Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for 17 febbraio 2018

Inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

Roma Mercoledì 21 febbraio 2018, alle 11.00, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017 – 2018 dell’Università Europea di Roma.Sarà aperta dal saluto e dalla relazione del Rettore Padre Pedro Barrajón LC.Il tema dell’incontro sarà “Il ruolo dell’università nella costruzione dell’Europa”.Ne parleranno il Prof. Marco Mancini, Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mons. Lorenzo Leuzzi, Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri e il Prof. Emanuele Bilotti, Ordinario di Diritto Privato all’Università Europea di Roma. L’incontro proseguirà con la menzione di merito dei migliori studenti e con l’intervento di uno studente.
L’Università Europea di Roma ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali ma che orienti anche lo studente ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.

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AIFI cambia e si proietta nel futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

Milano il Congresso nazionale straordinario in corso a Milano ha raggiunto oggi l’obiettivo di adeguare lo Statuto dell’Associazione italiana Fisioterapisti alle disposizioni introdotte dalla legge Gelli-Bianco. Il provvedimento, infatti, ha sancito la definizione di responsabilita’ professionale e anche la tutela del professionista quando agisce in riferimento alle linee guida e alle buone pratiche redatte dalle Societa’ Tecnico-Scientifiche.
Al centro delle modifiche approvate – numerose e che riguardano il futuro della professione e la sua organizzazione – la revisione dell’articolo 21 dello Statuto che sostanzialmente amplifica la componente scientifica nella mission di AIFI. I 264 delegati partecipanti al Congresso hanno infatti votato per la presenza di un Comitato scientifico come “organo deputato alla verifica e al controllo della qualita’ della produzione tecnico-scientifica di linee guida e buone pratiche”, con un forte coinvolgimento dei Gruppi di Interesse Scientifico che costituiscono il motore della ricerca: un primo passo, una misura necessaria per rispondere ai parametri previsti dal decreto emanato il 2 agosto 2017 dal ministero della Salute.
“Da oggi AIFI inizia a trovare una nuova strada, ma parallelamente inizia anche una nuova fase con l’entrata in vigore della legge sugli Ordini”, ha commentato il presidente dell’Associazione, Mauro Tavarnelli. “Andiamo verso un processo di cambiamento e sviluppo della professione con la domanda di accreditamento di AIFI nell’elenco delle Societa’ tecnico-scientifiche”. Si tratta di un “percorso molto interessante, una sfida a cui siamo pronti e che accettiamo volentieri”.
A margine del Congresso l’intervento di Federico Gelli, promotore e relatore della legge 24/2017, che parlando alla platea di fisioterapisti ha ribadito: “Finalmente con la nuova norma siete usciti dalla marginalita’ e dall’essere considerati una figura sanitaria di serie B. Il processo delle riforme e’ un percorso che deve vedere pienamente attive tutte le varie associazioni di rappresentanza delle professioni. AIFI e’ sicuramente una delle piu’ attive, partecipate e numerose: quindi non puo’ che essere protagonista di questa stagione di cambiamenti”.
Il Congresso AIFI, terminato l’esame delle modifiche statutarie, continuera’ nella giornata di domani con momenti di approfondimento e confronto. In particolare si svolgera’ un evento accreditato di formazione quadri per i componenti dei direttivo regionali, dal titolo ‘Essere associazione prima, durante e dopo l’istituzione degli Ordini’: tra i relatori il presidente Tavarnelli, il vicepresidente AIFI Simone Cecchetto, il dottor Luca Benci, il dottor Luca Luciani e l’avvocato Salvatore Spitaleri.

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“La comunità molisana è protagonista a Roma”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

Un bagno di folla ha fatto da cornice all’incontro del governatore laziale Nicola Zingaretti con le comunità molisane e abruzzesi di Roma, iniziativa promossa dall’associazione Forche Caudine e dall’associazione abruzzese.Almeno quattrocento persone hanno affollato il Centro congresso di via dei Frentani, nel quartiere San Lorenzo. Ad aprire l’evento è stato Sebastiano Leonetti, già consigliere regionale, abruzzese con moglie molisana, che ha quindi impersonato il connubio tra le due comunità. Dopo il suo emozionato discorso, sono saliti sul palcoscenico Candido Paglione, sindaco di Capracotta (Is) e Marivera De Rosa, sindaca di Luco dei Marsi (Aq), in rappresentanza delle istituzioni locali (Forche Caudine ha posto il veto per i vertici regionali a causa delle imminenti elezioni amministrative in Molise). Paglione ha decantato le bellezze del Molise e ha invitato Zingaretti a Capracotta per la prima settimana di agosto in occasione della “Pezzata”. A chiudere la parte istituzionale sono stati i saluti del presidente Zingaretti, che dopo aver illustrato il bilancio della sua giunta, ha ribadito la collaborazione della sua giunta con le comunità abruzzesi e molisane.Alla vigilia dell’evento il governatore laziale ha trasmesso una lettera a Forche Caudine nella quale sottolinea come “decine di migliaia di donne e uomini molisani vivono nel nostro territorio, offrendo quotidianamente il proprio contributo di intelligenza, operosità, tenacia, distinguendosi in tantissime attività, dall’imprenditoria alle professioni, dalla cultura al pubblico impiego. Abbiamo tantissime profumerie sparse su tutto il territorio regionale, appartenenti a molte famiglie originarie di Sant’Elena Sannita, o gli oltre mille tassisti romani, molti dei quali originari di Bagnoli del Trigno, e ancora i sarti di Capracotta, i garagisti di Poggio Sannita e Frosolone, i ristoratori e tante, tantissime altre arti e professioni che rendono lustro alla nostra amata Regione. Il lavoro svolto dall’associazione Forche Caudine – ha sottoscritto ancora Zingaretti – attraverso un lungo percorso ormai trentennale, costituisce un contributo prezioso per la difesa e valorizzazione di un’antica e straordinaria cultura regionale che si richiama – sin dalla denominazione di molti paesi – alla civiltà sannita, dai tratturi al teatro di Pietrabbondante”.E’ stata quindi la volta dello spettacolo di Lino Rufo, noto folksinger originario di Castelnuovo al Volturno. A causa di un’indisposizione, non è potuto essere presente il comico ‘Nduccio. In conclusione il ricco buffet con prodotti molisani (formaggi dell’alto Molise), abruzzesi (salumi teramani e vini Tollo) e laziali (prodotti da forno e ricotta romana). I prodotti avanzati sono stati dati in beneficenza.Tante le personalità presenti, tra cui l’ex assessore regionale Michele Civita, il cui padre è stato sindaco di Acquaviva Collecroce, il presidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti (con moglie molisana), il consigliere molisano Michele Petraroia, il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, l’ex parlamentare Carol Tarantelli (vedova dell’economista Ezio), di origini abruzzesi, l’architetto Antonello Ciancio, candidato al Senato a Roma (la moglie è molisana). Per i vertici dell’associazione Forche Caudine, oltre al presidente Giampiero Castellotti, anche il segretario Gabriele Di Nucci, la giornalista Ida Santilli (figlia del sindaco di Pietracupa), il professor Luca Turrisi, gli imprenditori Francesco Caterina e Mauro Bonello. Per l’associazione Amici di Capracotta presente il vicepresidente Paolo Trotta, mentre per Sviluppo Capracotta il presidente Nicola Di Tanna.

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Evoqua Water Technologies Corp. Announces Upcoming Investor Events

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

Evoqua Water Technologies Corp. (the “Company”) (NYSE:AQUA) announced today that it will present at the Gabelli & Company 28th Annual Pump, Valve, and Water Systems Symposium on Thursday, February 22, 2018 at 11:00am EST in New York. Chief Executive Officer, Ron Keating, Chief Financial Officer, Ben Stas, and Vice President Investor Relations, Dan Brailer, will attend.
The presentation will be webcast live on the Company’s Investor Relations website http://aqua.evoqua.com/ . The presentation slides as well as a link to the webcast replay will be posted in the Events Calendar section of the Company’s Investor Relations website. This webcast will be archived for 90 days following the conference.Additionally, the Company will host an investor event at its world headquarters in Pittsburgh on Wednesday, February 28 from 10:00am EST to 1:00pm EST. Ron Keating, Ben Stas and other members of the Company’s executive management will provide insight into the Company and the served markets. The discussion and presentations will be webcast live on the Company’s Investor Relations website at http://aqua.evoqua.com/. The presentation slides as well as a link to the webcast replay will be posted in the Events Calendar section of the Company’s Investor Relations website. This webcast will be archived for 90 days following the conference.Evoqua Water Technologies is a leading provider of mission critical water treatment solutions, offering services, systems and technologies to support its customers’ full water lifecycle needs. Evoqua Water Technologies has worked to protect water, the environment and its employees for more than 100 years, earning a reputation for quality, safety and reliability around the world. Headquartered in Pittsburgh, Pennsylvania, Evoqua operates 160 locations in eight countries and, with over 200,000 installations and 87 service branches, holds leading positions in the North American industrial, commercial and municipal water treatment markets, serving more than 38,000 customers worldwide.

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WNS DecisionPoint Launches Dedicated Section on Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

WNS (Holdings) Limited (NYSE: WNS), a leading provider of global Business Process Management (BPM) services, today announced it has launched a dedicated section on Brexit through DecisionPoint, the company’s thought leadership platform designed to provide organizations with strategic business insights.The new Brexit section outlines the history of Brexit, discusses Article 50 and the Great Repeal Bill, and provides insights into possible Brexit scenarios moving forward. In addition, DecisionPoint analyzes potential impacts on five key sectors of the UK economy: Healthcare, Financial Services, Airlines, Automobiles, and Travel & Leisure. For each of these areas, a unique five-year forecast is provided which looks at potential differences between “hard” and “soft” Brexit scenarios.“WNS DecisionPoint was established to provide organizations with timely access to unique business insights based on empirical evidence and domain knowledge,” said Keshav R. Murugesh, Group CEO, WNS. “Given the significant global impact of the Brexit referendum and subsequent Brexit process, we felt it was important to help uncover unique sector-specific insights for senior executives with significant business and investment interests in the U.K. and EU.” WNS DecisionPoint combines WNS’ research-driven analytics and domain expertise with contributions from some of the world’s leading institutions, including Knowledge@Wharton, the online business analysis journal of the Wharton School of the University of Pennsylvania. WNS DecisionPoint provides executives with access to a unique repository of industry insights, market research and strategic analysis to help generate improved performance.

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Capsula endoscopica: la metodica diagnostica in grado di far luce sulle aree buie dell’intestino

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

La capsula endoscopica è oggi la soluzione diagnostica più moderna, sicura e tecnologicamente avanzata disponibile per la visualizzazione dell’apparato digerente e in particolare del piccolo intestino (composto da duodeno, digiuno e ileo). Ciononostante, a sedici anni dal suo ingresso in Italia e dopo un’importante evoluzione tecnologica, risulta ancora sottoutilizzata: circa 7.500 casi l’anno contro i 25.000 francesi. Questo sebbene gli italiani siano stati tra i primi a impiegarla. Si tratta di una capsula monouso, ingeribile, dotata di una o due telecamere che acquisiscono immagini dell’intestino mentre lo percorrono sfruttando la sua naturale peristalsi. Lanciata in Italia nel 2001 in un solo modello, la capsula ha avuto negli anni una notevole evoluzione tecnologica, che la rende oggi disponibile in quattro modelli, ciascuno ottimizzato per un preciso segmento o patologia gastrointestinale (intestino tenue, intestino crasso, tratto gastrointestinale superiore, malattia di Crohn) in base al tipo d’indagine richiesta. «La videocapsula permette di vedere un tratto dell’apparato digerente prima sconosciuto. Ci ha permesso di entrare nel piccolo intestino, lungo circa 6 metri, un tempo indagabile solo tramite la radiologia o l’intervento chirurgico – spiega il dottor Renato Cannizzaro, Direttore della Gastroenterologia Oncologica Sperimentale presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano -. Quando nel 2000 negli Stati Uniti, durante un Congresso medico, furono presentati i primi dieci volontari sottoposti a diagnosi con capsula endoscopica, ci alzammo tutti e 5mila in sala ad applaudire una scoperta che fino ad allora sembrava fantascienza».
Le indicazioni per il suo utilizzo sono: sanguinamento dell’apparato digerente oscuro non a carico dell’esofago, dello stomaco e del colon e in tutti i casi non rilevabili con colon e gastroscopia. Negli ultimi anni, poi, le indicazioni si sono allargate. Si è visto che può essere utile quando c’è una celiachia che non risponde al trattamento, nei casi di malattia di Crohn difficili da diagnosticare (con particolare, ma non unica, attenzione a quella che colpisce l’intestino tenue), in caso di malattie genetiche che possono portare al tumore dell’intestino, come la Sindrome di Peutz-Jeghers, o se si sospetta la presenza di polipi.
In assenza, fino a tempi recenti, di una normativa nazionale uniforme sulla rimborsabilità della videocapsula, in alcune regioni essa è tariffata come procedura ambulatoriale, in altre, invece, richiede un ricovero ospedaliero. Nel 2017, tuttavia, la metodica è stata inserita nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), permettendo così una teorica tariffazione omogenea su tutto il territorio nazionale. Ad oggi, questo non è avvenuto. Le Regioni che, in diversa misura, rimborsano l’esame con videocapsula sono il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Basilicata, le Marche, il Piemonte, il Trentino Alto-Adige, la Val d’Aosta e l’Umbria. «I LEA vengono recepiti in termini molto variabili – afferma il dottor Cristiano Spada, Direttore dell’Unità di Endoscopia Digestiva, Fondazione Poliambulanza di Brescia -. Ci sono resistenze importanti: si teme che, laddove venga rimborsata, se ne faccia un uso sconsiderato. Un timore infondato, considerando che nelle Regioni dove è già disponibile non si è registrato questo problema. Anzi, si è visto che tendenzialmente ci si attiene alle indicazioni, le più importanti delle quali sono il sanguinamento oscuro e la malattia di Crohn. Ci sono poi strutture che, non avendo il rimborso, decidono di utilizzare la capsula endoscopica in regime di ricovero in modo da ammortizzare le spese con i DRG. Così, un esame che potrebbe costare 1.000 euro finisce per costarne oltre 2.500. Uno studio recente ha rivelato che, in alcune Regioni, da quando la metodica è stata rimborsata c’è stato un risparmio annuale di circa 1milione e 700mila euro, erogando l’esame in regime ambulatoriale piuttosto che in regime di ricovero».
Nei prossimi mesi saranno pubblicate le Linee Guida Tecniche Europee su come eseguire nel modo più efficace l’enteroscopia con videocapsula. In attesa di queste indicazioni, un gruppo di esperti coordinato dal dottor Cannizzaro ha promosso un’indagine conoscitiva che ha visto la partecipazione di 120 Centri sul territorio nazionale. Da questo studio – un questionario dedicato con più di 40 domande a risposta multipla – è emerso che annualmente in Italia vengono eseguite circa 7.500 enteroscopie con videocapsula. I Centri che hanno aderito sono per l’80 per cento strutture pubbliche e/o IRCCS ed eseguono in media circa 40 esami con capsula endoscopica l’anno; solo 13 Centri, invece, ne fanno più di 100. Oltre il 70 per cento delle strutture ha più di cinque anni di esperienza nell’uso della metodica e il 50 per cento degli esami sono svolti in regime di ricovero o di day-hospital. «Dopo sedici anni di utilizzo nella pratica clinica di questa innovativa tecnologia ci sono dimostrazioni di costo-efficacia importanti – informa il dottor Marco Pennazio, Divisione di Gastroenterologia Universitaria, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Città della Salute e della Scienza di Torino, che ha coordinato la stesura delle Linee Guida della Società Europea di Endoscopia Digestiva sulle indicazioni cliniche all’impiego della capsula endoscopica -. Si è visto, infatti, che la metodica garantisce un risparmio di risorse nelle cure successive del paziente perché la diagnosi è più precisa ed accurata. Siamo, quindi, alla ricerca di un consenso da parte dei responsabili politico-amministrativi».
Una delle indicazioni della capsula endoscopica è nella diagnosi dei casi più gravi di malattia di Crohn, che in Italia colpisce circa 100-120 mila persone con una localizzazione in almeno 1 paziente su 2 nell’intestino tenue. Medtronic ne ha lanciata una specifica per questa patologia; sul suo utilizzo verrà presentato nei prossimi mesi un position paper firmato da quattro Società Scientifiche.«Si tratta di una metodica di grande importanza per il Crohn, soprattutto quando ci sono sintomi suggestivi per la presenza della malattia, ma la colonscopia e la gastroscopia risultano negative – afferma Maurizio Vecchi, Professore di Gastroenterologia e Direttore dell’UO di Gastroenterologia ed Endoscopia della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano».

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Gli esempi poco esaltanti della flat tax

Posted by fidest press agency su sabato, 17 febbraio 2018

La flat tax, di cui tanto si parla in questa campagna elettorale, non è la parola magica per la giustizia fiscale del nostro paese. Non è comunque la cattiva parola da demonizzare tout court. I limiti e gli obblighi costituzionali non si possono ignorare. Nel caso, quindi, di una sua eventuale e deprecabile introduzione, sarà necessario individuare meccanismi di deducibilità che rendano effettivo il principio della progressività. C’è da sapere comunque che, dopo il voto, l’indomani come si sol dire al cinema, è un nuovo giorno. E pertanto le promesse e le decisioni si possono cambiare.
E’ doveroso prima di ogni decisione valutare quanto è accaduto e accade nei paesi, in cui la flat tax è stata introdotta. Il caso emblematico ci sembra quello russo, dove le famiglie povere e quelle indigenti sono fortemente aumentate tanto da spingere le masse delle periferie urbane e i residenti nei territori rurali a chiedere di rivedere il sistema fiscale, introducendo forme di progressività nella tassazione.
In Russia, com’è noto, nel 2001 Putin, al suo primo mandato, introdusse la tassa fissa del 13% per tutti, ricchi e poveri, singoli e imprese, aziende produttive e società dubbie. Egli aveva raccolto un paese in ginocchio, devastato dalla corruzione del periodo di Eltsin, dalla penetrazione della finanza speculativa internazionale, dalla svendita delle ricchezze nazionali alle grandi corporation e dal sostanziale fallimento dello Stato del 1998.
E quel che era più grave, c’era una generale sfiducia. Nessuno aveva fiducia nel rublo, nessuno pagava le tasse, o per corruzione o per indigenza, I cosiddetti oligarchi “spostavano” centinaia di miliardi di dollari a Londra o nei paradisi fiscali.
Perciò la tassa del 13% servì anzitutto a riportare un certo ordine e un po’ di razionalità nel sistema economico. Fu il modo per garantire un minimo di stabilità politica e un minimo di entrate fiscali. Pertanto il vero motore della ripresa russa, più che la flat tax, è stato lo sfruttamento delle risorse energetiche, del petrolio e del gas, le cui riserve, insieme alle altre ricchezze naturali, sono enormi. Per anni la Russia ha incassato elevate fatture dalla vendita di crescenti quantità di risorse energetiche. Nel frattempo si è frenata in qualche modo sia la corruzione sia la fuga dei capitali. Si ricordi che in questi anni la differenza tra il costo di produzione e il prezzo di vendita di petrolio e gas ha garantito entrate davvero eccezionali. Tanto che nel 2008 il classico barile di petrolio ha toccato la vetta di 150 dollari!
Oggi, però, la Russia, come altri paesi, sta vivendo una crescente e pericolosa ineguaglianza economica e sociale. Soprattutto dopo le sanzioni economiche e il crollo del prezzo del petrolio. C’è un recente studio del Credit Suisse in cui si dimostra come la Russia sia uno dei più “disuguali”paesi del mondo: il 10% della popolazione detiene l’87% della ricchezza della nazione. L’1% della popolazione detiene il 46% dei depositi bancari. Anche la situazione della tanto decantata Ungheria merita un’attenta disamina. Il paese, si ricordi, è entrato nell’Unione europea nel 2004 mantenendo però la sua moneta nazionale, il fiorino. Con una popolazione di 10 milioni di persone, nel 2008 aveva un pil di 157 miliardi di dollari a prezzi correnti. A seguito della crisi globale, nel 2011 il prodotto interno scese a 140 miliardi e nel 2012 a 125. Nell’ultimo periodo ci sono stati dei miglioramenti nell’economia magiara, trainata dalla piccola ripresa europea e soprattutto dall’attivismo industriale della vicina Germania. Non sembra che l’introduzione della flat tax del 16%, avvenuta nell’anno 2001, abbia aiutato la ripresa e le crescita in Ungheria. Ciò che ha invece veramente aiutato Budapest a mantenere una certa stabilità sono stati gli aiuti rilevanti da parte dell’Unione europea e la sua partecipazione al mercato unico europeo. Gli aiuti sono stati riconfermati anche recentemente: dal 2004 al 2020 l’Ungheria riceverà da Bruxelles sovvenzioni per complessivi 22 miliardi di euro, cioè oltre 3,5 miliardi l’anno. Sono soldi che provengono anche dall’Italia, nonostante la forsennata propaganda magiara anti euro e anti Unione europea. Si ricordi che l’Italia contribuisce al bilancio dell’Ue con ben 20 miliardi di euro e ne riceve 12. Gli 8 miliardi rappresentano il contributo netto dell’Italia. Se fossimo trattati come l’Ungheria dovremmo ricevere, in proporzione alla popolazione italiana che è 6 volte quella magiara, aiuti da Bruxelles per 22 miliardi di euro ogni anno. Altro che flat tax!
La pressione fiscale nel nostro paese ha raggiunto livelli intollerabili. Deve essere ridotta e semplificata per dare ossigeno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese, ma non si può pensare di eliminare il principio di progressività perché così si minerebbe il principio stesso di una società civile e democratica. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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