dei suoi candidati. E’ una formula indovinata? Direi di sì se guardo al risultato ottenuto nelle passate elezioni politiche dove i suoi parlamentari venuti dall’anonimato hanno mostrato di riuscire a colmare i vari vuoti conoscitivi della pratica politica e parlamentare più di quanto non abbiano fatto gli altri colleghi maggiormente titolati. E hanno anche un indubbio vantaggio: sono l’espressione più genuina del popolo italiano. (Riccardo Alfonso)

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Il mercato elettorale e il monopolio dei cosiddetti «poteri forti»

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

pifferaio-magico.medium_300Quest’anno segna per la politica la fine e l’inizio di un quinquennio. Tutti i partiti sembrano voler imitare il piazzista delle fiere paesane dove la merce, pur di scarsa qualità, è venduta con un profluvio di parole per confondere e nascondere la verità all’incauto acquirente. In tutto questo polverone da accecare la vista avanza sempre più inquietante l’idea che sia meglio non andare a votare, tanto si pensa, l’uno è degno dell’altro. Non ci rendiamo conto, forse in buona fede, che anche in questo modo facciamo il gioco di chi punta a rendere la politica un potere riservato a pochi, ai sempre più selezionati e asserviti ad interessi partigiani. In altri termini non umiliamo la politica ma, semmai, la facciamo scadere in mercimonio. E’ che non ci siamo ancora resi conto di trovarci nel bel mezzo di una rivoluzione culturale dove i retaggi del passato hanno perso smalto e c’impongono una maggiore e più attenta riflessione. Oggi non dovremmo più ragionare secondo le correnti di pensiero che hanno attraversato gli ultimi due secoli dove l’ideologia ci ha portato a distinguerci tra la sinistra il centro e la destra e le loro sfaccettature. Oggi possiamo posizionarci solo in due modi: Tra chi ha e chi è. E chi ha, comanda, e chi è, resta asservito al primo. E la beffa sta nel fatto che mentre chi vive nell’area del benessere conta poche milioni di persone tutti gli altri, sono miliardi, pur tanto numerosi, non riescono ad imporre il loro diritto a vivere con dignità. A questo punto tornando agli eventi odierni ciascuno di noi dovrebbe rendersi conto che non si può continuare a sostenere chi ci rende schiavi del bisogno e che la sola forza del chi è sta nel partecipare e soprattutto comprendere da che parte collocarsi. (Riccardo Alfonso)

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Gli uomini che fanno la storia e quelli che vorrebbero distruggerla

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

le date che fanno la storiaIn molti sono oggi coloro che richiamano la nostra attenzione sugli avvenimenti tragici del nostro passato e lo fanno ancor più se si possono trovare i reduci di tali infamie per dare, a tutti noi, testimonianza diretta del dramma che ha vissuto l’umanità. E quando ascoltiamo le loro parole sul come la crudeltà e il cinismo dei carnefici non sembra aver avuto dei limiti, ci chiediamo come sia stato possibile arrivare a tanto. Ma ciò che ancor più ci sconvolge è che tali nequizie sono avvenute non in una sperduta parte del mondo ma in una nazione che con la sua cultura e il suo ingegno ha prodotto grandi pensatori e scienziati di fama internazionale. Ma la lezione magistrale che viene dai testimoni è ancora più importante e significativa. Essi non ci parlano di vendetta ma di perdono e invocano la pace tra i popoli di là delle passioni e dei contrasti che li avvelenano. Per contro c’è ancora chi, quasi per esorcizzare questo insegnamento di convivenza civile, insiste nel voler negare che tanta sofferenza e dolore, tanto martirio e sacrificio possa essere avvenuto.
Non è, purtroppo, la prima volta che violentiamo gli eventi del nostro passato per interessi partigiani, come se volessimo giustificare gli orrori del nostro presente negando quella continuità storica che fa dei persecutori i paladini di una persistenza che non vorremmo mai avere. Ed è proprio nella rimembranza di tali fatti che dovremmo trovare l’antidoto per guardare il nostro futuro nella pace e nella serenità dei popoli. (fonte dal libro di Riccardo Alfonso: le date che fanno la storia Amazon edizioni)

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Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

luigi di maioDal MoVimento 5 Stelle. Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie. L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari. Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni. Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

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