Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 279

Il maestro e il discente

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

“Un mondo migliore richiede sapere, bontà e coraggio. Non bisogna rimpiangere il passato o soffocare il libero ingegno con idee che uomini ignoranti ci hanno propinato per secoli. Occorre sperare nell’avvenire, e non voltarsi a guardare a cose oramai morte, che, confidiamo, non rivivranno più in un mondo creato dalla nostra intelligenza.” E qui dobbiamo necessariamente fare una doverosa riflessione sui nostri pedagoghi. Essi hanno voluto imporci un modello di società formale e ipocrita e impedendo ai giovani d’esercitare la loro naturale curiosità. Giustamente Russell osservava: “Tutti i ragazzi si appassionano ai treni, alle ferrovie, eccetera. Credete che questo interesse verrebbe meno se si dicesse loro che la parola “treno” è sconveniente e che non sta bene d’occuparsi di queste cose? Se si bendassero gli occhi ai ragazzi tutte le volte che devono fare un viaggio, e si creasse un’atmosfera misteriosa attorno ai mezzi di trasporto, credete che non ci penserebbero più? Al contrario, il loro interesse aumenterebbe, con in più un morboso senso di peccato. Lo stesso avviene per ciò che riguarda il sesso, in forma più grave, naturalmente, trattandosi di cosa importante e delicata. Il sesso è un aspetto ben più rilevante del treno. Nella mentalità cristiana il sesso deve essere tabù sia pure con il pericolo che molti adolescenti di viva intelligenza diventino nevropatici, timidi, crudeli, ebeti. Tanti ammalati di nervi sarebbero persone normalissime se, in gioventù, avessero ricevuto una più adeguata educazione sessuale. E’ assurdo imporre a un fanciullo l’ignoranza di cose che egli è ansioso di conoscere. Non si potrà avere mai un popolo sano se non si aboliscono questi sistemi, e se l’educazione della gioventù continuerà ad essere controllata ambiguamente.” Queste cose le scriveva Russell oltre mezzo secolo fa ma sta a noi, nella nostra esperienza quotidiana renderci conto di cosa e come è cambiato tale modo di pensare ma anche dei danni che ha lasciato. Non va dimenticato, a questo proposito, che negli ultimi 50 anni abbiamo mutato non di poco il nostro modo di vivere e persino di pensare.
Io che allora c’ero quando per la mentalità dei padri non mi permettevo di fumare davanti ai miei genitori, che il matrimonio era un vincolo sacro e la donna doveva accettarlo anche senza amore e i figli dovevano ubbidire senza fiatare e costruire il loro futuro con la benedizione genitoriale e pure del parentato e benedico il cielo che tutto ciò appartenga solo al passato ma nello stesso tempo non intravedo la luce che sconfigge le ombre dagli eccessi odierni. (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: