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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

Anticoagulanti in intervento con bypass cardiopolmonare: pubblicate le prime linee guida

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

Surgery team operating in a surgical roomLa Society of Thoracic Surgeons (STS), la Society of Cardiovascular Anesthesiologists (SCA) e la American Society of ExtraCorporeal Technology (AmSECT) hanno pubblicato le prime linee guida di pratica clinica per la terapia anticoagulante durante intervento con bypass cardiopolmonare (CPB) su The Annals of Thoracic Surgery, Anesthesia & Analgesia e sul Journal of ExtraCorporeal Technology. «Si sentiva l’esigenza di colmare un vuoto di indicazioni, in quanto le indagini mostrano un’enorme variabilità nell’uso, nel dosaggio e nel monitoraggio dell’eparina, nell’inversione dell’anticoagulazione e nell’uso di anticoagulanti alternativi, come la bivalirudina, in questa particolare situazione» afferma Linda Shore-Lesserson, del Northshore University Hospital di Manhasset, New York, che ha coordinato il gruppo di lavoro. L’eparina e la protamina rimangono il “gold standard” per la terapia anticoagulante, secondo gli autori del rapporto, che si basa su una revisione di 96 articoli pubblicati dal 2000 a dicembre 2015 e di 17 documenti pubblicati prima del 2000. Solo due delle raccomandazioni contenute nel documento sono di classe I. La prima indica che è necessario verificare con test funzionale l’anticoagulazione nel sangue prima dell’inizio e a intervalli regolari durante l’intervento con CPB. La seconda invece afferma che l’interruzione della protamina e l’attuazione delle misure rianimatorie possono essere comportamenti salvavita per i pazienti ad alto rischio di risposta anafilattica alla protamina che hanno ipertensione polmonare e collasso circolatorio. Altri messaggi chiave per i medici riguardano i calcoli per il dosaggio e l’inversione dell’eparina, per la quale non si rilevano dati sufficienti di sicurezza ed efficacia per raccomandare agenti alternativi alla protamina. Per quanto riguarda invece le alternative all’eparina stessa, le linee guida includono una raccomandazione di classe IIa su bivalirudina in pazienti con una diagnosi di trombocitopenia indotta da eparina, e altre indicazioni per particolari sotto-popolazioni. Per i pazienti trattati con bivalirudina che presentano un sanguinamento eccessivo dopo CPB, è possibile utilizzare una combinazione di ultrafiltrazione modificata, emodialisi e somministrazione del fattore VIIa ricombinante per migliorare l’emostasi.(fonte doctor33) (foto. sala operatoria)

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