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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for 15 maggio 2018

Una mostra a cura di Nitza Metzger Szmuk: Tel Aviv e le sue architetture

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Roma dal 16 maggio al 2 settembre 2018 al MAXXI- Museo nazionale delle arti del XXI secolo Via Guido Reni, 4/a, Cento foto, schizzi, plastici, video svelano Tel Aviv e le sue architetture, una città all’avanguardia per innovazione oggi come ai primi del ‘900, in una mostra a cura di Nitza Metzger Szmuk organizzata dall’Ambasciata di Israele in Italia in occasione dei 70 anni dalla nascita dello Stato in collaborazione con il MAXXI.
TEL AVIV the WHITE CITY offre l’occasione per riscoprire il Movimento Moderno e gli influssi Bauhaus a Tel Aviv, proprio alla vigilia del centesimo anniversario del movimento che univa arte, architettura e design nato nel 1919 alla Scuola Bauhaus di Weimar.Lo sguardo della mostra si concentra sul finire degli anni ’30 e ’50, quando la città iniziò a crescere per effetto delle migrazioni dall’Europa e fu disegnata secondo il gusto e gli influssi di intellettuali e architetti, trasformando l’area periferica, semidesertica di Jaffa in una città moderna e funzionale. Un progetto su cui lavorò l’urbanista scozzese Patrick Geddes, che aveva già realizzato il centro di New Delhi.
Nitza Metzger Szmuk, curatrice, architetta e fondatrice del dipartimento israeliano per il restauro della città, sceglie undici edifici, tra cui Liebling House che nel 2019 diventerà la sede del centro di ricerca sulla “Città Bianca” e Rubinsky House dell’architetto Lucian Korngold, per raccontare la città e il suo linguaggio architettonico: “Sono i palazzi e gli spazi su cui mi sono concentrata quando ho redatto il dossier per la candidatura Unesco, riconoscimento attribuito poi nel 2003. Tel Aviv ha più di quattromila edifici che si ispirano al Bauhaus e al Movimento Moderno. Una testimonianza di quanto il clima culturale e lo scambio con le avanguardie europee sia sempre stato vitale.”La mostra era stata concepita proprio per celebrare l’assegnazione di città Patrimonio dell’Umanità ed è diventata, negli anni, un progetto itinerante, ospitato in diversi Paesi, dal Canada alla Russia.“Tel Aviv è il simbolo per eccellenza dell’incontro fra la millenaria tradizione ebraica, rinata in Terra di Israele, e la modernità, che si riflette nello stile architettonico che caratterizza la città. I visionari fondatori di Tel Aviv avevano in mente un progetto urbanistico europeo che guardasse allo stesso tempo al passato e al futuro – osserva Eldad Golan, addetto culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia e responsabile degli eventi culturali dell’anniversario – così si è sviluppata una città cosmopolita, vivace, aperta allo scambio e in parte integrata nel contesto geografico e culturale del Mediterraneo. Ho voluto questa mostra come evento cardine per celebrare i 70 anni di Israele e per far conoscere meglio la Città Bianca e il mio Paese. ”Guardando il centro della città attraverso le mappe esposte e le foto aeree d’epoca, si intuisce l’armonia del disegno urbano che domina e asseconda la costa del Mediterraneo e si scorge un ombelico da cui si irradiano i boulevard: è l’esagonale piazza Dizengoff, attorno alla quale l’architetta Genia Averbuch negli anni ’30 ha voluto solo edifici rotondi e con ampie terrazze, un’impronta femminile a cui il pool di oltre 70 tra architetti, ingegneri e progettisti si è attenuto scrupolosamente. Una trasposizione urbanistica che ricalca le sei punte della Stella di David. Un luogo che, in tempi recenti, ha subito pesanti interventi e sulla cui area è in corso un recupero conservativo molto importante.Il lavoro sarà illustrato nella mostra di Roma con una video proiezione inedita, così come sarà proiettato per la prima volta un corto sulla trasformazione della Villa Weizman progettata dall’architetto Erich Mendelsohn.Interessante anche la sezione dedicata alle influenze europee, dove si citano i lavori dell’italiano, Giuseppe Terragni, che ha influenzato lo stile progettuale dell’architetto Zeev Rechter il quale disegnò alcuni edifici iconici della città come l’Auditorium Mann e il Padiglione d’arte contemporanea Helena Rubinstein e, negli anni ’30, Engel House.
Gli aspetti accademici legati al Movimento Moderno saranno approfonditi nel corso di un convegno intitolato Tel Aviv the White City. Una Modernità “speciale”, sempre al MAXXI in Sala Carlo Scarpa, mercoledì 16 maggio dalle 10,00 alle 13.00 (ingresso libero fino a esaurimento posti). Dopo i saluti istituzionali dell’Vice Ambasciatrice d’Israele Ofra Farhi, di Margherita Guccione, Direttore del MAXXI Architettura e di Eldad Golan, Addetto culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia, interverranno: Nitza Metzger Szmuk, curatrice della mostra; Mario Panizza, Università degli Studi Roma Tre, dove ha diretto Dipartimento Architettura; Gianluigi Freda, Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento Architettura; Renata Cristina Mazzantini, docente di Tecnologie dell’architettura al Politecnico di Milano. Introduce e modera Luca Zevi.L’iniziativa culturale è resa possibile grazie alla collaborazione della Municipalità di Tel Aviv, di IIFCA – Fondazione Italia Israele per la cultura e le arti, del Ministero del Turismo israeliano e al main partner Intesa Sanpaolo. La mostra gode dei Patrocini del Tel Aviv Museum e dell’Unesco.Ingresso gratuito dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese. Sabato e domenica biglietto ordinario.

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Un governo all’Italia: Salvini premier?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Da oltre due mesi i partiti si “palleggiano” le ricette salvifiche per uscire dallo stallo che li inchioda in una posizione, ai più, oltremodo scomoda. Lo è di certo per il Pd di Renzi che cerca di uscire da una crisi profonda di identità volendo fare la parte di chi dice: ve lo avevamo detto, rivolgendosi agli elettori, che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova? Vi è poi da una parte una “coalizione” che ha raccolto nel paniere il 37% dei consensi elettorali e i pentastellati che da soli hanno superato il 32% dei consensi.
Alla fine non si è trovato di meglio che lasciar dialogare quelli che hanno ottenuto il maggiore gradimento come singolo partito: i leghisti e 5Stelle. Per giorni si sono incontrati per stilare una sorta di “contratto” sui programmi e per la scelta del Premier: Salvini o Di Maio o un “terzo” tra le file di partito o un outsider? A questo riguardo avvertiamo tra la gente un certo scetticismo forse anche pensando all’ombra ingombrante del Cavaliere che da restituita “verginità” sta mordendo il freno per ritornare in lizza per sedersi sullo scranno più alto di palazzo Chigi. A questo punto il più scaltro degli osservatori potrebbe pensare a una soluzione al tempo stesso semplice e geniale: Perché non facciamo presidente del consiglio Salvini? Potrebbe essere l’uomo giusto nel giusto momento. Prima perché sancirebbe la definitiva incoronazione con la sua leadership nella coalizione di centrodestra. Come potrebbe Berlusconi sfiduciare un suo uomo proprio ora che ce l’ha fatta? E sarebbe anche un effetto “trascinamento” che comporterebbe l’appoggio del partito di Giorgia Meloni e lo sfaldamento della stessa Forza Italia. E non dimentichiamo, inoltre, che c’è oltralpe un nostro interlocutore alquanto tignoso e che probabilmente proprio il carattere irruente e determinato di Salvini può meglio contrapporsi ai falchi e ai falchetti della commissione europea. Ci rifletta Di Maio. Potrebbe avere come contropartita i ministeri che più gli interessano e ridurre al tempo stesso l’influenza berlusconiana sulla politica italiana. D’altra parte la storia c’insegna che non sempre perdere un’occasione può significare una sconfitta. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi economici e politici della Fidest)

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Democrazia politica e democrazia degli interessi a reciproco sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

di Giuseppe BIANCHI. Quale sia la scelta che avverrà tra nuovo governo o nuove elezioni un’ombra inquieta graverà sul futuro del Paese in ordine a tre macro-questioni: la capacità di crescita economica, oggi a metà di quella europea, per comprimere i divari in termini di occupazione, salari, reddito delle famiglie all’interno del paese e nel confronto intereuropeo; la tenuta dei conti pubblici legata al rischio di un elevato debito pubblico esposto per il suo rifinanziamento alla speculazione dei mercati finanziari anche per il venir meno del ruolo protettivo della B.C.E.; l’ancoraggio alla moneta unica e all’Unione Europea per gestire problemi (emigrazione, sicurezza) non più alla portata dei singoli Stati nazionali.Questioni divisive nella nuova maggioranza che si sta creando, la quale tende a legittimarsi spostando le priorità sulla redistribuzione del reddito alimentando dubbi sulla loro sostenibilità.Questa inquietudine si riflette nel ruolo evocato di garanzia del Presidente della Repubblica in un contesto di debolezza e di anomalia nel funzionamento delle regole costituzionali.
E’ pur vero che esiste nel nostro Paese una governance politica articolata in un pluralismo bilanciato di istituzioni a garanzia della legittimità democratica delle decisioni. Ma nello stesso tempo è proprio in questi momenti difficili che va evocata l’altra dimensione, quella del pluralismo sociale, che sostiene lo sviluppo della vita democratica.Esiste una interconnessione fra democrazia politica e democrazia degli interessi che si auto organizzano in forma di rappresentanza collettiva, dando luogo ad ordinamenti autonomi che trovano la loro legittimità al di fuori della sfera statuale. Associazioni di imprese, corporazioni professionali, sindacati dei lavoratori, istituzioni finanziarie sono centri di potere legittimi che, benché portatori di interessi parziali, sono titolati a influenzare le decisioni politiche.
Il gioco democratico va al di là dei confini dell’equilibrio interno tra i diversi poteri dello Stato, dando vita ad equilibri diversi a seconda della capacità espressa da queste istituzioni dell’organizzazione sociale di conciliare gli interessi di parte con quelli generali del Paese.
Si dirà che anche queste istituzioni di rappresentanza collettiva condividono con le istituzioni politiche condizioni di crisi che spiegano il successo dei vari movimenti populisti quale risultato congiunto di una sfiducia dei cittadini nella politica così come del venir meno della capacità di intermediazione delle forze sociali nell’aggregare un consenso consapevole.Ma non può essere neppure sottovalutata la coincidenza fra crisi istituzionale e crisi economica e sociale.La democrazia vive di aspettative crescenti che mal si conciliano con la realtà fattuale di un paese la cui politica non riesce ad esprimere un progetto condiviso di sviluppo.In questo contesto va rivalutata l’autonomia delle parti sociali che hanno un proprio spazio di iniziative. Recente è l’accordo Confindustria-Sindacati che prevede un comune impegno alla modernizzazione del nostro apparato industriale sostenuto da nuovi scambi sociali nelle imprese e da una gestione bilaterale delle politiche del lavoro, del welfare, del territorio.Tradurre tale impegno in azioni concrete significa immettere nel sistema elementi di vitalità innovativa e di coesione sociale. Non si tratta di rievocare passate esperienze di supplenza del potere sociale al potere politico, ma prendere atto dell’interdipendenza che esiste tra democrazia politica, rappresentanza collettiva degli interessi, crescita economica e coesione sociale. E’ all’interno di questa filiera che può riattivarsi un processo di rivitalizzazione della nostra democrazia nella complessità dei suoi elementi costitutivi. (fonte: Istituto di studi sulle relazioni industriali e di lavoro)

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Preoccupazione Ue sui conti pubblici italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

“Mentre gli italiani stanno aspettando, ormai da giorni, il programma economico da libro dei sogni a firma Lega a Movimento Cinque Stelle, a non aspettare è il nostro debito pubblico, che lo scorso marzo è tornato a crescere di +15,9 miliardi di euro, riportandosi sopra la soglia dei 2.300 miliardi, esattamente a 2.302 miliardi. Il nostro debito si riavvicina così pericolosamente al record storico del luglio 2017, quando arrivò a toccare un livello pari a 2.308 miliardi.
Una notizia da leggere con apprensione, soprattutto considerando che i recenti dati sulla crescita del Pil e sulla produzione industriale relativi al primo trimestre dell’anno sono decisamente inferiori alle attese e lasciano presagire un 2018 difficile per la nostra economia. Tra gli altri effetti negativi che la riduzione della crescita può comportare, c’è il peggioramento dell’indicatore più importante sullo stato di salute delle nostre finanze pubbliche, quello del rapporto debito/Pil, che, dopo questi dati, rischia di dover essere rivisto nuovamente al rialzo.
La delicata situazione del debito pubblico italiano sta preoccupando non poco le istituzioni europee, che oggi, tramite il vicepresidente della commissione Europea, Valdis Dombrovskis, hanno lanciato un duro monito sulla necessità da parte dell’Italia di ridurre la montagna di debito e rispettare il percorso di rientro dall’eccessivo deficit concordato con Bruxelles. Il vicepresidente Dombrovskis ha lanciato anche un avvertimento a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dichiarando che “l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico”.A rincarare la dose, nei già tesissimi rapporti tra il tandem Lega – Movimento Cinque Stelle e i funzionari europei, sono arrivate anche le parole di Jirki Katainen, vicepresidente della Commissione, il quale ha affermato di non vedere “segnali che gli Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni a Stati membri” sul Patto di Stabilità e Crescita, confermando che la Commissione è “guardiano dei trattati” e che “tutte le regole del Patto di Stabilità e Crescita si applicano” anche all’Italia.Cosa faranno Matteo Salvini e Luigi di Maio dopo le parole di Dombrovskis e Katainen? Entreranno in uno scontro aperto, senza precedenti, con la Commissione Europea, senza aver alcun alleato a Bruxelles e rischiando di esporre l’Italia ad una durissima rappresaglia dell’Europa, o proseguiranno nel tentativo di formare un nuovo governo ma rinunciando al loro programma economico sfora-debito? Dopo l’ultimatum europeo, i due leader dovranno prendere una decisione definitiva già nelle prossime ore, perché il tempo per le parole sembra ormai essere finito”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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L’inutile ipotesi del voto estivo: non sarebbe cambiato nulla

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Riprendiamo la lettera pubblicata sul quotidiano “Il fatto”  che è stata inviata da Federico Fornara al direttore Travaglio per sostenere una petizione in favore di una nuova legge elettorale. Per l’occasione rivolgiamo un appello ai nostri lettori affinché l’iniziativa possa avere un consenso ampio. Nello stesso tempo riconosciamo alla redazione della testata giornalistica l’impegno che da sempre ha profuso nell’interesse di una informazione libera e alla costante ricerca della verità anche se a qualcuno risulta scomoda. E’ come dire: veritas odium parit. Ma per noi si traduce: leggete, riflettete e siatene conseguenti.
Caro direttore, sarebbe servito a qualcosa, invece, andare a elezioni anticipate, per di più con la stessa legge elettorale? È l’interrogativo che si sono posti milioni di italiani.
A leggere i dati che emergono da una attenta analisi dei risultati nei 231 collegi uninominali in cui il Rosatellum ha diviso il territorio italiano (oltre al seggio della Valle d’Aosta), la risposta è molto semplice: no, nuove elezioni, con grande probabilità, non avrebbe prodotto una maggioranza autosufficiente.Se si considerano, infatti, “incerti” i collegi dove il vincitore ha fatto registrare un vantaggio in termini di percentuale non superiore al 5% di voti, soltanto in 39 su 231 è ipotizzabile, in linea teorica, un ribaltamento del risultato del 4 marzo scorso. I 39 collegi contendibili non sono, poi, distribuiti omogeneamente dal momento che solamente 6 sono situati al Nord, 16 nelle (ex) regioni rosse (7 in Emilia Romagna e 6 in Toscana), 13 nel Lazio, 3 al Sud e 1 in Sardegna.
Quindi, in 192 collegi uninominali (83% del totale) nuove elezioni non modificherebbero l’appartenenza dell’eletto, salvo un nuovo e non prevedibile al momento, terremoto elettorale. I 39 seggi a rischio sono per di più equamente divisi: 15 hanno visto prevalere il candidato del centrodestra, 12 rispettivamente quello del Movimento 5 stelle e della coalizione del Pd. Differente la prospettiva se si guarda a chi è arrivato secondo e quindi potrebbe essere protagonista di una remuntada. In 23 collegi su 39, infatti, a essere stato sconfitto di misura è stato il candidato del centrodestra, in 10 quello del M5s e in 6 quello del Pd e alleati. È, dunque, il centrodestra quello che potenzialmente potrebbe avvantaggiarsi maggiormente da elezioni anticipate, perché, in linea teorica riconfermando tutti i collegi a rischio e conquistando tutti e 23 in cui è arrivato secondo potrebbe passare dai 109 seggi uninominali del 4 marzo 2018 a 132.
Anche raggiungendo la “magica quota” del 40%, però, il centrodestra si fermerebbe sotto i 300 seggi (295 per la precisione) sempre nettamente al di sotto della maggioranza assoluta dei 316 seggi. Vi è, infatti, da ricordare che nonostante la propaganda indichi nel 40% il livello di consenso per garantire la governabilità, il Rosatellum non prevede premi di maggioranza. Con l’attuale distribuzione geografica del voto (Nord al centrodestra e Sud al M5S, con le ex regioni rosse diventate terra di conquista dei due poli maggiori) il 40% non garantisce un bel nulla: per raggiungere la maggioranza assoluta il centrodestra dovrebbe crescere dal 37% al 44-45%. È dunque il 45% e non il 40 il target di sicurezza per la maggioranza assoluta alla Camera.Seguendo lo stesso schema per il Movimento 5 stelle si arriverebbe ancora più sotto: 259 deputati su 630, assai lontano dunque dalla maggioranza assoluta. Autosufficienza che, sempre in linea teorica, il M5s raggiungerebbe collocandosi tra il 45 e il 50%. Per parte sua, il Pd, rischia di veder scendere la sua rappresentanza a Montecitorio da un minimo di 84 a massimo 90/95 parlamentari contro gli attuali 110. Ad alto rischio di non superamento della soglia di sbarramento in uno schema di elezioni-ballottaggio tra centrodestra e M5s ci saremmo, ovviamente, anche noi di Liberi e uguali che il 4 marzo abbiamo raggiunto il 3.4% e 14 deputati. Una variabile distorcente con effetti scarsamente prevedibile in assenza di precedenti, è rappresentata, poi, dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate fissate domenica 22 luglio. Se si andasse, per esempio, sotto il 60% di votanti su base nazionale potrebbe esserci delle sorprese dovute anche alla possibile innovativa distribuzione geografica dell’astensionismo (minor impatto al Sud rispetto al Nord e analogo fenomeno tra piccoli centri e grandi centri) in ragione del periodo feriale con una stima di circa 4 milioni di italiani in vacanza. In ogni caso, in un Paese alle prese con un astensionismo crescente chiedere ai cittadini di recarsi alle urne a fine luglio rappresenterebbe un autentico schiaffo alla partecipazione democratica. Un lusso, quello della bassa affluenza, che le nostre istituzioni non possono permettersi.C’è, infine, da ricordare una regola non scritta della politica italiana che evidenzia come chi vuole le elezioni anticipate è sempre stato penalizzato dagli italiani alle urne, da ultimo il Pd di Veltroni nel 2008. Resta, perciò, un dato di fondo: il rischio di un nuovo Parlamento “fotocopia” o quasi di quello del 4 marzo, senza un vincitore dotato di una maggioranza e la ripetizione del balletto dei veti incrociati sull’asse Berlusconi-Renzi che potrebbe aprire scenari di nuova instabilità dagli esiti incerti e pericolosamente vissuti dai mercati e dai detentori del nostro debito pubblico. (Fonte: Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2018)

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European Society of Cardiology consensus statement on inflammation in atherosclerosis

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Sophia Antipolis A European Society of Cardiology (ESC) consensus statement on inflammation in atherosclerosis is published today in the European Journal of Preventive Cardiology. Written by the ESC Working Group on Atherosclerosis and Vascular Biology, the document concludes that more evidence is needed before anti-inflammatory drugs can join statins as standard treatment to prevent cardiovascular events in patients with atherosclerosis.The statement was triggered by the results of the Canakinumab Antiinflammatory Thrombosis Outcome Study (CANTOS), which were released at ESC Congress 2017.2 The trial showed that by reducing inflammation, the interleukin (IL)-1β inhibitor canakinumab lowers the risk of another cardiovascular event in patients who had a prior heart attack.The consensus paper outlines the links between high cholesterol and inflammation, and highlights the evidence that is now needed so that lowering both cholesterol and inflammation can become dual targets in the prevention of cardiovascular disease.There are numerous connections between high cholesterol and inflammation. Low-density lipoprotein (LDL) cholesterol in the artery wall triggers inflammation. High cholesterol and inflammation are independently associated with an increased incidence of cardiovascular events. Lipid-lowering medications lower the risk of atherosclerotic cardiovascular events, and also have anti-inflammatory effects. The CANTOS trial then showed that anti-inflammatory drugs reduce the incidence of cardiovascular events.Dr José Tuñón, first author of the statement and a cardiologist at the University Hospital Fundación Jiménez Díaz, Madrid, Spain, said: “We are on the cusp of a new era in cardiovascular disease prevention. The basis of protection against cardiovascular disease will continue to be a healthy lifestyle, including not smoking, being physically active, and eating healthy food. In addition, several drugs such as lipid-lowering medication and antithrombotic therapies have proven to be useful in the prevention of cardiovascular events. With further evidence, anti-inflammatory drugs could become one more tool in the treatment of atherosclerosis.”
CANTOS used a human monoclonal antibody (canakinumab) to suppress inflammation by neutralising IL-1β signalling. The authors of the consensus paper state that studies are needed to test whether tools other than antibodies – interference RNAs, for example – can interfere with inflammation. In addition, research should examine if targeting different inflammatory molecules reduces cardiovascular events.Clinical trials are also needed to extend the findings with anti-inflammatory drugs beyond the patient population enrolled in CANTOS. Patients in the trial had elevated levels of high-sensitivity C-reactive protein (CRP), a marker of inflammation, and the median LDL cholesterol level was 82.4 mg/dL.Dr Tuñón said: “LDL-lowering drugs are effective regardless of CRP levels, so we need to know if the same is true for anti-inflammatory medications. European prevention guidelines recommend lowering LDL cholesterol to less than 70 mg/dL to prevent recurrent cardiovascular events.3 We need a clinical trial in patients who have achieved the LDL cholesterol target of less than 70 mg/d to see if anti-inflammatory drugs can lower their cardiovascular risk even further.”He concluded: “There is a large and strong body of evidence showing that lipid-lowering drugs reduce the risk of cardiovascular disease. Anti-inflammatory drugs will not replace lipid-lowering drugs, but look set to become a complementary therapy in patients with atherosclerosis.”

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Presto il voto online per il contratto di governo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

di Luigi Di Maio. Abbiamo aggiornato il Presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra MoVimento 5 Stelle e Lega su quello che è il contratto di governo. Un accordo che è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile. Abbiamo chiesto a Mattarella qualche altro giorno per poter chiudere definitivamente la discussione sui temi. Se parte questo governo, parte la Terza Repubblica.
Stanno cambiando i riti della politica. Si discute prima delle questioni che riguardano gli italiani e solo dopo chi saranno gli esecutori. Sia io che Salvini siamo d’accordo sul fatto che nomi pubblicamente non ne facciamo. Siamo consapevoli che ci sono scadenze internazionali che ci impongono di fare presto e noi vogliamo fare presto. Ma siccome stiamo scrivendo il programma di governo dei prossimi 5 anni, per noi è molto importante farlo nel migliore dei modi. Si tratta di un contratto di governo sul modello tedesco che mette insieme i punti programmatici dei due movimenti. Noi lo sottoporremo ai nostri iscritti con un voto online che deciderà se far partire questo governo. Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade il fisco. (fonte: blog delle stelle)

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“La stampa finanziaria internazionale è sempre più preoccupata dall’evolversi della situazione politica italiana”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Lo è specialmente dopo aver capito che la possibilità di avere un governo a guida “populista” Lega – Movimento Cinque Stelle si sta facendo via via più concreta. Ieri è stato il Financial Times, con un editoriale di Wolfgang Munchau, a spiegare perché l’Europa si dovrebbe seriamente preoccupare per la minaccia rappresentata dai due partiti guidati da Matteo Salvini e Luigi di Maio.
“I contorni di una coalizione di governo in Italia tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega stanno emergendo. Fino a non molto tempo fa, entrambe le parti erano profondamente euroscettiche se non antieuropee. La lega è la più estrema delle due. Dovremmo essere preoccupati?”, si chiede Munchau. La risposta è molto netta: “sì, ma non per le ragioni che si possono credere. I nuovi leader italiani hanno studiato attentamente lo scontro tra la Grecia e il resto dell’eurozona tre anni fa. Non inizieranno il loro mandato infrangendo le regole fiscali dell’UE. Non minacceranno di lasciare l’euro. Ma dovremmo pensare a questo come a un ritiro tattico. Nessuno dei problemi per l’Italia nella zona euro è stato risolto. Non ci saranno né grandi riforme strutturali né riforme sostanziali nella governance dell’eurozona.”
“I due partiti hanno condotto una campagna di cambiamenti radicali alle politiche economiche e sociali italiane e all’immigrazione. La lega vuole una tassa sul reddito fisso. Five Star ha fatto una campagna su un reddito base universale. Entrambe le parti vogliono annullare le riforme pensionistiche del 2011. La Lega vuole uno studio di fattibilità per un “mini-BOT”, uno strumento di debito garantito sulle entrate fiscali future che dovrebbe essere accettabile come mezzo di pagamento – in altre parole, una valuta parallela . Pensala come un modo per uscire dalla zona euro senza uscire dalla zona euro. Queste promesse, se attuate in toto, non sono coerenti con lo spirito o le regole dell’UE.”Anche la piattaforma Bloomberg.com, la più seguita dagli investitori di tutto il mondo, apre per il terzo giorno consecutivo con il rischio “populismo” in Italia, scrivendo che “alla fine, l’Italia ha ceduto alle forze del populismo”.L’Italia, quindi, padre fondatore dell’Europa, è ormai vista dalla stampa estera come lo Stato più anti-europeo tra tutti i paesi membri dell’Unione, la principale fonte di preoccupazione per il futuro del Vecchio Continente. Non è certamente un buon biglietto da visita per i grandi investitori internazionali i quali, ne siamo certi, cominceranno presto a scommettere nuovamente al ribasso sul nostro Paese”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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VIII edizione PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Milano, mercoledì 16 maggio dalle 9,30 alle 13, Palazzo Turati Via Meravigli, 9/b VIII edizione. PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI. Ingresso libero su registrazione, si svolgerà l’incontro tra esperti del settore per analizzare queste nuove forme di investimento che se da un lato sono appetibili per processi di sburocratizzazione, alleggerimento del peso fiscale e maggiore facilità di accesso al credito, dall’altro necessitano di un repentino ammodernamento strutturale all’interno delle stesse PMI al fine di renderle maggiormente efficienti, così da crescere ed inserirsi anche nei mercati internazionali. Tra i relatori confermati, contestualmente ai vertici di LS Lexjus Sinacta Franco Casarano (presidente) e Gianluigi Serafini (managing partner), saranno presenti Angelo Tantazzi, Lea Zicchino e Davide Squarzoni, rispettivamente Presidente e Partner Prometeia SpA e Direttore Generale Prometeia Advisor SIM; Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria; Fabio Pigorini, Amministratore Delegato Intermonte Sim; Barbara Lunghi, Primary Market Manager – Borsa Italiana ed Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum. Interverranno anche Duccio Vitali, Amministratore Delegato di Alkemy, e Alessandro Cozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Wiit, per illustrare due case history del settore.La ricerca di Prometeia, che sarà descritta nel corso del convegno consentirà di mettere a fuoco le prospettive degli investitori in un prodotto come i PIR analizzando, sotto un profilo globale, i costi, i vantaggi e i potenziali risultati generabili da questa tipologia di operazione.

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Serata in omaggio all’attrice ungherese Zita Perczel

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Roma Giovedì 17 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) alle ore 19.30 si terrà una Serata in omaggio alla nota attrice ungherese Zita Perczel, in occasione del centenario della sua nascita. Nell’ambito della serata verrà proiettato il film documentario “Az ismeretlen Perczel Zita/La sconosciuta Zita Perczel” (2016) di Ferenc András
(in lingua originale ed in italiano con sottotitoli in inglese), cui seguirà un dibattito con András Ferenc (regista), Judit Bárdos (critico cinematografico), Áron Sìpos (produttore) durante il quale verranno ricordate la vita e l’opera della Perczel con particolar attenzione al suo periodo romano. Come è risaputo, la nota attrice ungherese Zita Perczel, diva del cinema ungherese degli anni ’30, del periodo dei telefoni bianchi, nonché del cinema francese; nel 1964, dopo Hollywood, Parigi e Madrid si trasferì a Roma, dove visse per decenni nel quartiere Trastevere. A Roma ebbe solo pochi ruoli, tuttavia nel periodo romano riuscì a rientrare, dopo una lunga assenza, nel circuito intellettuale magiaro grazie all’Accademia d’Ungheria in Roma di cui fu un’assidua frequentatrice, nonché per via degli intellettuali ungheresi borsisti e non che all’epoca soggiornarono a Roma e che lei accolse a casa sua. Negli anni ’80 la Perczel venne riscoperta in Ungheria e fino alla sua morte avvenuta nel 1996, fece la pendolare tra la città eterna e Budapest, dove prese parte a numerosi film, di registi di un certo spessore, tra cui Márta Mészáros (Due donne un erede,1980).
L’evento organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma in collaborazione con l’Accademia Ungherese delle Arti e la famiglia Perczel, alle ore 21.00 si concluderà con lo spettacolo/recital “A Meseautó magányos utasa/Il passeggero solitario della macchina da sogno” (in lingua ungherese con sottotitoli in inglese). Interprete: Ágnes Jókai, musica: Dániel Dobri.

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Giuliana De Sio a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Palermo 22 giugno alle 10 nella sede della Shakespeatre Theatre Academy – diretta da Tony Colapinto – in corso Calatafimi 382, la De Sio sarà protagonista di uno stage di recitazione a pagamento a numero chiuso. Al termine dello STAGE verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Alle 19 La De Sio si sposterà al Noviziato dei Crociferi i via Torremuzza 21, ospite d’onore della cerimonia di gala di fine anno della Shakespeare academy, dove saranno dati i diplomi agli allievi della scuola: Nanaji Shakya, Angelica Lauria, Mario Clames, Giulia Gullo e Alessia Ruggeri. Interverranno: attori, registi e rappresentanti delle istituzioni. L’ingresso è a inviti che si possono ritirare nella sede della scuola.

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Quando la materia scolastica era arte liberale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Siena dal 27 maggio al 20 giugno nello spazio espositivo di via Cecco Angiolieri, 13 (ingresso libero – vernissage domenica 27 maggio ore 17 apertura tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 22 ingresso libero) la pittrice Silvia Gasparrini propone Volti di donne regali che incarnano il sapere che libera e supera ogni forma di erudizione: è dedicata a quelle che un tempo si chiamavano arti liberali.
Un viaggio che prende il suggestivo titolo “Il volto delle arti”: sono infatti le allegorie delle sette figure femminili che rappresentano i sette antichi insegnamenti base del sapere umano, l’oggetto di questa mostra che vuole far riflettere sull’aspetto più nobile e sacro della conoscenza.Nelle allegorie di Silvia Gasparrini ogni arte liberale è rappresentata da una donna, così come le ebbe a delineare nel V secolo, Marziano Capella nel suo “De nuptiis Philologiae et Mercurii”.La grammatica, la logica, la retorica, la geometria, l’aritmetica, la musica e l’astronomia si incarnano in volti femminili, al contempo dolci e rigorosi. Una significativa galleria di donne sapienti e regali, portatrici di alte qualità morali e conoscenze capaci di elevare l’animo umano. Per dar loro questa forza ieratica, l’artista si ispira ai volti delle sacerdotesse egizie, mix perfetto di armonia, spiritualità e mistero.
La donna di Silvia “è perché sa”, come Ipazia d’Alessandria o Aspasia, due intellettuali e insegnanti che seppero segnare i tempi e passare alla storia.All’antichità si rifanno anche le tecniche con cui la Gasparrini realizza i suoi lavori.
Esperta di pittura iconografica, Silvia dipinge secondo un sapere antico. Le tavole vengono preparate con malta in polvere di gesso, levigato a mano con carta abrasiva. I colori assolutamente naturali, sono realizzati con pigmenti in polvere estratti da minerali e vegetali, diluiti con tempera al rosso d’uovo. Mutuando la tecnica dei fondi oro trecenteschi, l’artista riveste le sue tavole di foglia d’oro che impreziosisce di raffinati cromatismi.Durante il periodo dell’esposizione, sarà dato vita ad un calendario di appuntamenti di approfondimento sui temi della mostra.
Si comincia giovedì 7 giugno alle ore 21.30 con la conferenza “Ipazia e l’amore per la Sapienza” a cura di Ariana Kola del board didattico di After’s Cool, innovativa start-up dedicata all’apprendimento per giovani e studenti della provincia di Siena. Sabato 9 Giugno alle ore 18.00 Elisabetta Casagli, esperta di scrittura creativa terrà un intervento teorico pratico su “L’arte dello scrivere: il volto della poesia”.
Martedì 12 giugno alle ore 21.30 Francesca Manenti docente di fisica e matematica parlerà de “Il volto delle scienze: Geometria, Aritmetica, Astronomia e Musica”, mentre venerdì 15 giugno alle ore 21.30 sarà presentato il romanzo “Lei guarda spesso il Mare”, scritto da sette donne e incentrato sulla figura di una donna del passato, Aspasia. La mostra “Il volto delle arti” e il calendario di eventi che la vanno ad arricchire sono realizzati in collaborazione con Liberamente Osteria, Zenit foto video, After’s Cool.

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La rassegna di musica d’autore compie vent’anni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Capaci giovedì 24 maggio alle 21,30 al Giardino della memoria di Capaci, adiacente l’autostrada Palermo Mazara del Vallo, gestito da Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone, vittima della strage di Capaci del 1992. Festa con Beppe Carletti dei Nomadi, Luca Madonia, Giorgio Verdelli e Alessandro Daniele.
Vent’anni di musica, al fianco dei migliori cantautori, dei testi più belli, delle manifestazioni culturali. Il tutto con il solo obiettivo di diffondere la cultura musicale del nuovo e classico cantautorato anche in Sicilia.La rassegna legata alla musica d’autore ideata da Salvo Pistoia valica questo traguardo con orgoglio. Un percorso iniziato nel 1998 con gli Stadio e che ha visto negli anni alternarsi artisti come Daniele Silvestri, Ligabue, Ivano Fossati, Paola Turci, Lucio Dalla, Max Gazzè, Raf, Piero Pelù, Alberto Radius, Gianluca Grignani, Niccolò Fabi e tanti altri.
Molti gli ospiti presenti. Tra questi, Giorgio Verdelli, autore e conduttore televisivo della trasmissione Unici di Raiuno. In particolare Verdelli parlerà del film “Il tempo resterà”, biografia artistica di Pino Daniele da lui stessa diretta. Interverrà Alessandro Daniele, figlio del grande cantautore partenopeo. E ancora: Luca Madonia, fondatore dei Denovo, che proporrà un set live in trio, dove suonerà brani tratti dal libro “Il tempo è dalla mia parte”. A concludere il cavaliere Beppe Carletti, fondatore de I Nomadi. L’ingresso all’evento è gratuito.

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La School of Management del Politecnico di Milano tra le migliori scuole di business del mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Milano. L’offerta formativa della School of Management del Politecnico di Milano rivolta agli executive compare ormai stabilmente tra le migliori del mondo. Il ranking 2018 del Financial Times relativo all’Executive education, pubblicato oggi, vede infatti ancora una volta in classifica la SoM, che conferma la sua vocazione fortemente internazionale e innovativa. Sono due i ranking stilati dal prestigioso quotidiano inglese. Il primo riguarda i programmi ‘custom’, cioè l’offerta formativa tagliata ‘su misura’ sulle specifiche esigenze delle aziende clienti ed erogata a manager, quadri e impiegati ad alto potenziale delle imprese stesse: la School of Management del Politecnico di Milano vi compare per l’ottavo anno consecutivo, in una “rosa” di 90 Scuole in tutto il mondo. Il secondo invece è relativo ai programmi ‘open’, cioè quelli rivolti a manager e professionisti che scelgono autonomamente il proprio percorso formativo e di crescita, costruendolo in base all’offerta Management Academy di MIP. Entrata in classifica per la prima volta lo scorso anno, la SoM compare anche nel ranking 2018 tra le migliori del mondo, cioè 80 business school selezionate. Ogni anno il Financial Times redige questi ranking utilizzando numerosi parametri, molti dei quali basati sul giudizio stesso degli executive che hanno partecipato ai corsi, oltre che dei CEO e dei Direttori HR delle aziende che hanno fruito della formazione. La collaborazione con le imprese nella progettazione delle lezioni e la capacità di supportarle anche a conclusione del percorso formativo, la preparazione del corpo docente, l’aula e la faculty fortemente internazionali, la partnership con altre scuole di business di alto livello, i metodi di insegnamento innovativi, il ritorno economico in termini di avanzamento di carriera e livello di stipendio: questi alcune delle caratteristiche più apprezzate della School of Management, che le hanno permesso nuovamente di distinguersi. “La concretezza legata alla conoscenza anche delle procedure industriali, la stretta collaborazione con le imprese, l’attenzione ai temi dell’imprenditorialità sono alcuni degli aspetti che ci caratterizzano a livello internazionale e che ci hanno fatto guadagnare la stima e l’apprezzamento sia delle aziende che dei manager – dichiarano Andrea Sianesi, Dean di MIP Politecnico di Milano, e Alessandro Perego, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale -. A questo crediamo si debba aggiungere la scelta, effettuata ormai alcuni anni fa, di permettere la fruizione dei corsi a distanza secondo il modello dello smart learning, così da consentire una migliore gestione del tempo, sentita da tutti come un problema cruciale”.“Essere in graduatoria anche con l’offerta ‘open’ dimostra inoltre come i nostri programmi Executive siano allineati alle aspettative del mercato, sempre alla ricerca di elementi formativi capaci di aprire la mente sulle nuove potenzialità date dall’evoluzione delle tecnologie e dei modelli di business. La nostra offerta ‘open’- concludono Sianesi e Perego – si concentra infatti sulla frontiera tecnologica e manageriale, arricchita di esperienza concreta e pratica”.

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Teatro: Andrea Puglisi in COLA – monologo teatrale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Roma 19 – 20 Maggio ore 21 Teatro Tor Bella Monaca – via Bruno Cirino all’angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca intero 10,00 Euro – Prima Nazionale. Monologo COLA, regia di Marco Silani, scritto da Stella Saccà. L’idea del monologo “Cola” nasce circa due anni fa quando, Andrea Puglisi, ritornato dalla sua città natale Catania, ha assistito all’ennesima rappresentazione della celebre opera siciliana Cola – liberamente tratto da ‘U sapiti com’è di Francesca Sabàto Agnetta. La storia narra delle vicissitudini di un ragazzo con un ritardo mentale nella Sicilia povera, popolata da gente di campagna. Semplice e superstiziosa.“Il testo però – scrive Andrea Puglisi – non sviscera alcuni argomenti ritenuti dei tabù: il rapporto morboso del giovane Cola con la madre (a tratti quasi incestuoso, anche se solo metaforicamente), l’amore in tutte le sue sfaccettature, il sesso e la morte. Tutto veniva accennato e lasciato, come dire, sospeso in un limbo. Sono partito da li. Da ciò che non viene detto. Dal “limbo” dove il giovane è rimasto dopo la morte. Ho sentito la necessità di dare voce a Cola e ho immaginato (insieme alla drammaturga che ad arte ha riordinato le mie idee) le svariate situazioni e storie che potevano essere raccontate dal protagonista della mia storia”.Una storia semplice che nasce dalla necessità di un racconto che vuole essere generoso. Divertente e drammatico allo stesso tempo.
Lo spettacolo è una produzione di Fondamenta Teatro e Teatri di Francesco del Monaco e Cristiano Piscitelli, con la Direzione artistica di Giancarlo Sammartano e la Direzione organizzativa di Fulvio Ardone. Fondamenta Teatro e Teatri è il progetto di Fondamenta La Scuola dell’Attore che favorisce il naturale passaggio dalla formazione alla professione.

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Opening The Body Link – First Part – Red Stamp Art Gallery – Amsterdam

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

E-flyer-TheBodyLink-FirstPart-RedStampArtGallery-Amsterdam.jpgAmsterdam Saturday 19 May 2018 – 17:00 / 21:00 (Exhibition: 19 May – 16 June 2018) Radisson Blu Hotel, Red Stamp Art Gallery Rusland 22, is pleased to present THE BODY LINK I, first part of an exhibition that, through the personal sensibilities and readings of contemporary artists, throws a look at the wide and universal theme of the body, physical connection that binds the human conscience to the material sphere, to sensoriality, to the awareness of the identity, to experiencing life and being in the world, within the dimension of space and time.
The first phase of the exposition, which will open on Saturday and can be visited until the 16th of June 2018, proposes the vision and insights on the topic of seven international authors (from Italy, France, Japan and the Netherlands): Armida Gandini, Lory Ginedumont, Virginia Monteverde, Jean Sadao, Ellen Schippers, Sara Tirelli, Marilena Vita.
THE BODY LINK, curated by Sonia Arata, suggests, with an open title, the predisposition and the interest to receive the multiple interpretative meanings offered by each of the presented artworks: video and photographic works, the latter however always related to a dynamic sequentiality or a performative action.
The show, which is composed of two parts, will continue during a subsequent exhibition event, in October 2018, through the point of view of a second group of artists.

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Accenture Delivers Digital Asset Management Program to Help Shaanxi Electric Boost Performance and Reduce Operating Costs

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

State Grid Shaanxi Electric Power Company (Shaanxi Electric), which constructs and operates electric power grids in China’s Shaanxi province, and Accenture (NYSE:ACN) have developed and launched a new digital asset management system that collects and gives the electric company access to all asset life cycle information in a single tool, enabling it to glean predictive insights for improved real-time decision making.Targeted benefits include lower capital and operational costs, reduced risk to people and assets, and enhanced operational performance.As part of the project, Accenture designed, developed and implemented the digital life cycle asset management system, based on the internet of things (IoT) and mobile technologies. The system connects, integrates and analyzes data from numerous devices – such as transformers, circuit breakers, relays and other grid assets – across their full life cycle.Onsite workers use mobile devices to communicate with RFID tags fixed to equipment for any operation, which collect large amounts of operational data. Mobile applications developed by Accenture in collaboration with Shaanxi Electric support this process and focus on several key areas, including supplies receipt and distribution, infrastructure installation and testing, equipment inspection, and asset verification. Accenture also helped Shaanxi Electric move these applications from a local server to a private cloud environment.In the back office, this data can be analyzed through an IoT-based platform, developed by Accenture, that uses advanced predictive analytics to generate insights, enabling real-time asset health and performance management to improve productivity. The new system should also help Shaanxi Electric better track purchase orders, calculate construction costs and record maintenance logs.
Accenture was selected by Shaanxi Electric for its industry experience, expertise in successfully delivering enterprise asset management programs globally, and an innovation-led approach. This is backed by Accenture’s global portfolio of more than 6,000 patents and applications.

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Allegion to Acquire Australian Residential Door Hardware Leader Gainsborough, National Commercial Locksmith

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Allegion, plc (NYSE:ALLE), a leading global security products and solutions provider, has agreed to acquire GWA Group Limited’s Door and Access Systems Business through one of its subsidiaries. The transaction is expected to close in the third quarter of 2018.GWA’s Door and Access Systems Business includes renowned Australian brands Gainsborough Hardware and API Locksmiths. Gainsborough is the market-leading residential door hardware brand in Australia, with a portfolio that includes the country’s top entrance door lock. API Locksmiths is the commercial market leader for keying, installation and access control services across the country.“This strategic acquisition bolsters Allegion’s presence in Australia and significantly increases our scale in the Asia-Pacific region as a whole,” said David D. Petratis, Allegion president, chairman and CEO. “We’re enhancing our residential presence with market-leading positions and longstanding customer relationships, all while accelerating our development of electronic security solutions. This is consistent with Allegion’s growth strategy in the region – and highly complementary to our core business.”The GWA Door and Access Systems Business generated sales of approximately AUD 95 million for calendar year 2017. The business will operate in Allegion’s Asia-Pacific region.“The Door and Access Systems Business is strong, and we believe Allegion can maximize its potential,” said Tim Salt, GWA managing director. “Allegion’s global scale, innovative technologies and supply chain capabilities will enable both Gainsborough and API to further enhance their offerings to customers.”The transaction is valued at AUD 107 million. Allegion plans to fund the acquisition through existing cash on hand and borrowings under its revolving credit facility. Excluding merger and acquisitions costs, Allegion expects the transaction to be slightly accretive to adjusted EPS for 2018.Greenhill & Co., LLC acted as financial advisor, and Jones Day acted as legal advisor to Allegion with the transaction.

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Xerox Terminates Transaction Agreement with Fujifilm and Enters into New Agreement with Carl Icahn and Darwin Deason

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Xerox (NYSE: XRX) announced that, at 5:00 p.m. ET on May 13, 2018, it notified Fujifilm that the previously announced transaction agreement to combine Xerox with Fuji Xerox is being terminated in accordance with its terms due to, among other things, the failure by Fujifilm to deliver the audited financials of Fuji Xerox by April 15, 2018 and the material deviations reflected in the audited financials of Fuji Xerox, when delivered, from the unaudited financial statements of Fuji Xerox and its subsidiaries provided to Xerox prior to the date of the Subscription Agreement and taking into account other circumstances limiting the ability of the Company, Fujifilm and Fuji Xerox to consummate a transaction. Thereafter, Xerox entered into a new settlement agreement with Carl Icahn and Darwin Deason. The settlement agreement resolves the pending proxy contest in connection with the company’s 2018 Annual Meeting of Shareholders and Mr. Deason’s litigation against Xerox and its directors. It does not affect any claims of Mr. Deason or other Xerox shareholders against Fujifilm for aiding and abetting.

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Cadence Bancorporation Announces Merger With State Bank Financial Corporation, Creating a Leading Commercial Lending Franchise

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Cadence Bancorporation (NYSE:CADE) and State Bank Financial Corporation (NASDAQ:STBZ) jointly announced today the entry into a definitive merger agreement in a stock-for-stock transaction, creating a combined organization with $16 billion in assets, $12 billion in loans, $13 billion in deposits and approximately 100 branches serving Texas, Georgia, Florida, Alabama, Tennessee and Mississippi, based on the companies’ balance sheets as of March 31, 2018.
Under the terms of the merger agreement, State Bank Financial Corporation (“State Bank”) shareholders will receive 1.160 shares of Cadence Bancorporation (“Cadence”) Class A common stock for each share of State Bank common stock, valuing the transaction at approximately $1.4 billion based on the closing share price of Cadence of $30.23 on May 11, 2018. After closing, legacy Cadence and State Bank shareholders will collectively own approximately 65% and 35% of the combined company, respectively.At closing, three State Bank directors will join the board of Cadence and of Cadence Bank. Joe Evans, Chairman of the State Bank board, will serve as Vice Chairman of Cadence and Tom Wiley, Vice Chairman of the State Bank board, will serve as a director of Cadence and Chairman of Cadence Bank. Additionally, Cadence Bank CEO Sam Tortorici will relocate to Atlanta. Cadence Bank’s corporate headquarters will also move to Atlanta from Birmingham. Cadence Bancorporation will remain headquartered in Houston.“We are excited to announce that two great companies are joining forces. State Bank is an impressive organization with talented, experienced and customer-centered bankers,” said Paul B. Murphy, Jr., Chairman and CEO of Cadence. “We are pleased to combine these two strong, growing institutions which have been built on a common vision with shared values. I have enjoyed getting to know Joe, Tom and many of their bankers. When we went public a year ago, we said we wanted to be active with M&A. We said we would be selective and that we were looking for a gem. We found a gem with State Bank. I believe this is going to be an outstanding combination. I see it as a joint win for both company’s shareholders, customers, employees and the communities we serve.”
Sam Tortorici, CEO of Cadence Bank, added: “State Bank brings a significant Georgia presence, which will be an important part of our combined company. I look forward to relocating to the vibrant Atlanta area, where I have spent significant time over my banking career, and to working with the experience and expertise of State Bank’s business leaders. We will work together to ensure our future success in Georgia and as a leading regional banking franchise.”
Cadence expects this acquisition to be ~7% accretive to earnings per common share in 2020, excluding one-time charges, and expects the transaction to deliver strong returns on capital. The transaction is expected to produce approximately 4% tangible book value per share dilution at closing with an earnback period of less than three years.The merger agreement has been unanimously approved by the boards of both companies. Following the execution of the merger agreement, Cadence Bancorp, LLC, the controlling stockholder of Cadence, delivered a written consent adopting the merger agreement and approving the issuance of the Cadence shares in connection with the merger. Closing is subject to customary approvals by regulators and the shareholders of State Bank, and is expected to occur in the fourth quarter of 2018.Goldman Sachs & Co. LLC served as financial advisor to Cadence, and Wachtell, Lipton, Rosen & Katz served as Cadence’s legal advisor. Sandler O’Neill + Partners L.P. and Raymond James & Associates, Inc. served as financial advisors to State Bank, and Nelson Mullins Riley & Scarborough LLP served as State Bank’s legal advisor. FIG Partners provided a fairness opinion and Kilpatrick Townsend & Stockton LLP served as legal advisor to State Bank’s Independent Directors Committee, comprised of State Bank’s independent directors.

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