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Buche a Roma e il modo come sono state “tappate”: vediamoci chiaro

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

Il ‘piano Marshall’ per tappare le buche della capitale costa all’amministrazione capitolina 17 milioni di euro. Gli interventi che vengono effettuati durano meno di tre giorni. Si tratta di un fiume di denaro che è il caso di dirlo finisce inghiottito dalle buche senza risolvere l’emergenza. E’ il risultato a cui stiamo assistendo oggi a Roma. Un esempio per tutti Via Mattia Battistini, arteria ad alto scorrimento della periferia di Roma, dopo la neve la strada è divenuta pericolosissima i moltissimi crateri presenti hanno provocato danni e problemi agli automobilisti. Dopo una decina di giorni dalla nevicata, meraviglia delle meraviglie, finalmente le buche sono state tappate tutte. Bene, se non fosse che neanche dopo tre giorni i crateri sono tutti ricomparsi e la strada è tornata ad essere pericolosa come prima. Come è possibile tutto ciò? Ma che materiale è stato usato? Ieri nella trasmissione televisiva ‘Carta Bianca’ gli stessi operai delle ditte di manutenzione delle strade, hanno asserito che i loro interventi, viste anche le piogge in atto, non sono affatto durevoli e sono dei veri palliativi. Di contro nella stessa trasmissione è stato intervistato il responsabile dell’Associazione Tappami che in due minuti ha riempito una buca con un materiale che resiste alla pioggia e ovviamente ha una durata molto più lunga. Associazione, cogliamo l’occasione per ricordarlo, completamente snobbata da tutti i Municipi grillini, infatti solo il II Municipio ha sottoscritto un protocollo di intesa con loro, riconoscendone la valenza sociale. Stando ai fatti oggettivi in sostanza la Raggi avrebbe investito 17 milioni di euro per fare interventi che durano meno di tre giorni. Sperperare 17 milioni per interventi destinati a durare una manciata di ore è da irresponsabili considerando che per 2 anni non sono state fatte manutenzioni stradali. A proposito di interventi definitivi ci salta all’occhio un esempio che è veramente scandaloso: Via dell’Acquafredda. Sbandierata in pompa magna dalla sindaca Raggi come uno dei primi interventi di #StradeNuove, ora è tornata come era prima dell’intervento pentastellato. Come Presidente della Commissione Trasparenza difronte a questo scempio di denaro pubblico convocherò una Commissione per conoscere atti, criteri dell’affidamento e capitolati sulle opere da eseguire e materiali usati dalle ditte appaltatrici.” Così in una nota il Presidente della commissione trasparenza Marco Palumbo. (da cronisti siamo testimoni delle continue proteste dei romani per lo stato comatoso di strade e marciapiedi a Roma. Ora veniamo a sapere che gli interventi sono diventati “fatiscenti” e la circostanza di preoccupa molto. Abbiamo provato a chiedere precisazioni all’ufficio della sindaca e all’assessore competente ma non siamo stati in grado, dopo ore di attesa, ad avere una risposta. Non è la prima volta, purtroppo)

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