Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Le riforme promesse e le toppe praticate: parliamo di pensioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 febbraio 2018

Da quando è uscita la legge Fornero sulle pensioni, diversi anni fa, le conseguenze che sono derivate sul fronte del lavoro si avvertono ancora oggi generando forti contrasti tra i partiti tra chi vorrebbe cancellarla del tutto e chi si limiterebbe a un ritocco qua e là. La realtà, in effetti, ci indica un percorso diverso. Ricordo uno studio approfondito condotto dal Centro studi politici e sociali della Fidest una trentina di anni fa dove si avanzava la proposta di rivedere totalmente il sistema previdenziale e assistenziale in Italia. Fu un lavoro collegiale con il supporto, tra gli altri, di un docente universitario in matematica attuariale. Non potendo in questa sede scendere nei dettagli posso dire che avevamo previsto una forma assicurativa con cadenza decennale con un contributo previdenziale e assistenziale dei lavoratori tale da poter loro assicurare diciamo al valore attuale, al termine del decennio, una rendita media a vita intorno alle 350 euro mensili elargibile da subito o ricaricabile nel decennio successivo e così di seguito. Da qui un’altra variabile che riconosceva ai fini del calcolo pensionistico i lavori in part time dei giovanissimi e anche i modesti compensi negli stage lavoro-scuola. Non vi era, tra l’altro un limite pensionistico. Era, semmai, previsto, nel corso degli anni la possibilità di apprendere un altro lavoro con la stessa logica dell’anno sabbatico per dare la possibilità di un naturale ricambio generazionale in determinati settori. Ad esempio si pensava a un giocatore di calcio professionista che intorno ai 35-38 anni appendeva gli scarpini al chiodo e doveva guardarsi intorno per ritagliarsi una nuova attività. Lo stesso può accadere per i lavori usuranti. Nello studio era prevista anche l’individuazione di quei lavori sedentari per assegnarli a personale più anziano, in chiave volontaristica, come potrebbe capitare a un poliziotto che per anni è impegnato nelle volanti e che è intenzionato a passare a lavori d’ufficio. Il tutto fu portato a conoscenza dei politici e di là degli elogi per un studio così ben congegnato non se ne fece nulla. Perché, ci dissero, i tempi non erano maturi per tali cambiamenti e un altro obiettò, con un certo cinismo, che se risolviamo tutti i problemi cruciali che ci affliggono i politici che ci stanno a fare? Non era, beninteso, una questione economica, poiché nella peggiore delle ipotesi il costo sarebbe stato per le casse dello Stato di almeno il 20% in meno di quanto si spende oggi. (Riccardo Alfonso)

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