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Candriam: che cosa succederà in Giappone?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

Candriam, l’estate scorsa, ha assunto una posizione overweight sui titoli giapponesi. Da allora, le azioni nipponiche hanno sovraperformato quelle mondiali ed europee, sia in valuta locale sia in euro. Ora che Shinzo Abe si è assicurato un nuovo mandato e Haruhiko Kuroda è stato confermato come governatore della Banca centrale del Paese, stiamo cercando un nuovo catalizzatore. La visibilità su una combinazione di politiche accomodanti e un’espansione al di sopra del potenziale rimane di supporto e più colomba di quanto previsto dal consensus.
Da quando, nel luglio dello scorso anno, abbiamo assunto una posizione overweight sulle azioni giapponesi, la rielezione di Shinzo Abe in autunno ha offerto ulteriore visibilità sull’”Abenomics”. Di conseguenza, negli ultimi mesi il sentiment delle aziende, anche di quelle piccole maggiormente orientate al mercato interno, è migliorato. Il mercato azionario giapponese ha risposto con un rally del 20% fino al picco toccato a gennaio di quest’anno. Poiché il Giappone è ben posizionato per beneficiare dell’espansione economica mondiale, ci aspettiamo un secondo anno di crescita del PIL al di sopra del potenziale (1,3% nel 2018 dopo l’1,8% del 2017).
Oltre alla crescita globale sincronizzata, una BoJ accomodante dovrebbe spingere ulteriormente al rialzo la reflazione. Le nomine del governo per la nuova troika della BoJ (in particolare, il professor Wakatabe come vice-governatore) hanno confermato la nostra posizione secondo cui la banca centrale giapponese non si unirà presto al percorso di irrigidimento intrapreso da altre banche centrali. Mentre il Giappone probabilmente dichiarerà vittoria nella sua lotta contro la deflazione, le pressioni inflazionistiche rimangono deboli e ciò ha portato a un forte aumento degli spread sui rendimenti reali vs gli Stati Uniti. In questo contesto, il recente rialzo dello yen giapponese sembra esagerato e minaccia di ritardare i progressi verso l’obiettivo del 2% di inflazione.
Un rafforzamento della divisa nipponica rappresenta solitamente un fattore negativo per le azioni, dato che colpisce gli esportatori. Poiché l’attuale espansione è sempre più ampia, anche le imprese nazionali contribuiscono alla crescita del profitto. Dall’inizio del 2017, il solido slancio degli utili in Giappone ha rispecchiato il miglioramento dell’economia. Il rafforzamento dello yen non ha rappresentato un ostacolo al miglioramento della crescita degli utili. Non dovrebbe quindi sorprendere che la correlazione Nikkei-Yen si sia interrotta negli ultimi mesi. (A cura di Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group)

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