Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Arbitro per le Controversie Finanziarie

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

E’ stato pubblicato il resoconto del primo anno di attività con informazioni molto interessanti.
Dei 1.468 ricorsi giudicati ammissibili (l’80% di quelli presentati) oltre la metà riguarda la consulenza in materia di investimenti finanziari.
Complessivamente i ricorsi accolti sono poco meno del 62%, mentre i ricorsi presentati da un procuratore (in genere avvocati, ma anche associazioni di consumatori) vedono una percentuale di successo del 73%.Il numero di ricorsi decisi è ancora molto basso, stiamo parlando di 207 casi, però sono già sufficienti per iniziare a fare qualche considerazione in merito all’orientamento dell’Arbitro, che è decisamente favorevole ai clienti.Sia chiaro, non è che l’Arbitro interpreti le norme in modo particolarmente favorevole, sono le norme che sono particolarmente a favore dell’investitore, e l’Arbitro le interpreta con specifica competenza e coerenza, cosa che difficilmente ci si può aspettare da un giudice ordinario.
I due pilastri attorno ai quali è costruita tutta l’impalcatura di tutela degli investitori sono gli obblighi informativi e l’obbligo di verifica di adeguatezza.
Le banche devono fornire tutte le informazioni per fare scelte d’investimento consapevoli. E’ esperienza più che comune che, nei fatti, salvo rare eccezioni, questo non avviene mai. Le banche tendono ad assolvere quest’obbligo solo formalmente, ma ciò non è sufficiente secondo la corretta interpretazione delle norme.
In merito, l’Arbitro per le Controversi Finanziarie ha in più occasioni affermato che l’intermediario è tenuto a dimostrarne la loro osservanza “in concreto”. In altre parole, l’intermediario deve porsi in condizione di dimostrare di non aver assolto a tali obblighi d’informazione preventiva in modo meramente formalistico. Non è sufficiente la dichiarazione del cliente di “aver preso visione” della documentazione informativa e di “aver ricevuto l’informativa sui rischi dell’investimento” ma è necessario che l’intermediario provi di aver adempiuto nella loro effettività a tali obblighi, dovendo fornire al cliente tutte le informazioni necessarie al fine di consentirgli di valutare le caratteristiche dell’investimento e da ciò farne scaturire consapevoli scelte d’investimento. (Decisioni 11, 34, 155).
Lo stesso principio vale per la consegna del famoso “prospetto informativo” che molto spesso non viene mai consegnato al cliente, ma che il cliente dichiara di aver ricevuto. L’ACF ha chiarito che la mera predisposizione e messa a disposizione del prospetto informativo d’offerta non è sufficiente (ad eccezione che per l’investimento in OICR aperti ex art. 33 del Regolamento Intermediari n. 16190/2007) a far ritenere che siano stati correttamente adempiuti gli obblighi informativi gravanti sull’intermediario, trattandosi di documento predisposto dall’emittente nei riguardi della generalità di investitori potenzialmente interessati (Decisioni 34, 71, 107, 157).
In tema di informazioni, particolarmente interessante è quello delle informazioni successive all’investimento.
Nella decisione n. 116 l’ACF ha stabilito che gli intermediari (con ciò intendendosi non solo gli intermediari consulenti o gestori di portafogli, ma anche gli intermediari depositari) assumono obblighi continuativi di informare, in tempo utile, i propri clienti in relazione a qualsiasi modifica rilevante attinente alla natura, ai rischi degli strumenti finanziari trattati.
Sulla base di tale principio, l’ACF ha deciso per la responsabilità della banca in un caso di default dell’emittente anche perché non si era curata (se non a default intervenuto) di informare il cliente della variazione significativa del livello di rischio che le obbligazioni avevano subito nel periodo intercorrente tra l’acquisto del titolo e la data del definitivo default dell’emittente. Questo è un principio che è sempre esistito nella norma, ma che ha fatto molta fatica a trovare accoglimento presso i tribunali ordinari. Concetti simili sono stati enunciati in merito alla valutazione di adeguatezza (o “non adeguatezza”) dell’investimento rispetto al profilo di rischio. (abstract by Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio – il testo integrale su: http://www.aduc.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: