Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Il tema della domenica: la fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Mi è stata data l’opportunità di visionare on line un film sui Vangeli e le verità mai dette e comunicate per dimostrare la “menzogna” dettata da “una Chiesa che si allontana dalla parola di Gesù per appropriarsi del potere senza mai uscirne. Un film realizzato con spezzoni di scene avanzi scarti …proprio per dimostrare anche nel montaggio che chi soffre ha il senso creativo della vita e la speranza del futuro. Un dialogo tra Dio e lo stato attuale, lo stato della chiesa – lo stato religioso – il potere gli intrecci e soprattutto quanto hanno nascosto dei Vangeli. La realizzazione del film si basa su ricerche storiche che nessuno può negare a cominciare dal Gesù ebreo palestinese scuro moro e comunista … non biondo con gli occhi azzurri. Un testo un libro un dramma e la soluzione.” Che dire in proposito? Se parliamo di Dio diciamo che è rilevato dagli uomini se non attraverso interposte persone considerate “speciali”. Si sa che esiste Dio non tanto dalla sua “fisicità” quanto dalle cose che la natura esprime. Come dire? Qualcuno deve aver pur inventato noi e il mondo che ci circonda e questo qualcuno lo chiamiamo Dio. Anche i messaggeri di questo Dio sono speciali da Abramo a Maometto, a Cristo e da Cristo ai santi e ai santi uomini e donne. Ma se vogliamo dare al nostro creatore un valore assoluto diciamo che è perfetto e che è sopra le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre tentazioni, avidità e quanto altro. E’ anche un Dio che ha sconfitto la legge del tempo, è eterno. E’ un requisito assoluto e unico per noi terrestri che siamo chiamati a nascere e a morire generazione dopo generazione. Solo nel regno dei cieli e a determinate condizioni è possibile sconfiggere la temporalità delle nostre esistenze. Sin qui il concetto può essere accettato sia dai credenti sia dai miscredenti. I distinguo e gli stessi conflitti vengono dopo. Di là della Bibbia dove ci imbattiamo in un Dio guerriero con gli angeli suoi generali che s’inseriscono nelle vicende umane correggendo quelle che ritengono delle storture, i Vangeli insegnano qualcosa di diverso. Gesù, ad esempio, non era un potente, ma solo un predicatore, umile ma fermo nei suoi principi. Ebbe la forza morale e il carisma di cacciare i mercanti che sostavano davanti al tempio ma non impose la sua divinità per sottrarsi al martirio. Dalla sua vita qual è l’insegnamento che ne deriva? Che gli uomini giusti sono le vittime designate per i malvagi, ma per i torturati vi è solo la speranza che va oltre la vita. In pratica ci insegna la rassegnazione ma non la rinuncia a testimoniare la propria fede e a sostenere le proprie idee. Oggi dovremmo maturare una terza fase della nostra religiosità nella quale l’impegno corale dovrebbe essere quello di estendere la fermezza, di là del monito ai mercanti del tempio, per costruire un modello di società nel quale la sacralità della vita si coniughi a quella del vivere assicurando ai nuovi venuti il diritto, di là dei natali, l’assistenza sanitaria, il lavoro, l’istruzione, il cibo, una vecchiaia dignitosa. Questo dovrebbe essere il nuovo messaggio. Un Cristo al quale non toccherà più il martirio ma il diritto a una vita serena nel lavoro e nella meditazione. Nella sacralità del vivere. E a questo punto mi toccherà chiedermi come ha fatto un prete: figliolo ma se non vi sono più peccatori noi che ci stiamo a fare? (Riccardo Alfonso)

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