Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Dall’età moderna alla contemporanea per diventare costruttori di pace

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

E’ l’arco di tempo in cui l’umanità ha vissuto tre grandi rivoluzioni: scientifica, industriale e tecnologica. Oggi possiamo dire di aver accumulato una grande mole di conoscenze ma il progresso non si è accompagnato alla consapevolezza del nostro essere e divenire. La scienza ha, indubbiamente, favorito lo sviluppo tecnico scientifico delle varie attività industriali con l’uso delle macchine applicate alla produzione di beni e servizi ma ora la sfida diventa più complessa e coinvolgente. Le attuali applicazioni tecnologiche nelle sue varie realizzazioni non tendono solo ad aiutare l’essere umano, per sollevarlo dalle fatiche della manualità, ma puntano a sostituirlo in tutto e per tutto. Questo significa, che se le imprese migliorano la loro linea di produzione il risultato ci porta a forme di automazione portate a ridurre il supporto umano. Non avere la consapevolezza di questi cambiamenti o pensare che possono verificarsi solo tra sei o sette generazioni e con processi lenti può diventare un errore fatale e generare conflittualità generazionali molto gravi. D’altra parte le indicazioni che provengono dai media portano solo illusioni sul contingente continuando a nutrire idee errate sui nostri modelli esistenziali voltando le spalle a ciò che potrebbe riservarci il futuro non remoto ma prossimo a venire. Non possiamo più subire le nostre azioni distruttive che si espandono su vasta scala con guerre, distruzioni, disastri ambientali, carestie, povertà, fame, epidemie in una catena che si autoalimenta, diventando un circolo vizioso. Dobbiamo spezzare questa spirale e renderci conto con pragmatismo che dobbiamo mettere da parte il nostro lato oscuro dettato dalla collera, dall’avidità e dalla stupidità per cercare di ritrovare con la ragione il senso profondo della vita coniugandolo con lo sviluppo della civiltà e con esso il ruolo del potere sotto tutte le forme. Non solo. Per cambiare le cose dobbiamo pensare in modo globale e agire al tempo stesso a livello locale e non solo guardando l’ambiente che ci circonda ma dentro di noi. (Riccardo Alfonso)

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