Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Pasqua “salata” per gli amanti della tradizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Di certo è salata con i prezzi all’ingrosso della carne di agnello in aumento a marzo del 31,9% rispetto a un anno prima. Aumenti a due cifre anche per pollo (+17,3%), coniglio (+11,6%) e tacchino (+10,2%), mentre carni bovine (+3,9%) e suine (+2,8%) registrano incrementi meno consistenti. E’ l’intero comparto delle carni, comunque, cosi come quello delle uova (+29,5% rispetto a marzo 2017) che lo scorso mese registra un’impennata. Come mostra l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di commercio, a marzo rispetto a febbraio 2018 le carni ovine sono aumentate del +18,3% e quelle di coniglio del +12,7%, sospinte dall’incremento della domanda tipico del periodo pre-pasquale. Il buon andamento della domanda di tagli freschi ha impresso un rialzo rispetto a febbraio anche alle carni suine (+4,4%) mentre una sostanziale stabilità si è riscontrata per le carni bovine (-0,6%).
Nel comparto lattiero caseario, ulteriore calo mensile si è osservato per i prezzi del latte spot (-5,5%), sebbene meno accentuato rispetto a quanto rilevato a febbraio (-12,5%). Rispetto allo scorso anno, tuttavia, i prezzi attuali sono più bassi di quasi il 20%, contrazione su cui ha inciso la crescita produttiva in atto nel mercato del latte sia in Italia che nell’Unione Europea. Anche i formaggi a stagionatura lunga mostrano una flessione dei prezzi rispetto a dodici mesi fa (-6,2%), ascrivibile soprattutto ai ribassi registrati per il Grana Padano. Tra gli altri prodotti, forte aumento per la panna (+13,2%), sulla scia della richiesta sostenuta da parte dell’industria di trasformazione. Positivo anche il confronto con dodici mesi fa (+15,1%).
Nel comparto degli oli e grassi un nuovo ribasso mensile ha interessato l’olio di oliva
(-2,4%), i cui prezzi accusano un forte ridimensionamento rispetto allo scorso anno
(-24,4%), in un mercato segnato nell’attuale annata da una rilevante crescita produttiva. Marzo ha confermato invece i segnali di ripresa per i prezzi del burro (+7,2% rispetto a febbraio), tornati più alti anche rispetto a dodici mesi fa (+4,1%).
Nella filiera del riso e cereali, sulla scia della debolezza osservata nel mercato dei grani, variazioni leggermente negative hanno interessato gli sfarinati di grano duro (-1,8%) e tenero (-1,3%).

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