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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La corruzione vale 60 miliardi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

La corruzione nel nostro Paese vale 60 miliardi? Bufala, scrive Carlo Cottarelli, l’economista italiano che dirige l’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale e commissario straordinario alla Revisione della spesa pubblica (spending review).Cottarelli cita il documento del Servizio anticorruzione della presidenza del Consiglio (SAeT), in cui si afferma: “Le stime che si fanno sulla corruzione, 50-60 miliardi l’anno, senza un modello scientifico, diventano opinioni da prendere come tali, ma che, complice a volte la superficialità dei commentatori e dei media, aumentano la confusione”. Poco dopo una relazione della Corte dei Conti rilanciava. Scriveva, infatti, la Corte che la corruzione può “incidere sullo sviluppo economico del Paese, anche oltre le stime effettuata dal SAeT… nella misura prossima a 50/60 miliardi di euro l’anno”, ma è proprio il SAeT a contestare la stima della corruzione a 50/60 miliardi! Una svista della Corte? Come si è arrivati a quella cifra? Lo ricorda Cottarelli, riportando una valutazione di un economista, Daniel Kaufmann, che stimava il valore delle tangenti nel 3% del Pil mondiale. Come Kaufmann sia arrivato a questa percentuale, non è dato di sapere, nonostante la richiesta di Cottarelli stesso. Dunque, qualcuno, nel nostro Paese, ha fatto un calcolo sbagliato, della serie: se le tangenti sono il 3% del Pil mondiale, lo deve essere anche per il Pil italiano, ergo si arriva alla cifra di 50 miliardi, portati poi con fantasia a 60 miliardi.
Sulla nota della Corte dei Conti, si sono precipitati i media: paginoni, telegiornali, trasmissioni (talk show), dichiarazioni, impegni programmatici, ecc.
Le interviste, agli italiani, sulla “percezione” della corruzione hanno poi sigillato il dato fasullo: la corruzione è dilagante e i responsabili per primi sono i politici (gli altri, di certo).Ovvio, che la corruzione esiste anche nel nostro Paese, ma se si studiassero i documenti, si potrebbe evitare di passare come il Paese più corrotto d’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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