Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Dal manuale del terrorista

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Non ho, con molta probabilità, ancora percepito con sufficiente realismo la pericolosità di un terrorismo sopranazionale che si serve di molte patrie ma è privo di un’autentica nazionalità che si possa definire correttamente secondo i canoni della nostra comprensione che affonda in una cultura diversa nella quale oggi siamo immersi. Forse lo devo al fatto che per un certo periodo si localizza solo in determinate aree e in altre è “dormiente”.
Potrebbe diventare un motivo per abbas-sare la guardia o limitarci a considerare solo quello di natura “domestica”. In altri termini se andiamo in Spagna vi è il terrorismo di matrice basca, in Gran Bretagna lo sono taluni irlandesi e persino scozzesi, in Russia con i ceceni, in Italia con le brigate rosse e ancora qualche frangia impazzita altoatesina e via di questo passo. Il terrorismo islamico è ben altra cosa per la sua dimensione, le sue motivazioni, le sue risorse economiche, la sua capacità di mettere in campo attivisti votati a tutto compreso il bene che per gli occidentali è il più prezioso: la vita. Non vogliamo né possiamo in questa sede per lo spazio che possiamo disporre spiegare meglio questo concetto, ma ci limitiamo a rilevare alcuni aspetti caratteristici di tale fenomeno. Il primo fra tutti è che esso per la sua stessa natura non ha un capo assoluto, ma tanti rais. Vi è stato Bin Laden, ma era solo un leader come lo è stato Saddam Hussein. La cattura di quest’ultimo, infatti, non ha portato la fine della guerriglia in Iraq né lo è stata per il terrorismo la liquidazione di Bin Laden. E per quanto possa apparire strano la forza del terrorismo sta proprio in ciò, dove i capi spuntano per germinazione sponta-nea, uniti dal comune sentimento di ripulsa verso il diverso, fosse anche il fratello.
E la logica della loro violenza sta nel numero delle vittime che possono provocare. Ecco perché sono pericolosi e fanno, ovviamente, paura in specie a una cultura occidentale nella quale tre o quattro ostaggi sotto la minaccia di essere trucidati diventano una tragedia nazionale ma per i loro aguzzini sono solo dei modesti numeri, quasi insignificanti, rispetto a quella sete di violenza che può dimostrare qualcosa solo con decine se non centinaia e migliaia di morti. New York e Madrid insegnano, per citare i fatti più eclatanti. E quando si parla di azioni dimostrative di questo genere il terrorista si esalta e cerca di emularle alzando il tiro del sacrificio umano. E’ questo l’aspetto più sconvolgente in questa logica della terra bruciata che potrebbe anche voler dire l’annientamento di una civiltà. (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: