Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

La relatività dei valori morali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

By Alberto De Marco. Nella società di oggi, diventa sempre più effimero il confine, tra il bene ed il male. L’aforisma di Franco Basaglia assume contorni di maggiore valenza: “La pazzia è una dimensione umana. In noi la pazzia esiste ed è presente come la ragione”. Ci chiediamo quante volte nel corso dei secoli, l’uomo protagonista di efferati crimini, ha trasformato la sua vita nel servizio e nell’amore per il prossimo, diversamente da coloro, che si prodigavano nei formalismi religiosi, ma erano supportati solo dall’indifferenza, dall’animosità, dall’incoerenza nel dialogare con i loro simili. L’uomo, plasma del bene e del male, è il fulcro dell’Universo ed è alimentato dall’amore, ma soprattutto dall’indifferenza e dall’incoerenza. Non possono sussistere confini tra i valori umani. E’ difficile creare una separazione tra il bene e il male, tra la verità e la menzogna, tra l’odio e l’amore, oppure tra una visione ottimistica e pessimistica della vita. Nella declinazione del male ritroviamo anche nell’individuo l’esasperazione, la vessazione, l’incapacità e l’indifferenza per la crescente corruzione. La vera Giustizia quella Divina, sicuramente avrà una diversa valutazione nei confronti di coloro che hanno vissuto in contesti familiari delinquenziali e scevri di valori morali, ma soprattutto per gli ultimi e per gli emarginati; diversamente sarà implacabile nei confronti dei potenti, degli organi istituzionali, che hanno abusato del loro potere, delle classi privilegiate, che hanno alimentato la corruzione, ignorando e disinteressandosi della collettività, nei confronti dei “poteri forti” deviati e delle classi politiche che continuano a “sgovernarci”. Ricordiamoci sempre il ladrone morto in Croce con Gesù, quando disse: “… Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”, che Gli rispose: “… In verità io ti dico, oggi con me sarai nel Paradiso”, nonché la Misericordia di Dio che è infinita. E’ forse da ricercare nell’essenza della verità, la mancanza di un valore relativo? Questo interrogativo ci fa riflettere e scatena incertezza. Non è facile superare queste esitazioni, ma alla fine ci si convince della relatività di questo valore. La verità, si trova negli angoli più reconditi del nostro inconscio e il nostro sforzo è diretto sempre a soffocarla, in quanto ci spaventa la possibilità di vederci riflessi nell’interezza di una “vera luce”. E’ forse l’odio in antitesi con l’amore? L’odio come l’amore è un sentimento profondo. Il tempo gioca su questi valori per farli apparire diversi, ma la vera differenza consiste solo nelle manifestazioni esteriori, che non sono mai le stesse. L’odio come l’amore è generato dalla stessa fonte e nel corso del tempo, possono continuamente trasformarsi e presentarsi in modo completamente opposti e divenire per assurdità umana anche un sinonimo, quando erroneamente e con “gesti insani” si generano azioni violente con se stessi o con le persone amate. Io credo che nell’infinita Misericordia di Dio, anche Caino, che ha ucciso suo fratello Abele e lo stesso Giuda, che ha tradito Gesù anche se lo amava, ma ha creduto erroneamente in un Suo regno terreno ed auspicava in una reazione del Figlio di Dio per salvarsi dalla morte, che anticipasse in tale modo, la​ realizzazione di quel regno, abbiano compreso i loro errori anche negli ultimi istanti della loro vita e possono comunque oggi gioire nella Grazia di Dio. Questa inimmaginabile Misericordia per i figli di Dio, è incomprensibile per l’uomo, che ha ricevuto anche un altro grande dono, quello del libero arbitrio, che ci consente fino all’ultimo istante della nostra vita, di avere consapevolezza degli errori e di confidare nella pietà e nel perdono per ricongiungerci al Nostro Padre Celeste. Naturalmente questa compassione per l’uomo non deve generare confusione di comprensione, anche per il principale artefice del male, quella figura diabolica, che pure avendo consapevolezza della Maestosità di Dio, continua a profondere nell’uomo il germe del male, che manifesta nella continua ricerca del “delirio di Onnipotenza”, autocelebrandosi e con la convinzione di ricostruire una nuova “Torre di Babele”, che gli consente non soltanto di arrivare in cielo, ma di sostituirsi a Dio nella ricerca spasmodica dell’immortalità e con l’utopia di autogenerarsi, ignorando volutamente l’importanza del rispetto della natura e la necessità di salvaguardare tutte le specie animali. Alimentando una ricerca spasmodica diretta non alla sopravvivenza di milioni di persone, che muoiono nel mondo per la povertà, ma alla realizzazione di armi capaci di distruggere in un breve lasso di tempo l’intera umanità. A tale proposito è interessante la lettura del libro “La vita e le Preghiere di Padre Pio, Edizioni Vesuvio. Si evince da una lettera che Padre Pio scrisse ad un suo figlio spirituale, dell’apparizione che aveva avuto di Gesù, dopo avere celebrato la S. Messa: “…Figlio mio, non lasciare di scrivere quello che oggi odi dalla mia bocca perché tu non l’abbia a dimenticare. Io sono fedele. Nessuna creatura si perderà senza saperlo. Molto diversa è la luce delle tenebre. L’animo a cui voglio parlare l’attiro sempre a me; invece le arti del demonio tendono ad allontanarlo da me. I timori che l’anima sente in certi momenti della vita sull’eterna sua salute, se hanno me come autore, si riconoscono dalla pace e dalla serenità che lasciano dopo”. Nella disamina sulla relatività dei valori morali non possiamo che concludere con l’assunto, che l’ottimismo e il pessimismo sono percezioni dinamiche. Queste sono le riflessioni e le inquietudini, che alimentano il cuore, di un personaggio “scomodo”, che nel corso della sua vita ha “navigato” sempre “controcorrente”. Non possiamo e non dobbiamo mai sentirci una nullità nello sconfinato Universo.

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