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Mostra “Viraggi” dedicata al fotografo Gianni Pezzani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Milano martedì 22 maggio dalle 18.30 alle 22 (Orari di apertura mostra: da martedì a sabato 08.30 – 22.00) in occasione della tredicesima edizione del Milano Photofestival, la rassegna annuale di fotografia d’autore, Noema Gallery di Maria Cristina de Zuccato presenta presso Après-coup Bistrot in via Privata della Braida 5 la mostra “Viraggi” dedicata al fotografo Gianni Pezzani. In mostra 20 fotografie realizzate su pellicola di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta. Il lavoro di Gianni Pezzani non è concentrato sulla ricerca del colore nella realtà, ma sulle potenzialità dello stesso in fase di post-sviluppo: negativi alla mano, il fotografo munito di pennello, acidi e soluzioni agisce sulla pellicola per modificarne gli effetti, esplorare nuove possibilità e creare un approccio pittorico alla fotografia. Approccio, quello alla pittura, che caratterizza la produzione artistica del fotografo anche per gli anni a venire.
Nei suoi lavori, racconti onirici di un vissuto ben preciso che evidenziano un legame strettissimo con il pensiero, Gianni Pezzani ha da sempre espresso un grande amore per il linguaggio fotografico che lo ha portato a essere uno dei primi fotografi italiani ad approfondire lo studio sul colore, affrancandosi dal predominio del bianco/nero, guardando alle “gerarchie dei viraggi” in sostituzione dei sali d’argento. I lavori presentati da Après-coup Bistrot mostrano come Gianni Pezzani “reinventa un non-colore della fotografia, un colore alienato si potrebbe anche dire, che non è bianco e nero, non è quello chimico delle grandi industrie della pellicola e delle carte a colori. Ma c’è altro perché il fotografo scopre una stesura dei viraggi che ha un rapporto diretto con la pittura che lo accompagnerà negli anni: col pennello, con un bastoncino che ha in cima dell’ovatta fa scorrere soluzioni, acidi sulla superficie, ottiene così determinati colori ..().. e sottende, naturalmente, tutto ciò che la coscienza, il livello conscio, pone ai margini, le pulsioni, le scritture dell’inconscio; per Pezzani il viraggio è, probabilmente, un modo per far affiorare quegli strati più profondi e per porli, dunque, in chiaro”. (Arturo Carlo Quintavalle, “Gianni Pezzani – Ombre”, Skira 2013).Disegnatore, scrittore, fotografo, artista completo classe 1951, Pezzani dialoga con la fotografia e con tutto quello che entra a far parte del suo lavoro, della sua passione. Come ad esempio con le mosche, protagoniste assolute insieme alle parole stampate del progetto “Mouche à lire”, iniziato nel 2010 e tutt’ora in fase di sviluppo: pagine di libri accuratamente selezionate su cui attende che si posi una mosca, immortalandola sulla pagina scritta, a testimoniare una lunga dedizione e passione alla lettura; oppure con gli oggetti della serie “La cucina della mamma sorpresa nella notte”, fotografati da Pezzani come piccoli monumenti.

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