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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Cortei: il Coisp duro su Amnesty

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

“La giornata di ieri è stata l’ennesima prova della granitica professionalità degli appartenenti alle Forze dell’ordine che, con indefesso senso del dovere, hanno consentito che libertà e democrazia non subissero alcun genere di compressione nonostante i chiari segnali di minaccia lanciati in queste settimane dai professionisti del disordine che covano un chiaro progetto teso a turbare ordine e sicurezza pubblici. Sul piano operativo è stata dunque una giornata impeccabile, turbata solo dall’atteggiamento urticante e ipocrita di chi ancora prende irresponsabilmente e sfacciatamente le parti di gentaglia senza scrupoli, senza alcun senso civico, che non prova alcuna remora a violare la legge mettendo a rischio la nostra incolumità e la sicurezza di tutti. Ecco perché invitiamo gli osservatori di Amnesty, se proprio vogliono riprendere qualche violazione dei diritti umani, a immortalare i criminali che lanciano bombe carta piene di schegge ai Poliziotti”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani di una straordinaria giornata di lavoro che ieri ha visto svolgersi senza significativi incidenti ben 119 manifestazioni in 30 province, che hanno impegnato circa 5.000 unità delle Forze dell’ordine. Cortei e sfilate si sono svolti da Milano a Palermo, passando per l’assai impegnativo pomeriggio romano con la Capitale letteralmente ostaggio di diverse manifestazioni che hanno comportato misure di sicurezza delle grandi occasioni. In questo contesto, in cui la tensione era alle stelle per via delle diverse gravissime aggressioni subite dalle Forze di Polizia nei giorni precedenti, i media hanno diffuso la notizia che Amnesty International ha deciso di inviare suoi osservatori al corteo Anpi per registrare quelle da loro ritenute violazioni dei diritti umani negli interventi delle Forze dell’ordine in caso di incidenti o scontri con manifestanti o infiltrati.
Per Pianese: “c’è chi non esita a soffiare sul fuoco dell’odio verso le Forze dell’ordine. E’ sconcertante, specie se paragonato al senso del dovere che ancora ci porta diligentemente in strada a svolgere il servizio al paese nonostante le certe conseguenze che dobbiamo subire ingiustamente”.

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