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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Scuola: Un altro “buco” della riforma Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Dopo i concorsi riservati, le Ssis e i Tirocini formativi, cui potevano iscriversi anche i docenti di ruolo, la Legge 107/2015 ha in effetti previsto un percorso specifico: la possibilità è contenuta nel comma 3 dell’art. 4 del decreto legislativo 59/2017, del 13 aprile scorso; è previsto, in pratica, che vengano organizzate attività formative specifiche, basate su una collaborazione strutturata e paritetica fra scuola, università e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, con una chiara distinzione dei rispettivi ruoli e corrispondenti competenze. Peccato che di questo percorso non vi sia traccia nei progetti ministeriale e non se ne parli nemmeno a livello politico-sindacale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Mentre si stanno per avviare i corsi per gli abilitati, con un alto numero di categorie escluse in modo illegittimo, nel 2018 il Governo uscente ha promesso l’attivazione anche per coloro che devono frequentare due anni di Fit (con un numero minimo di anni di servizio) e il triennio completo (in possesso solo della laurea), ma di questi percorsi abilitanti ad oggi non c’è traccia. Per gli insegnanti di ruolo non può essere utile nemmeno la sentenza-chiave della Corte Costituzionale, del 6 dicembre 2017, che ha dichiarato illegittima l’esclusione dei docenti di ruolo dai concorsi. Partecipare, infatti, alla selezione pubblica nazionale comporterebbe l’impossibilità di accedere al percorso formativo, in particolare al secondo anno di Fit, non compatibile con lo status di chi è di ruolo. Allo stesso modo, però, non si può negare loro il diritto a fornirsi di un’abilitazione ulteriore o della specializzazione su sostegno, il cui conseguimento è fondamentale per evitare anche spostamenti coatti, oltre che finire negli sconvenienti ambiti territoriali, dovuti alla soprannumerarietà per via del dimensionamento, del calo demografico e della formazione di quelle classi ‘pollaio’ che tutti i Governi stigmatizzano senza però muovere un dito.

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