Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 14 marzo 2018

Nel quinto anniversario dell’inizio del pontificato di Francesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

E molti parlano di lui. Ne parla anche l’ex papa Benedetto XVI, il “papa teologo” che con le sue dimissioni ha avuto l’ardire di demitizzare il papato; e se proprio al culmine del processo attraverso cui la Chiesa latina aveva mitizzato il primato romano (basta pensare al grido della piazza: “santo subito!”) un papa ha demitizzato il papato, vuol dire che molte altre cose lo sono con esso. Sono demitizzati la Curia e i Sacri Palazzi, i signori cardinali, e le “opere di religione”, e dunque rimangono a troneggiare il Vangelo e i poveri; e così può esserci un papa come Francesco che non cammina solo processionalmente, mangia con i poveri, torna a casa portandosi con sé gli stranieri, governa ogni giorno spiegando il Vangelo e vive a Santa Marta: e proprio di lui dice il vecchio papa precedente: “è un vero teologo!”.
Stabilita questa regola comune, che non ci devono essere mitizzazioni nella Chiesa, demitizzato risulta anche il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e dunque non vale più nemmeno il vecchio mito curiale per il quale il capo dell’ex Sant’Uffizio, una volta insediato, deve restarne il prefetto per sempre. E il cardinale Gerhard Müller, che non ha più quell’ufficio, non deve dolersene, né pensare che, in carica o no, debba fare il guardiano della fede del papa, né lasciare che qualcuno pensi di poterlo in questo modo giocare contro di lui. Perciò forse egli ha sbagliato a prendere le parti della Curia colpita dagli strali di Francesco – “Io non posso accettare tutto” -, come ha fatto nell’intervista che ha rilasciato al TG2 dossier, anche se ha detto di non voler fare l’oppositore del papa. Müller è stato un grande prefetto della Congregazione per la fede (basta ricordare straordinari documenti come quello sulla nonviolenza di Dio come principio per un cambiamento epocale dell’idea stessa di religione), e non merita di essere usato da nessuno. Ed è allora proprio per dissipare questo equivoco di una gigantomachia di teologi in Vaticano, che è arrivata la ferma e tranquilla replica di Benedetto “allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica”.
Questo intervento ha portato con sé una bellissima notizia: non è più tempo di papi e antipapi nella Chiesa; non ce ne sono due né può esserci un partito dell’uno e un partito dell’altro, ce n’è uno solo e c’è una sola Chiesa. La grande testimonianza che sta dando papa Ratzinger è proprio quella della sua assoluta lealtà, che introduce uno stile nuovo nella Chiesa e permette a chi è stato papa di vivere in santa pace, continuando in modo diverso il suo cammino di fede e il suo servizio alla Sapienza e all’unità ecclesiale. Questo va tenuto presente, leggendo i resoconti di ciò che dicono di Francesco.
Certo è che il dibattito su questo pontificato è aperto e appassiona, come mostrano anche le reazioni che il nostro contributo sul “papato messianico” ha suscitato sui “social”. (Dal sito: Notizie da Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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Politica: A pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Sono trascorsi 5 anni da quando l’allora segretario del PD Pierluigi Bersani promosse un incontro con i rappresentanti del Movimento 5 stelle per avviare un programma condiviso. E fummo in tanti ad assistere alle varie fasi del meeting in quanto fu trasmesso in streaming. La conclusione la conosciamo: fu un secco no da parte del movimento. Oggi le parti appaiono invertite. Il PD dichiara la sua indisponibilità ad entrare in gioco e pensa di ritirarsi sull’Aventino in sdegnato sussulto d’orgoglio per l’affronto ricevuto da quelli che ritiene i suoi naturali elettori mentre il Movimento si dice disponibile ad una intesa sui progetti e lo richiama ad un atto di “responsabilità”, nell’interesse generale del paese. Ci troviamo, quindi, al cospetto di un nuovo scenario dopo che alla vigilia del voto molti erano convinti, e noi con loro, che il PD di Renzi si sarebbe alleato con il centro destra ma a condizione che il suo partito si fosse mantenuto intorno al 25% dei consensi per neutralizzare i voti non sicuri del disaccordo interno di destra e di sinistra a partire da quelli della Lega e di Fratelli Italia usati da Berlusconi come un bancomat e per Renzi dalla fronda interna con Emiliano e per finire col ministro della giustizia. I risultati, invece, hanno scompaginato tali propositi e indotto Renzi ad una presa ad effetto con le sue dimissioni. Ora che fare? La mossa più logica sarebbe quella di smontare pezzo dopo pezzo le due coalizioni e riscrivere una nuova pagina d’intese con un accordo di programma comune tra cinque stelle e alcune componenti del centro destra e del Pd. E c’è chi fa notare che vi sono già delle assonanze tra il programma del M5s e quello del centro destra: “euro, vaccini, pensioni, bilancio in deficit, immigrazioni, giustizia e protezionismo”.
E crediamo che tale scenario era stato già messo in conto partendo dal fatto che questa strana legge elettorale ha di fatto proclamato due vincitori: una coalizione e un Movimento che ha viaggiato da solo. Non c’era e non c’è posto per un terzo elemento. Il problema è semmai un altro: chi sarà il garante che si assumerà anche l’onere della presidenza del consiglio? Logica vorrebbe che fosse al di sopra delle parti o, comunque, con una colorazione politica molto sfumata. Calenda si è già proposto nella rosa dei papabili, ma non è il solo. C’è anche chi pensa a Mario Draghi, l’attuale governatore della Bce e allo stesso Tajani. Staremo a vedere. (Riccardo Alfonso)

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PA e SCUOLA – Def, braccio di ferro tra Governo uscente e in arrivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Servono sei miliardi per allineare l’indennità di vacanza contrattuale nel 2019 a tre milioni di statali. Il Ministro dell’Economia in carica, Pier Carlo Padoan, è intenzionato a presentare sul filo di lana un Def “neutrale” e squisitamente “tecnico”: solo che i leader dei partiti che si sono imposti in occasione delle elezioni politiche di una settimana fa, “Di Maio e Salvini, premono per dar conto delle promesse agli elettori”, in modo da “condizionare i contenuti del Documento di economia e finanza” e trovarsi la strada pronta in caso di affidamento dell’incarico da parte del Capo dello Stato subito dopo Pasqua. Comunque vada, un terzo delle risorse a disposizione del nuovo documento di economia e finanza deve necessariamente essere destinato ad ancorare l’indicizzazione degli stipendi al 50% dell’aumento dell’inflazione registrata negli ultimi dieci anni.Nel frattempo, Anief conferma l’azione giudiziaria per sbloccare gli stipendi dal settembre 2015, come previsto dalla Corte Costituzionale. Perché in media, per legge ognuno dei tre milioni di lavoratori statali ha diritto ad avere 2 mila euro in più nel 2019 e 4 mila euro di arretrati se accolto il ricorso dalla stessa Consulta. È possibile scaricare la diffida on line, propedeutica al ricorso al giudice del lavoro.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il costo della vita è l’unico parametro costituzionale da rispettare per stabilire se uno stipendio è equo. Stare abbondantemente al di sotto di questo parametro minimo significa non avere rispetto dei lavoratori pubblici. È lapalissiano: lo Stato pretende dai cittadini il rispetto delle leggi, ma poi è il primo a non dare seguito a quello che contengono. Per questo, come sindacato non possiamo esimerci dal ricordare che il Documento di Economia e Finanza in via di approvazione dovrà essere dedicato a coprire tale gap stipendiale. In caso contrario, l’unica via rimane quella del ricorso.

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È Tempo di Libri Antichi: libri senza tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

A Tempo di Libri c’è uno spazio speciale, una porta diretta che si apre su altre epoche: che siate bibliofili più o meno esperti, collezionisti o anche semplici curiosi amanti del bello, ecco lo spazio Tempo di Libri Antichi (pad. 4) a cura dell’ALAI – Associazione Librai Antiquari d’Italia, in collaborazione con Abebooks.it e Maremagnum.com. Ogni anno l’ALAI organizza la Mostra del Libro Antico ma nel 2018 ha accettato l’invito di Tempo di Libri a portare la mostra qui in Fiera, per avvicinare il pubblico più giovane alla magia, al fascino dei libri antichi. Non solo e non necessariamente oggetti da collezione e dai prezzi inaccessibili anzi, bel al contrario, testi fruibili quotidianamente e spesso fonte di un’esperienza sensoriale unica, capace di riportare indietro nel tempo fino al momento in cui quell’opera è stata divulgata per la prima volta, senza la stratificazione di secoli o decenni di edizioni, censure, errori, riscritture.Mario Giupponi, Presidente dell’ALAI, spiega: “Abbiamo scelto di portare libri capaci di incuriosire un pubblico non avvezzo al libro antico, per avvicinarlo e mostrare che anche in libri percepiti come molto lontani si possono scoprire elementi di grande attualità, interesse e fascino”. E sulla propria associazione racconta: “Dipendiamo dall’ILAB – International League of Antiquarian Booksellers, che ha centinaia e centinaia di affiliati, e l’Italia è fra gli Stati con il maggior numero di associati. Fra i nostri ambiti di attività vi è la tutela del commercio del libro antico specie in un periodo, come quello attuale, in cui le limitazioni ai commerci internazionali stanno avendo impennate fortissime”. E spiega: “Bruxelles sta decidendo di imporre l’obbligo di un permesso di importazione verso la Comunità Europea di tutti i beni antichi, compresi i libri, di età superiore ai 250 anni, per limitare il commercio degli stessi ed evitare di finanziare il terrorismo con la compravendita di beni antichi rubati. Questo divieto potrebbe entrare in vigore entro la fine dell’anno e se pensiamo che, inoltre, in Italia il concetto di ‘antico’ legato all’esportabilità di un bene corrisponde a 70 anni, si comprende perché l’ALAI cerchi di tutelare i librai antiquari”.L’ALAI redige inoltre la Rivista di cultura del libro, con articoli di carattere accademico a firma dei librai e nati spesso da volumi sconosciuti e scoperti per caso, oppure ritrovati dopo tanto tempo sul mercato come anche studiati per la prima volta. Ma cosa vi aspetta allora nello spazio Tempo di Libri Antichi? Sedici espositori, provenienti da tutta la Penisola, hanno portato circa tremila opere rappresentative di un periodo che va dall’inizio della stampa, 1450 circa, fino alle prime edizioni del Novecento. In mostra e in vendita trovate preziosi esemplari di libri antichi e dagli appassionati e preparatissimi librai potete ascoltare storie e dettagli avvincenti. E così, mentre passeggiate tra volumi, carte e mappe che profumano di passato, fra teche, vetrine e scaffali carichi di piccoli e grandi tesori, può capitarvi di assistere a trattative e osservare chi con estrema delicatezza ma anche trepidazione sfoglia le pagine di libri che custodiscono chissà quali segreti. Come un manoscritto di politica di fine Cinquecento sul benessere e la forza della Serenissima Repubblica di Venezia, molto vicino ad una proposta politica programmatica dei giorni nostri, o un diario che narra le disavventure patite da un viaggiatore, unico sopravvissuto della sua comitiva, costretto a uccidere un suo servo per nutrirsi!Storie che in un incontro venerdì hanno catturato l’attenzione dei ragazzi, come ricorda Gabriele Maspero, membro del Consiglio direttivo dell’ALAI, il quale aggiunge: “Sono solo alcuni esempi della ricchezza cui si può attingere grazie ai libri antichi. È importante che le generazioni più giovani imparino a conoscerli e a considerarli parte della propria quotidianità, e non come oggetti che incutono timore o si associano a qualcosa di chiuso nel passato. Proprio al contrario, sono come una porta nel tempo, che riporta indietro fino alla rivoluzione tipografica che ha dato inizio alla storia moderna, moltiplicando le possibilità di diffusione di culture, messaggi, idee.”.

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Tempo di libri, tempo di scelte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Un libro si sceglie innanzitutto per l’interesse per l’argomento: risponde così il 65% dei campione di 14-75enni intervistati, rappresentativi della popolazione nazionale. Un altro 35% indica nell’interesse (e nella fedeltà) al nome dell’autore le ragioni della scelta, quasi come un brand di garanzia della qualità di ciò che si compra. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali realizzato in collaborazione con Pepe Research, presentato a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria. Seguono – per la verità a distanza – il consiglio di amici/parenti (26% dei casi), i social (10%), e solo dopo il consiglio del libraio (6%), di bibliotecari/insegnanti (6% delle risposte) e della community (6%). In sintesi: il 43% delle risposte rimandano al passaparola come strumento usato dal lettore per scegliere il libro da leggere.A sorpresa, i consigli e le indicazioni che provengono da momenti relazionali (personali o via Internet) valgono, nell’insieme, più delle tradizionali leve di marketing, che raggiungono complessivamente quota 40%. La segnalazione o l’intervista dell’autore viene indicata dal 13% degli intervistati come motivo che li ha portati a scegliere di comprare e leggere proprio quel libro; l’esposizione in libreria dal 13%, lo sconto dal 12%, l’ascoltare l’autore in un evento o in libreria dal 5%, la classifica dei libri più venduti influisce nella scelta del libro solo per il 9%, il passaggio televisivo o radiofonico ancora per il 9%.Dove comperano, poi il libro? Otto italiani su dieci continuano a scegliere – nonostante lo sviluppo dell’eCommerce – la libreria: sono il 76% di chi ha letto almeno un libro («di qualsiasi genere – anche parzialmente -, come ad esempio un romanzo, un giallo, un fantasy, un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina, ecc. su carta o in formato digitale o audiolibro) nei 12 mesi precedenti. La libreria, sia essa indipendente o di catena, si conferma il canale più utilizzato da tutti i target di lettori: giovani, adulti e anziani.Per le librerie la scelta si orienta verso le librerie di catena nelle grandi città (55%) o quelle situate nelle gallerie dei centri commerciali (23%). Staccate, ma sostanzialmente con valori simili le altre librerie.L’e-commerce riveste una quota importante (il 29% delle risposte) ed è più spesso utilizzato per l’acquisto di libri cartacei da chi compera ebook. Ma è superato da un insieme molto eterogeneo di pratiche che vanno sotto l’etichetta di «regalo e prestito» (43%) o dal fatto di avere già in casa il libro. Il banco libri della grande distribuzione organizzata (che comprende in questo caso anche cartolibreria ed edicola) – canali e punti vendita con grandi potenzialità di intercettare un pubblico di deboli e occasionali lettori – segue con il 25% delle indicazioni.
C’è poi un 4% di lettori dichiara di aver comprato libri in occasione di Saloni del libro e Festival letterari.«Quello che si delinea dalla ricerca – ha detto il responsabile dell’Ufficio studi AIE, Giovanni Peresson – è un lettore che sta rapidamente cambiando nei suoi comportamenti relativi al modo di informarsi e poi comprare. Questo è evidente nel binomio «passaparola» reale e ricorso a informazioni e consigli che passano attraverso social, e community. Non si escludono a vicenda, ma sembrano convivere uno accanto all’altro. In ogni caso è il ricorso a una pluralità di fonti e di canali di informazione che dobbiamo cercare di tutelare e sviluppare. La trasformazione degli inserti domenicali sulla lettura, l’inserimento di indicazioni di libri da leggere in articoli e notizie nei supplementi o in trasmissioni televisive sono una chiara indicazione della necessità che abbiamo di favorire in tutti i modi la possibilità di informare meglio e di più il nostro pubblico e chi ancora non lo è ma che lo può diventare vedendo che il libro non è marginale rispetto al sistema informativo più generale. Un pubblico che esprime, anche nella scelta del canale d’acquisto, questa sua richiesta di libertà e autonomia. Che per noi significa tutelare le varie espressioni dei canali e delle formule di vendita. Favorire la possibilità di scegliere dove comprare, offrendo le maggiori opportunità di scelta è la condizione necessaria allo sviluppo e all’allagamento stesso del bacino della lettura nel nostro Paese e al suo consolidamento in chi lettore lo è già».

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Inaugurata la mostra “1968 – 2018 percorsi d’arte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Collodi – Pescia PT Storico Giardino Garzoni. La mostra sarà visitabile fino al 6 maggio 2018. Inaugurata la mostra “1968 – 2018 percorsi d’arte” di Giampiero Poggiali Berlinghieri; 23 tra dipinti e pittosculture che toccano, in modo esemplare, alcuni momenti della lunga e sempre rinnovata ricerca del maestro fiorentino, relativa alle situazioni della forma nello spazio e dello spazio/forma. Si comincia dal Paesaggio del 1968, opera tra le prime della sua nuova visione astraente dello spazio/ambiente, scomposto in tasselli ondulati di recupero dal Secondo Futurismo, segnatamente i maestri ideali Balla e Depero le cui lezioni saranno leggibili in filigrana nell’intero sviluppo del suo lavoro. Si finisce con due variazioni dei Riflessi ambientali del 2018 – un ciclo, dunque, in atto –, dipinti nei quali lo spazio è luogo proiettivo di filamenti, strie, chiazze, nuclei, presenze biomorfe o vagamente zoomorfe, comunque vitali. Sono morfemi ai quali Poggiali Berlinghieri affida il compito di significare l’intima correlazione tra la vita e l’ambiente, nell’arco che va dall’imo della materia al profondo dello spazio cosmico abitato dall’uomo, nel senso che ad esso l’uomo appartiene e ad esso accede con i suoi strumenti. Tra i due poli di mezzo secolo di ricerca, si registrano le colonizzazioni del New space “edificato” degli anni Settanta e oltre, qui un Iperspazio urbano (1979) tra medioevale e futuribile; quindi le germinazioni ed enucleazioni organiche dei Germogli, le proiezioni spaziali ovvero le Eclissi, le Impronte di memoria, gli Orizzonti degli eventi degli anni Ottanta, le Transation dei Novanta. Cicli tutti sviluppati come forma pittorica astraente, alla quale dallo scorcio degli anni Ottanta si affianca il capitolo della pittoscultura, che diverrà sempre più importante nel suo lavoro. Nella concreta terza dimensione, qui rappresentata dal bellissimo Sultano e Minareto del 2001 e da Alien del 2015, sotto specie anche di installazioni e di “strutture” interattive (cinetiche luminose sonore), Poggiali si concentrerà soprattutto sull’ipotesi progettuale, diciamo pure la poetica utopia d’un Habitat nel quale la natura e la tecnologia, l’arte e la scienza concorrono armonicamente a edificare lo spazio d’un mondo nuovo, di equilibri e di integrazioni creative.
Le 23 opere di questa mostra saranno tutte acquisite dalla Fondazione Collodi, aggiungendosi alle numerose già in essa depositate, a documentare, in pratica, tutti i momenti del percorso di Giampiero Poggiali Berlinghieri, questo inventivo e fecondo maestro della ricerca visiva più vivace e godibile dagli anni Sessanta in Toscana che non poteva trovare collocazione più felice dell’istituto animato dallo spirito di Pinocchio.

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Square Panda™ and Andre Agassi Announce Readvolution: a Groundbreaking Dyslexia Assessment Initiative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Square Panda and Andre Agassi today announced Readvolution, a new initiative by the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation that aims to drive innovation in dyslexia assessment and intervention. Readvolution plans to engage scientists from the University of California, San Francisco (UCSF) Weill Institute for Neurosciences to produce the first scientifically validated technology for scalable universal screening of dyslexia. The initiative will foster innovation in neuroscience research to create new educational tools for dyslexia assessment and intervention with the goal of providing each child access to high-quality education.
Dyslexia is a specific learning difference in reading with neurobiological origin that affects as much as 17 percent of all children in the United States1. While early intervention is known to be highly effective, dyslexia often goes undetected until late elementary school years when effectiveness of intervention is greatly reduced. Specifically, research has shown that each year of delay in assessment can reduce the effectiveness of evidence-based quality reading intervention by as much as 50 percent. In an effort to intervene and provide every child with the opportunity to succeed, Andre Agassi has formed the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation to help fund the research and development of early literacy apps led by UCSF scientists. The Foundation’s mission is to maximize learning success in early childhood in an effort to tackle disparities through innovation in the neuroscience of learning. Together the parties will apply the latest scientifically proven assessments and interventions to empower every dyslexic child, regardless of their socio-economic status, language background or access to education, to achieve their true potential.Square Panda, a Silicon Valley-based educational technology company and maker of an award-winning phonics learning system, is the first corporate partner of the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation. Square Panda will donate 10 percent of the proceeds from sales of its multisensory learning system to the effort. As the initiative scales, it seeks additional support from industry leaders to further expand the relevant neuroscience research and create increasingly better tools for assessment and intervention.
The Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation, an effort conceptualized by Agassi and Square Panda, will be housed in Silicon Valley and focused exclusively on the work being advanced at the UCSF Weill Institute for Neurosciences, in collaboration with other future institutional partners, to bring the effort to life. As children engage with the apps during testing, the data will be utilized to further optimize dyslexia assessment. The goal is to provide appropriate interventions to each child as early as possible and prevent a lifetime of consequences associated with reading failure. These include low self-esteem, depression and anxiety around the ability to learn and succeed.

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La testimonianza: tra mafia e politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Il DittatoreDopo anni di colpevoli silenzi, di tacite connivenze, di sistematiche disinformazioni sembra che ora gli italiani stiano prendendo coscienza del vissuto della politica e soprattutto del suo rimescolio con gli ambienti che viaggiano ai limiti del legale. C’è di conseguenza una voglia forte di cambiamento mandando alle ortiche tutto un passato di ambiguità ed anche di torbidi intrecci malavitosi. Oggi l’occasione mi offre l’opportunità di richiamarmi non solo a ciò che ho vissuto e testimoniato con un mio libro, “Il dittatore” ma anche al coraggio di quanti giornalisti e politici galantuomini che hanno rischiato e persino perso la vita per svelare questi misteri e offrire alla magistratura uno spunto per indagare. Si può dire che il tutto è iniziato con le vicende degli anni postbellici con il bandito Giuliano. Il separatismo siciliano e le intese mafiose si mescolarono alle ragioni di politica internazionale nel timore che l’Italia, con il più forte partito comunista dell’occidente, potesse finire nelle spire dell’Urss. Il compromesso storico e il delitto Moro furono l’altro passo che indusse taluni politici a ragionare su una pax-sociale che non potesse prescindere da quel potere forte mafioso che aveva imbrigliato con le sue trame l’autorità dello stato e che si apriva la strada su tutto il territorio nazionale. Nel mio libro mi sono soffermato a lungo sul delitto Pecorelli e quello del generale Dalla Chiesa. Fatti che si conoscevano da decenni ma volutamente ignorati. Persino una mia testimonianza prevista in una trasmissione televisiva fu annullata all’ultima ora. O tempora! O mores! (Riccardo Alfonso)

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Sharing Economy: dal possesso all’accesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Milano 26 marzo 2018 17:30 – 19:30 Aula Magna Carassa Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4b, campus Bovisa. L’incontro è il secondo “Digital Innovation Talks”, il ciclo di eventi su temi “trasversali” rilevanti e legati al fenomeno digitale. Negli ultimi anni, la combinazione di trend di business e tecnologici, uniti ad una condizione economica congiunturale, ha determinato la nascita e lo sviluppo di un nuovo trend: la “Sharing Economy” o economia della condivisione. Si assiste quindi al passaggio da un’economia ove il possesso degli asset (tangibili e intangibili) determina i vantaggi a esso correlati, a una dove l’accesso agli asset ne garantisce la fruibilità del valore. Il fenomeno, potenzialmente pervasivo, coinvolge non solo startup, ma incumbent e PA, senza tuttavia aver ancora delineato una chiara direzione evolutiva. Il Digital Innovation Talk vuole essere l’occasione per discutere cosa si celi dietro la definizione del concetto di Sharing Economy, anche in funzione dei trend e fattori che ne hanno determinato sviluppo e diffusione, e quali siano gli impatti possibili per la collettività e le imprese, alla luce di casi rilevanti di imprese consolidate e startup operanti nel contesto Sharing Economy.
17.30 Apertura lavori
Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
17.40 Sharing Economy: come definirla e classificarla
Antonio Ghezzi (Professore di Strategy & Marketing, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.00 Implicazioni macroeconomiche del passaggio dalla proprietà all’accesso
Fabio Sdogati (Professore di Economia Internazionale, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
18.20 Tavola rotonda – La parola ai protagonisti Giuseppe Macchia (Responsabile Smart Mobility Services, Eni Fuel S.p.A.) Federico Sargenti (Country Manager, Supermercato24) Andrea Saviane (Country Manager, Blablacar)Paolo Terranova (Presidente, Agenquadri CGIL)
Modera Alessandro Perego (Direttore, Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano)
19.30 Termine lavori
La partecipazione al Convegno è gratuita.

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Canon Medical Systems Introduces New Version of its Aplio i900 Premium Cardiovascular Ultrasound

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Expanding on its premium cardiovascular ultrasound system, which delivers a complete solution for structural heart analysis, Canon Medical Systems USA, Inc. introduces a new version to its Aplio™ i900. These new capabilities enable cardiologists to see more with excellent imaging clarity and definition for quick and reliable diagnoses.The Aplio i900 system is part of the premium Aplio i-series ultrasound platform, providing cardiologists and cardiovascular sonographers easy access to all-new 4D imaging features such as 4D TEE transcatheter procedure guidance with advanced quantitative technologies, including MVA (Mitral Valve Analysis), which delivers fast valve analysis during planning, implantation and post-op evaluation. The system boasts automated analysis and measurement tools including Ejection Fraction with Global Longitudinal Strain, MPI (Myocardial Performance Index) and 3D Wall Motion Tracking to help identify early stages of cardiac disease and quantify cardiac function with enhanced detail. The all-new 4D features expand cardiovascular ultrasound imaging capabilities, while streamlining the learning curve for new users.Delivering extreme processing power with iPerformance, the system enables health care providers to give reliable and quick diagnoses. Improving productivity during exams, the Aplio i900 provides intuitive ergonomics with iSense and touch-control screens, and real-time quick scan which makes automatic image adjustments without pushing a button.“The Aplio i900 offers health care providers a complete solution that delivers diagnostic confidence for a wide range of cardiovascular imaging needs, including adult, pediatric, fetal echo, stress echo and transesophageal echocardiography,” said Dan Skyba, director, Ultrasound Business Unit, Canon Medical Systems USA, Inc. “The enhanced 2D and 4D visualization made available on this new system empowers cardiologists to conduct complex cardiac imaging exams, while continuing to utilize a cost-effective, less invasive and safer tool than other traditional imaging modalities.” Canon Medical Systems is showcasing the new version of its Aplio i900 premium cardiovascular ultrasound at this year’s American College of Cardiology (ACC) 2018 annual meeting in Orlando, March 10–12, 2018 (Booth #2837).

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Mannatech Celebrates Growth in Hong Kong Market and China E-Commerce with Gold Coast Incentive Trip

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Mannatech, Incorporated (NASDAQ: MTEX) a global health and wellness company committed to transforming lives to make a better world, is celebrating its strong growth in the Hong Kong market and China e-commerce with an incentive trip for its highest performers in Asia.
“We’re incredibly excited about this region,” said Mannatech CEO Al Bala. “Momentum is accelerating in Hong Kong and our ecommerce efforts in China, and it’s time to reward our Associates who are really growing their businesses.” Bala will be accompanying Mannatech’s highest-performing Associates on a multi-day incentive trip on Australia’s Gold Coast. “Sales in Hong Kong and China are growing very quickly,” said Tim Chang, General Manager, Greater China Region, who will join Bala for the event. “Business is very strong, and our business leaders are doing a wonderful job communicating the desirability of our products and are attracting customers at a very rapid pace.” The Gold Coast Incentive Trip begins March 11 and runs eight days. Nearly 200 Mannatech Associates & guests will be participating in the reward celebration.

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Ai bambini piace (tanto) leggere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Quasi 7 su 10, per la precisione il 69% degli 0-13enni, apprezzano i libri più della media («molto» + «abbastanza»). Sono le prime indicazioni che emergono dall’indagine presentata oggi a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano. La ricerca, sviluppo dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali, condotta in collaborazione con Pepe Research, fotografa la fascia dei lettori tra 0-13 – e, con un focus specifico che colma il vuoto di informazioni sulle abitudini di lettura, generi e numero di libri (o ebook,) letti, rapporto con i genitori in questa attività e con le tecnologie che ci sono nella fascia 0-5 anni, configurandosi come un vero e proprio osservatorio da cui indagare gli andamenti della lettura nella fase più delicata che delinea lo spartiacque dal diventare da grandi lettori o non lettori.
La lettura però fa parte della vita di quasi tutti i bambini. Se sono il 69% i bambini che amano tanto leggere, è però l’82% degli 0-13enni che nei 12 mesi precedenti ha sfogliato un albo illustrato, letto un libri di carta o tattile, letto un ebook, un audiolibro, usato un’app a contenuto editoriale (mentre la media italiana nella fascia 14-75 anni è 65%). È il 59% dei bambini 0-3 anni a «leggere» (o a manipolare libri tattili, libri attivi, pop-up, ecc.), che sale al 92% di quelli tra 4 e 6 anni, per poi iniziare a calare: 91% tra 7 e 9, l’88% tra i 10-14enni
Ma come leggono i più piccoli? Il bambino ricerca una prima autonomia nella lettura già tra i 4-6 anni (il 3%), ma è tra i 7-9 anni che l’indipendenza raggiunge il 33% fino a esplodere all’84% tra i 10-13enni. Ci sono differenze tra maschi e femmine. Alcuni elementi caratterizzano i comportamenti di lettura anche tra i più piccoli, come la prevalenza della lettura dei libri di carta tra le bambine (li scelgono il 77% delle bambine e il 75% dei maschi). Il 19% dei maschi utilizza le App, mentre le ragazze si fermano al 9%. Gli e-book sono letti dal 13% dei maschi e dal 9% delle femmine.
Con il crescere insieme dell’età è la lettura di e-book a conquistare attenzione: coinvolge l’1% dei bambini tra i 4-6 anni, diventa il 10% tra i 7-9enni, fino a raggiungere il 25% dei 10-13enni. Anche l’uso delle App subisce una crescita dal 2% dei più piccoli (0-3 anni) al 22% dei 4-6 anni, per attestarsi al 21% tra i 7-13enni.
Nelle fasce 4-6 e 7-9 anni i lettori sono 9 su 10: il 92% dei bambini in età prescolare e il 91% di quelli ai primi anni delle elementari.Qual è il ruolo che gli adulti svolgono nella lettura dei figli? Quasi sei bambini su dieci (il 59%) leggono i libri con gli adulti. La presenza del genitore è più forte soprattutto tra i più piccoli: tra 4-6 anni leggono insieme a un adulto quasi la totalità dei bambini (il 97%); percentuale che si riduce al 79% appena il bambino acquisisce le prime competenze alfabetiche in questo modo inizia a esercitare pienamente la sua autonomia tra i 7-9anni. Ma con chi leggono? La maggioranza con la mamma (il 59%) ma anche con entrambi i genitori (il 34%). Meno incisiva l’incidenza degli insegnanti: un bambino su due tra i 7 e i 13 anni non legge libri (esclusi quelli scolastici, ovviamente) suggeriti dai docenti. Si tratta per la precisione del 52% dei bambini, percentuale che sale al 64% tra i 7-9 anni. Sono le età in cui i bambini preferiscono scegliere i libri da soli (per il 54%) o insieme ai genitori (il 43%).La ricerca rileva non solo la lettura ma anche i comportamenti dei più piccoli rispetto dell’ambiente che li circonda.
La tecnologia in casa fa parte della loro vita: otto bambini su dieci tra i 7-9 anni utilizza gli smartphone e di questi il 32% lo fa già da solo. L’indipendenza è ancora maggiore tra i 10-13 anni in cui il 91% dei bambini usa gli smartphone, e di questi il 79% lo fa in completa autonomia. Del resto quasi un genitore su tre (il 31%) acquista oggetti tecnologici per la casa soprattutto per i figli (il 4% su loro richiesta e il 24% anche se non richiesti).«Disporre di un osservatorio che prende in esame i comportamenti di lettura anche delle fasce dei bambini più piccoli – ha detto la responsabile del Gruppo Editori per Ragazzi AIE, Beatrice Fini – è fondamentale per tutto il settore, oltre che per gli editori che concentrano il loro catalogo e la loro produzione su queste fasce di età. È fondamentale, perché permette di monitorare età e comportamenti mai prima indagati nella relazione che i bambini hanno con le varie forme di lettura, con i genitori e con gli adulti: insegnanti, mondo della scuola, biblioteca. Nella loro relazione con le tecnologie e le altre modalità di occupare il tempo libero. Nel comprendere dove e come i genitori si procurano i libri per i loro figli e come si informano. È importante individuare le politiche efficaci perché cresca l’intensità di lettura, cioè il numero di libri letti, in queste fasce di età che determineranno poi, proprio da questo comportamento, il futuro stesso delle nuove generazioni».

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Il fisco deve riscuotere entro cinque anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

La Corte di Cassazione, con l’importante e condivisibile ordinanza n. 1997 depositata in cancelleria il 26 gennaio 2018, ha confermato il principio, di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c..Questo importante principio si applica con riguardo a tutti gli atti, in ogni modo denominati, di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extra tributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Pertanto, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione non consente di fare applicazione dell’art. 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo (Sez. Unite, sentenza n. 23397 del 17/11/2016). Nel caso in esame, non vi è stato alcun accertamento giudiziale definitivo tra la notifica della cartella di pagamento e la relativa iscrizione a ruolo, avvenuta in data 23 novembre 1999, per crediti del 1996, e l’avviso di mora notificato il 18 marzo 2009 e oggetto del ricorso, con la conseguenza che è stato giustamente e correttamente ritenuto totalmente prescritto il diritto, azionato ben oltre i termini di prescrizione quinquennale per esso previsto. L’importante ordinanza è diffusa dallo “Sportello dei Diritti” “Sportello dei diritti”, presieduto da Giovanni D’Agata e dall’Avvocato tributarista Maurizio Villani.

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Discorso Presidente CEI: Cardinale Gualtiero Bassetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Per la presentazione del libro di Padre Enzo Fortunato Francesco il ribelle. Il linguaggio, i gesti e i luoghi di un uomo che ha segnato il corso della storia (Milano, Mondadori, 2018):
“Saluto e ringrazio l’autore del volume, padre Enzo Fortunato, che attraverso i mezzi di comunicazione sociale ci rende partecipi dei suoi studi; non è il caso che mi soffermi io sul suo curriculum, tra l’altro è il direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, collabora con varie testate giornalistiche e conduce seguitissime trasmissioni radiofoniche. Per la sua modernità di approccio, oltre che la profondità di contenuto, è stato chiamato «il divulgatore del messaggio 2.0 di san Francesco». Oggi ci regala questo libro, dal titolo: Francesco il ribelle. Il linguaggio, i gesti e i luoghi di un uomo che ha segnato il corso della storia Mi sono chiesto anch’io, come tanti, il significato di un altro libro, nella già vastissima bibliografia su san Francesco; se lo è chiesto pure il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che firma la prefazione.«La risposta» scrive il cardinale Parolin «è che questo lavoro di Enzo Fortunato ha una sua caratterizzazione specifica. Si potrebbe dire che si tratta di una lettura ecclesiale del santo di Assisi. Perché non c’è dubbio sul fatto che Francesco sia anzitutto un uomo di Chiesa, fedele al Papa, e che la Chiesa cattolica si misuri costantemente con l’eredità evangelica del Santo di Assisi».
Un confronto più che mai vivo oggi che un Papa ha assunto consapevolmente, e coraggiosamente, di assumere il nome di Francesco, «mentre la Chiesa cerca ogni giorno di compiere quel cammino “in uscita”» chiestole appunto da questo Papa.Il libro spiega la natura della “ribellione” di san Francesco, che consiste nella stessa obbedienza. Tutto sta nel capire l’esatta portata dei termini. Ribellione e obbedienza: è lo stesso paradosso che incarna Gesù Cristo, quando tiene testa ai benpensanti, i burocrati della gerarchia e della élite di allora, per obbedire alla Legge del Padre suo: non per far legge per conto proprio o per fondare una casta o una setta o un partito (neppure un ordine religioso, nel caso di Francesco, ma solo una fraternità!), perché «neppure uno iota della Legge vada perduto». Come quello di Gesù Cristo, «il sogno di Francesco è insieme il sogno di una modernità nel segno del Vangelo». Una modernità che è l’eterno presente della Parola, incarnata nell’azione, nell’andare per il mondo».
L’Italia dei Comuni stava generando una sensibilità nuova ed è all’interno di questa, vivendola appieno ma anche superandola, che Francesco vive la sua esperienza dilagante [p. 7].
Lo dimostrano l’arte e la poesia, che subito gli danno spazio, cominciando da Cimabue-Giotto e da Dante.Persino il linguaggio di Francesco è rivoluzionario: è volto ad annullare gli antagonismi di una società basata sul potere e la forza delle relazioni familiari. Dalle fonti emerge la grande diffidenza del Santo verso espressioni che implicano il predominio o presuppongono uno stato d’inferiorità di talune persone. Francesco aborrisce parole come maestro e magnate ma anche superiore e priore. Come anche abate e abbazia.
Lo prescrive nella Regola: «E nessuno sia chiamato priore, ma tutti siano chiamati semplicemente frati minori. E l’uno lavi i piedi all’altro».Mentre abbazia si riferisce alle “pertinenze dell’abate”, al “suo” territorio, la parola convento richiama il convenire, lo stare insieme, il luogo da cui ripartire. Diventano positive parole come fratello, fraternità e minore, piuttosto che superiore. Negli scritti di Francesco, ci insegna padre Enzo, la parola più usata è fratello. Il termine per indicare il responsabile di un gruppo di conventi non è superiore, ma custode, e il guardiano di un convento è colui che “guarda” l’altro nel senso che se ne prende cura.
In linea con il Vangelo e in perenne ascolto dialogante (mai scontato!) della parola del Signore, la ribellione di Francesco è anche quella della perfetta carità.
Il chiostro di Francesco è il mondo e lui rompe con ogni luogo chiuso, con ogni forma di divisione. Il suo verbo è andare verso e non aspettare. Sotto molti aspetti, “rompe” persino con le indicazioni di altri santi come Agostino, Bernardo, Benedetto. Scrive Giorgio Agamben in un libro dedicato a Francesco [p. 40] che chi segue la regola non si obbliga, come avviene nel diritto, al compimento di singoli atti, ma mette in questione il suo modo di vivere, la sua stessa forma vivendi. Una «forma di vita», come scrive san Bonaventura. Alla regola si aderisce integralmente: forma e sostanza sono tutt’uno. Per Francesco, come per Cristo, la legge è la vita, e viceversa.La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi “prende su di sé” il suo “giogo”, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cfr Gv 13,34; 15,12). E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore». Il Santo Padre, il provvidenziale Francesco dei nostri tempi, concludeva con una preghiera «per la Nazione italiana, perché ciascuno lavori sempre per il bene comune, guardando a ciò che unisce più che a ciò che divide».
Questo vuole essere anche la mia preghiera, il mio augurio e la mia benedizione, e grazie al Signore che ha ispirato questo nuovo libro che riaccende l’interesse sulla figura di Francesco come realmente è e come può ancora illuminare il nostro cammino oggi e per il futuro”. (abstract) http://www.sanfrancesco.org

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Mostra itinerante internazionale del libro d’artista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Siena 19 marzo, (fino al 24 maggio 2018) presso la Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti al Santa Maria della Scala, apre la mostra Librartis a Siena. Mostra itinerante internazionale del libro d’artista. L‘esposizione ideata e curata da Fabio Mazzieri, raccoglie singolari manufatti di centoquattro artisti di varie nazionalità che propongono una personale visione estetica e concettuale del libro. Per Daniele Pitteri, direttore del Santa Maria della Scala: «è un grande piacere inaugurare gli eventi legati al Centenario della nascita del professor Giuliano Briganti (1918-1992) con la mostra Librartis. Partita da Siena nel 2012, l’esposizione rientra in città, dopo un lungo viaggio per il mondo, mostrando come il libro, snaturato dalla sua consueta funzione, diventa un’opera d’arte universale grazie alle sensibilità e alle interpretazioni degli artisti».
Traendo ispirazione dal concetto di libro d’arte che è andato affermandosi con le avanguardie storiche del Novecento, in particolar modo in Italia con il Futurismo e in Europa con il Dadaismo sono stati creati questi libri-oggetto. Essi si presentano quasi esclusivamente come degli unicum e si rivelano ora come pitture e segni grafici, ora come sculture o elementi dall’identità ibrida che non prediligono più la trasmissione di un sapere, ma la condivisione di un’idea, di una intuizione, di una storia personale.Libri di artisti eterogenei che hanno estromesso ogni regola nei confronti del libro, dove la carta stampata non è più la protagonista indiscussa ma altri materiali le si affiancano: dalla stoffa al metallo, dal gesso alla colla, dalla sabbia al tufo, dal legno, al marmo, alla plastica. Libri che potranno anche essere sfogliati e letti, osservati e toccati, per poterne percepire la valenza materica. La mostra Librartis nasce come esposizione itinerante, per volontà di Fabio Mazzieri, artista di fama internazionale, già professore e Direttore scolastico presso l’Istituto d’Arte di Siena. Come ci spiega Mazzieri: «per partecipare al progetto Librartis, gli inviti sono stati rivolti inizialmente agli artisti del nostro territorio e, successivamente estesi a tutta Italia; ma ormai le amicizie artistiche sono internazionali e molte hanno inviato i loro libri dall’ Argentina, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Francia, Georgia, Marocco, Messico, Svizzera e Stati Uniti d’America».Esposta a Siena per la prima volta alla Galleria DIDEE (2012), Librartis è stata in seguito accolta nella Biblioteca Comunale di Chiusi (2013), nel Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga e nella Biblioteca Comunale di Poggibonsi (2014), proseguendo per quattro centri universitari degli Stati Uniti d’America (2016), quali Burger Gallery-Kean University (New Jersey), Northen Kentucky University Art Galleries (Kentucky), Czurles Nelson Gallery at Suny di Buffalo (New York), Kalamazoo Book Arts Center (Michigan). La rassegna, allestita presso la Biblioteca e Fototeca appartenute al professor Giuliano Briganti (1918-1992), segna l’inizio degli eventi dedicati al Centenario dalla sua nascita che si protrarranno, per l’intero anno, con numerosi eventi, mostre e giornate di studio. Tra gli eventi collegati alla mostra, inoltre, incontri con Alessandro Fo, Enrico Cripolti e Fabio Mazzieri.
La mostra è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti
lunedì e mercoledì 10.00-13.00 martedì e giovedì 10.00-13.00 e 15.00-17.00

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Un paese senza leader o il problema è un altro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Il direttore del Corsera Luciano Fontana ci parla del suo libro ad una settimana dopo le elezioni presentandolo con le storie dei suoi protagonisti e i retroscena di una classe politica in crisi.
Il suo saggio è impietoso. Lo scenario che ci presenta è formato da partiti che si sgretolano, gruppi politici allo sbando e con leader un giorno osannati e in quello successivo gettati nel fango. Dobbiamo ritenere, dopo una lettura così sconfortante, che ci troviamo al cospetto di un paese che sta andando alla deriva? Non vi è dubbio, a mio avviso, che la classe politica italiana, nel suo insieme, ha una grossa responsabilità e soprattutto è stata incapace di cogliere i segnali di un cambiamento lasciando che le cose andassero per il loro verso senza trarne un giudizio di merito e porvi, per tempo, i necessari correttivi. Il tutto è cominciato nel giorno in cui Amintore Fanfani, in un’assise congressuale del suo partito, pose la questione morale e indicò i pericoli di un progressivo inquinamento della politica nel mondo del malaffare e dei facili arricchimenti. Qualche anno dopo furono Moro e Berlinguer a coglierne gli aspetti derimenti pensando di ovviarli con il compromesso storico. Finì male prima con il rapimento e l’uccisione dello statista democristiano e poi per la morte di Berlinguer. Un altro segnale non colto fu la stagione di “mani pulite” e, ciliegina sulla torta, abbiamo continuato a impazzare con una scelta sbagliata mandando alla guida del paese un personaggio dalle molte ombre e dagli scarni chiarori. Entrando nel nuovo secolo e arrivando ai giorni nostri si continuò impropriamente, ad esaltare la figura carismatica di un personaggio e si pose scarsa attenzione a tutto il resto. L’errore fatale è stato, e continua ad esserlo, nel voler scegliere soprattutto chi sa rappresentare meglio la figura dell’imbonitore e non chi possa dare spessore a quella di uno statista.
Ora che fare? Occorre, necessariamente, un periodo di decantazione e come succede per certi tipi di avvelenamento è necessario porre mano a una seria cura disintossicante ma con l’accortezza di scegliere il medicamento più appropriato per non far assumere al malandato paziente quello che i medici definiscono danno collaterale. D’altra parte se stiamo ai dati che ci pervengono dalle urne in quest’ultima tornata elettorale dobbiamo convincerci che vi è più saggezza nell’elettore che non in quella dei politici. Forse è mancato il coraggio di andare sino in fondo per realizzare una vera e propria mutazione genetica. E a restare in mezzo al guado si finisce con il produrre più danni che vantaggi. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi politici e sociali della Fidest)

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Friuli terra ideale per sviluppare economia dal nuovo turismo e dalla cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Il Friuli, territorio piccolo ma con quattro siti Unesco molto vicini gli uni agli altri e vicini anche al grande catalizzatore Venezia, ha ottime opportunità di legare lo sviluppo economico alla proposta storico-culturale e turistica, intercettando anche, con una strategia integrata e di qualità, parte dei flussi che congestionano il capoluogo veneto e chiedono invece di poter trovare, oltre alla visita alla città lagunare, percorsi ulteriori, personalizzabili, legati alla passione per la scoperta di nuovi siti. Ma è necessario operare seguendo logiche collaborative, mettendo in rete i siti Unesco, le piccole realtà di qualità e il ricco e diffuso patrimonio storico, lavorando come sistema a livello di gestione e direzione, di istituzioni e di imprese, e sviluppando con forza la dimensione digitale, il linguaggio che oggi e domani, sempre più, sarà indispensabile alleato di un turismo che cresce. Francesco Palumbo, direttore generale turismo del Mibact, è convinto che questa sia la strada da percorrere.
Per il turismo «oggi abbiamo strumenti e risorse come mai il nostro Paese ha avuto, siamo in momento molto positivo in termini anche qualitativi», ha confermato Palumbo. Ma che tipo di offerta abbiamo? Siamo in una sorta di dilemma, ha detto: da un lato grandi destinazioni con indicatori positivi, anche talvolta con “eccesso” di turisti, dall’altro luoghi che soffrono di mancanza di flussi, pur esprimendo grande qualità. Ed è proprio questo uno degli elementi su cui basare crescita. «Se vogliamo portare in Italia la qualità vera dobbiamo gestire questo percorso», ha evidenziato Palumbo, cui ha fatto eco Guido, soffermandosi sull’importanza del brand Unesco per l’attrattività di un turismo di qualità, ma invitando a ragionare anche in termini di brand che evidenzino l’identità dei territori e presentando i progetti Mibact che stanno stimolando le partnership pubblico-private nel comparto. Perché, ha sottolineato ancora Palumbo, il piano strategico del turismo 2017-2022, adottato dall’Italia in un grande lavoro partecipato e declinato dalle Regioni, Fvg tra i primi, ha dato impulso anche i privati. Intesa San Paolo, per esempio, ha avviato una linea di credito sul tema, premiando gli interventi coerenti con il piano nazionale e mobilitando una massa ingente di risorse. «Fondamentale – ha aggiunto – anche far presente agli imprenditori che ci sono tantissimi strumenti, a partire dal digitale, esiste la linea “tax credit digitalizzazione” che per metà ogni anno non viene utilizzata. Bisogna far sentire alle imprese che partecipano a un processo, che non sono sole ma parte di un percorso territoriale e dell’esperienza complessiva del turismo e della cultura». E qui si è inserito l’assessore regionale Torrenti, che ha evidenziato l’importanza di «valorizzare le nostre tantissime diversità e particolarità, ma come elemento per unire e non per dividere e creare muri».

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“A Tavola tra Cultura e Storia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Sanremo 20 marzo 2018 nel Teatro dell’Opera, ore 16.30, è di scena la XVII edizione di “A Tavola tra Cultura e Storia”, l’appuntamento annuale, inserito nel calendario de “I martedì letterari del Casinò,” che presenta pubblicazioni e protagonisti del panorama storico-enogastronomico italiano. La rassegna, promossa dal Casinò di Sanremo in collaborazione con l’Associazione Ristoranti della Tavolozza, propone incontri sempre molto interessanti e partecipati, affrontando in modo originale e divertente il tema di ciò che troviamo sulla tavola e di una corretta alimentazione, con la partecipazione di importanti protagonisti del mondo enogastronomico nazionale.Parteciperanno all’incontro:
Barbara Ronchi della Rocca, giornalista ed esperta di bon ton su, che presenterà il suo nuovo libro, “Bollicine che passione”.
La chef Gemma Boeri e l’operatore culturale Luciano Bertello presenteranno il libro “Gemma, la regina dei tajarin di Langa” – Sorì Edizioni.Come tradizione, durante la manifestazione verrà presentata in anteprima nazionale la Guida 2018 dei Ristoranti della Tavolozza e sarà presentata la IV° edizione del Festival Internazionale della Canzone al Tartufo, che si terrà a ottobre a Montà d’Alba.Saranno consegnati i riconoscimenti “Custodi del Territorio 2018” dell’associazione Ristoranti della Tavolozza. La giornata sarà allietata dagli interventi musicali della cantante Marisa Fagnani.
Al termine degustazione del nuovo “Asti Secco” prodotto dalla cantina Acquesi
L’incontro sarà condotto dalla responsabile dei Martedì Letterari del Casinò, Marzia Taruffi e da Claudio Porchia, Presidente dell’Associazione “Ristoranti della Tavolozza”. (Christian Flammia)

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“Brindisi a Corte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Torino sabato 17 marzo alle 10 Palazzo Dal Pozzo della Cisterna sarà possibile esplorare oltre alle sale auliche della sede storica della Città Metropolitana di Torino -dove vissero nella seconda metà dell’Ottocento Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna e Amedeo Savoia Duca d’Aosta – le memorie e i sapori della vita della Corte sabauda.
La visita guidata, realizzata con la collaborazione della Strada Reale dei vini torinesi, sarà infatti animata dagli attori dell’associazione “Teatro e società” e prevede una degustazione del vino Pinerolese Doc, curata da Mauro Camusso dell’azienda agricola “L’Autin”. La visita guidata è gratuita con obbligo di prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili.
La visita animata è una sorta di anteprima di “Brindisi a Corte”, un’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Torino e dall’ATL “Turismo Torino e provincia”, nell’ambito del progetto europeo della Strada dei Vigneti Alpini, finanziato dal FESR-Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Alcotra 2014-2020.
“Brindisi a corte” è un viaggio alla scoperta dei fasti delle residenze reali attraverso visite guidate teatrali e una ricostruzione storica, con degustazioni di vini, prodotti gastronomici e antiche ricette delle residenze sabaude del territorio provinciale torinese, con itinerari tra vigneti e ambienti aulici per scoprire aspetti della vita domestica dei Savoia.Dopo l’anteprima a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, la prima visita guidata e animata del circuito è in programma domenica 25 marzo alla Reggia di Venaria Reale. Le successive sono al castello di Moncalieri domenica 8 aprile, al castello ducale di Agliè domenica 29 aprile, al castello di Rivoli domenica 6 maggio, alla Villa della Regina domenica 27 maggio, domenica 3 giugno alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, sabato 16 giugno alla Reggia di Venaria Reale (nell’ambito del Bocuse d’or Europe Off 2018), domenica 15 luglio negli appartamenti reali del Castello della Mandria, domenica 16 settembre nella Villa della Regina, domenica 14 ottobre al Castello Ducale di Agliè e infine domenica 28 ottobre al castello di Santena.La quota di partecipazione alle visite guidate con degustazione è di 25 Euro per gli adulti, 20 per i possessori dell’Abbonamento Musei o della tessera Royal del circuito delle Residenze Reali, 10 per i bambini dai 6 ai 12 anni, 5 per i bambini sotto i sei anni. La tariffa include: il biglietto di ingresso alle Residenze Reali; il trasporto in autobus da e verso la residenza, con guida turistica a bordo del bus per l’illustrazione del percorso e l’introduzione alla residenza visitata; la rappresentazione teatrale tematica e la visita al bene culturale curata dall’associazione “Teatro e Società”; la degustazione di vini e prodotti tipici. Le prenotazioni sono possibili sul portale Internet http://www.residenzereali.it o direttamente ai punti di informazione turistica IAT.

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Venice Secrets: Crime & Justice

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Venezia dal 31 marzo al 1° maggio 2018, presso la prestigiosa location del trecentesco Palazzo Zaguri, in Campo San Maurizio in esclusiva Venice Secrets: Crime & Justice.
Un evento culturale unico che presenterà al pubblico reperti suggestivi e ricostruzioni che narrano di come la Serenissima applicava la Giustizia, in modo severo ma con pene certe e a tratti crudeli. Un percorso espositivo con oltre cinquanta documenti dell’Archivio di Stato di Venezia, associati a oltre sessanta strumenti di morte e tortura, provenienti da musei e collezioni private e pubbliche, italiane e straniere, che condurranno il visitatore alla conoscenza di importanti episodi, dal dramma del doge Francesco Foscari alla congiura del doge Marin Falier, dalla tragica fine del Carmagnola alla prigionia di Giacomo Casanova. L’esposizione rispetta i caratteri storici, architettonici e distributivi di Palazzo Zaguri al fine di fondere contenitore e contenuto, sfruttando le potenziali scenografie offerte dai ricchi ambienti sottoposti ad un attento recupero architettonico. Promotore Mostra: Venice Exhibition srl
Direzione: Morena Flammini Curatore: Davide Busato. Comitato Scientifico: Dr. Davide Busato (Storico), Dr. Michela Dal Borgo (Archivio di Stato di Venezia), Prof. Giovanna Fiume (Università di Palermo), Dr. Roberto Paparella (Museo Criminologico di Casale di Monferrato), Prof. Claudio Povolo (Università di Ca’ Foscari – Venezia) Patrocinio: Comune di Venezia, MIBACT, Archivio di Stato di Venezia, Università di Palermo, Sistema Museale di Ateneo Palermo, Associazione Narni Sotterranea – Comune di Narni, Amici dell’archivio di Stato di Venezia.

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