Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 265

Archive for 25 febbraio 2018

Cortei: il Coisp duro su Amnesty

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

“La giornata di ieri è stata l’ennesima prova della granitica professionalità degli appartenenti alle Forze dell’ordine che, con indefesso senso del dovere, hanno consentito che libertà e democrazia non subissero alcun genere di compressione nonostante i chiari segnali di minaccia lanciati in queste settimane dai professionisti del disordine che covano un chiaro progetto teso a turbare ordine e sicurezza pubblici. Sul piano operativo è stata dunque una giornata impeccabile, turbata solo dall’atteggiamento urticante e ipocrita di chi ancora prende irresponsabilmente e sfacciatamente le parti di gentaglia senza scrupoli, senza alcun senso civico, che non prova alcuna remora a violare la legge mettendo a rischio la nostra incolumità e la sicurezza di tutti. Ecco perché invitiamo gli osservatori di Amnesty, se proprio vogliono riprendere qualche violazione dei diritti umani, a immortalare i criminali che lanciano bombe carta piene di schegge ai Poliziotti”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani di una straordinaria giornata di lavoro che ieri ha visto svolgersi senza significativi incidenti ben 119 manifestazioni in 30 province, che hanno impegnato circa 5.000 unità delle Forze dell’ordine. Cortei e sfilate si sono svolti da Milano a Palermo, passando per l’assai impegnativo pomeriggio romano con la Capitale letteralmente ostaggio di diverse manifestazioni che hanno comportato misure di sicurezza delle grandi occasioni. In questo contesto, in cui la tensione era alle stelle per via delle diverse gravissime aggressioni subite dalle Forze di Polizia nei giorni precedenti, i media hanno diffuso la notizia che Amnesty International ha deciso di inviare suoi osservatori al corteo Anpi per registrare quelle da loro ritenute violazioni dei diritti umani negli interventi delle Forze dell’ordine in caso di incidenti o scontri con manifestanti o infiltrati.
Per Pianese: “c’è chi non esita a soffiare sul fuoco dell’odio verso le Forze dell’ordine. E’ sconcertante, specie se paragonato al senso del dovere che ancora ci porta diligentemente in strada a svolgere il servizio al paese nonostante le certe conseguenze che dobbiamo subire ingiustamente”.

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La campagna elettorale s’infiamma

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

logo fidest ookIn questi ultimi giorni sembra un crescendo inarrestabile la voglia di taluni di menar le mani per fare tanto male a quelli che ritengono i loro avversari politici, e di mezzo, inevitabilmente, ci finiscono le forze dell’ordine. Ma se da una parte dobbiamo prendere atto dell’esasperazione della gente per una politica governativa dissennata e partigiana dall’altra va detto che chi scende in piazza con le bombe di carta e quanto altro non è chi ne avrebbe una motivazione anche se non giustificabile, ma solo dei provocatori, dei teppisti, dei fanatici. In una democrazia la protesta può avere un solo sbocco: nel voto. Incominciamo a prendere realisticamente consapevolezza che i nostri mali dobbiamo incominciare a controllarli personalmente e a verificare che ne demandiamo il compito a persone di nostra fiducia. Ma come si fa, d’altra parte, ad averne la certezza dopo che è stata fatta una legge elettorale con il chiaro intento di far uscire vincitori solo i secondi e i terzi? Tutto questo non è una provocazione? Uno strappare con violenza il volere del popolo a chi dimostra di essere il primo partito mentre gli altri vincono solo perché hanno confidato sul supporto delle coalizioni? Ma che genere di accoppiata? Pensiamo ai programmi elettorali di Forza Italia e Lega. C’è qualcosa che li unisce se non la voglia di spartirsi le poltrone ministeriali? E ancora cosa ci azzecca Il Pd con la Lorenzin e la Bonino?
L’Italia dopo anni di promesse e di cocenti delusioni ha bisogno di certezze e soprattutto di una svolta reale e non surrettizia. Occorre chiudere un capitolo con una classe dirigente che ha fatto il suo tempo e aprirne un altro nuovo di zecca. Solo con uomini e donne nuovi, e in primo luogo non compromessi con il passato, possiamo sperare ad una riforma della giustizia, ad una seria lotta alla corruzione, alla ferma difesa del lavoro e dei lavoratori, a una scuola di valori e un vivere senza portarci dietro un pesante bagaglio di miserie umane con un’equa ridistribuzione delle risorse. E questo vuol dire fare delle scelte radicali in politica ed evitare di disperdere il voto ascoltando il canto delle sirene. (By Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Students Prepare for Future Lions 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Students are preparing for Future Lions 2018, AKQA’s global undergraduate competition that aims to discover a new generation of talent helping to positively change the way we view the world. Providing a platform to discover and inspire young artists, coders and writers, Future Lions entrants often solve a variety of problems with purpose-led thinking.Sweden’s Berghs School of Communication, Future Lions School of the Year for the fourth consecutive year, visited AKQA’s Berlin studio last week to learn about a continuously transforming commercial landscape and the evolving set of skills and methods required to create breakthrough work. As part of their prize, Future Lions School of the Year winners are invited to participate in career workshops with AKQA’s international teams.Twenty-two students pitched their final semester’s projects to the AKQA Creative team, independent of this year’s jury who evaluated each presentation, providing feedback and encouragement. An idea-mapping workshop also provided participants with a methodology to help organise their creativity in a practical and systematic way.Christopher Waldekrantz, Head of Marketing at Berghs School of Communication, said: “The opportunity to collaborate with the team at AKQA is one we value highly. At Berghs, we strive to educate the next generation of creatives who understand the challenges of today, but more importantly, the challenges of tomorrow. This preparatory session was incredibly useful for our students as it tested their existing thinking, and helped them prepare for life in the industry.”Now in its 13th year, and in collaboration with the Cannes Lions International Festival of Creativity, AKQA’s Future Lions competition challenges students to connect people to an idea in a way not possible three years ago. There are no rules as to media or technology, and no specifics around product, service or target audience. The five student teams entering the best ideas will win registration to the Festival, taking place between 18 and 22 June 2018. Their winning ideas will be showcased in front of a large global audience on stage, and recognised across additional media channels.Over the past decade, the competition has launched the careers of over 70 of the world’s most celebrated creatives. Of all Future Lions trophy winners, 99% are now employed by many of the most influential and respected creative agencies and organisations.The Future Lions 2018 call for entries will go live in March.

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“Unannounced Audits – Are You Prepared?”

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Ahmedabad, Gujarat, India – March 8-9, 2018 – ResearchAndMarkets.com. The Indian Pharma industry has been under scrutiny over the last few years and has faced audits across the year leading to alarming warning letters being received and facing repetitive audits. This has not only impacted reputation of the companies, but it has become imperative for all pharma companies to bring 24/7 quality culture to become all time audit ready.This seminar will provide an overview and in-depth snapshot of the entire process for preparing for and managing and FDA inspection and external regulatory inspections. Employees who will benefit include all levels of management and departmental representatives from key functional areas and those who desire a better understanding or a “refresh” overview of the FDA inspection process from preparing for the inspections, during the inspections and post-inspection responsibilities.To ensure that companies successfully pass these inspections there is a need to create a culture of compliance throughout the firm that incorporates on – going preparations and frequent inspection readiness practice.
The workshop guarantees routine success in FDA inspections which would integrate company culture built on sustaining compliance, significant training and preparation, and flawless execution during the inspections.Almost each time, mere mention of the term AUDIT’ is enough to raise the level of Norepinephrine HORMONE in our blood and specifically if, Regulatory inspection is from EU or US FDA. The level of such stress is directly proportional to the number of days, we get to breath. Exploding situation is, when the auditor KNOCKS – UNANNOUNCED at the factory gate.
But why do we require to think about PREPARING. Why can’t we be EVER READY? Where do we fail? The answer is simple but has different dimensions. The session in the coming two days will address the ways, for every time preparedness for any such INSPECTION, by implementing & monitoring very simple practices.Though the scope of these regulatory inspections have not changed, but their patterns have certainly changed over the years focussing more on Data integrity, Quality Culture, complaint investigation and handling of Out of specification results .The concept now is Guilty until proven innocent. The advancements in the software industry have raised the platform to enhance the level of operations w.r.t. Data integrity and ensure enhanced levels of compliance.
We know that FDA has set up its offices in India & other countries to assure that the pharmaceutical organizations work within the frame work of cGMP and in line with what has been committed to the Agency through the Dossier. Facing an uninvited auditor and handling the audit successfully, is inevitable for the organizations eyeing for these markets.The changed scenario requires a simple & strong strategy. This workshop will focus on the areas of concern, which can keep the activities under control and keep us ever ready for any inspection.

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Il MoVimento 5 Stelle non vuole tagliare gli stipendi delle Forze Armate

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

by MoVimento 5 Stelle. Vogliamo rassicurare i militari: il MoVimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di tagliare gli stipendi delle Forze Armate, di questa cosa nel nostro programma non c’è traccia. Si tratta di una fake news bella e buona.A testimonianza di questo, abbiamo il lavoro fatto in Parlamento in questi cinque anni, durante i quali abbiamo sempre messo in primo piano i diritti dei lavoratori di questo comparto ponendo la massima attenzione proprio al tema della retribuzione, della previdenza e della tutela della salute dei militari.L’unica spending review che il programma Difesa del MoVimento 5 Stelle intende portare avanti riguarda gli sprechi di risorse e la cattiva gestione delle spese militari.Spesso abbiamo denunciato che all’interno delle Forze Armate esistono forti squilibri che portano grandi privilegi a poche persone, come spesso è emerso anche da varie inchieste giudiziarie. E abbiamo sempre detto che le prime vittime di queste sacche di potere sono proprio i militari, che ogni giorno si dedicano con impegno ed energia in difesa del Paese e per la nostra sicurezza.Il nostro obiettivo è eliminare questa ingiustizia e razionalizzare la spesa anche attraverso strumenti come la contabilità analitica.
Questa è la posizione del MoVimento 5 Stelle, tutto il resto sono solo fake news da campagna elettorale.

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Istruzione: Il rapporto Eurydice boccia la scuola italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Pubblicato lo studio “Teaching Careers in Europe: Access, Progression and Support”: la ricerca illustra le principali sfide nella domanda e offerta di docenti e i modi con cui i sistemi educativi le affrontano. Il nostro Paese si caratterizza per l’invecchiamento progressivo della popolazione docente. Inoltre, se in diversi Paesi europei si registra la “carenza di studenti iscritti nei percorsi di formazione iniziale per insegnanti e la tendenza ad abbandonare la professione”, nonché una distribuzione sbilanciata di insegnanti tra materie e/o aree geografiche, in Italia chi vuole insegnare continua a dovere mettere in conto l’alta possibilità di vivere tanti anni di precariato. Molti Paesi prevedono una pianificazione preventiva. Mentre in Italia decine e decine di migliaia di docenti delle graduatorie d’istituto continuano ad essere respinti. Nella metà dei sistemi educativi i docenti sono già “pienamente qualificati” al termine del percorso formativo: solo in sei Paesi, tra cui l’Italia, agli insegnanti viene richiesto di superare un concorso. Con il paradosso, sempre nel Belpaese, di una formazione triennale post-concorso, al termine della quale si può anche essere respinti. Inoltre, un terzo dei sistemi educativi d’Europa offre percorsi alternativi per abilitarsi, organizzati come programmi professionali brevi o basati sul lavoro. Mentre da noi, si continuano a respingere tutti coloro che si sono formati sul campo, hanno conseguito abilitazioni e specializzazioni, e hanno superato i 36 mesi di servizio richiesti della stessa UE per l’accesso automatico nei ruoli dello Stato. In Europa è poi normale adottare misure di sostegno ai docenti, attraverso professionisti specializzati e insegnanti qualificati. Figure di chi da noi non c’è nemmeno l’ombra.Per il sindacato, i risultati dello studio non fanno altro che alimentare il rimpianto per quanta strada l’Italia sta perdendo in fatto di istruzione rispetto all’area continentale di cui fa parte. Stride l’eccessivo innalzamento dell’età media dei docenti. E in Italia, guarda caso, ci ritroviamo ben al di sopra dei 50 anni, collocandoci come i più “vecchi” d’Europa. È un dato di fatto che cozza con l’esclusione, per volere del Miur, dei giovani laureati dall’ultimo concorso a cattedra, salvo tornare sui propri passi con il prossimo, figlio della Legge 107/2015. Ma che comunque porterà in cattedra i nuovi insegnanti solo dopo un lungo percorso ad ostacoli.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Da noi non si ha sentore di cosa possa essere un “sostegno” personale alla professione, soprattutto laddove vi sono difficoltà oggettive con l’utenza e il territorio, con alti tassi di alunni stranieri e di abbandono scolastico. Inoltre, non si comprende il motivo per cui si debba intendere la selezione quasi come un canale punitivo e non un viatico organizzato di crescita verso chi è determinato a svolgere questa professione. La stessa formazione in itinere, con il bonus annuale dell’aggiornamento previsto dalla Buona Scuola, è stata fatta passare come una concessione, mentre in Europa è la norma, peraltro con incentivi e facilitazioni di ben altro spessore. E che dire dell’età avanzata dei nostri docenti? Purtroppo andrà sempre peggio, perché all’eccesso di anni di precariato, non ridotti dal nuovo reclutamento, si somma il mancato allargamento dei beneficiari dell’Ape Social: i nostri docenti di scuola primaria e secondaria, in pratica, andranno tutti in pensione a 70 anni o con almeno 43 anni di contributi, incrementando il record della vergogna, tutto italiano, dei docenti-nonni costretti a rimanere in cattedra loro malgrado.

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Riforma della previdenza

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Riteniamo non più rinviabile una riforma della previdenza che sia in grado di conciliare la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico con le esigenze professionali e personali dei lavoratori. Per un superamento reale della Legge Fornero occorre intervenire su due direttrici.
La prima riguarda il contrasto alla crescente evasione contributiva, che mette a rischio l’equilibrio dei conti previdenziali. A questo scopo, accanto ad una riforma che riduca il peso degli obblighi contributivi, introduca l’accertamento con adesione come nel campo tributario, semplifichi gli adempimenti per le imprese ed elimini il sistema delle micro-norme associate a super sanzioni che mette in ginocchio le piccole aziende, è necessario ipotizzare una sorta di pacificazione contributiva, che chiuda il contenzioso pregresso. In secondo luogo, occorre intervenire sulla struttura contabile dell’Inps, che continua a produrre bilanci in profondo rosso e ad erodere patrimonio che, di volta in volta, lo Stato è costretto a ricostituire con i soldi dei contribuenti. Considerato che il sistema previdenziale registra un sostanziale equilibrio tra entrate ed uscite (e il saldo sarà ancora più positivo se si interviene sul terreno occupazionale), mentre la spesa per le prestazioni assistenziali e praticamente fuori controllo, serve una scelta seria e coraggiosa: separare l’assistenza dalla previdenza.

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Tariffe: Tar, sospesa restituzione soldi per compagnie telefoniche

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Con due ordinanze il Tar del Lazio ha sospeso l’esecuzione dei provvedimenti con i quali l’Agcom a metà dicembre scorso aveva stabilito che le compagnie telefoniche dovessero stornare dalle bollette gli importi dovuti alla fatturazione a 28 giorni.”Il Tar continua a fare regali alle compagnie telefoniche, con ordinanze fotocopia che non appaiono particolarmente logiche. Se l’ammontare della somma è così elevato da incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende è solo perché queste sono andate avanti per mesi, imperterrite, a violare la delibera dell’Authority! Ora non possono ricevere pure un premio per questo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre la somma non è affatto indeterminata, considerato che si tratta dell’8,6% della bolletta. Infine, rispetto alla presunta difficoltà per le società di riottenere dai clienti le somme eventualmente corrisposte, in caso di giudizio finale favorevole alle compagnie telefonifhce, siamo al ridicolo! Non dovrebbero fare altro che inserirlo nella bolletta successiva” conclude Dona.

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Maxi-sanzioni per assegni non trasferibili: un’ingiustizia che deve essere sanata

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Da alcune settimane stiamo ricevendo numerose richieste di assistenza riguardo sanzioni comminate dal Nucleo antiriciclaggio della competente Ragioneria Territoriale del Ministero dell’Economia, per aver emesso e accettato in pagamento assegni bancari di importo superiore a 999,99 euro senza la clausola di non trasferibilità. Sanzioni comminate a chi emette l’assegno ed anche a chi lo incassa.Si tratta di dimenticanze che colpiscono chi firma assegni molto di rado e che ancora possiede libretti di assegni liberi rilasciati dalle banche oltre dieci anni fa. Il Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (Decreto Antiriciclaggio) ha infatti previsto che le banche possano rilasciare alla clientela assegni privi della clausola di non trasferibilità soltanto dietro esplicita richiesta e il pagamento del bollo pari a 1,5 euro per ciascun titolo. Da allora, gli assegni liberi sono divenuti merce rara anche perché nel tempo l’importo a partire da cui non era consentito emetterli è più volte calato: dagli originali 12.500 euro si è passati agli attuali 1.000 euro stabiliti dal cosiddetto ”Decreto salva-Italia”, ossia il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con la Legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Niente affatto rari, invece, sono gli assegni rilasciati dagli istituti di credito oramai da oltre dieci anni e ancora in possesso della clientela.
Cosa è accaduto: il Decreto Legislativo 25 maggio 2017 n. 90 ha introdotto, a partire dal 4 luglio dello scorso anno, delle sanzioni di importo tra 3.000 e 50.000 euro. Fino ad allora, invece, la sanzione spaziava tra l’1% e il 40% dell’importo dell’assegno.La modifica ha cambiato anche l’importo dell’oblazione, vale a dire la possibilità di definire il procedimento mediante il pagamento di un importo pari al doppio del minimo, facendolo passare dal 2% del valore dell’assegno a seimila euro! La banca presso cui si versa l’assegno ed anche la banca transata presso cui è aperto il conto dell’emittente non hanno alcun obbligo di verificare la forma del titolo sotto l’aspetto della normativa sui trasferimenti in contanti. Non vi è quindi modo di reclamare nei loro confronti se non magari appellandosi al principio di diligenza dell’accorto bancario. Strada non agevole.
Cosa fare se si riceve la sanzione: occorre inviare all’Ufficio emittente le proprie osservazioni in cui far notare che si è trattato esclusivamente di un errore, che l’assegno fa parte di un vecchio libretto di cui ancora si è in possesso, che un simile errore non era mai accaduto prima e che l’importo del titolo non è elevato.
L’Ufficio dovrebbe a quel punto applicare la sanzione minima pari a tremila euro che si può a quel punto pagare godendo di una riduzione di altri mille. L’importo di duemila euro è il minimo che si può raggiungere, quindi.Cosa occorre per risolvere la vicenda nel suo complesso: una modifica legislativa che faccia tornare le sanzioni al regime precedente. E’ assurdo dover sottostare ad una sanzione di duemila euro per il solo fatto di aver commesso una leggerezza derivante dalla scarsa dimestichezza con gli assegni e non dalla volontà di infrangere la legge.
Per finire, pubblichiamo il caso-limite, termine quanto mai azzeccato. Un assegno emesso per l’importo di 1.000 euro, vale a dire un centesimo sopra il massimo consentito, sanzionato con 6.000 euro di oblazione più 5 euro di spese. Sanzione che ha colpito entrambi: emittente e beneficiario! Con l’invio osservazioni, si otterrà la riduzione a 2.000 euro ciascuno, ma si tratta appunto di importi spropositati ed ingiustificati.( Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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