Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Un governo all’Italia: Salvini premier?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Da oltre due mesi i partiti si “palleggiano” le ricette salvifiche per uscire dallo stallo che li inchioda in una posizione, ai più, oltremodo scomoda. Lo è di certo per il Pd di Renzi che cerca di uscire da una crisi profonda di identità volendo fare la parte di chi dice: ve lo avevamo detto, rivolgendosi agli elettori, che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova? Vi è poi da una parte una “coalizione” che ha raccolto nel paniere il 37% dei consensi elettorali e i pentastellati che da soli hanno superato il 32% dei consensi.
Alla fine non si è trovato di meglio che lasciar dialogare quelli che hanno ottenuto il maggiore gradimento come singolo partito: i leghisti e 5Stelle. Per giorni si sono incontrati per stilare una sorta di “contratto” sui programmi e per la scelta del Premier: Salvini o Di Maio o un “terzo” tra le file di partito o un outsider? A questo riguardo avvertiamo tra la gente un certo scetticismo forse anche pensando all’ombra ingombrante del Cavaliere che da restituita “verginità” sta mordendo il freno per ritornare in lizza per sedersi sullo scranno più alto di palazzo Chigi. A questo punto il più scaltro degli osservatori potrebbe pensare a una soluzione al tempo stesso semplice e geniale: Perché non facciamo presidente del consiglio Salvini? Potrebbe essere l’uomo giusto nel giusto momento. Prima perché sancirebbe la definitiva incoronazione con la sua leadership nella coalizione di centrodestra. Come potrebbe Berlusconi sfiduciare un suo uomo proprio ora che ce l’ha fatta? E sarebbe anche un effetto “trascinamento” che comporterebbe l’appoggio del partito di Giorgia Meloni e lo sfaldamento della stessa Forza Italia. E non dimentichiamo, inoltre, che c’è oltralpe un nostro interlocutore alquanto tignoso e che probabilmente proprio il carattere irruente e determinato di Salvini può meglio contrapporsi ai falchi e ai falchetti della commissione europea. Ci rifletta Di Maio. Potrebbe avere come contropartita i ministeri che più gli interessano e ridurre al tempo stesso l’influenza berlusconiana sulla politica italiana. D’altra parte la storia c’insegna che non sempre perdere un’occasione può significare una sconfitta. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi economici e politici della Fidest)

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