Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Studio “I Piani Individuali di Risparmio”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

Intermonte – investment bank indipendente, specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets ed advisory sul mercato italiano – ha presentato oggi lo studio “I Piani Individuali di Risparmio (PIR): gli effetti su domanda e offerta di capitale nel mercato borsistico italiano”, condotto grazie alla collaborazione ormai pluriennale con il Politecnico di Milano (Dipartimento di Ingegneria Gestionale).L’analisi ha esaminato, a un anno dall’introduzione dei Piani Individuali di Risparmio, il loro impatto sul listino azionario italiano ed in particolare sui prezzi e rendimenti dei titoli quotati, sui volumi scambiati, sulla liquidità dell’intero mercato, sullo stimolo al mercato primario tramite nuove IPO e sull’eventuale ricorso a forme alternative di raccolta di capitale per le imprese (con particolare attenzione alle conseguenze sui titoli che non appartengono all’indice FTSE MIB, in cui deve essere investito almeno il 21% delle risorse a disposizione dei PIR).
In linea generale, l’introduzione dei PIR ha consentito di mobilitare, nel solo primo anno, circa € 10,9 miliardi (secondo i dati di Assogestioni), dando così ulteriore linfa al risparmio gestito in Italia. Secondo le stime di Intermonte SIM, l’industria dei PIR potrebbe raccogliere risorse per € 60,1 miliardi entro il 2021, di cui € 11,5 miliardi specificatamente a vantaggio delle mid-small cap quotate.Di seguito, le principali evidenze emerse dalla ricerca:
EFFETTO SUI PREZZI E RENDIMENTI: è vero che i PIR hanno indotto un aumento dei prezzi sul mercato azionario?Si in valore assoluto, e si evince che:
nel 2017 le small cap italiane hanno performato tanto quanto le loro ‘gemelle’ in Francia e in Germania (se non peggio, soprattutto a fine anno);
sono andate comparativamente meglio le mid cap e soprattutto il segmento STAR;
l’AIM Italia ha offerto rendimenti in media positivi ma meno accentuati (Figura 3.1);
Se si considerano poi fattori specifici, come il rapporto M/B e la capitalizzazione di mercato, per isolare l’effetto PIR, si nota nel 2017:
un rendimento ‘anomalo’ medio significativo compreso fra il 12% e il 18%, per i titoli non compresi nel FTSE MIB;
un’ottima performance ‘anomala’ del segmento STAR (già dal 2016);
i titoli quotati sull’AIM hanno reagito allo stimolo dei PIR con un certo ritardo, solo a partire da maggio 2017;
non vi è invece alcun impatto ‘anomalo’ significativo sulle blue chip.
E’ vero che i PIR hanno generato un aumento degli scambi?
Sì, ma con un certo effetto di ‘cannibalizzazione’ sui titoli del FTSE MIB a vantaggio degli altri titoli, soprattutto quelli dell’AIM Italia. L’analisi stima un calo medio dell’8% per i volumi di scambio dei titoli FTSE MIB e un aumento del 71% per gli altri titoli, con elevata variabilità. Il controvalore totale degli scambi registrati nel 2017 non è significativamente diverso rispetto a quello del 2016.
Su Aim la media mensile degli scambi nel 2016 era €27milioni e €165 milioni nel 2017, ossia più di 6 volte tanto;
anche lo STAR passa da €977 milioni a €1.775 milioni, raddoppiando i suoi scambi;
a fine 2016 la capitalizzazione dell’intero listino dedicato alle medie e piccole imprese era pari a meno di € 2,9 miliardi; un anno dopo valeva quasi il doppio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: