Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

I rischi dei passaggi mentali condivisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Uno di questi aspetti è senza dubbio il rischio di entrare in un paesaggio mentale colonizzato. Come, ad esempio, abbiamo vissuto le nostre mutazioni antropologiche o le gestiamo in una situazione particolare? Un aspetto illuminante lo abbiamo dal prologo di un dialogo di Platone il “Protagora” nel quale egli mostra come Socrate gestisse una situazione insolita. Immaginiamoci la scena: Ippocrate, figlio di Apollodoro arriva a casa di Socrate e bussa con insistenza alla sua porta. Ha fretta e si fa premura di richiamare l’attenzione di Socrate e Socrate di rimando: cos’è che ti accade, perché vieni a quest’ora? E lui, tutto agitato, gli risponde: “ma come non lo sai? È arrivato Protagora e dobbiamo fare qualcosa.” A questo punto Socrate prende tempo e cerca di far ragionare il suo giovane amico non tanto per impedirgli di andare ad ascoltare Protagora quanto di capire che egli non è il tutto ma solo una parte della conoscenza e in questo modo ci ha impartito una lezione magistrale che regge il suo e il nostro tempo: “consapevolezza delle caratteristiche dell’informazione, accesso all’informazione, disponibilità di una molteplicità di fonti, esame critico e dialogo dell’informazione. Ha creato una vera e propria comunità di apprendimento, di collaborazione. Lui ha scelto il rischio, non si tira indietro, si espone ma lo fa a ragion veduta.
Se ci caliamo da questo pensiero “antico” nella nostra quotidianità mi rendo conto che i nostri maggiori errori stanno proprio nel fatto che non cerchiamo di mettere a frutto la nostra intelligenza per analizzare ciò che più di ogni altra cosa l’anima si nutre: di cognizioni, d’informazioni che assumiamo dall’ambiente, ma lo dobbiamo fare con la mente sgombra da presunzioni, luoghi comuni, da logiche oscurantiste. Come dire, restando all’insegnamento di Socrate, andiamo pure ad ascoltare Protagora, poi però lo discuteremo anche con altri. Significa crescere in un clima di verità nelle relazioni. Il saperlo fare significa sgrossare queste verità dalle false, stereotipate, interessate rappresentazioni in situazioni che sovente nulla c’entrano con il digitale ma rientrano in ambiti familiari e ambienti sociali. E la realtà a volte ci sfugge perché non è complicata come si pensa. Un esempio classico lo posso avere dal film di Rohmer dal titolo “Il raggio verde” tratto dal libro di Verne. Il raggio verde è l’ultimo raggio di sole che in giornate particolarmente limpide si colora di questa tonalità. Alla fine arriva e si tratta di un bellissimo puntino verde.
Tutto qui? E’ valsa l’attesa per questo quasi insignificante “segnale”? Sì, se riusciamo a capirne l’insegnamento. (Riccardo Alfonso)

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