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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Il nuovo governo e gli impegni con l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

“Nel corso dell’audizione parlamentare sul Documento di Economia e Finanza, la Banca d’Italia ha lanciato l’ennesimo allarme sulla sostenibilità del debito pubblico italiano e sulla crescita, esortando il Governo a proseguire nel percorso di risanamento dei conti pubblici per evitare un ritorno del rischio sui mercati finanziari e una nuova crisi di fiducia nei confronti del nostro paese. Una tale crisi, infatti, potrebbe ripercuotersi molto negativamente sui conti pubblici, per effetto dell’aumento della spesa per interessi conseguente all’aumento dei rendimenti d’emissione dei nostri titoli di Stato. Nella riduzione del rapporto debito/Pil, l’Italia è stato il terzo peggior paese in Europa nel 2017, con un calo di solo il -0,2%, seconda solo a Francia e Lussemburgo, che partono però da rapporti inferiori al 100%.Un riferimento particolare è stato fatto dal vicedirettore Federico Signorini alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’IVA, che secondo la Banca d’Italia dovranno avvenire senza creare nuovo deficit, ovvero attraverso una maxi operazione di riduzione della spesa pubblica (spending review) oppure attraverso l’aumento di altre tasse. Nel caso tale sterilizzazione fallisse, l’Istat ha calcolato che il tasso di crescita del Pil subirebbe una contrazione del -0.1% il prossimo anno. Sempre l’ISTAT ha rilevato il drammatico aumento della povertà assoluta, che colpisce 5 milioni di italiani, pari all’8,3% della popolazione residente, un aumento esponenziale rispetto al 3,9% registrato dieci anni fa, mentre circa un milione di famiglie vivono non percependo alcuna fonte di reddito. Un dramma economico e sociale che si è aggravato anche per effetto della incapacità degli scorsi governi di centrosinistra di trovare delle politiche economiche e sociali efficaci a risolvere il problema.L’Ufficio Parlamentare del Bilancio ha invece rilanciato l’avvertimento sulla possibile manovra correttiva da 2 decimali di Pil, che potrebbero salire fino a 3 in caso di conferma del mancato aggiustamento strutturale evocato qualche giorno fa dal commissario per gli affari economici Pierre Moscovici. Sugli indicatori di finanza pubblica pesa il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia italiana, già in atto, per via del deteriorato scenario internazionale, con il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Unione Europea e il rischio di un affossamento dell’accordo nucleare con l’Iran che potrebbe causare all’Italia una perdita di Pil pari -0,3% già da quest’anno.Nel frattempo, corrono voci che la Commissione Europea possa chiedere al nostro paese una correzione del deficit strutturale pari allo 0,6% del Pil (circa 10 miliardi), già nelle prossime raccomandazioni di maggio. Un obiettivo che sarebbe rispettato, a legislazione vigente, solo in caso di aumento delle aliquote IVA.In questo complesso scenario economico, che si unisce alle tensioni che si stanno registrando sui mercati finanziari con l’aumento dello spread, appare illusorio pensare di forzare la mano sui conti pubblici.Forza Italia, come espresso dal presidente Silvio Berlusconi, garantirà un atteggiamento responsabile nell’interesse del Paese, ma resta estremamente preoccupata su come la possibile alleanza di governo possa garantire gli impegni della casa comune europea, rilanciare la produttività stagnante, evitare una nuova crisi finanziaria e tenere i conti pubblici sul percorso concordato con Bruxelles”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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