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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le terapie adottive con cellule T generano opportunità di crescita per nuove cure contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

Milano. Secondo l’ultima analisi condotta da Frost & Sullivan intitolata Immuno-oncology Therapeutics Market—Adoptive T-cell Therapies, Forecast to 2022, il mercato delle terapie immuno-oncologiche genererà ricavi pari a 3,9 miliardi di dollari entro il 2022. Promettenti test clinici sulle terapie CAR-T (basate su cellule T con recettori chimerici per l’antigene) e TCR (rivolte a uno specifico recettore delle cellule T) hanno dato vita a importanti partnership del valore di miliardi di dollari tra le grandi case farmaceutiche, le piccole imprese e le istituzioni di ricerca. Frost & Sullivan prevede che le piccole e medie imprese che sviluppano prodotti innovativi nell’ambito dell’immuno-oncologia otterranno un cospicuo reddito da investimento attraverso le collaborazioni. Le aziende specializzate in terapie cellulari aiuteranno ad affrontare le sfide legate a questa classe altamente specifica di farmaci mirati.
Il nuovo studio di Frost & Sullivan analizza quali terapie adottive con cellule T (CAR-T e TCR) vengono attualmente sviluppate e per quali indicatori, i prodotti che verranno lanciati nei prossimi sette anni, gli operatori chiave e le relative attività di investimento, i costi implicati, le sfide per lo sviluppo, la commercializzazione delle terapie adottive con cellule T e gli ostacoli legati ai costi elevati delle terapie specialistiche che chi paga deve affrontare.
“Le terapie CAR-T sono le ultime cure contro il cancro e trasformano i modelli di cura dei tumori considerati finora difficili da trattare, con Juno, Gilead e Novartis che si contenderanno il ruolo di leader. La diminuzione degli effetti avversi, come la riduzione della sindrome da rilascio di citochine (CRS) e dei tempi del processo ”vein-to-vein” contribuirà al successo del prodotto. La ricerca attuale mira a sviluppare terapie allogeniche che sostituiscano quelle autologhe specifiche per ogni paziente con terapie standardizzate realizzabili con donatori non consanguinei — un trattamento accessibile a un maggior numero di pazienti” afferma Barbara Gilmore, Senior Industry Consultant per il settore Transformational Health di Frost & Sullivan.

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