Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Pensionati? L’asso nella manica per le giovani generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 maggio 2018

I pensionati in Italia stanno vivendo un momento delicato. Gran parte di loro è attanagliata da assilli economici e il loro futuro, per quanto breve possa essere se non altro per ragioni anagrafiche, non è visto con ottimismo. Eppure possiamo ancora diventare qualcosa di più dei “scaldapanchine” ed essere portatori di un messaggio di speranza e di fiducia per un futuro migliore per i nostri figli, nipoti e pronipoti. Basta crederci. Sappiamo bene che sono tante le cose che non vanno e che ci sentiamo impotenti, nel nostro piccolo, a porvi rimedio. Ma la forza potremmo averla se riusciremo a trovare la possibilità di stare insieme, di scorgere un punto in comune, una voglia di lasciare alle generazioni future una società migliore, più egalitaria.
Il primo passo potrebbe essere quello di avviare un dialogo costruttivo con i giovani per renderli consapevoli che il passato, per poterci insegnare qualcosa, non è tutto da buttare alle ortiche. Pensiamo alla politica. Allora i vecchi di oggi erano i giovani di allora, pieni di passioni politiche e voglia di crescita e di benessere diffuso. E i frutti non sono mancati ottenendo maggiori diritti, un lavoro garantito e una previdenza e un’assistenza generalista. Poi le cose sono andate progressivamente guastandosi e ora ci troviamo in una fase acuta sul piano esistenziale. La situazione sembra sfuggirci di mano eppure la democrazia ci offre un’opportunità di riscatto anche se si è costretti a dover fare i conti con la disinformazione sempre più martellante e ossessiva sino a disorientarci. Come fare? La risposta può essere semplice e complessa al tempo stesso. Il tutto si basa sull’offerta politica e cosa ci attendiamo da essa in termini pragmatici. Significa, in altri termini, che non basta un voto per farsi ascoltare, poiché il tutto si basa sui numeri e allora che aspettiamo ad unirci e a marciare compatti? Lo slogan sta tutto qui: noi richiamiamo l’attenzione su due diritti: alla vita e al vivere. Che senso può avere se difendiamo il primo e avversiamo il secondo creando un’area di privilegio solo per pochi? (Riccardo Alfonso)

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