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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 27 febbraio 2018

Due importanti riconoscimenti che premiano e onorano il Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Nel Registro, appena aperto, dei Paesaggi rurali storici, pratiche agricole e conoscenze tradizionali, sono stati iscritti due importanti riconoscimenti per il Molise da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, consegnati qualche giorno fa dal Ministro Martina, nella sala Medici del Ministero, in via XX Settembre a Roma
Il primo dei riconoscimenti è quello della Transumanza dei Colantuono di Frosolone, una delle due sole Pratiche Agricole inserite nel Registro dei Paesaggi, interpretata da secoli da questa famiglia di allevatori di Frosolone, la ridente cittadina in Provincia di Isernia, nota nel mondo per essere, con Scarperia in Toscana e Magnago in Friuli Venezia Giulia, la città di un artigianato particolare, quello delle forbici e dei coltelli. Un’antica pratica, la Transumanza, tuttora vissuta ogni anno dall’intraprendente Carmelina Colantuono, la gentile e bella condottiera che, a fine Maggio, guida la sua mandria dal Gargano a Frosolone per poi riprendere il cammino inverso a Settembre. Un riconoscimento che premia i Colantuono e il Molise, e va a rafforzare la richiesta, già avanzata, di un riconoscimento ancora più ambito quale quello dell’Unesco, cioè di un bene culturale e materiale, patrimonio dell’umanità.
Il secondo è quello assegnato Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro, dopo una lunga e accurata valutazione da parte dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale (ONPR). Sono solo 10 i paesaggi riconosciuti e, come tali, idonei ad essere iscritti ufficialmente nel Registro nazionale dei Paesaggi rurali storici e alle Pratiche agricole tradizionali. Tra i dieci c’è il Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo della Città dell’Olio di Venafro, unico al mondo.Il frutto di un grande lavoro congiunto: Comune di Venafro, con il sindaco Antonio Sorbo, coordinatore regionale e vicepresidente città dell’olio; Ente Parco, con il suo Presidente Emilio Pesino e il supporto prezioso dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con il suo Presidente Enrico Lupi, che, dopo aver dichiarato tutta la sua soddisfazione per questo importante riconoscimento, ha detto “Siamo molto orgogliosi del prezioso e tenace lavoro svolto dal Comune di Venafro e dall’Ente Parco che, con il nostro supporto, ha ottenuto un traguardo importantissimo Ci auguriamo che questo riconoscimento sia un ulteriore strumento di promozione del territorio , a noi molto caro”.
Questo caloroso e importante auspicio del Presidente Enrico Lupi, che, per l’impegno profuso da lui e dall’Associazione, merita l’attenzione del Governo regionale e del suo Assessore all’Ambiente e all’Agricoltura, che, distratti da altri impegni, si sono dimenticati di versare all’Ente le quote di tre annualità dovute al Parco per legge. C’è da sperare che questo importante riconoscimento eviti il rischio della chiusura di un’istituzione che porta alta la bandiera del Molise ed è, giustamente, fonte di orgoglio di tutti i molisani che amano il Molise. A tale proposito l’emozione del sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, ha un suo preciso significato, al pari delle parole del Presidente dell’Ente Parco Emilio Pesino, “Ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, hanno dato il loro contributo per il raggiungimento di questo obiettivo che ci permette di guardare con fiducia al futuro, nonostante la strada in salita”.
Chiudo con un applauso alla Transumanza dei Colantuono, una delle due pratiche agricole premiate, e, al Parco Regionale storico agricolo dell’Olivo di Venafro, oggi uno dei primi dieci Paesaggi rurali Storici registrati, alla tenacia del suo Ente che non molla, e che, per questo, ha tutta la solidarietà mia e del Molise che resiste.
L’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio è nata a Larino il 17 Dicembre del 1994 grazie all’Ente Mostra vini-Enoteca Italiana di Siena, che aveva già vissuto, nel 1987, l’esperienza della nascita delle Città del Vino, e al suo Presidente Riccardo Margheriti, che ha accolto il mio invito a realizzare a Larino – la mia città patria di tre varietà di olivo autoctone , la “Gentile” la “Salegna” o “Saligna” e quella a duplice attitudine , la “San Pardo” – e nel mio Molise che, oltre a queste tre varietà, ne conta altre sedici, con la 19a, la “Gentile di Mafalda”, riconosciuta lo scorso anno.
Senza dimenticare l’ “Aurina”, la più famosa, per la bontà del suo olio, ai tempi dell’impero romano. Nota, allora, con il nome “Liciniana”, cioè di Licinio, il condottiero che l’ha introdotta a Venafro contro il parere degli esperti di quel tempo, che ritenevano possibile la coltivazione dell’olivo solo entro una distanza non superiore alle 40 miglia.
La realizzazione di quest’Associazione, che tanto ha dato all’immagine dei territori olivicoli italiani e alla cultura dell’olio, è stata possibile grazie a un gruppo illuminato di amministratori e dirigenti che meritano riconoscenza e gratitudine: Antonio Chieffo, allora presidente della Provincia di Campobasso; Attilio Peluso, Domenico Pellegrino e Michele Conte, rispettivamente Presidente, vice presidente e assessore della Provincia di Isernia; Enrico Colavita, Presidente della Camera di Commercio di Campobasso e dell’Unione delle Camere del Molise; Agostino Angelaccio, Presidente della Camera di Commercio di Isernia; Antonio Ventresca, Presidente dell’Ente regionale di sviluppo agricolo e l’allora Sindaco di Larino, il compianto Alberto Malorni, che ha messo a disposizione della costituente Associazione il Palazzo Ducale. Grazie a questi protagonisti e ai sindaci di altri 15 comuni, il Molise è risultato la componente più numerosa dei 33 rappresentanti locali fondatori dell’Anco.
Personalmente devo alla nascita di questa Associazione ed alla fortunata esperienza di consigliere regionale l’idea del “Parco storico dell’olivo di Venafro”, con la presentazione di una proposta di legge regionale, ripresa e approvata solo qualche anno dopo la chiusura della mia vita di consigliere, e, l’altra, altrettanto importante, di una Università dell’Olivo e dell’Olio, a Larino, con il finanziamento di uno studio di fattibilità da parte del secondo governo Veneziale, mai realizzata, né a Larino e neanche nel Molise. Un idea-progetto oggi più che mai di grande attualità, visto che il Mediterraneo ha bisogno di cultura, in particolare di quella della Pace e della solidarietà; di far vivere il suo primato, ancora oggi assoluto, in quanto a estensione della superficie olivetata e produzione di olio. C’è un mondo, sempre più numeroso di consumatori, che ha bisogno di conoscere la cultura dell’olio, soprattutto gli effetti benefici del consumatore di questo testimone principe del Mediterraneo, che non finisce mai di sorprendere in quanto a amore per la salute dell’umanità.

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Il nuovo connubio dell’Alta Moda Italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Nella rinomata Terlizzi denominata in Puglia “La città dei fiori”, gran successo per l’esclusivo opening del nuovo Atelier “Gian Paolo Zuccarello For Ninni Pa” dedicato all’Alta Moda e all’Alta Moda Sposa.Dopo solo un anno, dall’apertura del suo Atelier romano in Via Calabria, nei pressi di Via Veneto, l’inizio di una nuova e suggestiva avventura per Gian Paolo Zuccarello, che prende vita grazie al sodalizio instaurato con Ninni Paduanelli affermato professionista del settore, la sua ventennale esperienza garantisce l’alta qualità artigianale e la relativa commercializzazione delle nuove collezioni moda, già in produzione.Nel suggestivo ed elegante atelier, nel quale è protagonista la pietra locale bianca pugliese, è possibile trovare creazioni sartoriali uniche, accessori moda come shoes e bijoux d’alta moda, che si rinnovano nello stile e non passano inosservati. “Questo nuovo spazio, dichiara Gian Paolo Zuccarello, che si ispira alla tradizione della sartoria italiana, mi vedrà presente ogni settimana perché sarà importante conquistare e coccolare le nuove clienti, vivo per la moda e i viaggi che mi aspettano da Roma a Terlizzi saranno di sicuro fonte e linfa di nuova ispirazione stilistica”.Gian Paolo Zuccarello oltre a ricopre il ruolo di direttore artistico di una delle più importanti scuole di moda italiane, la Ida Ferri di Roma, è tra i principali protagonisti delle passerelle romane, le sue creazioni da anni sono ammirate nel calendario di “Altaroma”, a “RomaFashion White” l’unica manifestazione a livello nazionale nella quale collezioni d’alta moda sposa sfilano in una Chiesa e nell’importante appuntamento fieristico dedicato al pianeta wedding “Roma Sposa”.

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Mostra: “Spagna e Italia in dialogo nell’Europa del Cinquecento”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Firenze 27 febbraio – 27 maggio 2018, Piazzale degli Uffizi 6, nuove sale dell’Aula Magliabechiana, Uffizi.La mostra presenta fogli di straordinaria qualità, attribuiti con certezza a maestri come, appunto, Alonso Berruguete, formatosi fra Firenze e Roma e uno dei primi testimoni di un linguaggio ‘rinascimentale’ a ovest dei Pirenei, o come Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni, due degli artisti chiamati a lavorare in Spagna nei più prestigiosi cantieri reali, e include inoltre disegni di Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, protagonisti della stagione che chiude il Cinquecento in Spagna.
A partire dal Quattrocento la Spagna aveva iniziato il processo di unificazione che la portò a diventare una monarchia, e poi un impero a dimensione planetaria, sulla base di tradizioni artistiche complesse e diversificate.“Attorno al sedicesimo secolo – spiega Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – le tendenze politiche e intellettuali dei regni spagnoli e dei territori italiani andarono avvicinandosi, con la conseguenza di continue e inattese sovrapposizioni, dal pontificato di papa Alessandro VI Borgia alla conquista dei domini napoletani, dall’annessione del ducato di Milano all’affermazione stabile dell’influenza spagnola sulla penisola italiana”: una simile situazione portò anche a più stretti legami in ambito culturale, favoriti inoltre dalle rotte commerciali che collegavano stabilmente ormai le diverse sponde del Mediterraneo. “Ogni artista e le sue opere sono infatti sempre il frutto di un’ininterrotta circolazione di idee e di forme – dice Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi e curatrice, con Corinna Gallori e Tommaso Mozzati, della mostra – e quindi scrivere sul disegno in Spagna, come su quello praticato in Italia o ovunque, significa ampliare costantemente gli orizzonti di ricerca giungendo a sfiorare il punto di rottura della nozione di scuola senza tuttavia rinunciare al recupero filologico del tessuto artistico di un luogo e all’analisi della trasmissione del sapere nelle diverse botteghe”.
La mostra si articola in una premessa e otto sezioni e per ricollocare le singole creazioni grafiche nel loro contesto di provenienza, il percorso include anche sculture, dipinti, esempi di oreficeria e arti applicate, con l’intento di suggerire utili confronti ispirati a uno sguardo multidisciplinare, assunto come principio ordinatore.
Nella premessa si mette a fuoco la situazione artistica della Spagna fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, prima della formazione sul trono di Castiglia e di Aragona della dinastia asburgica.La prima sezione presenta la produzione di quei pittori o scultori educatisi in Italia fra gli anni Dieci e Trenta del Cinquecento, da Berruguete a Bartolomé Ordóñez, fino a Gaspar Becerra; la seconda offre il confronto fra la figura umana e la rappresentazione del nudo di questi artisti e l’arte e la trattatistica italiana. La terza sezione pone l’attenzione sull’importanza della pittura tosco-romana per la produzione spagnola attorno agli anni Quaranta-Cinquanta, grazie a opere di Luis de Vargas e Luis de Morales accostate a fogli attribuiti a Sebastiano del Piombo e di Giorgio Vasari.
La quarta si concentra invece sugli spostamenti degli artisti, tra cui spicca il caso emblematico di un pittore come El Greco, in direzione opposta, dall’Italia alla Spagna, e sul passaggio dinastico fra Carlo V e Filippo II, capace di portare un radicale ripensamento nelle dinamiche di committenza della Corona.
Da qui si sviluppa, nelle due sezioni successive, un percorso nei disegni italiani legati alla decorazione della chiesa e monastero di San Lorenzo dell’Escorial e una riflessione sull’uso delle arti grafiche da parte di Filippo II per controllare e promuovere questo importantissimo cantiere. La settima sezione illustra le conseguenze della presenza di tali artisti e introduce alla grafica di alcuni autori spagnoli dell’ultimo trentennio del Cinquecento.
Il percorso espositivo si conclude con una sezione dedicata ai membri di due famiglie, i fratelli Carducci/Carducho e i Cascese/Cajés, e alla loro eredità artistica e teorica.

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Università: “Welcome Day”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Parma Mercoledì 28 febbraio, a partire dalle ore 9, nell’Aula A del Plesso San Francesco dell’Ateneo, si terrà il “Welcome Day” per gli studenti internazionali in arrivo all’Università di Parma nell’ambito dei programmi di mobilità e scambio.La giornata verrà aperta dai saluti della Pro Rettrice per l’Internazionalizzazione Simonetta Valenti, di un rappresentante del Comune di Parma e dello staff della Erasmus and International Home. A seguire si terrà una sessione informativa, in cui verranno presentati agli studenti stranieri aspetti amministrativi e pratici sia da parte dell’Ateneo che da altre realtà del territorio (Informagiovani del Comune di Parma, Cus Parma e Agenzia delle Entrate).
Dalle 12.30 alle 14, all’Informagiovani di via Melloni, è in programma il coffee break seguito dalla conclusione del Photocontest “Every step you take the world changes: tales from my University and my City”, con la premiazione delle migliori foto inviate dagli studenti prima del loro arrivo a Parma sul tema “la mia città” o “la mia università”.
Al pomeriggio gli studenti, nelle sedi dei Dipartimenti, potranno incontrare i diversi docenti Referenti per la mobilità internazionale, insieme a studenti tutor dell’Università di Parma.
La giornata di benvenuto, organizzata dalla UO Internazionalizzazione dell’Ateneo in collaborazione con il Comune di Parma e l’associazione studentesca ESN/ASSI, ha lo scopo di presentare al meglio i servizi per l’accoglienza messi a disposizione di tutti gli studenti che hanno scelto l’Ateneo di Parma come propria sede di studio.
Nel secondo semestre di quest’anno sono 142 gli studenti stranieri in mobilità in entrata all’Università di Parma, di cui 74 extra UE. 107 sono a Parma grazie al programma Erasmus e 35 grazie ad altri programmi di mobilità internazionale. I due Dipartimenti che accolgono il maggior numero di studenti sono il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura, entrambi con 41 studenti. La provenienza e il numero di studenti per ciascuno Stato:Finlandia 1, Francia 8, Germania 11, Grecia 3, Lettonia 1, Lituania 1, Paesi Bassi 2, Polonia 3, Portogallo 4, Regno Unito 3, Repubblica Ceca 5, Romania 6, Slovacchia 2, Spagna 17, Argentina 10, Brasile 9, Cina 3, Iran 1, Norvegia 1, Palestina 8, Russia 24, Turchia 8 e USA 11.

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Mille passeri sul balcone

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Avete immaginato cosa significa vedere zampettare un paio di passerotti sul davanzale del balcone? A me riempiono di tenerezza e penso già alle molliche di pane che vi lascerò spiando poi, discretamente, dietro la finestra il loro pasto. Ma una notte ho vissuto un incubo. Mentre continuavo dietro i vetri a spiare l’arrivo dei passerotti, che sento di aver adottato, appare all’orizzonte un’ombra nera che si agita e raggiunge il mio balcone: sono centinaia, forse migliaia di passeri. Lo spettacolo diventa per me un sogno angoscioso. Mi sento aggredito, incapace di gestire una situazione così abnorme e dallo spavento controllo che le finestre che danno sul balcone siano ben chiuse e abbasso in tutta fretta le tapparelle. Si fa buio ed io mi sveglio tutto sudato. E’ un incubo, me ne rendo conto, ma oramai mi sono destato e per quanto lo desideri non riesco più a riprendere sonno. Rifletto e non so perché mi torna alla mente un signore che passando davanti ad un immigrato, che gli tende la mano per un obolo, gli dice: siete troppi! Siete troppi, ripeto tra me e me. Quel “troppi” richiama alla mia mente tutto un passato di letture riguardo le invasioni barbariche, le violenze esercitate e le paure generate negli autoctoni. E mi chiedo: Perché i nostri governanti hanno consentito in pochi anni l’arrivo di centinaia di migliaia di persone senza predisporre un piano di aiuti adeguato? Perché hanno voluto, così facendo, generare in noi il riverbero di timori che si pensava ormai dimenticati? E’ proprio così, mi dico. Hanno provocato un’inversione di tendenza trasformandoci da ospitali che siamo, e vorremmo continuare ad esserlo, a ciò che non è nella nostra indole: razzisti e intolleranti.
E’ questa la colpa che attribuisco, in primo luogo, a chi ha permesso questo genere di cose senza voler prendere in considerazione i naturali e gli inevitabili effetti distorsivi che avrebbero determinato in un popolo che già vive con le sue povertà, con la disoccupazione giovanile e le crisi abitative. E non c’è peggior cosa l’avere una politica attraversata dal cinismo. (Riccardo Alfonso)

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I due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Vi è un tema di cui sono stato, in concreto da sempre, molto sensibile e che per ovvie ragioni ha toccato più campi della conoscenza. Ha ruotato intorno a due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere.
Non ho accettato, in altri termini, che si potesse esaltare il diritto alla vita e una volta acquisito abbandonare a se stesso l’essere umano. Mi riferisco a chi è rimasto povero e condizionato dalla povertà della sua famiglia, dall’ambiente in cui vive, da una cultura tutta improntata sull’idea che occorre accettare la propria condizione sociale e rassegnarsi a subirla, nell’arco di tutta la propria esistenza, lunga o breve che fosse.
Abbiamo imparato a fare della carità ma non a essere solidali con chi vive in ristrettezze.
Abbiamo imparato a essere sprezzanti e a sentirci superiori anche se chi è solo un tantino socialmente a noi inferiore.
Abbiamo imparato a osteggiare chi ha una professione di fede dissimile dalla propria, ha il colore della pelle diversa e provengono da luoghi, dove la povertà è estrema. Così facendo abbiamo tramandato ai nostri figli e nipoti dei messaggi sbagliati e inculcati in essi il privilegio di casta.
Pensavo che con l’avanzamento della conoscenza, con la mobilità delle persone e la possibilità di conoscerle e poterle apprezzare per quelle che sono, si potesse ottenere un cambiamento radicale nei nostri atteggiamenti. Mi sbaglio. Il razzismo, l’antisemitismo, l’odio di casta se una società, cosiddetta evoluta, riesce ad ammantarli di venature ipocrite che evitano gesti plateali e persino violenti, vi sono, invece, paesi, dove si manifestano senza pudori e le stesse autorità fanno ben poco per spegnere quest’incendio. Ho provato personalmente cosa ha significato tutto ciò. Mi è accaduto da emigrante, in Australia, dove spesso fui esposto a giudizi sommari per il solo fatto che ero un italiano. Lo stesso accadde anche nel mio paese quando, per ragioni di lavoro, mi trovai in una cittadina del nord. Io sono d’origine molisana. Mi fu difficile trovare una camera in affitto. Non riuscii a condurre una vita normale appena la mia parlata segnava, come per un marchio indelebile, la mia origine. Oggi mi sento ancor più solidale con l’immigrato extra-comunitario perché ho provato sulla mia pelle cosa significa vivere in casa propria da apartheid. So bene che è un fatto culturale. E’ un condizionamento che risale a un’educazione sbagliata e si avvalgono di stantii luoghi comuni: il rumeno violento, l’africano pericoloso e via di questo passo. Pochi, però, ci spiegano che questa violenza è fisiologica come lo è per l’autoctono. Come dire? Chi non ha peccato lanci per primo la pietra. (Riccardo Alfonso)

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MEPs to discuss global strategy for better management of migration and refugee flows

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Migration Commissioner Dimitris Avramopoulos, representatives of international organisations (UNHCR, OIM), the European External Action Service and the Bulgarian Presidency as well as members of EU national parliaments, will participate in the debate.The New York Declaration for Refugees and Migrants, adopted by the UN General Assembly in September 2016, marked the beginning of multilateral negotiations for the adoption of two global compacts on refugees -with the objective of a fairer sharing of the burden and responsibility for hosting and supporting refugees worldwide- and for safe, orderly and regular migration, aimed at ensuring adequate treatment of migrants in vulnerable situations.The UN High Commissioner for Refugees (UNHCR) was tasked to develop the practical aspects of the Global Compact on refugees. A final text of the Global Compact on Refugees will be proposed by the High Commissioner for adoption by the UN General Assembly in 2018. Mr Volker Türk, Assistant High Commissioner for Protection, will present to the committee the progress achieved so far. The discussions for the Global Compact for safe, orderly and regular migration are conducted through intergovernmental negotiations, chaired by two co-facilitators (Mexico and Switzerland). Both the Mexican and Swiss Ambassadors to the UN, H.E. Juan José Gómez Camacho and H.E. Jürg Lauber, respectively, will attend the meeting. The European Parliament as a whole plans to vote on a resolution on the UN Global Compacts in the March plenary session, in Strasbourg.

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I nuovi bisogni del paziente oncologico

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Roma 28 febbraio 2018, ore 10.30-13 Sala degli Atti parlamentari, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Piazza della Minerva, 38. Nel nostro Paese vivono più di 3 milioni e trecentomila persone dopo la diagnosi di tumore, una percentuale in costante aumento, addirittura il 24% in più rispetto al 2010. Questi cittadini presentano nuovi bisogni, impensabili fino a dieci anni fa, di fronte ai quali sia gli oncologi che i medici di famiglia si trovano spesso impreparati. Piccoli disturbi di carattere psicologico (come ansia, nervosismo o difficoltà ad addormentarsi) oppure fisico (ad esempio gonfiore addominale, spossatezza e secchezza) possono compromettere la qualità di vita e le relazioni sociali. Da un lato gli oncologi non vengono coinvolti dai pazienti oppure tendono a minimizzare questi piccoli effetti collaterali, dall’altro i medici di famiglia non sono preparati a fornire risposte adeguate. Con la conseguenza che i pazienti e i loro familiari si muovono troppo spesso in modo autonomo cercando soluzioni prive di basi scientifiche.
Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) promuovono il primo progetto nazionale per fotografare i nuovi bisogni dei pazienti oncologici e delineare gli strumenti indispensabili per rispondere a queste esigenze. Sono stati infatti realizzati quattro sondaggi (su pazienti, oncologi, medici di famiglia e farmacisti) i cui risultati saranno presentati nel convegno nazionale “I nuovi bisogni del paziente oncologico e la sua qualità di vita”. Interverranno, fra gli altri, Stefania Gori (presidente nazionale AIOM), Fabrizio Nicolis (presidente Fondazione AIOM), Elisabetta Iannelli, (vicepresidente Aimac, Associazione Italiana Malati di Cancro), Rita Vetere (vicepresidente “Salute Donna”), Claudia Santangelo (presidente “Vivere Senza Stomaco (si può!), Claudio Cricelli, (presidente SIMG, Società Italiana di Medicina Generale) e Annarosa Racca (presidente Federfarma Lombardia).

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Dal manuale del terrorista

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Non ho, con molta probabilità, ancora percepito con sufficiente realismo la pericolosità di un terrorismo sopranazionale che si serve di molte patrie ma è privo di un’autentica nazionalità che si possa definire correttamente secondo i canoni della nostra comprensione che affonda in una cultura diversa nella quale oggi siamo immersi. Forse lo devo al fatto che per un certo periodo si localizza solo in determinate aree e in altre è “dormiente”.
Potrebbe diventare un motivo per abbas-sare la guardia o limitarci a considerare solo quello di natura “domestica”. In altri termini se andiamo in Spagna vi è il terrorismo di matrice basca, in Gran Bretagna lo sono taluni irlandesi e persino scozzesi, in Russia con i ceceni, in Italia con le brigate rosse e ancora qualche frangia impazzita altoatesina e via di questo passo. Il terrorismo islamico è ben altra cosa per la sua dimensione, le sue motivazioni, le sue risorse economiche, la sua capacità di mettere in campo attivisti votati a tutto compreso il bene che per gli occidentali è il più prezioso: la vita. Non vogliamo né possiamo in questa sede per lo spazio che possiamo disporre spiegare meglio questo concetto, ma ci limitiamo a rilevare alcuni aspetti caratteristici di tale fenomeno. Il primo fra tutti è che esso per la sua stessa natura non ha un capo assoluto, ma tanti rais. Vi è stato Bin Laden, ma era solo un leader come lo è stato Saddam Hussein. La cattura di quest’ultimo, infatti, non ha portato la fine della guerriglia in Iraq né lo è stata per il terrorismo la liquidazione di Bin Laden. E per quanto possa apparire strano la forza del terrorismo sta proprio in ciò, dove i capi spuntano per germinazione sponta-nea, uniti dal comune sentimento di ripulsa verso il diverso, fosse anche il fratello.
E la logica della loro violenza sta nel numero delle vittime che possono provocare. Ecco perché sono pericolosi e fanno, ovviamente, paura in specie a una cultura occidentale nella quale tre o quattro ostaggi sotto la minaccia di essere trucidati diventano una tragedia nazionale ma per i loro aguzzini sono solo dei modesti numeri, quasi insignificanti, rispetto a quella sete di violenza che può dimostrare qualcosa solo con decine se non centinaia e migliaia di morti. New York e Madrid insegnano, per citare i fatti più eclatanti. E quando si parla di azioni dimostrative di questo genere il terrorista si esalta e cerca di emularle alzando il tiro del sacrificio umano. E’ questo l’aspetto più sconvolgente in questa logica della terra bruciata che potrebbe anche voler dire l’annientamento di una civiltà. (Riccardo Alfonso)

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Bolle di sapone

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Ho scritto un libro titolandolo “Il dittatore.” Ho poi preso l’iniziativa di distribuirne un certo numero di “bozze” a dei lettori “volontari” per trarne da essi delle utili indicazioni sull’interesse che avrebbe suscitato l’argomento da me proposto. Speravo, così facendo, di ricevere in cambio degli utili suggerimenti per migliorare il contenuto o operare delle opportune integrazioni o modifiche. Il risultato, per quanto lusinghiero, nel senso che ho avuto solo apprezzamenti senza riserve, non mi ha soddisfatto. Solo un lettore si è lamentato che la storia da me raccontata si sia soffermata troppo a lungo nel descrivere lo stato d’animo della gente mentre avrebbe preferito che mi dilungassi nel raccontare i miei incontri con certi personaggi oggi chiacchierati. Ebbene proprio da quest’osservazione può sortire, dalle persone, la parte peggiore del loro stato d’animo. In altri termini emerge, dal sottofondo, quella voglia di trinciare dei giudizi sommari, e di esserne confortati nelle loro letture, su chi è stato un tempo osannato e che ora, in qualche modo, è gettato nel fango perché caduto in disgrazia. Queste persone dimenticano con troppa facilità che anch’esse hanno fatto parte della “storia”.
Vedevano che le cose non andavano bene ma hanno preferito fare come le tre famose scimmiette: turarsi la bocca, tapparsi le orecchie e coprirsi gli occhi.
Hanno dimenticato, ad esempio, che alla fine della seconda guerra mondiale l’Italia era, di fatto, profondamente divisa. Da una parte vi era il popolo “mafioso” con le sue spinte separatiste (ricordo il bandito Giuliano), dall’altra una burocrazia, dai grand commis ai piccoli funzionari, al 70% fascista e quelle regioni come l’Emilia, la Romagna, la Toscana e qualche altra dominate dai comunisti di stampo filo-stalinista. (Oggi li definiremmo “integralisti”).
Se vogliamo era una divisione “politica” che si sovrapponeva o si intersecava con certi uomini della finanza e della grande industria che già furono i convinti supporter all’ascesa al potere di Mussolini ritenendolo l’unico capace, con un atto di forza, di tacitare le turbolenze libertarie di una certa sinistra che per sua colpa, per colpa dei suoi integralismi, non seppe proporsi in modo unitario come un’alternativa democratica al governo del Paese.
Ed ecco come ci siamo trovati alla vigilia della grande svolta elettorale del 1948, non a caso evocata oggi dallo stesso Berlusconi, dove l’elettorato si sentiva ancora “schiacciato” dal peso della “destra fascista” e dai timori di una “sinistra” incapace di portare il paese a una “pacificazione senza grossi traumi” ed entro una logica “capitalistica” che ancora oggi è malamente interpretata rispetto ai valori più propri della tradizione cattolica e laica italiana. In quel clima si collocarono la figura di De Gasperi e la sua proposta “centrista” di uno schieramento che potesse fare da calmieratore tra gli opposti interessi.
Ma al tramonto degli anni dell’emergenza venne l’alba della consapevolezza nella quale si sentiva il bisogno di proporre qualcosa di diverso per restituire unità al paese, ed un ordine sociale ed economico più realistico e duraturo, e per ridare fiato alle energie sopite e ai richiami del diverso che provenivano oltre confine.
Per farlo dovevano cadere le “gestioni politiche” e se vogliamo “affaristiche” imperniate su un non ben definito “consociativismo” in quanto si riducevano nel trovare una loro composizione non più in sede politica ma in chiave di spartizione di voti, di tangenti, di concessioni, di assunzioni compiacenti e via dicendo. Si stava insomma provocando un grosso guasto al sistema i cui effetti più grandi li registriamo oggi con un debito pubblico da capogiro, con gli organici pubblici che per anni furono gonfiati a dismisura e che ora stentiamo a ridimensionare, con una giustizia portata alla deriva dove i processi, se va bene, sono celebrati a distanza di anni dal “fatto”, da una scuola che si è fermata a una cultura paleoindustriale e lo stesso mondo dell’imprenditoria inquinato dalle tante aziende che sono vissute solo in virtù di generosi stanziamenti pubblici a fondo perduto.
Tutte queste cose gli italiani non potevano ignorarle. Tuttavia facevano comodo alla stragrande maggioranza di essi, sebbene per motivi diversi: i comunisti erano per il “tanto peggio tanto meglio”, i mafiosi perché potevano fare i loro affari in un clima di complicità e di intese che era loro più familiare e meglio controllabile e l’uomo della strada poteva trovarvi uno sbocco per un lavoro al figlio, per ottenere la propria o quella del coniuge invalidità, per l’imprenditore per riuscire a coprire i suoi “fallimenti” con i soldi dello stato e il burocrate per fare carriera con la concessione di “piccoli favori”. E’ questa l’Italia che è stata e vorremmo non vi fosse più. (Riccardo Alfonso)

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“L’indignazione come motore della storia” al Salotto Letterario UMDI

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Boiano mercoledì 28 febbraio 2018 ore 17.30 Salotto Letterario UMDI di febbraio del Centro Studi Agorà Palazzo Colagrosso: L’Indignazione. Tema al centro del dibattito, che vedrà interventi programmati e non, di docenti universitari, studiosi, ricercatori, esperti, rappresentanti delle istituzioni, giovani, gente comune, è infatti l’Indignazione, emozione spesso associata impropriamente alla rabbia, che si esprime, in genere, in modo discreto, e consiste nel provare un sentimento costituito da un misto di sdegno, risentimento o riprovazione, nei confronti di persone o comportamenti, ritenuti offensivi intrinsecamente o nei confronti del proprio senso morale. Un argomento di scottante attualità, che coinvolge ognuno di noi e chiama alla riflessione. L’iniziativa del Centro Studi Agorà e del quotidiano UMDI Un Mondo d’Italiani con Regione Molise Presidenza del Consiglio – Università del Molise, Cattedra di Storia Contemporanea – Istituto Italiano Studi Filosofici, Ippocrates – Molise Noblesse – Servizio Civile Nazionale – Casa Molise – Aitef – Comune di Bojano, nasce da un’idea di Mina Cappussi: ricreare il Salotto Letterario che, dal symposium greco, ha trovato la sua massima espressione nelle donne illuminate che riunivano intellettuali e personaggi di spicco influendo, di fatto, sulla formazione dell’opinione pubblica e sulla politica dello Stato. Un progetto ambizioso “Porta un libro e tornerai con un’idea!”, che ha intercettato una domanda di cultura importante, perché i Salotti, a Bojano, sono diventati un cult, uno al mese, ognuno con un tema diverso, ricompresi nelle azioni di Molise Sperimenta per il Patto per lo Sviluppo del Molise nel solco di “Molise Noblesse, Movimento per la Grande Bellezza di una piccola regione”. Di indignazione si parlerà a Palazzo Colagrosso. In apertura i saluti istituzionali di Marco Di Biase, Sindaco del Comune di Bojano, Clementina Columbro, Assessore alla Cultura, Nico Ioffredi, Delegato alla Cultura della Regione Molise. Si entra nel vivo con gli interventi. “L’indignazione come motore della storia” il titolo della relazione del prof. Giuseppe Pardini, Docente di Storia Contemporanea Università degli Studi del Molise; Mina Cappussi, Direttore del quotidiano internazionale Un Mondo d’Italiani, docente Università Roma Tre, Counselor, affronterà la questione da uno speciale punto di vista “Perché ci indigniamo”. E’ un excursus ambizioso quello del prof. Giulio de Jorio Frisari del prestigioso Istituto Italiano Studi Filosofici, che parlerà di “Grandi indignati nella letteratura tra perdono e vendetta”. La prima parte della serata si chiuderà con letture, improvvisazioni, testi poetici, canzoni delle ragazze e dei ragazzi del Servizio Civile Turchese e Argento, e del pubblico in sala. Sarà poi il turno di Franca Romano, della Via Micaelica Molisana, con “Intelligenza Emotiva (Goleman). Come usare le emozioni”, seguita da Angela Arena (studentessa Economia Aziendale Unimol), con “Indignatevi di Stephane Hessel”. Random reglection rappresenta invece una novità assoluta e una sorpresa a cura di Valentina Lancellotta, Alessandra Del Riccio e Carla Rossi. Si spegneranno le luci e…
Ovviamente non riveliamo cosa accadrà, altrimenti che sorpresa sarebbe?
Le conclusioni sono affidate a Maurizio Varriano, coordinatore nazionale di Borghi d’Eccellenza. Nel corso della serata sarà annunciato il prossimo Salotto Letterario di Marzo e il primo Molise Award in the World in regione, dopo quello tenutosi a Bologna, che premierà tre eccellenze in viaggio in Italia e oltre. La partecipazione ai Salotti Letterari UMDI è libera, gratuita e aperta a tutti, ma come segno di riconoscimento e biglietto unico per entrare è richiesto un libro in bella vista!

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Carvelli: Quando tutto sarà finito

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Milano Giovedì 1 marzo 2018, ore 18 Casa della Memoria via Federico Confalonieri 14 Salvatore Carvelli: Quando tutto sarà finito ne discute con Barbara Vasco. Il romanzo è incentrato sulle vicende di due amici d’infanzia e delle loro compagne nei drammatici anni della Seconda Guerra Mondiale, a Milano, tra il 1943 e il 1945: Mario, partigiano della Resistenza, e Toni tesserato e milite fascista. Gli ideali opposti finiranno per coniugarsi nell’amor di patria e nella libertà, nell’amicizia, lasciando ampio spazio a riflessioni nelle quali i protagonisti affronteranno il loro stesso essere, il senso di tutto ciò che sono la guerra e il dolore, l’amore e la giustizia, il vivere, il tormentato e complesso vivere.Salvatore Carvelli è nato e vive a Milano. Nel 2016, con Giuliano Ladolfi Editore, ha pubblicato la raccolta di poesie Verso Te, e il romanzo Il mare d’inverno. Barbara Vasco è professoressa di Lettere e Storia presso la Scuola Media di Rozzano. Ha pubblicato con Elliot il libro giallo Cosa diranno i vicini.

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Migrant border crossings remain challenging in some Member States

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Looking at the situation across 14 EU Member States, the report reveals how in Croatia, France and Poland migrants are being sent back without the chance to lodge claims for international protection. In Hungary the border transit zone policy has tightened with the daily cap of people being admitted falling from ten to two. This may lead to people left waiting in Serbia for years. In addition, Austria, Denmark, France, Germany and Sweden continue to maintain temporary border controls.Although asylum applications across the EU, almost halved in 2017 compared to 2016, it varied from country to country. In most Member States numbers continued to fall, with the exception of France, Greece and Spain. For those already in the EU, problems remain. The situation of people arriving irregularly in Spain by sea remained critical. According to the Ministry of Interior, more than 22,100 people arrived in 2017 – almost triple the number in 2016. Last year, some 223 people died trying to cross the Mediterranean Sea to reach Spain, while this year, at least 75 have already lost their lives. Newcomers continued to face difficulties accessing asylum procedures, and the identification and treatment of vulnerable people, such as children, women or victims of trafficking remained inappropriate.In Greece, in the hotspots on the islands of Chios and Samos, several people including families with very small children were facing harsh weather conditions in tents without heating.
In France, the authorities continued to take – sometimes violent – evacuation measures against informal camps reappearing in the north of France at Calais and Grande-Synthe, where several hundred people are living, NGOs reported. Many children in Ventimiglia, Italy, are living in informal camps in appalling conditions or in the local reception centre together with adult asylum seekers, according to media reports. In Sicily, the NGO ‘Terres des Hommes’ reported that some children who arrived from Libya in extremely poor psychological and physical condition had to wait up to 13 months in local first reception centres before being transferred to reception centres for children.Family reunification also posed difficulties in many places. Over 3,800 asylum seekers eligible for family reunification under the Dublin Regulation have been waiting over six months in Greece to depart for Germany. In the Netherlands, applications for family reunification take on average over 10 months, instead of the six prescribed by law. In Germany and Sweden, laws limit family reunification and in Croatia reunification procedures are complex.
The Agency collects data about the fundamental rights situation of people arriving in Member States particularly affected by large migration movements. This report covers 14 Member States: Austria, Bulgaria, Croatia, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Italy, the Netherlands, Poland, Spain and Sweden. FRA has published its migration overviews since September 2015.

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Chiara Lubich e la grande attrattiva del tempo presente

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Il 14 marzo 2018 ricorre il 10º anniversario della morte di Chiara Lubich. Le comunità del Movimento dei Focolari sparse nel mondo celebrano questa ricorrenza con molteplici iniziative, improntate sull’azione del carisma dell’unità come motore di cambiamento sociale.
A Seoul, Corea, il 3 marzo convegno alla Maria Hall dell’Ospedale dell’Università Cattolica, previsti 800 partecipanti. A Goma, Rep. Democratica del Congo, l’11 marzo giornata su “Maria: un “sì” che cambia la società”. Ancora l’11 marzo a Chicago, USA, convegno su “Chiara Lubich: una vita di dialogo per la pace”. A Firenze, Italia, il 17 marzo convegno al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio su “Conoscenze plurali”. A Chiang Mai, Tailandia, il 18 marzo giornata multietnica di azione sociale presso un villaggio tribale. A Chisinau, Repubblica Moldova, il 24 marzo giornata su “Chiara Lubich e le opere sociali”. Queste alcune tra le centinaia di iniziative previste.
Una panoramica a 360º sul volto sociale del carisma di Chiara Lubich, con 2.000 partecipanti dai cinque continenti, sarà data dall’evento artistico in programma al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, Roma, il 3 marzo. Sarà presente il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e personalità del mondo della cultura, della comunicazione, delle istituzioni. L’evento potrà essere seguito via internet con traduzione in inglese, spagnolo, portoghese, francese e italiano (www.focolare.org).Per Chiara la grande attrattiva del tempo presente era «penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo». Sergio Zavoli, legato a lei da profonda conoscenza e amicizia, l’ha definita una mistica dell’unità tra cielo e terra, affermando che Chiara opera una svolta nella mistica trinitaria: «Il far abitare Dio nell’intimità della propria anima diventa il farlo vivere in mezzo agli uomini nella comunicazione – riprendo le sue parole – del Dio in me col Dio nel fratello. Il pensiero di Chiara Lubich non a caso ci interpella sul da farsi per rimettere insieme i frammenti dell’indivisibile cioè l’uomo, e ricomporre le fratture del condivisibile cioè la comunità».Il cambiamento sociale che ne deriva ha suscitato, fin dall’inizio dell’esperienza della Lubich nella sua città natale di Trento, iniziative con una forte impronta sociale. Oggi si ritrovano un po’ in tutto il mondo, incarnate con le caratteristiche proprie di ogni regione e cultura, azioni ed opere nate per contribuire a risolvere specifiche situazioni di necessità di persone, gruppi, comunità. Per Maria Voce, confrontata con la domanda a cosa devano puntare oggi i Focolari a 10 anni dalla morte della fondatrice, c’è da «mantenere assolutamente l’unità con la fonte che è Chiara, quindi la fedeltà al carisma originario così come ci è stato trasmesso; il ritorno alla vita dei primi tempi per scoprirvi quella radicalità, quella totalitarietà che anche oggi ci viene richiesta, forse ancora di più. Sviluppare il Movimento perché possa essere quello strumento che Dio ha pensato per portare questa spiritualità di comunione nel mondo, per costruire l’unità della famiglia umana. Approfondire la conoscenza e la trasmissione – in termini accessibili a tutti – del grande carisma che Dio ha dato a Chiara e che non ha soltanto aspetti spirituali ma anche dottrinali, sociali, politici, aspetti che possono influire in tutti i campi». Non tace Maria Voce la convinzione che oggi la visibilità dell’incidenza del Movimento dei Focolari sulle realtà umane e sociali, seppure buona, «sia ancora troppo localizzata», per poi affermare: «Penso però che questa visibilità debba essere più efficace e più estesa: forse il Movimento deve diventare più noto anche a livello mondiale, perché siamo presenti in quasi tutti i paesi, ma questo forse ancora non è abbastanza espresso. Sarà una cosa che verrà con la vita: quanto più vivremo, tanto più incideremo e saremo visibili».

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Berlino in Arte 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Berlino Vernissage: venerdì 2 marzo h.18.00/20:00 August 35, Auguststr. 35, Orari di apertura dal 3 al 7 marzo: h.16.00/19.00; chiuso mercoledì Ingresso libero. Espongono gli artisti: Veronika Ban, Cor Fafiani, Memo Fornasari, Johannes Genemans, Stefano Iosca, Stefania M.T. Pellegatta, Paolo Remondini, Julio Saldana Manero, Antonio Salinari, Roswitha Schablauer, Georgeta Stefanescu. Torna per il quinto anno consecutivo a Berlino l’immancabile appuntamento con la mostra “Berlino in Arte”, curata dall’équipe dello storico dell’arte italiano Sabrina Falzone e dedicata all’arte contemporanea internazionale. L’esposizione, che sarà visitabile nella prima settimana di marzo nel dinamico quartiere berlinese del Mitte, vedrà la partecipazione di artisti provenienti da ogni parte del mondo.Dall’Italia provengono non solo le opere di un artista del Novecento, Memo Fornasari, vissuto tra il 1910 e il 1982, ma anche degli autori contemporanei Stefano Iosca, Stefania M.T. Pellegatta, Paolo Remondini e Antonio Salinari, particolarmente attivi sulla scena artistica italiana. Dalla Spagna arrivano nella capitale tedesca le opere di Julio Saldana Manero, dall’Austria i dipinti di Roswitha Schablauer e dalla Svizzera l’opera “Entre” realizzata dalla rinomata romena Georgeta Stefanescu. Inoltre, in mostra sarà possibile ammirare anche le sculture di due artisti d’origine olandese Johannes Genemans e Cor Fafiani.Dulcis in fundo, nella saletta interna dello spazio espositivo August 35 verrà allestita la personale della pittrice attualmente in voga a Berlino, Veronika Ban, d’origine slovena ma d’adozione berlinese.Così la Auguststrasse, la famosa “via delle gallerie”, sarà teatro di nuove tendenze d’arte dal 2 marzo. Un evento da non perdere. http://www.sabrinafalzone.info

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Alteryx Expands Reach by Acquiring Partner in Australia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Sydney Alteryx, Inc. (NYSE: AYX), revolutionizing business through data science and analytics, completes the acquisition of master distributor, Alteryx ANZ in Sydney, Australia. Alteryx continues to expand the footprint of its end-to-end data science and analytics platform and enterprises around the globe are requiring more local sales and marketing presence, in-market platform support and thought leadership in the region. This acquisition will allow Alteryx to build on the success of the more than 100 current Alteryx customers in the region including companies like Amaysim, Commonwealth Bank, NBN, Australia Post and Telstra. Alteryx intends to expand the team with additional sales, channel, support and technical resources to address the growing market. According to IDC, more than 40% of organizations in Australia and New Zealand have already invested in big data and analytics deployments and will increase their investments in 20181.
“There is no doubt that data is reshaping businesses all over the world, and Australia and New Zealand (ANZ) are no exception,” said Steve Walden, SVP of Business Development. “With the spotlight on data science and analytics ROI, this acquisition allows us to better meet the needs of current Alteryx customers who are leveraging data and analytics to improve business outcomes. Being in the market also provides the opportunity to expand our customer and partner ecosystem more efficiently.” Alteryx ANZ has acted as the exclusive master distributor in Australia and New Zealand since 2015, helping to establish Alteryx as a leader in the self-service data science and analytics market while helping organizations develop a data and analytics culture necessary for success in digital transformation. “We’re already helping customers in the region break down data barriers and get to business-changing insights faster than ever before,” said JJ Phillips, Regional Country Manager at Alteryx. “In our efforts to turn analytics up to eleven across ANZ, we intend to continue to work closely with our amazing partners—including MIP, RXP Services Limited, Tridant, Billigence, Acquum Consulting, FIRN Analytics, Webranz—while strengthening our local sales, support and market presence.””Alteryx will be participating in the Gartner Data & Analytics Summit 2018 in Sydney, Australia this week. Visit our booth #S18 to learn more about how we are revolutionizing business through data science and analytics in Australia and New Zealand.

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LMD Leads Revolution in Smartphone as Medical Device, Driving Growth of Remote Medical Consultation

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Leman Micro Devices (LMD), the developer of regulated consumer healthcare products that is backed by major players within the mobile device industry, has announced that its V-Sensor and App integrated with next-generation smartphones will assist diagnosis by physicians and drive growth in remote medical consultation services by enabling patients to self-measure their own vital signs with medical accuracy for online appointments with doctors.Remote medical consultation services are already showing significant growth around the globe: people in developed countries often cannot find the time to visit doctors during medical centre working hours and appreciate the convenience and reassurance of being able to speak to a doctor 24/7; people in less developed nations can experience extreme difficulties in accessing face-to-face medical services. With over 7 billion mobile devices in use worldwide, mobile phones are now bringing widespread access to remote healthcare services to people no matter where they live.
Doctors conducting appointments remotely have had, until now, to rely on patients’ description of their symptoms, plus observation of what they can see using the phone’s camera. Now the essential addition of hard diagnostic data can be provided by LMD’s V-Sensor and App, which leads the field in smartphone medical devices. Integrated with next-gen smartphones, the V-Sensor and App enables patients to measure their own blood pressure, heart rate, respiration rate, blood oxygen level (SpO2) and body temperature with medical accuracy and share the information from these five vital signs with their doctor during the remote consultation, facilitating diagnosis.No external devices are needed; the smartphone provides the complete solution when equipped with a V-Sensor. V-Sensor uses the established Riva-Rocci technique to measure blood pressure, but instead of having a cuff on their arm, the user simply presses their index finger against LMD’s V-Sensor on the side of the smartphone. The V-Sensor app ensures the correct range of pressures is applied and gives an accurate reading in around 60 seconds, without needing any additional accessories or equipment. A thermopile is also built into the V-Sensor module for non-contact body temperature measurement and other built-in features allow all five vital signs to be measured by the patient in less than 60 seconds, without any extra accessories and all to medical accuracy.“Smartphones with LMD’s V-Sensor and App make valuable additional information which is medically accurate and available to doctors exactly when they need it.” says Tom Foley, a leading expert in remote healthcare. “A smartphone with integrated V-Sensor and App also enables patients to check their vital signs regularly with results automatically collected and archived, and these too can be shared during online telehealth consultations, perfect for accurately monitoring ongoing health conditions and for chronic care.”

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Spettacolo: Quegli Angeli Tristi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Napoli Venerdì 2 marzo 2018, ore 20.30 Sabato 3 marzo 2018, ore 20.30 AvaNposto Numero Zero Via Sedile di Porto, 55 (Corso Umberto-Via Mezzocannone) Spettacolo di e con Salvatore Cantalupo. Testi di Andrej Tarkovskij, James Joyce, Gustav Meyrink. Aiuto regia, Amelia Longobardi. Montaggio video, Francesco Albano. Datore luci, Giuseppina Farella. Una produzione Teatro del Sottosuolo, Teatri Sud Sardegna. Raccontare la vita di poeti tenuti ai margini della società, dare nuova luce ad autori che a tutti i costi anelavano alla bellezza dell’arte e che hanno pagato con l’esilio ed enormi sofferenze le proprie convinzioni. È il filo conduttore di «Quegli Angeli Tristi» lo spettacolo prodotto dal Teatro del Sottosuolo di Carbonia, in cartellone venerdì 2 e sabato 3 marzo (ore 20.30) al Teatro AvaNposto Numero Zero. Un monologo di e con Salvatore Cantalupo tratto dai diari di Andrej Tarkovskij racchiusi nella raccolta ‘Martirologio’ (1970-1986), a cui sono accostati versi del padre Arsenij e, per affinità elettive scritti di alcuni giganti della letteratura come James Joyce e Gustav Meyrink. Assistente alla regia Amelia Longobardi, il montaggio video è affidato a Francesco Albano, datore luci Giuseppina Farella. In esilio volontario dall’amata Russia, Tarkovskij – famoso per essere l’autore del film di fantascienza ‘Solaris’, realizzato in epoca sovietica e considerato in assoluto, uno dei più grandi capolavori della cinematografia di tutti i tempi – raccoglie nei suoi diari il racconto del suo tormentato percorso di artista alla ricerca della libertà, la fatica di portare avanti il proprio impegno, le difficoltà di resistere alla mercificazione dell’arte di fronte alle ristrettezze economiche e alle limitazioni imposte dal potere costituito, con una forte tensione verso la bellezza e il Divino. La rappresentazione che l’attore napoletano porta in scena, vuole essere un tentativo di dare luce alla vita di un uomo e di un poeta dai tratti profetici il quale, pur lontano dal figlio, continua a elogiare la vita con speranza e fede: «l’uomo non è stato creato per essere felice – scrive lo scrittore al figlio – Vi sono cose ben più importanti della felicità. La ricerca della verità è quasi sempre un percorso doloroso. Imparare ad accettare la sofferenza, trasformandola nella nostra anima in conoscenza, è l’unico mezzo necessario al raggiungimento della verità». Contributo associativo 10€. Ingresso riservato ai soci.

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Catella and Kriton establish asset management company

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Catella and Kriton Immobilien GmbH have jointly established the asset management company “Catella Asset Management” (CAM). This is in response to growing demand for advisory services in professional real estate management for national and international investors. The new company will thus offer its extensive expertise also to third parties in the German market for the first time.Catella Asset Management operates in the market as a professional asset management services provider, focusing on office and retail properties as well as buildings earmarked for conversion into residential properties. The emphasis is on properties with potential value-add. The aim is to leverage the long-term earnings potential of properties located in Germany’s high-growth regions through active asset management and to unlock this potential for investors.Henrik Fillibeck, member of the Managing Board of Catella Real Estate AG, explains the decision to establish a separate asset management company: “Kriton has specialised experience in identifying and leveraging the value-add potential of real estate. During the current market phase, high national and international demand for properties in the core segment with fixed long-term rentals has led to a price situation where the risk-return profile of properties with asset management potential is becoming increasingly more attractive. Not only does a regional presence with local expertise offer the opportunity to generate higher returns, it also increases investment security, because the value-add potential is leveraged at the outset for a foreseeable period. In this context, manage-to-core prospects unlock the potential to realise increases in value quickly. A service for third parties is that management fees generate regular income while profit sharing provides performance-related incentives.” “In Catella, Kriton has joined forces with an experienced partner with international activities with whom major single investments as well as large portfolio deals can be realized,” says Andreas Hauff, one of the Managing Directors at Kriton. “Catella supports our approach of applying proactive management, especially for investors without operational activities, by remodelling distressed properties, enhancing their rental potential and reselling them at a profit within a short to medium-term horizon.”Catella Asset Management will be headed by Andreas Hauff and Nicolas Hartel. A joint team of specialists from both founding companies will look after all investor interests in future.
Catella has been operating in the professional real estate market for more than 30 years and has made its name as an investor by specialising in niche segments. Catella, which has around EUR 5.6 million in real estate assets under management, has activities in 14 countries.
Kriton has been an independent real estate investment manager in Germany for the past 10 years. With current assets under management of around EUR 430 million, the Munich-based company has positioned itself in the market as a full-service provider, specifically for institutional investors and wealthy private investors. Through its activities, Kriton has realised value add investments with IRR returns clearly in the double-digit percentage range in the past five years.

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Eccellenze dell’enologia toscana

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Lido di Camaiore (Lu) Domenica 4 marzo e lunedì 5 marzo 2018 Una Hotel Lido di Camaiore (Lu) torna uno degli eventi più attesi nel panorama nazionale, Terre di Toscana, la grande kermesse dedicata alle eccellenze dell’enologia toscana.Il 2018 segna la sua XI edizione, con un format vincente rimasto a caposaldo della manifestazione: 130 produttori personalmente presenti con le loro migliori etichette, schierati ai banchi di assaggio per raccontare la propria storia, il presente ed i progetti futuri. Due i giorni a disposizione per poter degustare gli oltre 600 vini presenti nei luminosi spazi dell’Una Hotel Versilia di Lido di Camaiore.
Le cantine partecipanti, accuratamente selezionate dall’organizzazione, andranno a formare una mappa chiara ed esaustiva della ricchezza enologica toscana, offrendo ad appassionati, giornalisti ed operatori l’opportunità di effettuare un viaggio davvero speciale alla scoperta dei più importanti distretti vitivinicoli regionali, vecchi e nuovi.Si potranno così scoprire denominazioni storiche come Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, oppure assaporare le meraviglie di un lembo di terra che ha saputo spiccare il volo, Bolgheri, per poi scendere a sud per conoscere i vini e gli interpreti della Maremma.Spazio anche a denominazioni più piccole, ma non certo di minore appeal, come Montecucco, Val di Cornia, Val d’Orcia, Cortona, le Colline lucchesi, pisane e massesi, ed anche a quelle non comuni -e per questo ancora più intriganti- come Mugello, Casentino e Versilia.Non mancheranno neanche in questa edizione le new entry, così come le realtà biologiche e biodinamiche e le vecchie annate, queste ultime in calendario per la giornata di lunedì.
Terre di Toscana, con il Patrocinio del Comune di Camaiore, è un evento ideato e organizzato, con immutato entusiasmo, dalla squadra di Acquabuona.it (www.acquabuona.it), testata on-line che dal 1999 racconta -credendoci- l’enogastronomia e l’agroalimentare del nostro Paese. Ingresso €25.

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