Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Interventi a favore dei familiari che assistono persone disabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Il caregiver (familiare assistente) è una persona che aiuta, in maniera gratuita e quotidiana, un proprio parente di primo grado non autosufficiente fisicamente e/o mentalmente. La gratuità e la disponibilità h/24 è la principale differenza fra un caregiver e la classica figura del/della badante così come comunemente è intesa. Nello svolgimento di questa amorevole attività, il familiare assistente può operare in maniera diretta (lavare, vestire, cucinare, …) o indiretta (adempiere agli obblighi amministrativi) il proprio congiunto, così come adottare tecniche di sorveglianza attiva (intervenire in caso di pericolo per l’assistito o gli altri) o passiva (paziente a letto che ha bisogno di controllo). Nell’ultima legge di Bilancio è stata inserita questa mansione fra i lavori gravosi in modo che questa particolare categoria di persone, a tutti gli effetti lavoratori, possano accedere a un indennizzo di tipo pensionistico.
Negli ultimi anni, infatti, è emersa sempre più l’esigenza di fornire una qualche forma di tutela e assistenza per coloro che assicurano assistenza a congiunti con disabilità o comunque non autosufficienti.Data la grandissima rilevanza sociale, causata anche da una grave carenza nelle strutture e negli strumenti di assistenza messi a disposizioni dal Servizio Sanitario Nazionale e dagli enti locali, non vi è dubbio che il tema sarà al centro dei prossimi lavori parlamentari.Nel corso della scorsa legislatura e in particolare nel 2017, la Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato ha faticosamente predisposto un testo unico, partendo dalle varie proposte di legge presentate su questo argomento.Questo testo, fortemente condizionato dalla volontà di non porre oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, si poneva come una sorta di atto di indirizzo alle regioni e alle province autonome, cui era rimessa l’adozione delle misure concrete a favore dei caregiver. Una scelta questa piuttosto discutibile, che avrebbe ulteriormente ampliato quella profonda disomogeneità di trattamento sul territorio nazionale che già esiste in tema di assistenzaQuesta impostazione “al ribasso” aveva fatto si che nel testo unificato le forme di assistenza davvero nuove fossero in realtà assai limitate e mancasse in esso qualsiasi riferimento a forme di tutela previdenziale (ad esempio contributi figurativi, pensionamento anticipato) e lavorativa ( ad esempio rispetto a malattie professionali e infortuni).
Non vi è dubbio che, se si vorrà davvero intervenire in favore dei caregiver familiari il nuovo Parlamento dovrà affrontare la questione in modo molto più coraggioso e con misure di efficacia molto maggiore. In previsione di questa evenienza, la legge di bilancio 2018 ha previsto la costituzione di un fondo per il finanziamento di misure di sostegno del ruolo di cura e di assistenza del “caregiver familiare”, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018/2019/2020.

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