Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 24 gennaio 2018

INGV: terremoto al largo dell’Isola di Kodiak

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

terremoto alascaIeri alle 10.31, ora italiana, un terremoto di magnitudo 7.6 (stimata dalla sala operativa di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV nei primi minuti dall’evento) si è verificato al largo dell’isola di Kodiak, 300 km a sud–est dalle coste dell’Alaska. A seguito della forte scossa è stata diramata un’allerta tsunami per l’area del Pacifico Settentrionale, successivamente rientrata dopo aver verificato i dati dei mareografi che escludevano fenomeni significativi. Nelle isole Aleutine e in Alaska non sono rari i terremoti in grado di generare grandi tsunami che possono propagarsi in tutto l’Oceano Pacifico.Il 27 marzo del 1964, un terremoto di magnitudo 9.2 nei pressi di Anchorage (porto navale che si affaccia sulla Baia di Cook), generò un enorme tsunami che penetrò nell’entroterra fino a un’altezza di 30 metri s.l.m. e un picco di oltre 60 metri nel porto di Valdez, provocando almeno 131 vittime e danni dall’Alaska fino alla California. Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV opera 24 ore su 24, valutando in tempo reale la possibilità che un determinato terremoto, con epicentro in mare o nelle immediate vicinanze, possa generare uno tsunami, stimando i tempi di arrivo e il livello di allerta attesi lungo le coste esposte. I messaggi emessi dal CAT per il Mediterraneo vengono poi trasmessi al DPC che ha il compito di diffonderli alle strutture e componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile e raggiungere, nel minor tempo possibile, la popolazione potenzialmente interessata.I terremoti rappresentano la causa principale degli tsunami (circa l’80%), anche se non sono l’unica. I maremoti sismo-indotti sono comunque i soli per i quali è possibile, con le reti di monitoraggio attuali, definire un sistema di allertamento a scala regionale. Altre cause che generano tsunami, sulle quali l’Istituto ha iniziato a lavorare, riguardano le frane generate dai sistemi vulcanici. Il CAT-INGV si avvale anche, come indicato nella Direttiva SiAM, dei dati della Rete Mareografica Nazionale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e delle altre reti mareografiche mediterranee per la verifica di un eventuale tsunami.Nel periodo tra ottobre 2014 e giugno 2017 il CAT ha analizzato centinaia di eventi sismici di magnitudo superiore a 5.5 in tutte le aree costiere del mondo. Cinque di questi terremoti hanno avuto origine nel Mediterraneo, in particolare nelle isole greche, nella zona di Gibilterra al largo delle coste del Marocco, e a Cipro. Per questi eventi il CAT-INGV ha inviato i messaggi di allerta tra i 9 e 12 minuti dal tempo origine di ciascun terremoto. Al momento sono nove i Paesi che ricevono i messaggi del CAT-INGV: Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Portogallo, Turchia, e tre organismi internazionali: IOC (Intergovernmental Oceanographic Commission dell’UNESCO), ERCC (Emergency Response Coordination Centre della Commissione Europea), JRC (Joint Research Center della Commissione Europea).

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Coppa Europa: il secondo gigante di Folgaria è di Marco Odermatt

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

coppa europaE’ arrivato il riscatto degli atleti azzurri nel secondo slalom gigante di Coppa Europa organizzato dallo Ski team Altipiani sulla pista Agonistica, recupero delle gare inizialmente in programma in Val d’Isere. In particolar modo dal trentino del capoluogo Andrea Ballerin, che ha centrato la terza posizione, pur essendo partito con un pettorale alto (il 37), recuperando ben 10 posizioni nella seconda manche grazie ad una prova tutta all’attacco. La vittoria è andata al talentuoso junior svizzero Marco Odermatt, secondo nella gara di lunedì, e sul gradino più alto del podio grazie ad un’ottima seconda frazione che gli ha consentito di recuperare due posizioni, complice anche l’uscita di scena del leader di metà gara e vincitore della competizione di lunedì, l’austriaco Stefan Brennsteiner. La sorpresa di giornata è rappresentata poi dallo statunitense Tim Jitloff, diciottesimo nella prima manche e autore del miglior tempo nella seconda frazione, recuperando addirittura fino al secondo posto, con un ritardo di soli 21 centesimi dal vincitore (1’57”74 il tempo di Odermatt, 1’57”95 quello dello statunitense).
Un secondo posto che al portacolori delle Fiamme Oro Andrea Ballerin è sfuggito per un solo centesimo, così come l’austriaco Dominik Raschner che ha fatto registrare l’identico tempo finale del trentino, perdendo una posizione rispetto alla prima manche.
In quinta posizione ha terminato il norvegese Peter Dahlum Eide, a 36 centesimi dal vincitore, quindi il francese Thibaut Favrot e l’altoatesino della Valle Aurina Simon Maurberger. Il carabiniere, partito col pettorale 2 ha riconfermato il piazzamento di metà gara, fornendo importanti segnali di crescita anche se ambiva al podio, che vista la condizione e la sciata arriverà sicuramente presto. Subito alle sue spalle, in settima posizione, il giovane talento di Selva Gardena Alex Vinatzer, partito addirittura col pettorale 69 piazzandosi sesto a metà gara grazie ad una prestazione tutta all’attacco. Nella seconda ha gestito la sciata terminando nono a 70 centesimi dal trionfatore di giornata.Peccato invece per il brissinese delle Fiamme Gialle Alex Hofer, quarto dopo la prima manche ed uscito sul muro nella seconda prova. Peccato per il finanziere che si era presentato al via di questa due giorni folgaretana col pettorale giallo di leader della generale di specialità.
Sempre in chiave italiana il piemontese Giovanni Borsotti ha concluso 16°, Giulio Giovanni Bosca 27°, Michele Gualazzi 30°, Hannes Zingerle 33°, Alex Zingerle 39°.

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Emerging Choreographer Series (ECS)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Choreographer SeriesE’ il progetto nato a New York nel 2013 dalla collaborazione tra la City University di New York – La Guardia Performing Arts Center e la compagnia Mare Nostrum Elements diretta da Nicola Iervasi, che si svolge presso il La Guardia Community College di New York concluderà la sua quinta edizione il prossimo febbraio 2018.Nato inizialmente come un programma di studio dedicato a coreografi emergenti americani, il progetto si è sviluppato diventando presto internazionale e diventando una residenza capace di fornire supporto concreto, mezzi tecnici e guide di gestione per la produzione di una nuova creazione ai giovani coreografi selezionati che usufruiscono di tutti i rudimenti necessari per portare in scena il proprio lavoro al termine del programma, un’occasione importante per i giovani coreografi.Dal 2016 è nata una collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, che ha rafforzato la natura internazionale del progetto ed ha assicurato una attenzione al rapporto con i giovani coreografi italiani. Nell’edizione in corso Nicoletta Serio è la coreografa italiana che partecipa grazie alla collaborazione con L’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Caterina Rago, coreografa professionista italiana residente a New York dove dirige la “Caterina Rago Dance Company” affiancherà, in veste di mentore, Nicoletta Serio durante la residenza.Il programma della quinta edizione di Emerging Choreographer Series si concluderà con due giornate dedicate alla presentazione dei lavori prodotti durante l’ECS che si terranno presso il La Guardia Performing Arts Center nei giorni 26 e 27 febbraio 2018. Negli stessi giorni si terrà un importante incontro presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York dove i coreografi residenti (oltre la già citata Nicoletta Serio, Hannah Button, Christopher Núñez, Ann Dragich, Dougie Robbins, Garrett Parker, Zoe Walders, Quilan Arnold, e Patrick O’Brien) avranno occasione di raccontare la loro esperienza incontrando operatori e giornalisti, e verrà ufficialmente presentato il programma e le partnership internazionali per la prossima edizione che si concluderà nell’inverno 2019. (foto: Choreographer Series)

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L’UNHCR rinnova l’appello per l’accesso senza restrizioni allo Stato di Rakhine, nel Myanmar settentrionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

BangladeshDue mesi fa i governi di Myanmar e Bangladesh hanno raggiunto un accordo per il ritorno volontario in Myanmar di centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya che attualmente vivono nell’area di Cox’s Bazar, in Bangladesh. L’accordo bilaterale prevede l’assunzione di impegni importanti da parte di entrambi i governi per garantire il ritorno volontario e in condizioni sicure dei rifugiati nelle terre di origine in Myanmar.Ad oggi, le tutele necessarie per le persone che scelgono di ritornare sono assenti, e continuano ad esserci restrizioni all’accesso per le organizzazioni umanitarie, i media e altri osservatori indipendenti. Allo stesso tempo, i rifugiati dello Stato di Rakhine continuano a riversarsi in Bangladesh.Per assicurare il diritto dei rifugiati al ritorno volontario, in condizioni sicure e dignitose rinnoviamo l’appello al Myanmar affinché consenta senza restrizioni l’accesso necessario agli aiuti umanitari nello Stato di Rakhine e crei le condizioni per una soluzione duratura. L’accesso, da un lato permetterebbe di valutare l’esistenza di condizioni effettive per i ritorni e della loro fattibilità a lungo termine, dall’altro consentirebbe di occuparsi delle legittime preoccupazioni sulla sicurezza condivise da tutti i rifugiati che intendono tornare a casa. I rifugiati devono essere adeguatamente informati e consultati rispetto a tali condizioni affinché i ritorni possano avvenire in modo volontario, sostenibile e sicuro.Un passo fondamentale verso l’adozione di una soluzione duratura è stato fatto grazie all’impegno del Myanmar di implementare le raccomandazioni del Comitato Consultivo per il Rakhine (Rakhine Advisory Commission). Trasformare queste raccomandazioni — che prevedono pace e sicurezza per tutte le comunità dello Stato di Rakhine, dialogo, libertà di movimento, accesso ai beni di sostentamento e realizzazione di soluzioni per lo status giuridico e di cittadinanza delle comunità musulmane — in realtà, è essenziale per costruire la fiducia necessaria nel programma di ritorno e affrontare la tensione tra le comunità che è andata consolidandosi negli anni nello Stato di Rakhine. Senza queste misure, il rischio di ritorni in condizioni pericolose e affrettate in un’area in cui le violenze potrebbero rinasprirsi è troppo grande per poter essere ignorato.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati rimane pronto a collaborare con entrambi i governi per trovare una soluzione duratura a questa crisi nell’interesse dei rifugiati, di entrambi i governi, della comunità di accoglienza in Bangladesh e di tutte le comunità dello Stato di Rakhine.

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VSoft Embraces Biometric Technology for Arya Digital Banking Platform

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

mercato digitaleArya, an intelligent, open architecture digital services platform for both personal and business account holders, today announced the addition of fingerprint authentication for mobile devices and facial recognition for iPhone users to its fully integrated digital banking platform. Created by the founders of VSoft Corporation, Arya combines both mobile banking and digital banking with native, built-in features including VSoft’s industry-leading mobile deposit in a single solution.
The password system in the banking industry is somewhat broken. Between the growing threat of security breaches and the substantial effort it takes to manage multiple passwords for each retailer and app, it is time for a better approach, which involves leveraging an identifier distinct to each user—their fingerprint or facial features.“End users desire two things when accessing applications: a frictionless experience and security,” said Murthy Veeraghanta, chairman and CEO of VSoft. “These two requirements present a problem to financial institutions that are tasked with protecting sensitive account data. Financial institutions are now challenged to strike a balance between delivering a frictionless experience without compromising security.”Arya addresses these concerns with its fingerprint authentication function for mobile devices and facial recognition for iPhone users. Fingerprint authentication is the process of confirming the identity of a user though their unique fingerprint while facial recognition verifies a user’s identity through their facial features. After the user provides correct answers to their security questions and enables the available biometric authentication feature respective to their device, Arya will then allow users to view their account securely with a simple tap of their finger or quick facial scan.Arya’s platform provides users with a frictionless and secure log-in experience, eliminating the need for financial institutions to balance conflicting customer expectations. Because the platform is designed to easily adapt to changing technology and heightened demands from today’s consumers and businesses, Arya allows financial institutions to take advantage of the latest innovations like biometric technologies without the added cost of development.“Biometric authentication addresses both the security demands of today’s modern consumer and the speed at which banking and transactions need to occur,” Veeraghanta continued. “Quickly adapting to customer preferences, whether through enhanced security measures or a new mobile banking feature, ensures financial institutions are positioned for success, now and long-term.”

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Deputy Appoints Global President Steven Power

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Steven PowerDeputy, the ultimate employee management tool, today announced the appointment of Steven Power as Global President. A longtime senior executive with a proven track record of building and scaling highly successful technology companies, Power will launch initiatives around client growth, business culture and expanding Deputy’s global team.With a presence in over 70 countries around the world combined with a client base ranging from SMBs to large organizations, counting Qantas, Crust Pizza, Messina and NASA as dedicated users of the platform, Deputy is positioned for vertical market penetration with its innovative employee management platform.
Power is a senior general management executive with a 20-year proven track record of building highly successful technology companies. He has extensive executive leadership experience rapidly scaling high growth U.S. and global SaaS, ecommerce and digital media organizations.Prior to joining Deputy, Power worked in an executive leadership capability for several high-profile publicly listed and venture-backed organizations, including: CCO at Australian startup Catapult Sports (ASX:CAT), EVP at Web.com (NASDAQ:WEB), President at Yodle, President at BigCommerce, and Founder and CEO of ReachLocal’s Australian Operation.“I feel privileged to be offered the opportunity to bring my global experiences to a startup born in my homeland. When I first met with the Deputy leadership team, we connected instantly. Deputy’s mission embodies everything I strongly believe in, technology that has a significant impact and improves lives,” said Power.“I have already witnessed the transformational impact of Deputy on businesses and their employees. But what strikes me is the untapped potential. There’s still too many businesses putting pen to paper and wasting time on labor intensive tasks. I can’t wait to help get Deputy’s tools into their hands, too,” said Power.“Steven joins Deputy at an exciting time. We’re about to take our product to the next level and his appointment will help get our tools into the hands of businesses globally. He not only brings local knowledge, having worked with Australian startups, but has led some leading US tech companies through rapid expansion,” said Ashik Ahmed, CEO, CTO and co-founder of Deputy.“As we enter into the next phase of growth, it is imperative for us to have a fearless leader with the right mix of experience to guide Deputy forward. Steven is undoubtedly that leader,” said Ahmed.
With 60,000 businesses utilizing the platform, Deputy has paved the way for rapid global expansion. Deputy completed a successful Series A fundraising effort in February 2017 and has focused their new capital investment on increasing the growth of the global support team and product development, rapidly growing Deputy’s team across offices in Atlanta, Sydney, Los Angeles, the United Kingdom and the Philippines. This month, Deputy announced new North American headquarters in Atlanta, Georgia, where it plans to contribute its momentum to Atlanta becoming one of the nation’s tech hubs. (photo: Steven Power)

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Applied DNA Expands Internationally with New Central DNA Testing Laboratory in India

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

DNAApplied DNA Sciences, Inc. (NASDAQ:APDN, “Applied DNA,” “the Company”) today announced the establishment of a Central DNA Testing Laboratory in Ahmedabad, India providing full forensic authentication services. The laboratory supports Applied DNA’s growing global textile business in the Asia-Pacific region with expansion capability for other supply chains present in the region, such as fertilizer and pharmaceuticals. Officially opening on February 15, 2018, the Central Laboratory is strategically located in the state of Gujarat, an economic hub for the development and advancement of cotton, other textiles, fertilizers, petrochemicals and pharmaceuticals.Dr. Ila Lansky, a forensic scientist with over 11 years of forensic DNA experience, will direct the Central DNA Testing Laboratory. She currently oversees all aspects of forensic analysis, testing, authentication and reporting for all samples submitted, following the standard operating procedures established by Applied DNA’s New York forensic laboratories. The Central DNA Testing Laboratory is a high throughput laboratory, providing customers with accurate reports in a short turnaround time.
“This is an important opportunity for Applied DNA to bring our proven technologies to the heart of India’s textile industry, and share our impeccable standards and operational protocols,” said Dr. Lansky. “The laboratory will have the ability to process thousands of samples, serving our textiles customers in the region.”The Indian textile industry is currently estimated at approximately $135 billion USD and is expected to reach $230 billion by 2023 (IBEF 2017). It is home to such global textile brands and manufacturers as The Himatsingka Group and GHCL Limited. Additionally, India is home to the sixth largest pharmaceutical market in the world, with an expected value of $550 billion by 2020 (IBEF 2017).“Opening a lab in Gujarat has both strategic and practical importance for Applied DNA,” said Dr. James A. Hayward, president and chief executive officer of Applied DNA. “Our partnership with Himatsingka has proven remarkably successful, with uptake in the commercial ecosystem and endorsement by big box retailers. Adoption of our technologies by other textile companies is growing. Working closely with such India-based industry majors as Himatsingka and GHCL, we know Applied DNA’s value in enabling source-verified supplied chains and contributing the steady growth and ensured protection of the circular economy. It only makes sense for Applied DNA to have a facility where so many of our current and future partners are based.”

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Bright Pattern Names Industry Veteran Michael McCloskey as CEO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

new yorkNew York. Bright Pattern today announced the appointment of Michael McCloskey as CEO. McCloskey has been serving on the Board of Directors at Bright Pattern, and is a highly experienced technology executive with a proven track record of building high growth technology companies and delivering tremendous shareholder value. McCloskey was on successful management teams helping lead the IPOs at Kana, Network Appliance, and Genesys. He has a broad range of experience, and has served in such roles as CFO, VP Operations, VP International Sales, President, CEO and Board member.“I am excited to join Bright Pattern and again partner with Konstantin,” said McCloskey. “We have worked together for many years and enjoyed many achievements together. Konstantin has built a pre-eminent development organization and company and I believe we are positioned for great success. Bright Pattern is delivering revolutionary new ideas and innovative solutions that will forever change the ways companies sell to and support their customers and employees.” Konstantin Kishinsky added, “We are excited to welcome Michael to the team as our new Chief Executive Officer. He is an exceptional leader and I believe he will help Bright Pattern further accelerate our growth and success. Michael and I have worked with one another for over 20 years and plan to leverage our past success together to build the company of the future.”

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Recital di arie d’opera da Händel, Mozart e Rossini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

recitalRoma 26 gennaio 2018, ore 20.30 Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 è in programma un Recital di arie d’opera da Händel, Mozart e Rossini a cura di Dalma Krajnyák (mezzosoprano, vincitrice del Concorso Internazionale di Musica barocca Principe Francesco Maria Ruspoli 2017) e Edina Bak (pianoforte). Il programma della serata – introdotta da Johann Herczog, musicista, musicologo- direttore artistico Fondazione Pierluigi da Palestrina, consulente musicale dell’Accademia d’Ungheria in Roma- prevede musiche di G. F.Händel: Crede l’uom, E gelosia, Priva son; W. A. Mozart: Parto inerme; Gioacchino Rossini: O patria .. Di tanti palpiti, Cruda sorte.
Dalma KRAJNYÁK, mezzosoprano ungherese Ha compiuto i suoi studi d Canto classico in Ungheria. Ha studiato per un semestre al Conservatorio Benedetto Marcello a Venezia nel programma Erasmus e conseguito il titolo post-laurea (PGAD degree) come borsista al Trinity Conservatoire di Londra. Successivamente si è spostata in Italia per affinare le sue doti ed ha frequentato l’Accademia Lirica di Osimo sotto la supervisione del suo direttore artistico M. Vincenzo de Vivo. Per ampliare la propria conoscenza specialmente nel campo del repertorio vocale barocco, ha frequentato vari progetti e lezioni magistrali per giovani artisti ’barocchi’ con Romina Basso e Sara Mingardo. Nel 2015 ha vinto il IX Concorso di Canto Barocco ’Fatima Terzo’ di Vicenza, nel 2017 è stata borsista vincitrice della Fondazione Cini di Venezia. Oltre alla sua carriera in Italia ha maturato esperienza professionale con vari concerti all’estero, tra cui Inghilterra, Spagna, Germania. Nell’ottobre 2017 ha vinto il Concorso di Musica barocca Principe Francesco Maria Ruspoli di Vignanello.
recital1EDINA BAK, pianista ungherese è nata a Budapest nel 1980. Ha iniziato a studiare pianoforte all’età di sette anni e già nei primi anni ha preso parte a concorsi e festival pianistici. Dal 1988 al 2005 si è formata in Ungheria poi ha studiato anche con il M° Sergio Perticaroli presso l’Accademia Santa Cecilia di Roma e con la M° Liudmila Georgievskaya. Dal gennaio 2006 ha frequentato il corso di alto perfezionamento del M° Fausto Di Cesare all’Arts Academy di Roma. Ha partecipato alle masterclasses dei maestri György Sebők, György Kurtág, Imre Rohmann, Gábor Csalogh e Tamás Vásáry in Ungheria e dei maestri Paul Badura-Skoda, Bruno Canino, Oxana Yablonskaya, Roberto Cappello in Italia. Nel luglio 2008 si è diplomata all’Arts Academy di Roma con ottimi risultati. Nel maggio e giugno 2013 e maggio 2014 é stata maestro collaboratore nel progetto ”Europa in Canto” per l’allestimento delle opera Rigoletto di G.Verdi e Il Barbiere di Siviglia di G.Rossini, svoltasi nel Teatro Valle Occupato di Roma.
Ingresso gratuito! (foto: recital)

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Telmo Pievani incontra Frankenstein

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

frankensteinRoma 29 gennaio, ore 18.00, WeGIL – Largo Ascianghi 5 A 45 anni da quelle prime “Interviste Impossibili” che conquistarono il pubblico radiofonico – trasformandosi poi in veri e propri spettacoli teatrali e in letteratura – uno dei format più originali ed eclettici di tutti i tempi arriva nell’hub culturale WEGIL, con un ciclo di incontri/performance, a cura dello scrittore Lorenzo Pavolini, che verrà inaugurato il 29 gennaio 2018 con la surreale conversazione tra Telmo Pievani e Frankenstein. Interpretato dall’attore Tommaso Ragno, volto noto della TV e del Cinema italiani, da anni appassionato e studioso della figura mostruosa creata dal genio di Mary Shelley, Frankenstein sarà intervistato dal filosofo delle scienze Telmo Piovani (Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova) per un viaggio insolito nelle conquiste della genetica, affrontate attraverso la grande letteratura in una lettura-spettacolo in grado di far rivivere un personaggio tanto affascinante quanto radicato nell’immaginario collettivo mondiale.“A duecento anni dalla sua prima apparizione, Frankenstein, o meglio la sua Creatura, si sottopone non troppo pazientemente alle domande di un filosofo della scienza interessato a conoscere i segreti su come resuscitare la vita animale” ha spiegato Telmo Pievani. “In un remoto arcipelago artico che nasconde una sorta di arca di Noè del XXI secolo, il mostro più famoso del mondo, dopo le tante interpretazioni semiserie del suo personaggio, simbolo di una scienza che si spaventa delle sue possibilità più ardite, vorrebbe per una volta sottrarsi agli stereotipi. Mosso da curiosità assai umana, vuole sapere se l’avventura che lo ha assemblato al mondo sia “contro-natura”, imparare i segreti del Dna e capire finalmente a quale Darwin votarsi (se è vero che fu il nonno di Charles, con fama di galvanizzatore di lombrichi, a ispirare la giovane autrice del suo romanzo, Mary Shelley)”.Primo capitolo di una serie di appuntamenti che si snoderanno lungo il 2018 con molte sorprese, l’evento del 29 gennaio si svolge nell’hub culturale WEGIL, nato grazie a Regione Lazio con Artbonus e gestito da Lazio Crea, che conferma così la sua anima eclettica e la mission di incubatrice di cultura e spettacolo, letteratura e arte.Telmo Pievani (1970) è Ordinario presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche. Filosofo e storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione, è autore di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali nel campo della filosofia della scienza (elenco completo delle 226 pubblicazioni su banca dati Cineca) Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

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Biased Algorithms are Everywhere So Who’s In Charge of the Programming?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

algoritmoBiased Algorithms are everywhere, so at a critical moment in the evolution of machine learning and AI, we need to talk about the societal issues this poses, according to Ralph Müller-Eiselt, an expert in education policy and governance. Müller-Eiselt was interviewed by C. M. Rubin for The Global Search for Education. How do we ensure that algorithms are always conceived​ to achieve​ a positive impact for societies and education, rather than a danger or a risk? Müller-Eiselt states in The Global Search for Education interview that discussions and debate about “the goals of software systems with social impact” are needed since “it is up to us as a society to decide where such systems should be used and to make sure that they are designed with the right purposes in mind.” He believes that even “algorithms designed with good intentions can produce bad results.”
Müller-Eiselt also discusses how algorithms and AI will impact evolving education systems. While the use of algorithms and AI in education is “still in its initial phase,” he asserts that policy makers should not be waiting to see what happens and react after the fact, but that they should “actively shape regulation now towards sustaining the public good.” He adds that those organizations involved in the design and development of algorithms also have a critical role to play and should be reflecting on their “social responsibility” and how best to create “common standards for professional ethics in this field.”CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in a rapidly changing globalized world. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a highly regarded trailblazer in the renaissance of 21st century education, and occupies a widely respected place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced hundreds of interviews and articles discussing an extensive array of topics under a singular vision: when it comes to the world of children, there is always more work to be done.

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Rapporto sulle 10 crisi umanitarie di cui si è parlato meno nel 2017

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

ginevraGinevra (Svizzera) Oggi l’organizzazione internazionale umanitaria CARE ha lanciato un nuovo rapporto che mette in luce le 10 crisi dimenticate del 2017. Nel rapporto, dal titolo “Suffering in Silence” si evidenzia come la crisi umanitaria in Corea del Nord sia quella ad aver ricevuto la minore attenzione da parte dei media di tutto il mondo. Molti si sono focalizzati sulla minaccia nucleare tralasciando completamente la crisi umanitaria. Tra le altre crisi che raramente trovano spazio nei media, le crisi in Eritrea, Burundi, Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (DRC), Mali, Bacino del Lago Chad (Niger, Camerun, Chad), Vietnam e Perù.“Siamo tutti consapevoli del fatto che una singola foto può richiamare l’attenzione di tutto il mondo su un unico problema. Ma le persone dei Paesi analizzati nel report di CARE sono ben lontane dalle telecamere e dai microfoni di tutto il mondo”, dice Laurie Lee, Segretario Generale ad interim di CARE International. “Queste crisi potranno non essere sulle prime pagine dei giornali, ma ciò non significa che possiamo dimenticarcene.”Esiste poi una linea diretta tra l’attenzione mediatica e i fondi donati per gli aiuti umanitari. “I media giocano un ruolo fondamentale nell’attrarre l’opinione pubblica su quelle crisi dimenticate e trascurate”, dichiara Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Nonostante le conseguenze dei conflitti ricadano tragicamente su milioni di vite umane, persiste il divario tra i bisogni umanitari e i fondi a disposizione. Le previsioni per il 2018 non sono buone, resta ancora debole la volontà politica di risolvere i conflitti e affrontare le cause che li generano, quali mancanza di governance, aumento della povertà, disuguaglianza e cambiamento climatico. I leader politici devono fare un passo in avanti e farsi carico della responsabilità di affrontare le crisi oggi dimenticate.”
Nel 2018, molti di questi disastri continueranno a dilagare. Le famiglie povere lottano per sopravvivere, poiché diminuisce la loro capacità di far fronte a future crisi, visto che i conflitti durano per decenni e i beni di sussistenza e le risorse si esauriscono. Il quadro umanitario globale delle Nazioni Unite (UN’s Global Humanitarian Overview) nel 2018 necessiterà di 22,5 miliardi di dollari statunitensi, per dare assistenza ad almeno 91 dei 135 milioni di persone che ne hanno urgente bisogno. L’attenzione mediatica può aiutare a concentrare il supporto pubblica su questi bisogni. Tra le raccomandazioni evidenziate nel report, quella di lavorare con giornalisti freelance locali e ONG per ottenere materiale aggiornato, raccogliere fondi necessarie per realizzare report in aree remote e investimenti da parte delle ONG in attività di comunicazione di situazioni d’emergenza.

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Filippo Laterza: “Opera Orientale”. Dallo Shenzhen Fashion Festival ad Altaroma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Filippo LaterzaFilippo Laterza3Roma Giovedi 25 gennaio 2018 – ore 13:30 – Guido Reni District, 15 Via Guido Reni 7 La collezione di Filippo Laterza “Opera Orientale” é un passaggio fra Oriente e Occidente, un cammino fra culture e tradizioni, fra diversi stili e differenti visioni dell’arte, un caleidoscopio di costumi e culture differenti, dove si fondono innovazione e tradizione, naturalezza e artificio.Il viaggio di Filippo Laterza, parte dal successo ottenuto lo scorso anno a Shanghai durante la Fashion Week con White con l’evento “Style Routes to Shanghai”, dove ha definito la partnership con il gruppo tessile cinese di Shengzhou, Zhejiang Maidilang Group Ltd, fino ad arrivare al 18 gennaio scorso dove la giovane promessa della moda italiana è stato invitato allo “Shenzhen Fashion Festival” quale unico creativo della comunità europea e del Made in Italy, un evento di grande prestigioso nazionale a cui hanno partecipato i più importanti designer cinesi, russi, americani, australiani, Per lui un esclusivo Fashion Show, dove le sue creazioni Haute Couture sono state indossate da top model asiatiche. Ad aprire la sfilata un capo della nuova collezione Bridal di Filippo Laterza2Filippo Laterza5Filippo Laterza con un capo unico dedicato al kid’s wear ad anticipazione dei tanti progetti futuri. Una conferenza stampa che lo ha visto protagonista in diretta televisiva, nella quale ha fatto valere il valore internazionale del Made in Italy e le potenzialità che possono emergere dal connubio industriale fra Italia e Cina, nel mondo della moda e degli accessori luxury.
Il viaggio creativo ispirato alla “Via della Seta” approda nella capitale della moda italiana e sarà uno degli appuntamenti più attesi del prossimo Calendario di Altaroma.
Orientale e mitologico divengono pop art, la sartorialità e l’eleganza anglosassone si veste di contrasti fra orientalismo e modernizzazione. Tagli, volumi e forme dell’alta moda sono modernamente rivisitate. La pittura del cuore “Liampu” dei protagonisti dell’Opera di Pechino, viene trasportata su abiti, cappe e Filippo Laterza6Filippo Laterza4gonne. Un viaggio nel Regno Unito ha ispirato lo stilista in un’altra parte della collezione, il castello di Cardiff e Highgrove garden hanno influenzato la creazione di nuovi tessuti, si fondono i disegni Principe di Galles con le rose antiche inglesi e tutti i fiori del meraviglioso giardino, i broccati e soprattutto i fil coupé con speciali armature che con le tecniche del taglio dei fili di slegatura riescono a disegnare fiori e ghirlande che paiono tridimensionali e ricamati su fondi Principe di Galles e scozzesi.” La collezione ricca di dettagli ricamati a mano vanta pregiati macramè francesi uniti e velour di seta wet effect dalle mani fluide, preziose douchesse e velour stampate con i disegni dell’opera cinese realizzati dall’azienda Seride in Italia. Grande importanza hanno Jacquard, broccati in lurex double-face, fil-coupè e tessuti devorè disegnati da Filippo Laterza per la luxury label del gruppo MaiDiLang. Un ringraziamento speciale all’azienda Isabel Blasco che ha realizzato impalpabili pizzi con dettagli lures e splendidi giochi di frange in seta che danno movimento alla collezione. (filippo laterza)

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In mostra Alex Pinna e Gianni Asdrubali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Alex PinnaBologna dal 01.02 al 04.02.2018 Palazzo Bevilacqua Ariosti Via d’Azeglio 31 in occasione di Arte Fiera, ospiterà due progetti rispettivamente di Alex Pinna e di Gianni Asdrubali, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola. L’esperienza annuale di Palazzo Bevilacqua Ariosti, nei confronti dell’arte contemporanea, si rinnova attraverso due interventi volti a definire una modalità relazionale tra passato e presente, tradizione ed innovazione. Entrambi gli artisti invitati rappresentano un’ulteriore soluzione di dialogo e relazione tra gli ambienti storici del Palazzo e le presenze temporanee delle installazioni artistiche. Nel chiostro Alex Pinna propone “TWIXT LAND & SEA: TALES”, un progetto costituito da due interventi, in cui le sue sculture vanno ad occupare sia gli spazi porticati del piano terra che le arcate del primo piano, mentre nel Salone del Concilio, così nominato perché ospitò alcune sedute preparatorie del Concilio di Trento, Gianni Asdrubali presenta “IN EQUILIBRIO” installazione pittorica visibile su appuntamento.
L’installazione “TWIXT LAND & SEA: TALES” di Alex Pinna, collocata nelle arcate del quadriportico di Palazzo Bevilacqua Ariosti, dialoga con lo spazio in una temporalità rarefatta, dilatata o forse sospesa in un tempo infinito, irreale.
Gianni Asdrubali“IN EQUILIBRIO” è il progetto, sempre site-specific, realizzato da Gianni Asdrubali, in collaborazione con la Galleria Matteo Lampertico di Milano, all’interno del Salone del Concilio, visibile su appuntamento. Di fronte all’antico camino, ad occuparne verticalmente l’intero perimetro, lo spazio assume la forma di una grande tela, risultante dall’affiancarsi di vari elementi, ciascuno avente vita propria ma allo stesso tempo risolto in un tutto, secondo un modus operandi particolare e ricorrente in tutta la produzione artistica di Asdrubali, per il quale ogni opera è pensata come illimitata, al pari dello spazio che la circonda. E’ infatti un’azione sempre possibile quella di Asdrubali, ed è, la sua, un’opera in continua trasformazione; il risultato di un gesto dinamico e veloce, che pare urtare contro il vuoto per spingerlo a manifestarsi. (foto: Alex Pinna, Gianni Asdrubali)

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Gallerie Nazionali di Arte Antica: La Madonna Esterházy di Raffaello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Madonna EsterházyRoma, Martedì 30 gennaio, alle ore 11.00, si terrà a Palazzo Barberini via delle Quattro Fontane 13 l’anteprima stampa della mostra che le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma dedicano a La Madonna Esterházy di Raffaello.Saranno presenti:Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, Cinzia Ammannato, curatore della mostra.
In occasione del prestito – concesso dal 27 gennaio al 9 aprile – della celeberrima Fornarina per la mostra Raffaello e l’eco del mito, in programma all’Accademia Carrara di Bergamo, viene presentata al pubblico La Madonna Esterházy, una delle opere più interessanti e significative della produzione raffaellesca, dipinta intorno al 1508, tra la fine del periodo fiorentino e l’inizio di quello romano, proveniente dallo Szépmuvészeti Múzeum di Budapest. In mostra anche una riproduzione in grande del correlato disegno preparatorio e altre tre opere provenienti dalle Gallerie Nazionali, simili per formato e ambiente. (foto: Madonna Esterházy)

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Tutti gli eurodisastri di Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

berlumerkeldi Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa.Il Made in Italy è nuovamente sotto attacco: nel 2019 entrerà in vigore un Regolamento europeo del 2011 che renderà vane le leggi italiane che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di pasta, riso, latte, formaggi e pomodoro. Il prossimo primo febbraio la Commissione europea concluderà la consultazione pubblica e poi ci sarà il via libera ufficiale che prevede l’entrata in vigore in tutta Europa del Regolamento nell’aprile 2019.Il Regolamento è stato approvato il 25 ottobre 2011, era in carica il governo Berlusconi che non si è opposto, in sede di Consiglio, a questo provvedimento estremamente dannoso per le imprese italiane. Il Regolamento prevede, infatti, che sarà obbligatorio dichiarare la provenienza dell’ingrediente primario se questa è diversa dal quella del prodotto finale, ma esenta da tale dovere i marchi registrati che, a parole o con il logo, già indicano la provenienza.Tale eccezione apre, ovviamente, il campo al cosiddetto “Italian Sounding”, ovvero quel fenomeno che evoca il Made in Italy in maniera ingannevole (attraverso diciture simili, immagini con il tricolore italiano) su prodotti che non sono lavorati in Italia. Guarda caso il paniere dei prodotti italiani maggiormente colpiti all’estero dall’Italian sounding sono pasta, olio, salse, sughi e pomodoro, prodotti da forno e mozzarelle, le nostre eccellenze. Favorite da questo provvedimento sono le grandi lobby industriali che hanno interesse a occultare l’origine dell’ingrediente primario.Questo epilogo si sarebbe potuto evitare se Berlusconi e gli eurodeputati italiani della scorsa legislatura (quando noi non eravamo ancora presenti al Parlamento europeo) avessero seguito la questione con la dovuta oculatezza e lungimiranza.Il regolamento è stato approvato dalla plenaria di Strasburgo nel luglio del 2011. La delfina di Berlusconi, l’ex eurodeputata di Forza Italia Licia Ronzulli in aula difendeva il provvedimento con queste parole: “Grazie infatti all’accordo politico raggiunto la scorsa settimana con il Consiglio, il testo approvato consentirà ai consumatori europei di avere etichette alimentari più chiare con informazioni più dettagliate sui prodotti che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole”. La Ronzulli non sapeva di che parlava o forse si sarà fatta scrivere il discorso da qualche lobbista amico… I partiti combinano solo disastri. È arrivato il momento di mandarli a casa!. (foto: berlusconi)

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Jack and the Starlighters in Otis Redding tribute show

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

BHN6KTPalermo 4 febbraio alle 19 in piazza Verdi accanto al teatro Massimo la Sicilia omaggia il mito del cantante di “(Sittin’ on) The dock of the bay”, “I’ve been loving you too long” e “These Arms of Mine” con la con il concerto dell’unica Otis Redding tribute band d’Italia.
Introdotti dalle 16 dalle esibizioni di Nancy Ferraro & i Radioflores, Monnalizard Rino Gaetano tribute, Max Potamo & the vintage dopo il sold out al teatro Savio e uno show con 2 mila persone a Cefalù – sarà nuovamente “Otis Redding Tribute show”. I Jack & the Starlighters (Gioacchino Cottone alla voce, Fabrizio Pacera alla batteria, Dario Lo Giudice al basso, Danilo Mercadante al pianoforte) con Dario Pacera alla chitarra e la sessione di fiati composta da Samuele Davì alla tromba, Fabio Piro al trombone, Michele Mazzola al sassofono, daranno vita a un concerto che punta a essere multisensoriale, ma anche a schiacciare l’occhio allo stile del programma televisivo “Studio Uno” di Antonello Falqui. Alle più famose canzoni di Otis Redding si alterneranno i visual set e i documentari selezionati dalla vj Mapi Rizzo.
Arriva così per la prima volta nella più bella piazza Di Palermo, simbolo di arte e cultura nel mondo, uno spettacolo davvero multimediale, che non si limita alla musica, ma unisce vecchie e nuove forme di comunicazione, per fare conoscere anche il lato estetico di Otis Redding.«Il progetto – dice il Jack and the starlighterscantante Gioacchino Cottone, che è anche regista della serata – è una mia idea, figlia dell’amore che mio padre mi ha trasmesso, facendomi ascoltare Otis Redding sin da piccolo e influenzando i miei primi ricordi musicali. Redding è “il disco” che mi accompagna da quando sono nato. Sotto l’aspetto commerciale, ritengo che sia assurdo che fino a oggi in tutta Italia non ci sia mai stato un tributo dedicato a un artista di questo rilievo socioculturale, che ha cambiato la storia della musica internazionale, aprendo una pagina indiscussa dell’R&B, del soul e del rap».La tribute band italiana a Otis Redding è stata benedetta anche dal figlio del cantante Otis III, che presto sarà in Italia per fare parte dello show.Il concerto è una nuova tappa del progetto Jack & the Starlighters, band attiva da 15 anni nei locali di intrattenimento e nelle piazza di tutta la Sicilia.L’evento rientra nei progetti natalizi del Comune di Palermo, che hanno subito uno slittamento temporale. (foto: otis-redding, Jack and the starlighters)

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Studio Università: gli studenti italiani sono i più insoddisfatti al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Università di Napoli “Federico II”JPGPaese che vai, insoddisfazione che trovi. Se, come dice un popolare proverbio, tutto il mondo è paese, lo stesso non si può dire per il livello di benessere degli studenti, che cambia considerevolmente a diverse longitudini. E, come spesso accade, l’Italia si configura triste fanalino di coda per quanto concerne la felicità dei propri giovani. Il dato è allarmante: quasi 4 universitari su 10 (38%) rivelano di non essere soddisfatti della propria vita, addirittura quasi uno su 2 (46%) non è contento del proprio percorso accademico. Le percentuali sono ancora più impietose se raffrontate con i colleghi a livello internazionale: gli studenti di India (82%), Cina (76%), Regno Unito (75%), Stati Uniti (73%) e Spagna (70%)risultano essere decisamente più appagati dalla propria vita studentesca. Ma non è tutto: ben il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta di abbandonare l’università, contro il 5% dei cinesi e il 20% degli indiani, preceduti solo dai pari età inglesi (37%). I motivi dell’insoddisfazione? Sul podio delle preoccupazioni, l’eccessivo carico di lavoro (51%), la mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro (44%) e la possibilità di trovare lavoro dopo la laurea (43%).È quanto emerge dal recente sondaggio a livello mondiale condotto da Sodexo intervistando oltre 4000 studenti provenienti da Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India relativamente allo stile di vita universitario, per andare a scoprire, tra i diversi aspetti analizzati, qual è il livello di soddisfazione degli studenti italiani rispetto a quello dei pari età internazionali.“Per attrarre le menti più brillanti e continuare a stimolarle, le università non devono solo fornire istruzione, ma devono anche rivolgere la loro attenzione alla qualità della vita degli studenti e di tutti coloro che lavorano all’interno dei campus – spiega Franco Bruschi, Head of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo – Grazie ai nostri 50 anni d’esperienza e al feedback continuo da parte degli studenti in più di 1600 campus in 32 Paesi, siamo in grado di realizzare servizi che migliorano la qualità della vita all’interno delle Università. Ad esempio, la sicurezza e il comfort dell’ambiente in cui gli studenti vivono e studiano sono fattori che influenzano qualità della vita e capacità di apprendimento. La competenza nel gestire la sorveglianza, un’illuminazione adeguata o la manutenzione delle aule contribuisce a mettere gli studenti a proprio agio”. Andando nel dettaglio dei motivi che rendono gli studenti italiani i più insoddisfatti, salta all’occhio il dato relativo al tempo dell’insegnamento, che appaga il 56% del totale contro il 70% della media. Un altro aspetto con cui gli universitari italiani devono fare i conti è quello economico: oltre 4 su 10 (43%) si dichiarano preoccupati dalla gestione delle spese quotidiane, dato poco superiore alla media sovranazionale (40%). Infine, più di un terzo degli studenti (37%) pensa di aver ottenuto un buon rapporto qualità-prezzo dai servizi offerti dal proprio ateneo, valore inferiore a quelli di tutte le altre nazioni, fatta la sapienzaeccezione per il Regno Unito. Gli studenti italiani sono anche tra i più pessimisti nel ritenere che l’università possa aiutarli a risolvere i loro problemi, come quelli legati all’alloggio (53%), alla salute (47%), alla vita sociale (46%) e alle finanze (44%), valori sopra la media.Ma quali sono le ragioni dell’insoddisfazione dei giovani dello Stivale? Se al primo posto della top 10 si piazza l’eccessivo carico di lavoro che devono sopportare (51%), ben il 44% lamenta la mancanza di equilibrio tra il tempo da dedicare allo studio, alla socializzazione e al lavoro, mentre il terzo gradino del podio spetta alle scarse possibilità di trovare un’occupazione dopo la tanto sudata laurea (43%). Il 39% non crede di essere in grado di cercare il lavoro dopo il titolo di studio, mentre il 31% non crede di raggiungere una votazione che corrisponda alle proprie aspettative dopo aver discusso la tesi. Meno gettonate tra le motivazioni d’insoddisfazione completano la classifica le preoccupazione economiche quotidiane (30%), il senso di solitudine (19%), la nostalgia di casa (10%) e i debiti accumulati durante il percorso di studio (8%). Per il 3% le motivazioni sono di altra natura, mentre solo il 2% ha dichiarato di non patire alcuna preoccupazione.Un discorso a parte è quello dei motivi che hanno spinto il 36% degli studenti italiani a considerare l’abbandono degli studi come soluzione ai propri problemi, un dato molto simile a Regno Unito (37%), Stati Uniti (35%), Spagna (33%), ma lontano da India (20%) e Cina (5%).(fonte: Espresso Communication Srl)

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5th Responsible Business Forum on Food and Agriculture

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

JakartaJakarta, Indonesia on 26-28 March 2018 RBF on Food and Agriculture will be held.Based on the 2017 State of Food Security and Nutrition in the World report, world hunger increased from 777 million in 2015 to 815 million in 2016. In response, FAO Director-General José Graziano da Silva called for member countries to renew their commitments to reducing hunger during the closing remarks of the 158th Session of the Food and Agriculture Organisation (FAO) Council last month.Investing more on sustainable agriculture and food systems and the rural population is also a proven accelerator for the SDGs. Actions to achieve the targets of reducing hunger (SDG 2) creates positive benefits such as reduced poverty (SDG 1), improved health (SDG 3), access to quality education (SDG 4), women’s empowerment (SDG 5), access to clean water (SDG 6) and decent working conditions (SDG 8), to name a few.Join us at the 5th Responsible Business Forum (RBF) on Food and Agriculture to explore the impacts of food and agriculture sector to the other SDGs. Case studies on scalable collaboration between governments, businesses and civil society will be featured in the different working groups.

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Altrospettacolo: c’è tempo fino al 31 gennaio per aderire alla campagna di crowfunding!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

email rio - foto scanzi -Dopo due settimane di campagna di crowdfunding, il progetto di Altrospettacolo.it ha raggiunto finalmente il primo degli obiettivi che si era prefissato, posto a 7mila euro. Con questi primi soldi raccolti, provenienti da oltre 200 donatori che hanno donato in media circa 35 euro a testa. Aver raggiunto i primi 7mila euro significa tante cose. Per prima cosa aver raggiunto l’obiettivo che il 22 dicembre era per noi primario: non disperdere la redazione e dare un presente a più redattrici e redattori possibili e se ancora non significa aver costruito loro un futuro, quanto meno significa aver assicurato loro quanto meno un presente.
Come avevamo promesso all’inizio, vogliamo essere molto trasparenti nel trattamento di questi preziosi fondi, che arrivano da lettori che — sia per passione che per lavoro — per anni ci hanno letto e seguito con affetto e che si sono mobilitati in prima persona per non lasciarci da soli: al netto delle spese di gestione del progetto (fee di Produzioni dal Basso e di Paypal), il resto dei soldi che stanno entrando ci hanno permesso di dedicarne una parte per far cominciare, alle redattrici e ai redattori che se ne occuperanno, la scrittura di Un’Altrastoria, la storia delle tv italiana all’epoca di TvBlog che è stata scelta da molti come ricompensa per la donazione al nostro progetto. Ma serviranno anche per assicurare la produzione e la spedizione delle ricompense fisiche, ovvero le tazze e le magliette; per pagare le persone che si stanno occupando della comunicazione — Twitter, Instagram, Facebook e come Ufficio Stampa — e anche per iniziare a pagare chi di noi in questi giorni sta scrivendo su Altrospettacolo.it. La mobilitazione del mondo dello spettacolo continua ad essere formidabile, anche dopo due settimane: dopo i primi messaggi e video di solidarietà da alcuni dei più importanti protagonisti della televisione italiana, altri ancora si sono uniti: Savizo Zaba, Paola Perego, Pippo Baudo, Antonella Clerici, Fabrizio Frizzi, Doro Gjat, Saverio Raimondo, Elisabetta Pellini, Adriana Volpe, Enrico Papi, Stefania Orlando, Tony Colombo, Barbara Palombelli e Paolo Bonolis.
Altrospettacolo.it è un nuovo punto di partenza per offrire al nostro pubblico un’informazione ancora più autorevole, sostenibile e libera di quella che eravamo in grado di fornire su Tvblog. È un progetto che verrà supportato dal team di Slow News, composto anch’esso da ex giornalisti di Blogo.it (tra cui il fondatore di Tvblog, Alberto Puliafito) e rifuggirà la logica dei ricavi basati per forza sui click.
I valori che ci ispirano sono la volontà di creare relazioni con il pubblico e di essere, sia verso l’esterno che verso l’interno, trasparenti sull’uso del denaro raccolto con il crowdfunding prima e attraverso gli investimenti che attireremo, dopo.Oltre alle notizie quotidiane, produrremo contenuti a pagamento, dunque anche senza pubblicità. Ciò significa scegliere di puntare sulla qualità e l’indipendenza del progetto giornalistico. Vogliamo ampliare il rapporto di fiducia che in questi anni abbiamo costruito insieme tante lettrici e tanti lettori, anche tra i professionisti del settore.
Il nostro obiettivo è un modello di business sostenibile, che valorizzi gli autori, che rispetti il pubblico e che non ingrassi soltanto l’editore. E racconteremo tutto quello che faremo, in totale trasparenza.Per maggiori informazioni sulla campagna di crowdfunding e sulle ricompense previste: https://www.produzionidalbasso.com/project/altro-spettacolo/

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