Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le mutazioni genetiche del nostro pensiero

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

Oggi si può disquisire quanto si vuole sul buono che abbiamo lasciato e il “meglio” in cui ci siamo ritrovati. Allora, tanto per fare un esempio, il politico che doveva raggiungere la piazza di un paesino di provincia per un suo comizio utilizzava il mezzo pubblico ed ora invece arriva con la scorta e quanto altro. Allora si applaudiva anche se non erano del tutto chiari i concetti espressi soprattutto se aveva la voce suadente e disponeva di frasi ad effetto ed oggi invece è un politico a la page se è chiacchierato, evade il fisco e ha l’amica oltre la seconda o terza moglie benedette dal divorzio ma il parroco o il vescovo del posto non si sentono imbarazzati a stringergli la mano ossequienti. Ben diverso è, ovviamente, l’atteggiamento di questi ecclesiasti se si trovano al cospetto di persone co-muni. Non dimentico a questo riguardo che anche i comunisti di un tempo erano assimilabili ai democristiani “bacchettoni” se si pensa alle contrarietà espresse dagli stessi fedelissimi che mal vedevano il legame che univa Togliatti alla Iotti. Come dire: i valori della famiglia tradizionale andavano tutelati in primis, a prescindere.
Se penso che sul finire del XX secolo già i genitori di allora non trovavano nulla di disdicevole se i propri figli andavano a formare una famiglia senza sposarsi o in chiesa o civilmente, oggi chi ci dice che i nuovi giovani sono ritornati all’antico più per essere trasgressivi al contrario, tanto c’è il divorzio?
E gli “antenati”, genitori e nonni se non bisnonni, non potevano rischiare di passare per degli antiquati agli occhi dei loro rampolli se non li assecondavano. Bisogna essere al passo con i tempi e così fu che anche in Italia s’incominciò ad introdurre l’istituto del divorzio, a riconoscere i diritti delle coppie gay e soprattutto a parlarne uscendo dai vari tabù che ne avevano vietata persino la citazione.
Sul piano sessuale si può dire che la rivoluzione è stata totale. Avendo sempre a paragone i 50 anni fa, vi era ancora l’abitudine, sebbene stesse già allora perdendo colpi, di andare dal barbiere dove all’inizio dell’anno si poteva avere in regalo il pacchetto di figurine di donnine semisvestite o del tutto nude. Eravamo anche nel mezzo delle censure televisive dove esibirsi con poco indosso, in specie se si era procaci, in certi attributi femminili, era proibito e se qualcosa passava le polemiche al vetriolo non mancavano e taluni arrivavano sino alla denuncia penale. Eppure non siamo temporalmente lontani da ciò che oggi ci tocca vedere. Sembra che i nostri occhi ci abbiano fatto così bene l’abitudine che riusciamo a seguire gli spasmi erotici in televisione o al cinema con la massima indifferenza mentre 50 anni fa una giarrettiera che si slacciava ci sconvolgeva la mente. Mi verrebbe da dire: “O tempora O mores”, di ciceroniana memoria quando i nostri avi descrivevano i fasti e i nefasti dell’antica Roma e che oggi possiamo ripetere con altrettanta, se non maggiore, forza pensando che oltre al pudore abbiamo smarrito il senso della vita dove la povertà significa che sei un perdente e se hai i soldi, e non importa come li hai guadagnati, sei un vincente. E si fa l’amore non perché si ama ma perché si soddisfa un bisogno fisico e le donne vanno a caccia di uomini che possono soddisfarle così come un tempo tale opportunità era offerta solo all’altro sesso. Stiamo entrando nel mondo di Sodoma e Gomorra? No ci dicono i moralisti, in chiave contemporanea. Ci stiamo liberando semplicemente dei nostri tabù anche se ciò significa, per l’uso snodato che ne facciamo, perversione, cinismo e nessun rispetto per il nostro prossimo. Ma vi è anche da dire che non tutto muta senza lasciare tracce evidenti di quel passato come la notizia di qualche anno fa che la Rai ha spostato in seconda serata una trasmissione dedicata all’educazione sessuale. E’ accaduto alla puntata di Presa Diretta del 31 gennaio del 2016 e sembra che lo abbiano fatto per non urtare la sensibilità del pubblico della prima serata. Lo denuncia l’on. Nicola Fratoianni, membro della commissione parlamentare di vigilanza, preannunciando anche un’interrogazione parlamentare in merito. E ancora l’oscuramento con pannelli di alcune statue in Campidoglio a Roma, dove si vedevano alcune nudità per la visita di un eminente personaggio. Chi lo ha deciso avrà anch’egli pensato di non urtare la sensibilità del presidente dell’Iran in visita nella nostra capitale. Eppure tanto puritanesimo si scontra, inevitabilmente, con la nostra quotidianità. Se accendiamo una qualunque tv, pubblica o privata che sia, o sfogliamo una qualsiasi rivista cartacea o ci capita di vedere un certo cartello pubblicitario, siamo sommersi di notizie, ammiccamenti sessuali e di storie di violenze di ogni tipo, che, per quanto ci riguarda sono anche più oscene (dal punto di vista umano) di due genitali o un seno al vento. Poi ci sono altre trivialità che non fanno parte della figura del corpo umano, e sono quelle che ascoltiamo anche nelle aule parlamentari, in ogni film o telefilm o spettacolo di intrattenimento mondano o culturale o politico, fin nei cartoni animati (non sono scurrili quei cartoni animati in cui i protagonisti sono dei porcellini che poi, durante uno spot, si invita a mangiarseli in forma di salame o alimenti del genere? … e non è questione d’essere vegetariani…). (Riccardo Alfonso)

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