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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Archive for 8 aprile 2018

Dati Facebook. Antitrust italiano, bene! Ma…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

La notizia che l’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria contro Facebook per pratica commerciale scorretta dovrebbe essere confortante. Lo sfacelo emerso con l’uso dei dati per mano di Cambridge Analytica sta quindi trovando una qualche soluzione? Siamo scettici. Per diversi motivi.
I poteri dell’Antitrust italiano… che sono quelli che sono… ma dobbiamo e possiamo accontentarci? Vedremo quali saranno le conclusioni… Cosa potra’ fare la nostra Autorita’ garante della concorrenza e del mercato? Una multa che, per quanto stratosferica potra’ essere e ammesso che alla fine dei vari ricorsi sara’ pagata, si trattera’ sempre di briciole di briciole rispetto al business messo in atto dal giocattolo di Zuckerberg; briciole che sono messe in conto da questa azienda, facilmente assorbibili in un qualunque budget dove si dedica lo zero virgola ai temporanei pizzichi di alcune zanzare.
Poi ci saranno gli altri Antitrust, tra cui i piu’ temibili sono quello europeo e quello Usa. Anche qui, vedremo. E, ammesso che arrivino a prosciugare qualche altra briciola, per restare nella stessa metafora… il processo di panificazione che parte dall’azienda della Silicon Valley continuera’ imperterrito.
E tutto questo contribuira’ a modificare qualcosa? A parole tutti se lo auspicano, soprattutto il visino pulito di Mark. E quando sara’ modificato, cosa accadra’? Metteranno la testa a posto, rispetteranno le leggi? E’ probabile. Ma il problema e’ che le leggi di ogni singolo Stato saranno sempre insufficienti, non solo alla bisogna, ma anche a far fronte alle nuove gabole che saranno inventate per continuare ad assalire le nostre liberta’ di utenti. Gabole che, quando e se scoperte visto che i metodi per non farsi scoprire saranno sempre piu’ raffinati, continueranno ad essere marginali, “briciolosi” e facilmente assorbibili dall’enorme macchina di denaro che Facebook rappresenta e continuera’ a rappresentare.
Il paragone con le droghe e’ doveroso. Tutti (a livello ufficiale ed istituzionale) ci dicono di non consumare droghe, che’ ci fanno male, fanno male alla nostra societa’ ed economia per il fatto che sono il principale strumento economico e finanziario della malavita organizzata. E chi ce le fornisce, quando viene pizzicato, viene bastonato duramente. Ma tutti continuano a consumarle, e questi tutti sono sempre di piu’. Sembra che l’effetto delle droghe sia commisurato al genere umano, e niente puo’ fermarlo.
Facebook ci ruba i dati, ma sembra che pochi utenti siano interessati e, a parte qualche gesto simbolico, il suo numero di adepti e nuovi aderenti sia in costante crescita. Con la conseguenza che la notorieta’ e la presunta indispensabilita’ dell’uso di questo strumento e’ sempre piu’ al pari dell’ara che si respira.
Quale potrebbe essere allora il meccanismo per evitare che droghe e Facebook ci facciano male? Semplice: farne a meno, a livello di scelta individuale. E se non vogliamo farlo, ci dovrebbe essere il conforto della legge e della autorita’ perche’ ci si possa fare meno male, con la consapevolezza che il male ce lo stiamo comunque cercando. E con altrettanta consapevolezza che quand’anche le droghe fossero tutte legali (e quindi i consumatori non dovrebbero subire le conseguenze del proibizionismo, ma solo quelle delle sostanze in se’, in un regime di consapevolezza sanitaria, individuale ed istituzionale), e quand’anche esistessero norme che possano impedire ai vari Facebook di rubarci la liberta’ individuale, non potra’ mai esistere la certezza di essere sicuri, e i delinquenti di entrambi gli ambiti sarebbero sempre dietro l’angolo.
Ma, se per le droghe abbiamo quintali e quintali di dissuasori in costante funzione, non sembra che sia altrettanto per Facebook et similia. Sara’ quindi il caso che questi dissuasori comincino a funzionare. E, per i piu’ timorosi, non ci sarebbe neanche da preoccuparsi del processo di erosione dell’esistenza del giocattolo di Mark, perche’ non minerebbe nessuna liberta’ individuale e collettiva. Anzi, e’ altamente probabile che ci stimolerebbe, a livello individuale e sociale, a migliorare i nostri strumenti di socialita’, facendo tesoro di quanto accaduto nel passato. Cioe’, in sostanza, le distorsioni del mercato (la delinquenza di Facebook, nella fattispecie) hanno solo un metodo per essere combattute e superate, con il mercato: col suo principio principe, quello della offerta e della domanda. Facendo, cioe’, venir meno la domanda.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Professionisti e dilettanti allo sbaraglio in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Da quando vi è stato l’exploit dei pentastellati che nel 2013 hanno portato in parlamento un nutrito gruppo di persone per lo più inesperte negli affari di politica, i loro oppositori si sono riempiti la bocca di ironiche e persino velenose allusioni sulla loro impreparazione. Da allora ad oggi, e a dispetto delle Cassandre di turno, è spuntata una nuova classe politica che se non ci fosse stato l’apporto prezioso del movimento difficilmente avrebbe avuto la possibilità di candidarsi e ascendere alle cariche istituzionali. Diciamo si sono fatti le ossa e gli scranni possono averli scaldati alla pari dei loro dotti colleghi ma non hanno perso la passione per la conoscenza, l’approfondimento e la voglia di fare. Altre leve, in quest’ultima tornata elettorale, si sono aggiunte ai rieletti e non possiamo dire che si stanno adagiando sugli allori. Nonostante ciò i soloni della politica, che trasudano anni di frequentazioni del palazzo e ne conoscono gli angoli più riposti in specie quelli oscuri dove è possibile tramare e non per costruire l’avvenire del paese secondo “coscienza e virtù”, non mancano di lanciare strali velenosi alle reclute e a instillare nell’opinione pubblica il sospetto che sono dei dilettanti allo sbaraglio.
Io che dal 1960 in poi ho conosciuto i tempi della politica e pur non ricoprendo incarichi importanti ho avuto contatti con politici del taglio di Fanfani, Marcora, De Mita, Almirante, Berlinguer e molti altri mi sono reso conto che i loro indubbi successi personali furono anche favoriti dai loro collaboratori e più in generale da una classe politica che in massima parte veniva “addestrata” sia mediante le scuole di partito sia con la praticaccia nell’amministrare gli enti locali.
Cosa è cambiato da allora ad oggi? Senza dubbio l’afflato ideologico. Si pensava di più al partito e meno ai vantaggi personali che potevano derivarne in chiave economica e sociale. C’è stato persino chi, come Berlusconi, che manifestava, una volta passato alla politica in prima persona, una certa diffidenza, per non dire disprezzo per i “politici di carriera”. Questo, a mio avviso, lo doveva al fatto che aveva conosciuto l’aspetto meno nobile del politico, quello incline ai compromessi di bassa lega, venale e “inciuciaro”. Quello che aveva smarrita la sua carica ideologica e associava il mestiere di politico all’arrampicatore sociale con la logica del fine giustifica i mezzi per realizzare facili arricchimenti. Chi era, per lui l’elettore? Un poveraccio da infinocchiare a dovere, una specie di vuoto a perdere e solo utile per raccogliere voti e con tutte le altre sfumature del caso.
Ora se seguo lo stesso ragionamento di chi considera il politico solo un arrampicatore “economico” devo desumere che i pentastellati sono diventati per costui una sorta di mosca bianca e spiegabile unicamente con il fatto che c’è in giro tanta rabbia che si è trasformata in un voto di protesta e nulla più. Con il tempo, egli pensa, rientreranno buoni, buoni e con la coda fra le gambe all’ovile. E’ proprio così? Ho i miei dubbi. E’ che a nostra insaputa sono nati due partiti dalle ceneri dei precedenti: quello di chi è e quello del chi ha. E se pensiamo che la ricchezza dei 45 uomini più ricchi del mondo è pari a quella posseduta da 3 miliardi di persone il chi è e il chi ha si spiega benissimo. Ora confidiamo che questo nascituro cresca in fretta per presentare il conto ai cresi di turno. (Riccardo Alfonso)

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Parte la seconda edizione di: “A SPASSO CON ABC”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Il 9 aprile 2018 sarà Cassino (FR) la prima tappa di “A Spasso con ABC”, il Progetto Scuola ABC promosso da Regione Lazio e Roma Capitale che vedrà per gli studenti degli istituti superiori di Roma e del Lazio protagonisti di un percorso inedito attraverso le bellezze del nostro territorio, a partire da uno dei luoghi più simbolici e suggestivi che, tra natura e cammini, si fa crocevia di Memoria e Fede: Cassino con Montecassino. Conosciuta nel mondo per la splendida Abbazia di Montecassino, la città di Cassino,campo di battaglia durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi sede dei suggestivi percorsi del ricordo che incontrano quelli archeologici, è diventata il simbolo della Memoria, Medaglia d’Oro al valor militare e contrassegna un territorio che si estende dal mare fino all’Appennino passando per la Valle di Comino. Colonia romana nel 309 a.C. e in seguito centro militare e commerciale di particolare importanza, Cassino fu distrutta nel periodo barbarico per rinascere ad opera dei monaci benedettini che abitavano nella sovrastante e splendida Abbazia di Montecassino, che fu poi teatro di una battaglia nevralgica durante la Seconda Guerra Mondiale. Un territorio segnato dalla Storia in cui percorsi archeologici s’alternano ai “percorsi del ricordo”.
Con un approccio inedito, il 9 aprile 2018, i ragazzi provenienti dall’intera regione scopriranno uno dei territori più rappresentativi del nostro paese attraverso un modo di guardare alle cose diverso, un “altro sguardo”, proposto da Dom Donato Oiari, Abate di Montecassino, insieme allo scrittore Lorenzo Pavolini e il giornalista Vittorio Macioce. Scrittore, già caporedattore della rivista Nuovi argomenti e finalista al Premio Strega nel 2010, Lorenzo Pavolini racconterà agli studenti la linea del fronte come spazio dove oggi si confrontano e si confondono il bene e il male, tra passato e presente anche attraverso le letture tratte da La ciociaradi Alberto Moravia,Le rondini di Montecassinodi Helena Janeczek e Un mondo a partedi Gustav Herling. Il percorso proseguirà poi alla volta di Atina e la Valle del Comino. La visita partirà dal centro storico di Atina, uno dei borghi più antichi e suggestivi della Valle di Comino, fondato secondo la leggenda dal re Saturno, che conserva ancora preziosi gioielli architettonici, come le possenti mura ciclopiche, e la cisterna romana, la Cattedrale di S. Maria Assunta in stile barocco, il Palazzo della Prepositura, del XVI secolo, il Palazzo Ducale, costruito dalla famiglia Cantelmo dopo il terremoto del 1349, al cui interno si trova la cappella di S. Onofrio, che conserva affreschi della seconda metà del XIV secolo. A Palazzo Ducale è presente la sala multimediale “Medioevie: Raccontare il Medioevo nel Frusinate”, un “museo virtuale” in cui si possono sfogliare le pagine di un codice miniato, apprendere i segreti dei monaci amanuensi e ascoltare la storia di un personaggio-guida tra castelli, abbazie ed eremi medievali.
Con il giornalista Vittorio Macioce, infine, gli studenti raggiungeranno il Lago della Riserva Naturale di Posta Fibreno dove potranno ammirare l’isola galleggiante di cui parlava già Plinio il Vecchionella sua Naturalis Historia.
“A Spasso con ABC” proseguirà nelle settimane successive facendo tappa a Roma, Rieti, Formia e Civita di Bagnoregio: luoghi che diventano il filo conduttore che consente agli studenti di visitare e partecipare a diverse attività, in un nuovo e inconsueto racconto di un’esperienza sul territorio, per riscoprire contesti conosciuti e cogliere cosi lo spirito profondo e nascosto di questi particolari territori.Una passeggiata tra i luoghi della storia, dell’arte e della bellezza accompagnati da figure guida – scrittori, storici, attori, registi, direttori della fotografia – narratori di suggestioni e poetiche per uno sguardo diverso, impressionistico e concettuale, per leggere il passato e la realtà in modo più acuto, profondo, intelligente.
A Spasso con ABC, iniziativa promossa dalla Regione Lazio con Roma Capitale nell’ambito del PORFSE Lazio 2014-2020/Asse III – Istruzione e Formazione/Obiettivo Specifico 10.1 e ideata e curata dal Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, si rivolge agli istituti superiori di Roma e del Lazio.

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Raffaello: La Fornarina torna a Palazzo Barberini

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Roma Lunedì 9 aprile 2018 la celeberrima Fornarina di Raffaello farà ritorno nella sede di Palazzo Barberini a Roma, dopo essere stata esposta nella mostra Raffaello e l’eco del mito, in programma all’Accademia Carrara di Bergamo dal 27 gennaio al 6 maggio 2018. Le Gallerie Nazionali Barberini Corsini hanno deciso di aderire a questo progetto espositivo di straordinario valore scientifico concedendo in prestito il capolavoro di Raffaello nelle loro collezioni: un museo vive e cresce attraverso la promozione della conoscenza del proprio patrimonio, anche a costo di doversene privare temporaneamente.La Fornarina sarà di nuovo fruibile al pubblico dal 12 aprile, mentre la mostra dedicata a La Madonna Esterházy in prestito dal Szépmuvészeti Múzeum di Budapest, chiude domenica 8 aprile.

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Prima edizione della Settimana della moda dell’Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Riad. Doveva tenersi dal 26 al 31 marzo, è slittata in avanti e si terrà dal 10 al 15 aprile all’hotel Ritz Carlton. La repentina decisione, assunta ad appena tre giorni dalla date dell’originaria apertura, è stata assunta dalla Camera della moda araba.
La giustificazione addotta è stata ufficialmente che “dato l’importante momento storico del Regno saudita, la Camera e gli stilisti hanno deciso insieme di posticipare le date per accogliere ospiti da tutto il mondo. E questo si poteva fare solo con un po’ di tempo in più”. In realtà non si possono escludere resistenze interne tra i più conservatori nel regime, che si oppongono alle recenti spinte verso la modernizzazione del Paese avviata dall’erede al trono Mohammed bin Salman. Oltre alla riapertura di cinema e concerti e al decreto per permettere alle donne di guidare, di aprire attività imprenditoriali e di assistere a eventi sportivi dal vivo, sembra affacciarsi anche una certa apertura per le regole di vestiario imposte alle donne. Lo stesso erede avrebbe dichiarato che: «le leggi sono molto chiare e in accordo con la sharia: le donne possono vestire in modo decente e rispettoso, come gli uomini».Ovvio il grande interesse delle grandi aziende per il ricco e vasto mercato mediorientale
In questo spirito risulta confermato il programma originario della Settimana della moda di Riad con sfilate di ready-to-wear da marchi di tutto il mondo tra cui Emirati Arabi Uniti, Egitto, Libano, Stati Uniti e Arabia Saudita. La Camera della moda araba, fondata nel 2014 in rappresentanza di 22 paesi, ogni anno organizza anche una Settimana della moda a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Le aziende internazionali sono interessate a sfruttare l’occasione per entrare nel mercato della moda mediorientale, come mostra anche la recente attenzione di alcuni marchi – come Nike, Uniqlo, Dolce & Gabbana e H&M – nel proporre capi per donne musulmane, velo compreso.(fonte: Le News di Garantitaly n°168)

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Josef and Anni Albers: Voyage inside a blind experience

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Siena, Santa Maria della Scala fino al 4 luglio 2018. Il Santa Maria della Scala è lieto di ospitare l’esposizione Josef and Anni Albers. Voyage inside a blind experience. Il progetto è nato grazie a una collaborazione internazionale tra il Santa Maria della Scala di Siena, il The Glucksman, University College Cork, il Museo di arte contemporanea di Zagabria, l’Istituto dei Ciechi di Milano e Atlante Servizi Culturali, che ne ha curato la realizzazione, ed è cofinanziato dal programma Europa Creativa 2014-2020 dell’Unione Europea. La Mostra, a cura di Gregorio Battistoni e Samuele Boncompagni, sarà ospitata, in seguito, in altre due sedi museali europee, presso il The Glucksman, University College Cork in Irlanda e al Muzej suvremene umjetnosti Zagreb, in Croazia.
Grazie alla generosità della Fondazione Albers sarà possibile toccare per la prima volta cinque opere originali di Josef e Anni Albers: Rail, un tessuto che Anni produsse ad uso commerciale negli anni ’50; Montanius III, una stampa a rilievo in cui Anni tenta di manipolare la forma; Intaglio DUO E, altra stampa effettuata senza inchiostro né colori ma solo esponendo le linee in rilievo; Homage to the Square e Color study per Homage to the Square, due opere non finite di Josef in cui si possono percepire i differenti spessori degli impasti, la stesura a spatola e le correzioni in gesso.
L’obiettivo del progetto VIBE Voyage Inside a Blind Experience è quello di creare una mostra d’arte temporanea fruibile con pari interesse sia da soggetti normovedenti che da persone con disabilità visiva in cui le opere sono accompagnate da speciali tecnologie in grado di offrire a tutti i tipi di pubblico suggestioni tattili e uditive.Afferma Daniele Pitteri, direttore di Santa Maria della Scala “Un approccio innovativo, che si preoccupa di fondere in un unico esercizio conoscitivo sensoriale e partecipativo l’esperienza di visita di vedenti e non vedenti, inducendo i primi ad ampliare la propria capacità percettiva attraverso il tatto e i secondi di avvicinarsi alla complessità compositiva e stilistica delle opere.”Il percorso artistico è stato strutturato dalla collaborazione fra Atlante Servizi Culturali e l’americana The Josef and Anni Albers Foundation, a cui si è aggiunto il supporto scientifico dell’Istituto dei Ciechi di Milano e ruota intorno alle opere di Josef e Anni Albers. L’avventura artistica di Josef Albers (Bottrop 1888 – New Haven 1976) e Anni Albers (Annelise Elsa Frieda Fleischmann, Berlino 1899 – New Haven 1994), iniziata alla Bauhaus e durata tutta una vita, fu fra le più pionieristiche del ventesimo secolo. Josef Albers, pittore, designer, insegnante e teorico del colore, si è sempre interessato alle potenzialità dei materiali, lavorati e gestiti secondo una sperimentazione incessante e rigorosa. Anni Albers, tessitrice, pittrice e insegnante, fin dai primi anni di sperimentazione condotta sulla tessitura a telaio, capì le potenzialità espressive offerte dai tessuti e le assunse come punto di partenza per trasformare le stoffe in opere d’arte astratta.
Il catalogo e il sito web saranno realizzati in funzione del progetto: il catalogo della mostra sarà completamente in braille con all’interno riproduzioni tattili in termorilievo, mentre il sito web realizzato e certificato dall’Istituto dei Ciechi di Milano, può essere accessibile anche ai non vedenti. Tutte le didascalie in mostra, inoltre, saranno in braille.

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Emergenza sanità nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Nonostante l’indagine della società Demoskopika diffusa della Regione Lazio stabilisca che l’indice di performance sanitaria collochi il Lazio come prima tra le Regioni in piano di rientro, il problema delle lunghe liste d’attesa nel settore della sanità pubblica non è risolto. Per effettuare visite mediche in strutture pubbliche l’attesa media è ancora di 65 giorni, a fronte di un’offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita e costi sempre meno distanti tra pubblico e privato.È quanto emerge dallo studio ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi sanitari Regionali’, condotto da Crea, commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, che prende a riferimento un arco temporale che va dal 2014 al 2017. L’indagine, presentata a Roma, è stata effettuata su un campione di oltre 26 milioni di utenti, pari al 44% della popolazione totale, perché condotta sulla popolazione residente di 4 regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania; la ricerca prende in considerazione esclusivamente le prestazioni mediche senza esplicita indicazione di urgenza.
Nonostante i numerosi proclami politici della Regio Lazio e il fatto che sia uscita dal commissariamento, il cittadino si ritrova ancora a scontrarsi con tempi d’attesa eccessivamente lunghi. Ad esempio, per fare un ecocardiogramma o una ecografia alla tiroide bisogna attendere fino a quattro mesi. Ricorrendo al privato, dietro pagamento, le attese diventano di pochi giorni.Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della sanità pubblica sono estremamente lunghi: si va da 22,6 giorni per una Rx articolare a 96,2 per una colonscopia. Le stesse prestazioni registrano attese invece in intramoenia di 4,4 (Rx articolare) e 6,7 (colonscopia), privato convenzionato rispettivamente di 8,6 e 46,5; infine, privato a pagamento di 3,3 e 10,2.
Il fatto che i tempi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema sanitario nazionale siano così lunghi, comporta inevitabilmente una maggiore spesa nella sanità privata, che è salita a 35,2 miliardi di euro, da quanto riporta l’ultimo Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute. Inoltre, il Report sulla sanità in Italia rivela che, nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie, ovvero 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Dato ancor più preoccupante è che per potersi curare si ricorra all’indebitamento o si dia fondo ai propri risparmi.Il diritto alla salute è un diritto fondamentale che va preservato ad ogni costo, soprattutto in ragione alle tasse che paghiamo, al diritto alla prevenzione che quindi non può essere rimandato per mesi.
CODICI, oltre ad assistere i cittadini con le varie campagne sulla sanità “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”, ha aperto uno sportello dedicato alla malasanità dove gli utenti si potranno recare e presentare il loro caso.

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Scuola – Organici, Sud destinato a sprofondare: servivano altri docenti e Ata, invece arrivano ulteriori tagli

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

No secco alla proposta, presentata da tempo dall’Anief, di incrementare gli organici al Sud, dove gli abbandoni scolastici raggiungono cifre da capogiro, e in tutte quelle zone dove l’istruzione diventa la risorsa prima per risollevare dei territori deprivati a livello sociale, culturale e lavorativo. Paradossalmente, poiché l’ago della bilancia continua ad essere quello delle iscrizioni, applicando la teoria del “tetti predefiniti”, il Meridione e le Isole per l’anno prossimo saranno ulteriormente penalizzati. A peggiorare la situazione c’è il dato che solo il 5% dei posti oggi collocati sull’organico di fatto verranno spostati su quello di diritto: appena 3.530, a fronte di oltre 70mila cattedre prive di titolare, di cui almeno 41mila su sostegno.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Tutto ciò avviene nell’impotenza dei sindacati rappresentativi, chiamati invece per definizione a vigilare e a denunciare questa finzione. La verità è una sola: la scuola dell’autonomia non può avere organici uguali, predeterminati per numero di alunni: il numero di posti di docenti e Ata da assegnare va calcolato in base alle esigenze del territorio, come il tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione, la presenza di quartieri a rischio o di zone, limitrofe alle scuole, geograficamente poco raggiungibili o economicamente depresse. Inoltre, nel computo della formazione dei posti da assegnare in vista del prossimo anno andava conteggiata, senza ombra di dubbio, anche la presenza di alunni disabili per classe e di studenti alloglotti o stranieri. Sono tutti fattori di cui dover tenere conto sulla determinazione degli organici. Quando Anief sarà rappresentava, dopo il rinnovo delle Rsu di metà mese, denuncerà in sede di informativa presso gli ex Provveditorati tutti quei posti vacanti e disponibili che l’amministrazione territoriale e centrale non destina alle immissioni in ruolo e riconosciuti come tali ma relegati a organico di fatto.

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Open Government Partnership: a Roma una menzione per l’azione “Roma collabora”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Roma Capitale ha ricevuto una menzione da parte dell’IRM – Meccanismo Indipendente di Valutazione dell’Open Government Partnership – per “Roma Collabora”, una delle azioni del Piano Nazionale coordinato dalla Funzione Pubblica segnalata come “starred” o stellata per il suo carattere di profonda trasformazione nell’interazione tra l’amministrazione e i cittadini e per il livello di completamento raggiunto nel corso di questi anni. Il riconoscimento è stato conferito oggi nel corso dell’evento di presentazione del Report di valutazione intermedia del Piano d’azione 2016/2018 sull’Open Government che si è tenuto in Campidoglio.
“Roma contribuisce al Piano Nazionale sull’Open Government con due azioni: “Roma Collabora”, focalizzata sui temi della partecipazione e della collaborazione, e “Roma Capitale – Agenda Trasparente”, relativa alla messa on line della mia agenda istituzionale. La menzione per “Roma Collabora”, segnalata insieme all’iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica “La Settimana dell’Amministrazione Aperta”, ci rende particolarmente orgogliosi in quanto riconoscimento per aver posto al centro dell’azione politica l’ascolto e la collaborazione con i cittadini” commenta l’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.Tra i risultati dell’azione “Roma collabora” l’attivazione dello streaming delle sedute dell’Assemblea Capitolina e di diversi Consigli Municipali, l’istituzione del Forum per l’Innovazione e della Comunità degli innovatori del personale capitolino.A questi si aggiunge l’attuazione sistematica di una strategia per la partecipazione che include le modifiche allo Statuto di Roma Capitale, con l’introduzione del principio del diritto alla partecipazione democratica elettronica, nonché di nuovi istituti di partecipazione popolare utilizzabili attraverso il ricorso a tecnologie informatiche e telematiche, l’area Partecipa del nuovo Portale Istituzionale, i seminari che si tengono presso i Punti Roma Facile e che costituiscono una vera e propria scuola diffusa per la cittadinanza digitale e la partecipazione.

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Concerto di musiche della Grecia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Napoli Mercoledì 11 aprile 2018, ore 21.00 AvaNposto Numero Zero. Napoli, Via Sedile di Porto 55 (Corso Umberto-Via Mezzocannone). Un tuffo nel Mediterraneo, in quella “Terra di Mezzo” fatta di mare, viaggi, storie, umanità e culture che si sono incontrate per millenni, tanto da creare un’unica identità mediterranea. Middle Earth (Μέση γη) è anche il nome del progetto artistico fondato dai musicisti Michalis Papadakis (violino e voce) e Vangelis Giannitsoudakis (lauto cretese) che mercoledì 11 aprile 2018, alle ore 21.00 si esibirà all’AvaNposto Numero Zero in un concerto acustico di musiche della Grecia e del Mediterraneo, il primo in Italia, per il quale i due artisti hanno fortemente voluto Napoli, città che sentono vicina alle loro radici. Nati e cresciuti a Kissamos, cittadina sulla costa nord-occidentale dell’isola di Creta permeata da una forte tradizione musicale, il duo ha maturato le prime esperienze agli inizi degli anni ’90 arrivando a collaborare con artisti connazionali e stranieri lavorando per il teatro, la televisione e il cinema indipendente, questi ultimi ambiti per i quali hanno composto diverse colonne sonore. Propongono un viaggio culturale nel quale l’Oriente e l’Occidente si incontrano, rigenerandosi con le contaminazioni moderne. Un itinerario lungo un percorso storico che comincia con i veneziani e gli ottomani che a Creta hanno lasciato, rispettivamente, il violino e il lauto, continua con le gesta narrate nel poema cavalleresco “Erotokritos”, scritto da Vincenzo Cornaro all’inizio del XVII e prosegue in Tracia e Macedonia per ballare al ritmo della Baiduska, una danza diffusa in tutti i Balcani per spingersi fino a Rodi e all’Asia Minore perseguendo una contaminazione fra generi che trasforma le sonorità meno note al pubblico occidentale e le ritmiche più complesse, rendendole familiari, mediterranee.
Appassionato di musica fin da bambino, Vangelis Giannitsoudakis (1982) inizia a quattordici anni a suonare il violino nella maniera orientale, ma dopo un anno lascia per dedicarsi a bouzouki, chitarra, synth e percussioni avvicinandosi, al tempo stesso alle sonorità greche, al rebetiko e alla musica occidentale, in particolare fusion e jazz. A diciassette anni compra il suo primo lauto cretese. Dal 2001 al 2008, lavora con numerosi gruppi diversi. Michalis Papadakis (1981) ha cominciato da bambino a studiare il violino tradizionale con il maestro Alifieris Stelios e l’acclamato violinista Michalis Kounelaki e il violino classico presso il Conservatorio di Kissamos e Selinou classificandosi, per due anni di seguito secondo al Concorso Nazionale per studenti nella categoria “musica tradizionale” e vincendo, nel 1999, il primo premio al concorso per giovani musicisti PAGKRITIO. Ha imparato a cantare da autodidatta e nel 2009 ha fondato la band Nostodia.Contributo associativo 12€. Ingresso riservato ai soci.

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Conti pubblici: “L’Eurostat ci consegna due notizie. Una cattiva ed una buona”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Quella cattiva ci dice che il salvataggio delle banche venete ha pesato sia sul deficit che sul debito italiano. L’impatto sul deficit delle operazioni Veneto Banca e Popolare di Vicenza è stato, infatti, di 4,7 miliardi (pari all’intervento di cassa a favore di Intesa San Paolo), vale a dire tra lo 0,2 e lo 0,3% del rapporto deficit/Pil (considerando il valore del Pil 2017, calcolato dall’Istat il primo marzo a 1.716.238 milioni di euro).
Per quanto riguarda il debito, invece, va considerato sia l’intervento diretto per cassa dello Stato pari a 4,8 miliardi (3,5 miliardi a copertura del fabbisogno di capitale generatosi in capo a Intesa San Paolo in seguito all’acquisizione della ‘parte buona’ delle attività delle due banche, e 1,3 miliardi per la ristrutturazione aziendale sostenuta dalla stessa Intesa per rispettare le regole sugli aiuti di Stato), sia la garanzia di massimo 6,4 miliardi concessa a Intesa San Paolo sul credito vantato nei confronti delle Banche in liquidazione per lo sbilancio di cessione.Questi numeri certificano un’oggettiva difficoltà per i conti pubblici italiani ed espongono il nostro Paese al rischio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea.
La notizia buona è, però, che questo deficit rappresenta una opportunità, per i nostri risparmiatori e investitori truffati, assai più che un problema (anche perché non entra nel deficit strutturale, essendo una tantum).Una opportunità perché sancisce che, se venderemo Npl per più di 8,2 miliardi e se Intesa escuterà garanzie entro i prossimi 3 anni per meno dei 3,4 miliardi stimati, ogni euro di miglioramento potrà essere iscritto a conto economico come sopravvenienza attiva e per pari importo accantonato al fondo di ristoro degli azionisti, oggi di appena 100 milioni.
Serve una politica che anzitutto capisca le opportunità per i cittadini invece che i problemi per le statistiche d’uscita di un pessimo governo e un pessimo ministro dell’Economia. Ma soprattutto serve una politica che, compreso tutto questo, non permetta gestioni speculative degli Npl, che sono il tesoretto degli azionisti, e sia un po’ più tonica di giugno 2017 nel rapporto con Banca Intesa.Serve una moral suasion volta a far comprendere che una banca che va alla grande (e ne siamo felici) può anche non attivare proprio tutte le garanzie che potrebbe, se gli spazi che lascia vanno a risparmiatori e imprese che se la passano male”.Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, già vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario italiano.

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Scuola – Diplomati magistrale, pure gli altri sindacati si muovono chiedendo una soluzione politica urgente

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Sulla spinta dell’Anief, in prima linea a fianco dei maestri e delle maestre che rivendicano i loro diritti alla stabilizzazione, ora anche la Flc-Cgil chiede una soluzione che possa mettere fine all’ingarbugliata situazione: la decisione arriva dopo due scioperi, l’ultimo il 23 marzo scorso, e due manifestazioni nazionali proclamati da Anief, ricorsi depositati per migliaia di ricorrenti già nel 2014 dai legali del giovane sindacato. È curioso che solo adesso si muova invece il vecchio sindacato confederale, dopo 15 anni di silenzio dalla prima apertura delle graduatorie permanenti, chiedendo la stabilizzazione delle maestre colpite dell’Adunanza Plenaria di fine 2017. Eppure di tempo ne avrebbero avuto per accorgersene prima.Nel frattempo, la nostra organizzazione sindacale ribadisce la necessità di riaprire urgentemente le GaE a tutti i docenti abilitati all’insegnamento, come già avvenuto nel 2008 (Legge 169) e nel 2012 (Legge 14), attraverso l’accoglimento della soluzione legislativa proposta sempre dall’Anief: è stato, infine, depositato il reclamo n. 159/18 dichiarato ammissibile dal Consiglio d’Europa, su cui si attendono le osservazioni dello Stato italiano sulla violazione della carta sociale europea dopo la nostra replica.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): La richiesta di un decreto-legge, una soluzione legislativa che riapra le GaE, è diretta al Miur e al nuovo Parlamento che si dovrà occupare del conflitto di giudicato posto dall’Adunanza Plenaria: 45 mila maestre aspettano di sapere, prima della fine dell’anno scolastico, se è possibile che siano licenziate solo perché sono in possesso dei un titolo – il diploma magistrale – che è ritenuto dai giudici valido per l’insegnamento ma non per l’immissione in ruolo e tutto questo mentre altre docenti con lo stesso titolo, grazie a sentenze passate in giudicato, sono confermate nei ruoli: l’ultimo avviso proviene dall’Ambito Territoriale di Vicenza, su ricorsi vinti da Anief al giudice del lavoro per 27 maestre.

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Vita da clandestino. Senza Facebook…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Firenze. Cambridge Analytica continua a mietere vittime. Il ragazzo con la felpa Mark Zuckerberg continua, nel suo piu’ che evidente imbarazzo, a scusarsi e a sostenere di voler rimediare e cambiare le malefatte dell’oggetto del suo benessere economico, Facebook. E noi italiani, tutto sommato, ne siamo poco toccati.
Timidamente si legge, qui e la’, di qualche rinunciatario, talvolta noto, del proprio account e della sua vita post-social. Ma in sostanza, l’oggetto del desiderio della propria autostima continua ad essere al centro della comunicazione e dell’informazione, interpersonale, politica, sociale ed economica. Non c’e’ pubblicazione online -su quello che banalmente viene chiamato web di Internet- che non riporti la sfilza di immaginette dove si puo’ seguire lo stesso testo e le stesse immagini, e tra queste troneggia Facebook. Non averle sembra che sia sintomo di regresso, di emarginazione comunicativa e sociale.
Anche io mi sono fatto l’account su Facebook ed ho dato il mio contributo ai numeri stratosferici che fanno gigante il portafoglio del ragazzo con la felpa. Mi sono messo anche la foto identificativa (quello del mio antico cane ormai andato), qualche piccola foto di bei luoghi e belle persone i primi giorni di diversi anni fa e mi sono detto: mi serve per arricchire le mie informazioni, che’ se non sono iscritto, tante cose mi vengono precluse. L’ho creduto per un paio di giorni e sono tornato da dove ero partito: la clandestinita’. E, in effetti, non c’e’ giorno che non vengo preso per i fondelli da quelli con cui ho rapporti, perche’ mi ostino con il vecchio sistema di posta elettronica, arricchito con qualche messaggio di WhatsApp, per arricchire le mie informazioni, e cercare sul web e nelle agenzie stampa, nonche’ in ultima battuta sui quotidiani e qualche settimanale.
Ed ora che il ragazzo con la felpa va a giustificarsi a destra e a manca, e nonostante sembri che ai piu’ non gliene freghi nulla di essere stati venduti e usati a propria insaputa, sorrido nel leggere quel che accade. Perche’ non avrebbe potuto essere altrimenti, anche se Facebook fosse stato proprieta’ di un qualche Stato e che, per alcuni, di per se’ garanzia come strumento di pubblica utilita’. “Business as usual”, dicono gli anglofoni. Figuriamoci se hai la felpa e vieni dalla Silicon Valley, e tutto quello che dici e fai ha il manto dell’assoluto, del destino del “ecco cio’ che ci mancava”…. tranne accorgersi che questa macedonia di tecnologia, modernita’ e religiosita’ non e’, ne’ piu’ ne’ meno, lo stesso piatto di chi ti vende un’automobile, una casa, un viaggio o un tocco di formaggio: bello e utile quanto vuoi ma, per l’appunto, “quanto vuoi”, “quanto ti serve” e facendoci la tara per verificare se stai comprando il
contenitore piuttosto che il contenuto.
E quindi sono un clandestino rispetto a Facebook e compagnia… eppure sono tra coloro piu’ informati della media (piacere, amore e professione). Per me Facebook potrebbe anche non esistere e, oltre a non sentirne la mancanza, credo che sarebbe un vantaggio. Sono un luddista? No, solo che il giocattolo di Zuckerberg ha fatto il suo tempo. E’ stato utile per tanti (non per me), e se continua ad esserlo e’ solo perche’ in tanti -abitudinariamente- lo usano come la mattina si lavano i denti con lo spazzolino. E quello che e’ accaduto con Cambridge Analytica ci ha mostrato quello che potevamo sapere ma che, per vari motivi soggettivi e oggettivi, abbiamo voluto ignorare si’ da poter rispondere prontamente a quelli che ci dicevano “l’ho letto su Facebook”.
Da clandestino in movimento non posso che dire “avanti il prossimo”, auspicando che ognuno abbia fatto e faccia tesoro del suo essere stato usato a sua volontaria insaputa. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Pensioni: FMI chiede il contributivo: 46 miliardi da sottrarre ai pensionati. Vitalizi foglia di fico

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

“Cari pensionati, ci costate troppo, siete stati per decenni dei privilegiati, con una pensione calcolata con il sistema retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio, invece di ricevere quanto avete versato, che è il sistema contributivo. Per cui, dal prossimo mese la vostra pensione verrà decurtata del 30%, salvo conguagli.”Potrebbe essere questa la lettera del prossimo governo a milioni di pensionati. Fantasie? No, perché questa è la linea indicata dal Fondo Monetario Internazionale. Nella relazione “Italia: verso una riforma fiscale favorevole alla crescita”, il Fondo sollecita il taglio delle pensioni calcolate con il sistema retributivo. Insomma, alcuni partiti sono portatori di istanze di una organizzazione politica, monetaria e bancaria internazionale, che mira ad una profonda modifica del nostro sistema pensionistico.
A quanto ammonterebbe il taglio alle pensioni? Secondo un report de IlSole24Ore, del 20 maggio 2015, “è di 46 miliardi il conto del retributivo”, vale a dire che se si applicasse il contributivo alle pensioni retributive, attualmente percepite della maggior parte dei comuni cittadini, si potrebbero risparmiare 46 miliardi, il che migliorerebbe il bilancio dell’Inps e dello Stato ma ad un costo insostenibile per i pensionati, una vera e propria “macelleria sociale”, paventata in commissione Bilancio della Camera dei Deputati, nel corso della passata legislatura.Il taglio dei vitalizi, di cui si parla in questi giorni, non sarebbe altro che la foglia di fico di copertura di un’operazione di “ristrutturazione” delle pensioni attualmente percepite. Dopo i vitalizi si passerà alle “pensioni d’oro” (M5S e FdI lo hanno già annunciato) e, poi, alle altre pensioni.I vitalizi non ci sono più dal 2012 e quelli residui, calcolati con il sistema retributivo, riguardano un numero limitato di ex parlamentari più vicini agli 80 che ai 70 anni, ai quali si vuole applicare retroattivamente una decurtazione che verrebbe, poi, utilizzata per le pensioni attualmente percepite dai cittadini.I pensionati sono avvertiti; perciò non si facciano ingannare da paroloni che circolano nei palazzi del potere su equità, etica e giustizia riguardo ai vitalizi: l’obiettivo vero è mettere le mani sulle loro pensioni.

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Ue: Italia assente in fondamentale partita per agenda europea

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

“Il Consiglio europeo del 28-29 giugno deciderà le cosiddette raccomandazioni specifiche agli stati che riguardano le riforme che l’Unione europea chiede ai Paesi membri.Questa delibera nel Consiglio europeo dei capi di stato e di governo si fonda sulle proposte della Commissione e che tengono conto dell’esame di tutti i piani nazionali delle riforme (Pnr) che ciascun paese deve inviare a Bruxelles insieme al Def entro il prossimo 10 aprile.
Queste raccomandazioni che saranno approvate a fine giugno dal Consiglio europeo, condizioneranno sia la politica economica, sia la più generale attività di tutti i governi dei paesi dell’Unione.
Ad esempio, già da qualche anno si chiede all’Italia di agire sul mercato del lavoro per ridurne concretamente le inefficienze, di riformare il sistema fiscale, di ridurre il carico delle procedure amministrative, di rendere più spediti i procedimenti giudiziari, di migliorare il sistema della pubblica istruzione, di contenere il deficit annuale e di ridurre lo stock del debito.Come sta andando il nostro Paese verso questo fondamentale appuntamento di fine giugno in Europa? Purtroppo, complice anche il periodo elettorale, a mani nude. Vediamo perché.In primo luogo, bisogna considerare che i contatti preliminari fra gli Stati e le istituzioni europee sono già in corso e in fase estremamente avanzata, ed è quindi fondamentale che il Governo Gentiloni sia intelligentemente attivo e ne dia immediata, costante informazione al Parlamento e alle forze politiche, cosa che fino ad ora non è avvenuta.In secondo luogo, è evidente che al fine di influire sulle ‘raccomandazioni’, abbiamo bisogno di predisporre un idoneo Def e un dettagliato Pnr, non un ‘mini Def’ e nessun Pnr, come si sta ipotizzando. Sarebbe puro autolesionismo.In terzo luogo è palese, che le recenti notizie del peggioramento dei saldi dei nostri conti pubblici, su deficit e debito a causa degli interventi sulle banche venete, contrariamente a quanto era stato previsto dal governo uscente fino a poche settimane fa, rende tutto più difficile e sta creando forte allarme presso i nostri partner e le istituzioni Ue. Insomma piove sul bagnato.In un quadro di questo genere, fortemente a rischio, con i mercati preoccupati ancorché silenti, occorrerebbero due decisioni fondamentali per l’interesse nazionale: la prima è di procedere verso la formazione di un governo di forze politiche credibili, con personalità in grado di interloquire positivamente e costruttivamente con l’Europa; la seconda di fare presto, senza inutili dilazioni, con idee chiare, senza perdersi in invenzioni estemporanee di politica economica e sociale, più da campagna elettorale che da responsabilità di Governo, in un momento delicato come questo a livello internazionale.
Sempre al Consiglio Europeo di fine giugno, i leader dovranno inoltre pronunciarsi ulteriormente sul pacchetto di proposte fatto dalla Commissione UE nel dicembre 2017 sull’evoluzione dell’unione economica e monetaria.In questo pacchetto sta l’intero futuro della governance dell’Eurozona (Fondo Monetario Europeo, Ministro delle finanze europeo, recepimento del Fiscal Compact nel diritto UE, completamento dell’Unione bancaria). Molte di queste proposte sono tali da preoccupare il nostro Paese e ledere i suoi interessi, in particolare quelli del Mezzogiorno. Questa semplice ricognizione dell’agenda europea dovrebbe consigliare a tutti i leader consultati al Quirinale, saggezza e realismo. Ne va della sovranità del nostro Paese”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Torino dal 16 al 23 aprile torna Torino che legge, la settimana della lettura, con reading, incontri con l’autore, conferenze, musica, cinema, teatro, spettacoli e iniziative rivolti a grandi e piccini. Il programma si inaugurerà lunedì 16 aprile alle ore 17.30 alla Biblioteca civica Centrale, con Gino Roncaglia, uno dei massimi esperti italiani di lettura e digitale, che presenterà il suo nuovo libro L’età della frammentazione. Cultura del libro e scuola digitale dedicato al rapporto delle nuove generazioni con la rete e la lettura e al ruolo che hanno in merito la scuola e la filiera del libro (biblioteche, librerie, ecc.). In questa occasione saranno anche premiati i lettori ‘forti’ delle Biblioteche civiche torinesi, un modo per far incontrare lettori e biblioteche.
Giunta alla quarta edizione, la manifestazione coinvolgerà l’intera città, dal centro alle periferie, con oltre 300 appuntamenti in spazi pubblici e privati: biblioteche, librerie, scuole, musei, teatri, cinema, case del quartiere, enti, associazioni e fondazioni, circoli, piazze, corsi, giardini e tram storico. La manifestazione – che con una locandina dedicata sostiene una campagna annuale di promozione della lettura a favore di biblioteche e librerie – coinvolgerà una rete ampia di soggetti pubblici e privati, fra cui il Salone Internazionale del libro di Torino, il Circolo dei Lettori, la Scuola Holden, TorinoReteLibri, il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia: un grande laboratorio cittadino sulla lettura che pone in evidenza la forza della filiera del libro e la sua azione sinergica e ampia, leva fondamentale per promuovere e rafforzare una collaborazione continuativa fra i diversi soggetti ed enti culturali cittadini.
Numerosi saranno gli ospiti in città durante la settimana letteraria, fra tutti ricordiamo: Gianrico Carofiglio, Giuseppe Culicchia, Sandra Petrignani, Margherita Oggero, Bruno Gambarotta, Maurizio De Giovanni, Enrico Pandiani, Tiziano Scarpa, Marco Balzano, Paolo Di Paolo, Enrico Remmert, Martino Lo Cascio, Giusi Marchetta, Marcello Simoni, Laura Pariani, Andrej Longo, Guido Quarzo, Sofia Gallo, Giua e Pier Mario Giovannone.
Lunedì 23 aprile, alle 16 e alle 20.30, al Cinema Romano sarà proiettato il film documentario Ex Libris. The New York Public Library del Maestro Frederick Wiseman, presentato alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Venezia. Un inedito sguardo dietro le quinte della New York Public Library, tra le più grandi istituzioni culturali e democratiche del mondo, luogo di accoglienza e d’incontro, di scambio culturale e di apprendimento. Il Circolo dei lettori porterà la Giornata Mondiale del Libro in carcere, nella Casa circondariale Lorusso e Cutugno, per condividere con chi lì vive e lavora la forza dirompente delle storie. Davide Ferraris, Rosita Ferrato, Jacopo Rosatelli, Elena Stancanelli e Giulio Biino incontreranno i detenuti la mattina e il personale di polizia penitenziaria il pomeriggio, per dialogare insieme sulla lettura, piacere e diritto di tutti gli uomini. Mentre alle 17, il Centro UNESCO di Torino (viale Maestri del Lavoro 10) ricorderà la giornata con l’iniziativa Letture dal mondo.
Fa parte del programma anche la mostra Un Mausoleo a 33 giri allestita al Mausoleo della Bela Rosin: 365 copertine, un disco al giorno, vecchi e nuovi album esposti su pareti di cellophane, da The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd (’73), al celebre ‘salvadanaio’ del Banco del Mutuo Soccorso (’72), alle ‘bollicine’ di Vasco Rossi (’83).

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Toscotec esporta macchinari per la carta tissue in Argentina

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

SACE, che insieme a SIMEST costituisce il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha perfezionato un’operazione del valore di 3 milioni di euro a supporto dell’export di Toscotec in Argentina.
In particolare, grazie al sostegno di SACE, l’azienda lucchese ha assicurato dal rischio di mancato pagamento per eventi di natura politica e commerciale la fornitura di un macchinario per la lavorazione della carta tissue a un cliente argentino.Toscotec, nata nel 1948 all’interno del distretto cartario lucchese, è un’azienda leader nella produzione di macchinari per la elaborazione di carta tissue e carte per usi industriali. Innovazione, know-how tecnologico e rispetto dell’ambiente sono da sempre i valori guida dell’azienda. Oltre alla sede sul territorio nazionale, Toscotec opera a livello internazionale attraverso le sue filiali presenti in Cina e negli Stati Uniti.L’azienda lucchese è cliente di lungo corso di SACE SIMEST. Dal 2005 Toscotec si è, infatti, avvalsa del supporto all’export e all’internazionalizzazione di SACE e SIMEST.Questa operazione conferma il supporto di SACE alle imprese italiane che desiderano approcciarsi al mercato argentino. Il Paese, pur offrendo buone prospettive e opportunità per l’export e l’internazionalizzazione, presenta ancora delle complessità congiunturali. Le stime di SACE indicano una crescita del 3,6% dell’export italiano in Argentina fino al 2020, in particolare nei settori della meccanica strumentale, energie rinnovabili, costruzioni, automotive e componentistica, infrastrutture e oil & gas.

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Scuola. Precariato senza soluzione: Anief risponde alle osservazioni dello Stato italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Il giovane sindacato replica al reclamo collettivo dichiarato ammissibile n. 146/17 dal Consiglio d’Europa, ma denuncia anche Governo e Sindacati confederali per aver firmato un contratto (CCNL 2016/8) per il personale della scuola che non recepisce né la giurisprudenza italiana né comunitaria sui contratti a termine, sull’applicazione della direttiva 70/99 UE né sulla parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato con riflessi su ricostruzione di carriera e mobilità. Ora si aspetta la risposta delle istituzioni comunitarie che sarà vincolante per il nostro Parlamento.Nella risposta al Governo, si sottolinea come rimanga “dunque in vigore, a tutti gli effetti, l’art. 526 D. Lgs. 297/94 che così dispone: «Al personale docente ed educativo non di ruolo spetta il trattamento economico iniziale previsto per il corrispondente personale docente di ruolo». Inoltre, Anief rileva che “il personale assunto in organico di fatto va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare. Sotto il profilo del fabbisogno organico REALE, le cattedre dell’organico di fatto costituiscono cattedre VACANTI”. Ed il sostegno ne è l’esempio massimo: “Dei 142.930 posti di sostegno attivati nel 2016/2017, dunque, soltanto 96.238 sono stati assegnati a docenti di ruolo, mentre i restanti 46.692 sono in deroga, ossia conferiti a docenti con contratti fino al 30 giugno”. Pertanto, tali posti – come quelli comuni – devono necessariamente essere collocati nell’organico di diritto per essere poi assegnati alle immissioni in ruolo. Infine, Anief rileva che il risarcimento del danno è una “misura sanzionatoria insufficiente”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo anche denunciato la nuova fase transitoria delle graduatorie regionale di merito ad esaurimento che non risolve il problema del precariato e a cui non ha aderito un precario abilitato su tre: nella gestione della fase transitoria del nuovo sistema di reclutamento, infatti, nei prossimi dieci anni saranno persino ridotti i posti vacanti e disponibili riservati alle immissioni in ruolo di questa procedura fino a raggiungere il solo 20% delle disponibilità. Ora si aspetta la risposta delle istituzioni comunitarie che sarà vincolante per il nostro Parlamento.

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Dirigenti Scolastici, arrivano mille euro in più di FUN e il Miur apre alla RIA

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Il Ministero dell’Istruzione ha integrato il Fondo unico nazionale 2016/2017 di 10 milioni di euro lordo stato, che corrispondono a 7.535.795 euro lordo dipendente: sono finanziamenti finalizzati alla retribuzione di risultato, ma non si comprende se lo stanziamento sia una tantum o permanente. Considerando, infatti, che i capi d’istituto in servizio, ad oggi, sono 7.179, ad ognuno verrà corrisposta la cifra media paria 1.049 euro. Nel frattempo, il Miur ha comunicato che nella determinazione del FUN 2017/2018 verrà recuperato il conferimento della RIA dei pensionati, per il periodo che va dal settembre 2014 al settembre 2017. L’aspetto più interessante è che l’Amministrazione cominci ad ammettere che il conferimento della RIA dei pensionati va finalmente ripristinato: secondo Udir, a questo proposito, va recuperato il periodo che va dal 1° settembre 2011 ad oggi, così come va effettuato il conferimento della RIA dei Dirigenti Scolastici che andranno in pensione in futuro. Inoltre, il recupero deve avere decorrenza 1° gennaio 2016.

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WAJIB: Invito al matrimonio, al cinema dal 19 aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Firenze. Vincitore al Festival Internazionale del Cinema di Dubai come Miglior Film e del premio come Miglior Attore ex aequo per Mohammed e Saleh Bakri, aprirà il Middle East Now Festival di Firenze il 10 aprile, Wajib – Invito al matrimonio. Ambientato nella comunità cristiana di Nazareth, in Palestina, il film – diretto dalla pluripremiata regista palestinese di When I saw you, Annemarie Jacir, e interpretato da due straordinari attori, Mohammed e Saleh Bakri, padre e figlio sullo schermo e nella vita – evidenzia le criticità e le difficoltà del vivere in una terra martoriata, in cui pragmatismo e idealismo non sempre riescono a convivere. Il titolo Wajib, che tradotto in italiano significa “dovere”, fa riferimento alla tradizione palestinese secondo la quale il padre e i fratelli della sposa hanno il dovere sociale di consegnare personalmente gli inviti di matrimonio. Un gesto solenne e culturalmente importante che dà vita a un road-movie profondo ed emozionante, che esplora la complessità del rapporto padre-figlio nel confronto tra liberà e dovere, modernità e tradizione.Il film, che ha ottenuto anche il Premio ISPEC (Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo) al Festival di Locarno 2017, sarà distribuito da Satine Film a partire dal 19 aprile 2018.
Abu Shadi ha 65 anni e vive a Nazareth, in Palestina. Di professione insegnante, molto stimato, Abu Shadi ha cresciuto da solo i due figli dopo l’abbandono della moglie e la sua fuga in America con un altro uomo, e ora si appresta a vivere quello che è forse il giorno più bello della sua vita: il matrimonio della figlia Amal. Per l’occasione e per aiutarlo nei preparativi, è tornato nella città natale anche Shadi, l’altro figlio che ormai da tempo vive in Italia, dove lavora come architetto. Pur essendo ormai avvezzo agli usi occidentali e molto critico verso quanto accade nella regione, Shadi non si è sottratto al rispetto della locale consuetudine palestinese che prevede il “Wajib”, il “dovere” da parte dei familiari, di consegnare personalmente le partecipazioni di nozze, come forma di rispetto verso gli invitati. Di casa in casa, con visite a familiari, amici o anche semplicemente vicini, Shadi e Abu Shadi si apprestano a trascorrere insieme un’intensa giornata on the road dedicata a incontri e consegne così come vuole la tradizione. Le porte di cristiani, mulsulmani e anche atei si aprono al loro arrivo. Ma se al cospetto degli invitati padre e figlio riescono a calarsi nel ruolo che tutti da loro si aspettano, nei momenti in cui sono soli, la diversa visione della vita e dei valori che ormai ampiamente li separa affiora man mano in superficie costringendoli a un inevitabile confronto.

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