Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Lo “zero” in democrazia di Berlusconi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2018

E dire che mi era simpatico quel disinvolto e intraprendente patron dei media e ancor prima “palazzinaro” milanese che era riuscito ad entrare a pieno titolo tra coloro che hanno avuto i mezzi e l’occasione di mettere la politica al proprio servizio e a convincere gli italiani che tale scelta coincidesse con l’interesse generale del paese. In seguito ha fatto di più e meglio puntando alla conquista del parlamento e di palazzo Chigi. E ci è riuscito, ovviamente, a più riprese sfruttando le debolezze dei suo compagni di viaggio: i leghisti e la destra di Fini. Quest’ultima da tempo, e già da quando era guidata da Almirante, cercava di “sdoganare” la sua “forza politica” dal pregiudizio comunista d’essere l’erede del fascismo. Ma in presenza di qualche difficoltà nel reggere la sua posizione ai vertici del potere politico, finanziario e industriale non si è fatto scrupolo di far varare decine di leggi in suo favore e a quello delle sue aziende e ad aprire la “campagna acquisti” per reclutare parlamentari disponibili a cambiare casacca per passare dalla sua parte.
Oggi ha superato se stesso. Dopo che il suo partito è passato dagli undici milioni di consensi ad appena cinque, in una manciata di anni, e aver distrutto l’oppositore storico inviando nel Pd il virus renziano è rimasto il mattatore della scena politica nazionale. Già pensa come fare per raccogliere i resti del PD come portatore d’acqua al suo mulino dopo averlo fatto con i leghisti. Su questa base ha preteso che gli altri lo considerino il salvatore della democrazia tacciando i pentastellati da avventurieri. Un altro suo pregiato pezzo d’antiquariato è stata la legge elettorale, da lui fortemente imposta, dove sono spariti i candidati e sono apparsi i simboli e gli elettori hanno votato a scatola chiusa per consentirgli d’ avere un “parlamento blindato” ovvero di fedelissimi. A questo punto dove sono finiti i valori liberali che lui dovrebbe sostenere senza riserve, come il rispetto delle leggi e i diritti umani? (Riccardo Alfonso)

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