Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Food Made in Italy negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

Secondo le stime di Coldiretti, ammontano a 4 miliardi i consumi di prodotti alimentari di origine italiana negli Usa, con un aumento del 6% nel 2017. Attualmente gli Stati Uniti sono al terzo posto tra i principali acquirenti di alimenti Made in Italy, dopo Germania e Francia. Gli USA sono dunque un enorme bacino di possibilità per l’export delle aziende food italiane, ma quali sono gli elementi da tenere in considerazione per esportare negli Stati Uniti? DHL Global Forwarding propone un vademecum con le informazioni più importanti da considerare.
Dal 12 dicembre 2013 tutte le aziende, anche straniere, che producono, trattano, confezionano e detengono alimenti destinati al consumo da parte di persone o animali negli USA devono registrarsi presso la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia governativa degli Stati Uniti incaricata di emanare le norme che regolano la vendita dei prodotti alimentari sul territorio americano, e notificare ogni spedizione effettuata negli Stati Uniti, per ottenere il cosiddetto “numero FDA”. Il mancato rispetto di tali regole può portare a conseguenze pesanti, tra cui l’interdizione per l’azienda di esportare prodotti negli Stati Uniti: si viene inseriti nella cosiddetta Black List.La notifica anticipata (Importer Security Filing – ISF) di ogni spedizione di prodotti alimentari destinati al mercato USA deve essere effettuata all’FDA tramite mezzo elettronico o via telefono, non prima di 5 giorni dall’arrivo della merce e almeno 24 ore prima che parta dall’Italia. La notifica deve contenere il codice completo FDA del prodotto; il nome comune o di mercato; il marchio o nome commerciale; la quantità descritta dalla confezione più piccola al container più grande; i codici di lotto o altri elementi di identificazione. Se la notifica non viene accettata, la spedizione rimane ferma al porto d’arrivo.
Le recenti norme introdotte dal Food Safety Modernization Act (FSMA) prevedono nuovi obblighi per le imprese che esportano negli Stati Uniti e rafforzano i controlli sugli alimenti da parte della FDA. Da settembre 2016, per commercializzare prodotti alimentari trasformati nel mercato statunitense, tutte le aziende registrate alla FDA (attualmente circa 10.300 operatori italiani), dovranno adeguarsi alle novità legislative nel caso in cui esportino in USA, che obbligano tutti gli operatori del settore alimentare che producono prodotti destinati al mercato statunitense ad adottare un sistema di gestione della sicurezza alimentare rispondente a Preventive controls e Standards for produce safety. I Preventive Controls for Human Food prevedono che l’azienda adotti un sistema di procedure di controllo preventivo, basate sull’analisi del rischio, H.A.R.P.C. – Hazard Analisys and Risk Based Preventive Controls – che dovranno andare ad integrare il Piano H.A.C.C.P. Per gestire queste procedure l’azienda dovrà formare un Preventive Controls Qualified Individual (PCQI) tramite un corso di 3 giorni tenuto da un Lead Instructor qualificato dalla FSPCA (Food Safety Preventive Controls Alliance). Ad ogni attestato corrisponderà un codice identificativo del PCQI, tale figura può essere anche un consulente esterno qualificato designato dall’ azienda, il cosiddetto “FDA Agent”.

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