Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

“Riscoprire che la comunicazione coinvolge persone concrete, non masse”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Roma. Crescere nella comprensione e nel rispetto nel campo della comunicazione pubblica, come chiede Papa Francesco, significa innanzitutto rendersi conto che questo lavoro “coinvolge persone con nome e cognome” e non “masse”. Così il Prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce, mons. Fernando Ocáriz, a chiusura dell’XI Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso dalla Facoltà di Comunicazione sul tema del “Dialogo, rispetto e libertà di espressione nella sfera pubblica”.Vi hanno partecipato 400 persone di vari Paesi, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di uffici stampa di Diocesi, Conferenze episcopali e altre realtà ecclesiali, docenti universitari e giornalisti.Tra le tematiche affrontate, anche quelle recenti della post-verità e delle fake news. A questo proposito, mons. Ocáriz ha ricordato come di fronte al proliferare di notizie false, avere comprensione e rispetto significhi “rinnovare la professione dell’informazione dall’interno”, approfondendone “la dimensione di servizio”, proprio perché “una persona ben informata è una persona più libera e responsabile” e perciò “capace di agire nella società in maniera solidale”.
Riguardo al dialogo, per il Prelato dell’Opus Dei occorre nutrire il desiderio di “capire gli altri, di comprendere i loro punti di vista”, in modo da scoprire “aspetti concreti che non erano stati presi in considerazione” e così perfezionare le proprie proposte e rendersi più comprensibili.Un ultimo aspetto evidenziato da mons. Ocáriz è quello della necessità – soprattutto in un mondo professionale caratterizzato da velocità e immediatezza – di svolgere il proprio compito con “serenità”, la stessa che “ci permette di dare profondità al nostro lavoro, scoprirne la dimensione di eternità e di riposare in Dio.
Tra i relatori di questa edizione del Seminario, Richard R. John, della Columbia Journalism School (New York), Juan Pablo Cannata, dell’Universidad Austral (Argentina), Walter Quattrociocchi, della Ca’ Foscari (Venezia), l’Arcivescovo Primate d’Irlanda Eamon Martin, Margaret Somerville, dell’University of Notre Dame (Australia), Chiara Giaccardi, dell’Università Cattolica (Milano) e Steve William Fuller, dell’University of Warwick (Regno Unito).
I partecipanti hanno ascoltato le opinioni di giornalisti di testate come The New York Times, EWTN, Itar-Tass, e hanno condiviso le esperienze con responsabili di comunicazione ecclesiale di paesi diversi come Francia, Slovacchia, Ucraina e Messico. Mercoledì mattina hanno assistito all’Udienza in Piazza San Pietro con Papa Francesco, che ha rivolto loro un saluto.Nel corso del Seminario è stata anche presentata la “Cattedra Navarro-Valls”, dedicata allo storico portavoce di San Giovanni Paolo II, scomparso il 5 luglio dello scorso anno.

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