Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

L’uso perverso delle guerre e delle rivoluzioni e il male “oscuro” delle democrazie

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

La “rivoluzione” va interpretata in due modi: attraverso la legge e chi cerca una strada più breve e immediata con l’uso della violenza e delle armi. Il primo è il frutto della ragione e dell’intelligenza e può fare dei martiri solitari e il secondo della barbarie generando degli eroi aguzzini. Se ci collochiamo temporalmente a partire dalla rivoluzione francese per finire ai giorni nostri dobbiamo prendere atto che la modernità ci ha offerto una forma di organizzazione politica passando da un potere unitario alla sovranità di molti con una pluralità di idee, di interessi e dalla percezione di una realtà che per Georges Burdeau significa “costruire l’unità a partire dal molteplice”. Posta in questi termini la questione dovremmo capire il perché una democrazia rappresentativa ad un certo punto del suo percorso non riesca più a cogliere, nella loro pienezza, i bisogni emergenti della società nell’ambito di una visione nell’interesse generale. Una ragione potremmo riscontrarla nell’incapacità di chi ci governa nel discernere i limiti dei vantaggi di parte nel perseguire il bene comune. In altri termini una certa corrente politica subisce il fascino del prestigio e dei privilegi ascrivibili a una classe dominante e ai suoi interessi corporativi e nonostante siano minoritari riesce, in qualche modo, a confondere le carte sul piano elettorale ottenendo più consensi del dovuto. A questo punto si instaura un circolo vizioso dove si annida il tentativo di chi tende nel dare una risposta attaccandosi al populismo e a tutti i fondamentali che possono far leva sui sentimenti e sulle emozioni di un popolo. Queste due distinte posizioni, che non sempre rispecchiano una scelta di campo maggioritario, in termini elettoralistici, a causa di una propaganda disinformante, rendono un pessimo servizio alle istituzioni democratiche a partire da quelle più rappresentative: parlamento, governo, organi di garanzia. E’ quanto sta accadendo oggi in Italia e il tentativo di Lega e Pentastellati di formare un governo con i sapori di “populismo” inevitabilmente genera reazioni di chi teme di perdere i privilegi acquisiti e non trova di meglio che scatenare veleni e calunnie di ogni genere per screditare l’avversario e suscitare dubbi e timori nell’elettorato che ha osato votare in favore degli attuali vincenti. In questo modo non facciamo un servizio alla democrazia ma l’affossiamo. (Riccardo Alfonso)

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