Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

I separati in casa: la coppia Salvini-Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

E’ davvero uno strano destino quello che sta vivendo in questi giorni l’ex-cavaliere. Spuntato agli onori della cronaca politica nel lontano 1994 con un colpo di reni da maestro riuscendo ad imporre agli elettori di quel tempo il MSI retto da Gianfranco Fini e a lanciarlo, con i suoi fan della prima ora, nell’avventura parlamentare e di governo sparigliando tutti gli avversari, mentre oggi è finito nelle mani di un leghista e l’abbraccio è di quelli che non si possono rifiutare sebbene non lo fa da protagonista, ma da guitto. La scena che più mi ha colpito è stata impietosamente ripresa dalla telecamera di una emittente televisiva che ci ha mostrato un volto disfatto mentre si dirigeva per l’ultimo saluto verso l’auto dove Salvini era già salito e che subito dopo è partita sgommando. Ritrovandosi solo davanti ai microfoni si è limitato a poche parole di circostanza e ad affermare che “lui si fida di Salvini”. Strane parole, davvero. Forse non si è del tutto reso conto che i tempi sono mutati e che la partita non si gioca solo nei salotti del “palazzo”, ma tra la gente e che questo popolo che pure si è fidato di lui sta sistematicamente abbandonandolo. Emergono altre figure, il paese è in ginocchio, i suoi abitanti si sentono assediati da politici inaffidabili, da promesse che non possono mantenere e da una gestione della cosa pubblica dominata da interessi personali e vanagloriosi. Penso ai 70 miliardi di euro elargiti alle banche che si sono ridotte alla bancarotta per favorire gli amici degli amici mentre milioni di italiani diventano sempre più poveri anche se hanno un lavoro. Penso a un ex presidente del consiglio che in vena di grandeur prende in affitto un aereo, a spese dello Stato, per 150 milioni di euro perché non vuol essere da meno del presidente degli Stati Uniti o dei sultani orientali con il loro oro nero. Penso anche che ci siamo ritrovati con un’Italia a due facce dove da una parte vi è una minoranza che si crede baciata dalla fortuna e si esprime con arroganza verso i più deboli e l’altra che è maggioranza ma non riesce ancora ad avere la consapevolezza della propria forza e dei numeri che potrebbe esprimere per una svolta politica significativa. Quella del 4 marzo è stato solo un timido passo in avanti ma sarebbero stati necessari molti altri, ma il tempo, si sa, è galantuomo e alla fine tutti i nodi arriveranno al pettine. (Riccardo Alfonso)

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