Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Istruzioni per il voto e il renzusconismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

Leggo sempre con interesse e un pizzico d’invidia quanto scrive su “Il fatto” Marco Travaglio. Interesse perché mi ritrovo a condividere, nella quasi totalità, gli argomenti trattati e d’invidia perché avrei voluto, almeno in parte, avere la penna “pungente”, la sottile ironia e la lucidità nel presentare la situazione politica italiana e la vena di farlo quotidianamente.
Io che faccio parte, oramai, di una generazione ad “estinzione naturale” posso dire che per quanto bimbetto ho vissuto “lucidamente” gli anni dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri e ad ereditare il seme della saggezza dei padri non per una scelta acritica ma semmai, per convivervi e rispettarle. Talvolta, lo riconosco, la baldanza giovanile non mi ha consentito la coerenza che dentro di me si stava maturando, ma alla fine è prevalsa la ragione e la stima per il prossimo. In famiglia, per quanto fosse piccola e modesta, ho imparato a dissentire dalle idee di mio padre senza mancargli di rispetto e a condividere la sua dirittura morale, la sua coerenza nei rapporti con parenti, amici e conoscenti e a chiudersi in un silenzio tombale quando le passioni trasbordavano nell’irriverenza e nell’intolleranza per le visioni altrui. Oggi non è più possibile comportarsi in questo modo perché è venuto meno l’antica regola di coesistenza civile, umana e religiosa. Un tempo tutte le istituzioni erano sacre e intangibili anche se il primo colpo di maglio lo inferse il fascismo. Da allora, purtroppo, vi fu un cre-scendo inarrestabile.
Oggi i politici sono diventati, sia pure con le debite eccezioni, dei bugiardi incalliti e del tutto inaffidabili con le promesse e le dichiarazioni che fanno. Penso a Renzi che va a dire all’allora presidente del consiglio Enrico Letta “stai tranquillo” e gli soffia la poltrona sotto il sedere o durante la campagna sul referendum nel dichiarare che avrebbe lasciato la politica se non avesse vinto. Come credergli oggi? E lo stesso dicasi di Berlusconi. Ora non si può più convivere con le idee altrui perché si rischia di convivere con le menzogne altrui. E ciò è intollerabile sia per chi è sul viale del tramonto sia per chi seduto in panchina e aspetta il sorgere dell’alba. Andiamo quindi “sereni al voto” ma non come hanno detto e fatto e vorrebbero Renzi e Berlusconi. La nostra dignità non ci permette deroghe al ribasso. (Riccardo Alfonso)

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