Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n°108

Il centro destra si impallina da solo

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il tira e molla tra il centro-destra e i pentastellati lascia l’amaro in bocca. Lo dobbiamo al fatto che abbiamo dovuto sorbirci l’intraprendenza berlusconiana anche quando si pensava fosse stato messo alle corde. Niente da eccepire se si fosse trattato di una normale contesa politica e non d’interessi di parte e tenuti sotto traccia con la questione dei rapporti di forza politici e le varie sonate populiste pronte a svanire il giorno dopo del voto. Ne consegue che dal 2013 ad oggi non esiste una forza maggioritaria nel paese che possa richiamarsi alla destra o alla sinistra nel senso classico del termine ma semmai un calderone centrista dove c’è dentro di tutto e fa gola a tutti. Questo centro è il solo nel poter dire che è in grado d’esprimere una maggioranza assoluta ma stranamente è nei fatti incapace a realizzarla.
Il perché si riesce a spiegarlo solo se partiamo dall’idea che gli elettori italiani nel complesso hanno al loro interno una trasversalità fortemente pronunciata che si può sintetizzare in due distinte fazioni e tantissimi distinguo. Tanto per fare un esempio banale, ma a mio avviso illuminante, ci troviamo con il modesto pensionato che vota Forza Italia. Un partito che fa implicitamente una politica in difesa dei grandi interessi del capitale anche se non vuole darlo a vedere, in modo palese, proprio per rubare la scena a quelli che ne avrebbero la titolarità. Nel frattempo il PD che dovrebbe avere la vocazione a sinistra si è di fatto trasformato in un movimento centrista che fa l’occhiolino alla destra. In questo modo si stanno rimescolando le carte tanto che non si può più dire che ognuno, con coerenza, riesca a fare la parte che gli spetta ma tenda a predicare bene e a razzolare male, anzi malissimo. A questo punto volendo semplificare le cose possiamo dire che in realtà sono solo due le forze im campo: quelli che hanno e quelli che sono ed è un discorso così esplicito che oggi sappiamo che ci vogliono 3 miliardi e mezzo di individui per eguagliare la ricchezza delle 45 persone più lucrose del mondo. Logica vorrebbe che un numero così grande fosse in grado di condizionare tale piccola entità ed invece succede tutto il contrario. E’ il nostro male oscuro e in Italia si manifesta in tutta la sua evidenza. (Riccardo Alfonso)

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