Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 30 Mag 2018

Meloni: appello a Mattarella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

“Presidente Mattarella, noi non abbiamo condiviso alcuna delle scelte che ha fatto nelle ultime settimane. Però l’Italia è sotto attacco e l’Italia non può permettersi in questo momento né un governo che vada in Aula prendendo forse 20 voti per farci ridere dietro dal mondo; né di tornare a votare il 29 luglio o il 5 agosto con l’attacco finanziario della speculazione in atto. Allora un gesto di responsabilità deve arrivare da tutti, soprattutto da chi si considera un patriota. Noi abbiamo da chiederle: provi a fare l’unica cosa che non ha fatto sinora, dare un incarico a chi era arrivato primo alle elezioni, al centrodestra, per formare un governo e verificare se in Aula – anche grazie magari all’astensione di altri partiti con la stessa responsabilità – c’è la possibilità di formare un governo, di calmare la situazione internazionale e di occuparci dei problemi degli italiani. O in subordine, c’è comunque una maggioranza che si è formata in queste settimane: era la maggioranza che metteva insieme la Lega e il M5S. Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici, però arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con Fratelli d’Italia, perché crediamo che bisogna fare tutto quello che c’è da fare in questo momento per tirare fuori l’Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perché non avremo molto altro tempo”. Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia in un video pubblicato su Facebook.

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La tragedia greca nella politica italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Come nella tragedia greca, dove pur accadono i fatti più terribili, tutti avevano ragione, e una ragione più forte di loro che li spingeva. Aveva ragione in via di principio Mattarella, a rivendicare i poteri di nomina dei ministri datigli dall’art. 92 della Costituzione, e a temere Savona nel governo, spaventato com’era, anche se più del dovuto, per la minaccia della macchina da guerra turbo-capitalista, già giunta all’insulto a un’”Italia pezzente”, rea di uno sgarro verso la moneta sovrana. Aveva ragione il presidente incaricato Conte a insistere per quella nomina, proprio perché egli non era un tecnico messo al governo per fare i compiti imparati alla Bocconi, ma era un politico investito da compiti nuovi da un mandato popolare attraverso le forze politiche che avevano vinto le elezioni. Aveva ragione Salvini a non cedere sul nodo centrale della sua proposta politica volta a rimettere in discussione i rapporti di forza creati dalla moneta unica europea, perché la rinuncia a farlo, senza nemmeno provarci, significava rinuncia alla politica pur di avere il potere, il che sarebbe stato la definitiva catastrofe della politica e il suicidio del suo partito. Aveva ragione Di Maio a tener fede al patto stipulato con Salvini, perché era lo stesso patto o “contratto” appena promesso agli italiani, e stracciarlo, buono o cattivo che fosse, significava distruggere la differenza che aveva fatto grande il Movimento 5 stelle e che ora lo legittimava a governare. E aveva ragione Savona a dire che lui non chiedeva niente, tantomeno di fare il ministro, ma che le idee sono idee, e quelle non si barattano al primo guaito dei cani da guardia.
Insomma era un quadro in cui tutti finivano perdenti; e perdente è stato anche chi l’ha avuta per vinta, il presidente della Repubblica, perché egli può non nominare un ministro ma a Costituzione invariata non può farlo in nome di un’altra linea politica, perché in una democrazia parlamentare la politica la scelgono gli elettori e il Parlamento, e non gli organi di garanzia, che, facendolo, cessano precisamente di garantire; come farebbe la Corte Costituzionale se invece di dichiarare incostituzionali le leggi, si mettesse lei a legiferare per fare le leggi giuste.
Come spesso nelle tragedie greche, l’unico veramente ad avere torto è stato il coro. Bisognerebbe avere l’acutezza di René Girard nell’interpretazione dei miti greci, per descrivere tutta la forza di interdizione, la falsa sapienza e l’orgia dei luoghi comuni messi in campo dal circuito mediatico e informativo per vituperare e sbeffeggiare il governo nascente, quel coro che ventiquattro ore su ventiquattro ha spiegato al “pubblico” che arrivavano i barbari. Questo del coro che si finge oggettivo e neutrale sta diventando uno dei maggiori problemi della democrazia italiana nella formazione del consenso, all’ora in cui non si fa più politica, ma solo la si racconta, e chi ha gli strumenti del racconto, incurante della verità, impone la sua egemonia e porta il Paese dove non vuole andare.
Come nella tragedia greca, anche qui c’è una vittima, e c’è un sacrificio. In questo senso il caso Savona ha un valore cruciale, nello svelare qual è il vero problema.
Che cosa aveva detto Savona? Aveva detto che fatto l’euro, bisognava fare l’Europa, perché non era ammissibile una moneta senza una sovranità, e perciò una politica che la governasse; in democrazia si sa chi è il sovrano, il popolo, e se quello è spodestato, sovrana diventa la stessa moneta. Perciò alla moneta unica doveva seguire l’unità politica dell’Europa, in mancanza della quale le diverse sovranità nazionali sarebbero rimaste in conflitto, come infatti è avvenuto, mentre, in attesa, l’unione corretta tra loro avrebbe dovuto essere, come un tempo, quella di un mercato comune. Questo oggi non è più possibile, per i fatti compiuti. È chiaro che dall’euro non si può uscire, e tantomeno dall’Europa, e Savona ha spiegato che non voleva affatto questo, ma un’Europa più forte e più equa. La sua tesi che spinge all’unità politica si può pertanto discutere, ma certo non era antieuropeista, anzi era più europea; gli euroscettici sono quelli che impazziscono per l’euro, ma lo vogliono indipendente dall’Europa. Tanto poco populista e sovversiva è questa tesi che l’unità politica dell’Europa, perché non fosse anarchica l’unione economica, era stata l’idea dei padri fondatori ed è stata rivendicata in questi anni dai ceti intellettuali e politici più avveduti, e sostenuta dai migliori costituzionalisti e filosofi del diritto, a cominciare da Ferrajoli. Del resto è sempre stato così. La moneta rappresenta un sovrano. Se non fosse stato così Gesù non avrebbe potuto dare la famosa risposta del “date a Cesare”. A Roma, dopo l’imperatore Antonino Caracalla, che la coniò, l’antoniano fu la moneta più diffusa, e ogni imperatore ci metteva la sua faccia. Ma oggi, a quale Cesare si darebbe l’euro, per dare a Dio ciò che è di Dio?
Ed è tanto poco eretica e tanto perfettamente fattibile l’idea che il denaro vada governato, che un dettagliato documento pubblicato in questi giorni dalla Congregazione per la dottrina della fede lo suggerisce e spiega anche come si fa. È intitolato, con la classicità del latino, “Oeconomicae et pecunariae questiones”. È un testo difficile per i non addetti ai lavori, e forse non c’entra col Paradiso; ma sarebbe bene che gli addetti ai lavori lo leggessero, perché dice che se ne può parlare, che il controllo della finanza si può fare, che le ricette ci sono, magari si possono discutere e preferirne altre, ma le “cose pecuniarie” non sono un tabù, non sono l’arca dell’alleanza, non è il dogma trinitario; del denaro, dell’euro, della finanza, del rapporto fra economia e politica si può discutere, le cose sono nelle nostre mani.
La tragedia che è stata rappresentata è che invece la finanza, i mercati, il debito, il rating, il pareggio, il 3 per cento, non si possono neanche nominare, non ci appartengono, sono custoditi nel forziere del tempio, e basta un accenno a voler scostare il velo, a guardare cosa c’è dietro, cosa si nasconde dietro il fumo delle vittime e degli olocausti, ed ecco che scattano come furie le prostitute sacre e le vestali del tempio, e dicono: no, questo governo non si deve fare, questo tipo non deve essere ministro, e come il bene diventa spregevole se lo si chiama buonismo, così il popolo diventa spregevole solo che si abbia l’avvertenza di chiamarlo populismo, così come la sovranità se diventa sovranismo. Non che non ci fossero problemi seri col populismo italiano e con le pulsioni securitarie di Salvini, ma non per questo ci si è stracciate le vesti.
Questa è la vera tragedia, e mentre fioccano le accuse di fascismo, spunta la nuova intimazione del regime, da mettere in tutte le banche e in tutte le cancellerie, e in tutti i Parlamenti dell’Unione: “Qui non si fa politica, si specula”. Ma noi ci possiamo stare? Nei settant’anni della nostra Repubblica, è la seconda volta che un voto popolare viene neutralizzato e che un processo politico, lungamente perseguito, viene intercettato e impedito nel momento in cui l’elettorato lo promuove, dandone mandato alle due forze vincitrici nelle urne. La prima volta lo fu in modo terribile e cruento, e fu il caso Moro, che si consumò non senza input esterni, e anche grazie al fatto che la DC, il PCI e il presidente della Repubblica del tempo, non seppero fare la scelta giusta per rispondere alla sfida. Nulla di paragonabile oggi; i tempi sono cambiati, non c’è nessuna violenza, e nemmeno ci sono segreti che restano nascosti, la DC non c’è più, e non c’è che il PD che avrebbe dovuto ereditare quella lezione e che invece è oggi il maggior responsabile del rischio in cui è finita la Repubblica. Ma anche questa volta la democrazia è in questione, e le conseguenze possono essere devastanti. Dunque è giusto in questo momento di crisi della politica, salvare le istituzioni, a cominciare dalla democrazia rappresentativa e repubblicana. (Raniero La Valle)

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Avnet to Present at the BAML 2018 Global Technology Conference and the Stifel 2018 Cross Sector Insight Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Avnet (NASDAQ: AVT), a leading global technology distributor, today announced that the Company is scheduled to present at the BAML 2018 Global Technology Conference and the Stifel 2018 Cross Sector Insight Conference in June.Tom Liguori, chief financial officer, will be presenting at the BAML 2018 Global Technology Conference at the Ritz-Carlton Hotel in San Francisco, Calif. on June 7, 2018, at 11:45 a.m. Pacific Time.
Bill Amelio, chief executive officer, and Tom Liguori will be presenting at the Stifel 2018 Cross Sector Insight Conference at the InterContinental Hotel in Boston, Mass. on June 12, 2018, at 10:20 a.m. Eastern Time.The Avnet presentations will be broadcast live over the Internet at http://www.ir.avnet.com. Interested parties should log on to the website 15 minutes prior to the presentation time to register for the event and download any necessary software.From idea to design and from prototype to production, Avnet supports customers at each stage of a product’s lifecycle. A comprehensive portfolio of design and supply chain services makes Avnet the go-to guide for innovators who set the pace for technological change. For nearly a century, Avnet has helped its customers and suppliers around the world realize the transformative possibilities of technology. Learn more about Avnet at http://www.avnet.com.

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Synacor to Present at the Ladenburg Thalmann 2018 Technology Expo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Synacor, Inc. (Nasdaq: SYNC), the trusted technology development, multiplatform services and revenue partner for video, internet and communications providers, device manufacturers, governments, and enterprises, today announced that management will present at the Ladenburg Thalmann 2018 Technology Expo on Thursday, May 31, 2018 at 2:30 p.m. ET. The Expo will be held at Convene, 237 Park Ave. in New York City.A live audio webcast of the presentation will be available on the Company’s investor relations website.Synacor (Nasdaq: SYNC) is the trusted technology development, multiplatform services and revenue partner for video, internet and communications providers, device manufacturers, governments, and enterprises. Synacor’s mission is to enable its customers to better engage with their consumers. Its customers use Synacor’s technology platforms and services to scale their businesses and extend their subscriber relationships. Synacor delivers managed portals, advertising solutions, email and collaboration platforms, and cloud-based identity management. http://www.synacor.com

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Shutterfly to Present at Upcoming Baird and Morgan Stanley Conferences

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Shutterfly, Inc. (NASDAQ:SFLY), the leading digital retailer and manufacturer of high-quality personalized products and services, announced today that Mike Pope, Chief Financial Officer, will be presenting at the Baird Global Consumer, Technology & Services conference in New York on June 5, 2018 at 10:50 am ET, and the Morgan Stanley Leveraged Finance conference in New Orleans on June 6, 2018 at 11:00 am CT.A live audio webcast of the presentation will be available to the public under the Events and Presentations tab on the Investor Relations section of the company’s website at http://www.shutterflyinc.com. An archived replay will be available following the event.Shutterfly, Inc. is the leading retailer and manufacturing platform for high-quality personalized products. Founded in 1999, Shutterfly, Inc. helps customers capture, preserve and share life’s joy through its Shutterfly and Lifetouch brands. Shutterfly brings photos to life in photo books, gifts, home décor, and cards and stationery, through its flagship Shutterfly.com website, including premium offerings in its Tiny Prints boutique. Lifetouch is the national leader in school photography, built on the enduring tradition of “Picture Day,” as well as serving families through portrait studios and partnerships with churches. Additionally, Shutterfly, Inc. operates Shutterfly Business Solutions, delivering digital printing services to businesses, and BorrowLenses, the premier online marketplace for photographic and video equipment rentals. For more information about Shutterfly, Inc. (SFLY), visit http://www.shutterflyinc.com.

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Arcus Biosciences Announces Participation at Upcoming Investor Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Arcus Biosciences, Inc. (NYSE:RCUS), a clinical-stage biopharmaceutical company focused on creating innovative cancer immunotherapies, today announced that Terry Rosen, Ph.D., Chief Executive Officer, will participate in a fireside chat at the Goldman Sachs 39th Annual Global Healthcare Conference on Tuesday, June 12, 2018 at 8:40 am PT at the Terranea Resort, in Rancho Palos Verdes, CA. Individuals may access the live audio webcast by visiting the “Events & Presentations” section of the Company’s website at https://investors.arcusbio.com/investors/investor-relations/default.aspx. A replay of the webcast will be available for 30 days following the live event.Arcus Biosciences is a clinical-stage biopharmaceutical company focused on creating innovative cancer immunotherapies. Arcus has several programs targeting important immuno-oncology pathways, including a dual adenosine receptor antagonist and an anti-PD-1 antibody, both of which are in Phase 1 trials, as well as a small molecule inhibitor of CD73 and an anti-TIGIT antibody, which are in IND-enabling studies. Arcus has extensive in-house expertise in medicinal chemistry, immunology, biochemistry, pharmacology, and structural biology. For more information about Arcus Biosciences, please visit http://www.arcusbio.com.

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New Zealand’s The University of Auckland ICT Graduate School Announces New Curriculum Based on MicroStrategy Software

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

MicroStrategy® Incorporated (Nasdaq: MSTR), a leading worldwide provider of enterprise analytics and mobility software, announced that New Zealand’s leading academic institution, The University of Auckland’s ICT Graduate School, will offer new curriculum in data analytics and business intelligence based on MicroStrategy software. Designed to help students prepare for careers in the data-driven economy, two new courses will be offered by Auckland ICT Graduate School through The Centre of Excellence in Data Analytics and Business Intelligence, a shared facility with MicroStrategy that provides best practices, research, support and training for topics in business intelligence and data analytics. Each course will teach students the necessary skills to conduct advanced data analytics, such as statistical analysis and data visualisation, using the MicroStrategy 10™ platform. The new courses will deliver necessary, practical and industry-relevant training to students at the University and the wider business community in order to address the data skills shortage. The short courses for the business community will be available from June 2018 starting at 895 NZD (plus goods and services tax). The courses are designed to help graduates become well-positioned to enter New Zealand’s workforce and help businesses succeed.“We are delighted to provide our faculty with access to the market’s leading enterprise analytics platform that leading organizations, including many on the Fortune 1000, use on a daily basis to drive business growth,” said Professor Gill Dobbie, Director of Auckland ICT Graduate School. “Our goal is to prepare our students to lead data conversations that are taking place in every corner of an enterprise. Introducing the MicroStrategy platform to our coursework will unleash critical thinking skills in our students that will make their learning experience richer, prepare them to be data fluent in any career, and help them stand out as data savvy in a competitive workforce.”“MicroStrategy believes that an investment in knowledge pays the highest dividends, so we’re proud to provide our software to The University of Auckland ICT Graduate School,” said Michael J. Saylor, CEO, MicroStrategy Incorporated. “Today’s university students need exceptionally strong analytical and technology skills to be successful in the data-driven economy. Giving students access to our modern analytics platform helps them understand how data-driven decisions fuel prosperity and innovation in the real world.”

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Heron Therapeutics to Present at the Jefferies 2018 Healthcare Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Heron Therapeutics, Inc. (NASDAQ: HRTX), a commercial-stage biotechnology company focused on improving the lives of patients by developing best-in-class treatments to address some of the most important unmet patient needs, announced that Barry D. Quart, Pharm.D., Chief Executive Officer of Heron Therapeutics, will present at the Jefferies 2018 Healthcare Conference on Tuesday, June 5, 2018, at 2:00 p.m. EDT at the Grand Hyatt New York Hotel.A live webcast of this presentation will be available on the Company’s website at http://www.herontx.com in the Investor Resources section. A replay of the presentation will be archived on the site for 60 days.Heron Therapeutics, Inc. is a commercial-stage biotechnology company focused on improving the lives of patients by developing best-in-class treatments that address some of the most important unmet patient needs. Heron is developing novel, patient-focused solutions that apply its innovative science and technologies to already-approved pharmacological agents for patients suffering from cancer or pain. For more information, visit http://www.herontx.com.

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Revance to Participate in the Jefferies 2018 Global Healthcare Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Revance Therapeutics, Inc. (NASDAQ:RVNC), a biotechnology company developing neuromodulators for use in treating aesthetic and therapeutic conditions, today announced that the Company will participate in the Jefferies 2018 Global Healthcare Conference in New York, NY. President and Chief Executive Officer, Dan Browne, is scheduled to present on Tuesday, June 5 at 2:00pm ET.Interested parties can access the live audio webcast for this conference from the Investor Relations section of the company’s website at http://www.revance.com. The webcast replay will be available after the conclusion of the live presentation for approximately 30 days.
Revance Therapeutics is a biotechnology company developing neuromodulators for use in treating aesthetic and underserved therapeutic conditions, including muscle movement disorders and pain. The company’s lead drug candidate, DaxibotulinumtoxinA for Injection (RT002), is currently in development for the treatment of glabellar lines, cervical dystonia and plantar fasciitis, with plans to initiate studies in upper limb spasticity and chronic migraine. RT002 has the potential to be the first long-acting neuromodulator. Revance has developed a proprietary, stabilizing excipient peptide technology designed to create novel, differentiated therapies. The company has a comprehensive pipeline based upon its peptide technology, including injectable and topical formulations of daxibotulinumtoxinA. More information on Revance may be found at http://www.revance.com. “Revance Therapeutics” and the Revance logo are registered trademarks of Revance Therapeutics, Inc.

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Harry McKellop, Ph.D., Named 2018 Recipient of the Orthopaedic Institute for Children’s Lifetime Achievement Award

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Harry McKellop, Ph.D., one of the most prolific researchers in the field of orthopaedic surgery, has been named the 2018 recipient of the Orthopaedic Institute for Children’s Lifetime Achievement Award. The award will be presented at OIC’s annual Stand for Kids Gala June 2 in Santa Monica.
Dr. McKellop currently serves as professor emeritus at the UCLA-Orthopaedic Hospital Department of Orthopaedic Surgery and is the former director of the J. Vernon Luck, Sr., (JVL) Orthopaedic Research Center at the Orthopaedic Institute for Children (OIC) in downtown Los Angeles. His research through the years has covered many aspects of orthopaedic implants for joint replacement and fracture stabilization, including the development and testing of new materials, implant designs, surgical instrumentation and techniques and the evaluation of their clinical performance. In addition to numerous publications and multiple prestigious awards, his prolific work has resulted in 12 patents on novel methods to reduce polyethylene wear in orthopaedic implants.“As a teacher and mentor, Dr. McKellop has touched the lives of countless orthopaedic fellows, residents and volunteer student workers who spent time in his labs over the past three decades,” said Edward Ebramzadeh, Ph.D., the current director of JVL Orthopaedic Research Center. “Many of these pupils have gone on to become noteworthy clinicians and bioengineers in their own right, and we are thrilled to have the opportunity to honor him at our gala for the many contributions he has made to the field and to his profession.” For more than 30 years, the JVL Orthopaedic Research Center has advanced the understanding of joint arthroplasty implant biomechanics, clinical performance, fixation, implant retrieval analysis and tribology. During the past three decades, the center’s faculty has published an extensive number of manuscripts in leading orthopaedic journals; and their research has been recognized with many of the industry’s most prestigious awards. Funding for the center is provided by granting agencies, such as the National Institutes of Health; from private foundations, including the Los Angeles Orthopaedic Hospital Foundation; and through contracts and research grants sponsored by the orthopaedic industry.
The annual Stand for Kids Gala is the organization’s signature event of the year and celebrates OIC’s international impact in the field of orthopaedic medicine. Held this year at the Museum of Flying in Santa Monica, the gala will be hosted by actress Debby Ryan with Tony-, Emmy- and Golden Globe-nominated performer Matthew Morrison as the headline entertainer. In addition to honoring the achievements of Dr. McKellop, the gala will also honor the Automobile Club of Southern California and UCLA Health. Proceeds from the event will help ensure that children with orthopaedic conditions have a future where they can grow well and play well. Further information and tickets may be obtained at standforkidsgala.org.

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A.M. Best to Speak at the Casualty Actuarial Society’s Seminar on Reinsurance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

A.M. Best will speak at the Casualty Actuarial Society (CAS) 2018 Seminar on Reinsurance at the New York Marriott at the Brooklyn Bridge, Brooklyn, NY, on June 4–5, 2018.Steve Chirico, director, property/casualty, will represent A.M. Best on a panel focusing on rating agencies’ views and outlooks on industry sectors, as well as changes to their rating criteria and updates to their capital adequacy models. The session, “Rating Agency Update: A Reinsurance Focus,” will be held on Monday, June 4, at 3:00 p.m. EDT.Wai Tang, director, insurance-linked securities, will participate in a panel titled, “Mortgage Credit Risk Sharing – The Evolving Landscape,” on Tuesday, June 5, at 8:00 a.m. EDT. The session will examine the dynamic evolution of the credit risk-transfer market. Rating agency and regulatory responses to the growth of this market also will be covered.A.M. Best provides Financial Strength, Long- and Short-Term Issuer Credit and Long- and Short-Term Issue Credit Ratings for insurers worldwide. Visit http://www.ambest.com/ratings for Best’s Credit Ratings and Best’s Credit Rating Methodology, which explains the rating process.

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Forza Italia al voto con Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

“Forza Italia è pronta a tornare al voto con la stesa coalizione che è arrivata prima alle elezioni del 4 marzo. Per uscire da questa fase di stallo è necessario tornare al voto e dare la parola agli italiani.Con Berlusconi in campo e candidabile siamo nelle condizioni di poter vincere le prossime elezioni politiche e dare finalmente all’Italia un governo.Un governo vicino ai cittadini, che sappia affrontare le tante emergenze: lavoro, tasse, sicurezza, immigrazione”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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UNICAM si aggiudica un finanziamento europeo nel Programma JUSTICE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Camerino. Successo europeo per un progetto di ricerca dell’area giuridica, che si è aggiudicato un importante finanziamento da parte della Commissione europea, nell’ambito del programma Justice.A partire dal 2013 la Commissione Europea ha, infatti, istituito uno specifico programma per la promozione della giustizia nell’Unione Europea espressione della priorità politica data alla realizzazione di un’Europa del diritto e della giustizia.
Nell’àmbito del programma Justice, periodicamente vengono banditi finanziamenti per attività di studio e di ricerca nel settore della giustizia. La Commissione finanzia attività di analisi, come la raccolta di dati e statistiche, attività di formazione, attività di apprendimento reciproco, cooperazione e sensibilizzazione quali lo scambio di buone prassi, di approcci e di esperienze innovativi con lo scopo di migliorare la qualità dei servizi nell’àmbito della giustizia.UNICAM ha partecipato al bando 2017 con un progetto dedicato all’impatto dei nuovi regolamenti europei in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e tra componenti di unioni registrate.
La ricerca intende individuare le principali problematiche poste da famiglie i cui componenti abbiano cittadinanze di Stati diversi e ideare strumenti contrattuali che possano condurre a soluzioni soddisfacenti sia per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali sia per la gestione di eventuali conflittualità.Il progetto è stato presentato dalla prof.ssa Lucia Ruggeri, docente presso la Scuola di Giurisprudenza nonché Direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto Civile, e vede come partner stranieri le università di Rijeka, di Lubjiana e di Almeria. Nei prossimi mesi, grazie al finanziamento ottenuto, sarà costituito un consorzio internazionale composto da tutti i partner del progetto, guidato da UNICAM, il quale opererà nel settore della giustizia civile fungendo da punto di riferimento per i professionisti europei di area giuridica chiamati a confrontarsi con la crescente realtà di famiglie c.dd. transnazionali. La presentazione del progetto è prevista a Bruxelles nel prossimo autunno.

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Memoria Festival!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Mirandola. Dal 7 al 10 giugno a Mirandola sarà di nuovo Memoria Festival! La manifestazione, organizzata dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore e sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura, torna con la seconda edizione e riapre l’orizzonte della memoria proiettando la riflessione verso la storia, la narrativa e le arti, grazie a un programma ricco di suggestioni e articolato in incontri, conferenze, tavole rotonde, concerti, spettacoli, proiezioni, laboratori, mostre e giochi. Tra le piazze, le vie, i portici, i giardini e i palazzi della città, numerosi saranno gli appuntamenti con i protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo e, tra una conversazione e una lectio, una mostra e un gioco antico, il pubblico non potrà fare a meno di lasciarsi coinvolgere da note e scene sui vari palcoscenici, ripercorrendo gli echi di una sezione in particolare del Festival: La memoria in musica e teatro.
Si comincia giovedì 7 giugno salendo sul palco per seguire il monologo dell’attore e formatore Enzo Valeri Peruta su Paradiso buio. Cent’anni di passioni dello spettatore cinematografico (ore 21.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti): quando si varca la soglia di una sala al cinema è un po’ come entrare in un’altra dimensione, dove è l’oscurità a illuminare la luce dello schermo e proprio grazie a quel buio avviene la fusione dello spettatore con la storia. Dalla magia della settima arte si passa al potere della musica per la vita, con un appuntamento all’incrocio fra concerto e intervista: in Memorie musicali. Come Bach mi ha salvato la vita (ore 22, Area della Musica, Piazza Marconi) Ramin Bahrami dialoga al pianoforte con il critico musicale Sandro Cappelletto, ripercorrendo lo spartito di quello che per lui è stato un autentico destino. Cresciuto nell’Iran degli ayatollah, dove la musica era proibita, già da bambino sognava di incontrare Bach e, giovanissimo, si è trovato a coprire il frastuono delle bombe della guerra Iran-Iraq proprio con le musica del compositore tedesco. E oggi ne è uno dei maggiori interpreti contemporanei.“I peccati” di Gioacchino Rossini sono invece al centro del palcoscenico in Piazza Marconi venerdì 8, alle 22: la soprano Cinzia Forte insieme al pianista Marco Scolastra e a Sandro Cappelletto, metteranno in scena in prima esecuzione assoluta, in brani de Vieillesse, della vecchiaia, che rappresentano l’ultimo periodo creativo del compositore pesarese. E un’armonia fatta di teatro e cinema è quella che anima l’appuntamento di sabato 9 (ore 18.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti) con il drammaturgo e scrittore Giuliano Scabia: in prima assoluta, viene proiettato a Mirandola Le Diable et son Ange di Jean-Marie Richard su Il Diavolo e il suo Angelo (1979/1986), di Giuliano Scabia. La pellicola, girata a Parigi nel 1983, documenta l’azione durata quattro giorni attraverso le banlieues con salita finale alla Tour Eiffel. Giuliano Scabia, introduce la proiezione leggendo Ma io insistetti per stare volando ancora un poco, seconda lettera a Dorothea. Sempre sabato 9, il pubblico potrà immergersi in una delle forme più antiche di memoria fra le genti, quella narrata dalle note, e nessuno potrà resistere al richiamo dei ritmi travolgenti di Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana (ore 22. Area della Musica, Piazza Marconi), che inviteranno a riconnettersi con la Memoria della Tradizione danzando sulle note di tarantelle, tammuriate, pizziche e saltarelli. Musicista ed etnomusicologo, Sparagna svelerà l’eredità segreta di usi e costumi popolari racchiusi nella musica tradizionale.Domenica 10 la rappresentazione teatrale incontra la storia e l’impegno civico per la comunità, grazie al duo Vito e Saverio Mazzoni e alla performance teatrale Il canale degli spiriti benigni (ore 21.30, Parco della Memoria, Piazza Matteotti; con il sostegno del Consorzio della Bonifica Burana): novità teatrale di Maurizio Garuti, la pièce rievoca infatti la lunga lotta che nella Bassa ha opposto uomini e acqua, a partire dal canale Foscaglio, antesignano delle opere di bonifica che hanno reso vivibile e ospitale la pianura tra Bologna, Ferrara e Modena. Chiude in bellezza il Memoria Festival, domenica 10 giugno, Nicola Piovani con il suo concerto La musica è pericolosa. Percorsi di ricordi musicali (Area della Musica, Piazza Marconi, ore 22; con il sostegno di CPL Concordia Group), titolo che rievoca ciò che una volta Federico Fellini disse allo stesso Piovani: “La musica è pericolosa”. Il compositore Premio Oscar dirige e suona al pianoforte, seguito da Marina Cesari (sax/clarinetto), Pasquale Filastò (violoncello/chitarra), Ivan Gambini (batteria/percussioni) e Marco Loddo (contrabbasso), Rossano Baldini (tastiere).

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Tesori d’arte nella terra di Oderisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Gubbio 7 luglio – 4 novembre 2018 Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale A cura di Giordana Benazzi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna Orari dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00 (le biglietterie chiudono alle ore 18.00) Aperta il 15 agosto e il 1 novembre 2018 Biglietto Intero 12,00 € Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni
La città di Gubbio conserva intatto il suo splendido aspetto medievale, con le chiese e i palazzi in pietra che spiccano contro il verde dell’Appennino. È ancora la città del tempo di Dante e di Oderisi da Gubbio, il miniatore che il sommo poeta incontra tra i superbi in Purgatorio e al quale dedica versi importanti, che sanciscono l’inizio di un’età moderna che si manifesta proprio con la poesia di Dante e l’arte di Giotto.
La mostra “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, vuol restituire l’immagine di una città di media grandezza ma di rilievo politico e culturale nel panorama italiano a cavallo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, esponendone il patrimonio figurativo sia civile che religioso. Per l’occasione ha restaurato dipinti nascosti dalla polvere dei secoli, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell’Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero.Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di grandi artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.
Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città. A “Guiduccio Palmerucci”, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora rapinosi polittici. Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio uno straordinario polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito. Dai documenti d’archivio e dall’aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d’immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell’arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi.
Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra. Si parlò allora a Gubbio la lingua della lauda assieme alla lingua della Commedia.

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Nina Zilli in concerto a Siena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Siena sabato prossimo 2 giugno alle 21,30 grande concerto in Piazza del Campo a Siena la sera di , con Nina Zilli e il suo “Ti amo Mi uccidi tour”. L’appuntamento, organizzato dal Comune di Siena, precedentemente programmato per il primo maggio e rinviato al 2 giugno causa maltempo, inizierà alle 21,30 e sarà a ingresso libero. Una serata unica sotto le stelle di una della piazze più belle del mondo. La perfomer italiana interprete di brani di grande successo torna onstage dopo la tournée invernale e la partecipazione al 68° Festival di Sanremo con il brano “Senza Appartenere”, accompagnata sul palco da Riccardo Gibertini “Jeeba” (tromba, trombone, dub, tastiere), Antonio Vezzano “Heggy” (chitarre), Nicola Roccamo “Nico” (batteria), Lucio Enrico Fasino (basso), Riccardo Di Paola (tastiere) ed Enzo Tribuzio “Dj Zak” (scretch, campioni).
Il suo “Ti amo Mi uccidi tour” ripercorrerà i successi più amati fino ai brani del suo ultimo album “MoDERN ART”, come Mi hai fatto fare tardi che ha anticipato l’uscita del disco, il nuovo singolo, in radio questi giorni, 1xUnAttimo e Ti Amo Mi uccidi, canzone che dà il nome al nuovo tour.
Nina Zilli è un tornado, un vulcano, un’innamorata della musica che ti inchioda con le sue passioni e fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di ascoltare una sola delle sue canzoni. Nina, che viene da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda, gli Stati Uniti, dovunque la spingevano i sogni e le fantasie. Nina che è partita dalla musica anni ‘70 “per arrivare piano piano alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60”, incrociato con amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che le fa battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska: quando parla di Alton Ellis, di Phyllis Dillon, degli Ska-talites la sua voce cambia intonazione, è tenera e smaniosa nello stesso tempo.
Come mettere tutto questo in musica? Ha studiato da soprano (“ma preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Nel 2001 ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla musica rocksteady, una lettura del mondo con quegli occhiali prendendo dai repertorii più diversi, da Madonna ai Metallica, dalla Giamaica vera a una di fantasia, partendo magari dall’Australia degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la collaborazione con i Franziska, con cui gira l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una parte del suo mondo. Nina ha tempo e voglie anche per scrivere canzoni, tanto, di tutto, e per proporsi come solista.

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Moneyfarm, nuovi capitali per continuare la crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Moneyfarm, la società indipendente di gestione del risparmio fondata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà nel 2011 e leader in Italia nell’innovazione legata alla consulenza finanziaria, annuncia di aver concluso un ulteriore importante round di finanziamento da 46 milioni di euro (il più alto finanziamento di sempre nel fintech Italiano). Questo porta il totale dei fondi raccolti da Moneyfarm a oltre 70 milioni di euro, una cifra che rende la società una delle aziende innovative più finanziate di sempre in Italia e in Europa.Al round, cui seguirà ora il processo di approvazione da parte dell’FCA (l’ente regolatore britannico), hanno partecipato Allianz Asset Management (lead investor), il fondo di Venture Capital Endeavor Catalyst e la Fondazione di Sardegna. Hanno anche aderito United Ventures e Cabot Square Capital, dando seguito agli investimenti già effettuati in Moneyfarm nei precedenti round, rispettivamente nel 2012 e nel 2015.L’importante aumento di capitale è finalizzato a consolidare ulteriormente la presenza di Moneyfarm in Italia e nel Regno Unito, oltre a supportare il progetto di espansione internazionale, permettendo alla Società di continuare a offrire ai risparmiatori una consulenza indipendente, investendo nella crescita, ampliando l’offerta di prodotti e consolidando il team che oggi conta 90 professionisti nelle sedi di Londra, Milano e Cagliari.Con la tecnologia che fa da facilitatore per combinare una consulenza finanziaria indipendente e sofisticata a un’esperienza d’uso semplice e trasparente, Moneyfarm ha dimostrato in questi anni che esiste un modo innovativo per offrire servizi di investimento altamente efficienti per i risparmiatori. Una tematica, quella dei costi, che sta diventando sempre più di attualità anche grazie agli interventi degli enti regolatori (non ultima la MiFiD II di recente introduzione) volti a rendere chiaro e trasparente un mercato che, anche in un recente passato, non ha sempre brillato in questo senso.Questo importante round di finanziamento, che valida un modello di business al quale anche gli istituti finanziari tradizionali hanno iniziato a guardare con grande interesse, supporterà la Società nel suo piano per affermarsi ulteriormente come leader europeo nel settore del risparmio gestito digitale e continuare a guidare l’innovazione della consulenza finanziaria.Moneyfarm è stata una delle prime società al mondo ad adottare il modello di consulenza ibrido che unisce innovazione tecnologica al lavoro di una squadra di consulenti tradizionali. Secondo Morgan Stanley, il segmento della consulenza finanziaria che opera online (robo advisory) ha raddoppiato i propri asset gestiti a livello globale nel 2017 e potrebbe superare i 2.000 miliardi nel 2020. Negli Stati Uniti esistono già due unicorni che operano nel settore (Betterment e Wealthfront) mentre in Europa il fenomeno vede Moneyfarm, insieme a Nutmeg nel Regno Unito e Scalable Capital in Germania, fare da capofila a un movimento in grande crescita.Moneyfarm gestisce oggi il patrimonio di oltre 27.000 risparmiatori tra Italia e Regno Unito a un ritmo di crescita che nel 2017 ha visto la base clienti triplicare e le masse gestite crescere del 225%.

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Zona Euro: la questione è seria, ed anche molto grave

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Molto spesso, in riferimento alla politica italiana, si cita la famosa battuta di Flaiano: “La questione è grave, ma non è seria”. La mia sensazione è che non abbiamo ancora del tutto compreso le conseguenze dei fatti accaduti domenica al Quirinale. Sono ancora in campo le fazioni, chi sta con una parte e quindi vede tutto con lenti di un certo colore, e chi sta dall’altra e percepisce una visione completamente diversa. Il dibattito si è incentrato su: ha fatto bene Mattarella oppure ha fatto male. Non c’è spazio per analisi che abbraccino il quadro generale.
Durante la crisi dell’Euro, proprio su queste colonne, abbiamo più volte espresso l’opinione che lo scenario di un Italia fuori dall’Euro era – in quel momento – uno scenario dalle probabilità trascurabili. Non abbiamo però neppure mai nascosto i grandi problemi della moneta unica (che dovrebbe invece essere una moneta comune) ed all’epoca dicevamo che le istituzioni europee avevano tutti i margini per risolvere la crisi poiché si trattava in primo luogo di una crisi politica, non economica. Il problema non era il debito pubblico di questa o quella nazione, il problema era come l’Euro è stato progettato: ovvero un’area monetaria senza alle spalle un banca centrale con tutte le funzioni delle altre banche centrali e senza un governo unico che armonizzi le politiche economiche e fiscali.A distanza di circa un lustro, ormai lo scenario sta cambiando.
Aver messo una pezza sulla crisi con il “what-ever-it-takes” di Mario Draghi (famosa espressione che ha dato inizio alle politiche di acquisto dei titoli di stato, aggirando sostanzialmente il presunto vincolo di finanziare gli stati membri dell’area euro) ha placato la manifestazione più virulenta del problema, ma non lo ha minimamente scalfito.Negli anni il sentimento anti-Europa si è fatto sempre più forte. Abbiamo assistito alla Brexit, evento che ha distrutto il mito dell’irreversibilità del progetto europeo.
Sempre più persone sono consapevoli dell’insostenibilità a lungo termine dell’area Euro senza cambiamenti strutturali nelle regole di governo di questa moneta.I movimenti populisti che fanno leva sullo scontento delle persone stanno conquistando ruoli politici sempre più rilevanti. Il problema è che nelle varie nazioni questi movimenti hanno tesi contrapposte perché si basano su narrazioni opposte. Nei Paesi “rigoristi” la narrazione è che loro dovrebbero pagare i debiti degli spendaccioni corrotti del sud Europa. Per questi ultimi, la narrazione è che ci sarebbe un preciso progetto politico di lento strangolamento delle loro economie attraverso l’imposizione della moneta dal valore troppo elevato rispetto alle necessità di quelle economie ed attraverso le politiche di austerity.La questione si fa molto seria perché gli spazi di manovra si sono drammaticamente ristretti rispetto all’inizio della crisi dell’euro. Aver ignorato il problema per molti anni, cullandosi del fatto che i mercati finanziari si erano normalizzati (come se i mercati finanziari fossero l’unico indicatore che conta) ci ha portato in una situazione nella quale correggere i problemi sta diventando sempre più difficile.Al di là delle legittime prerogative del Presidente della Repubblica, al di là delle buone intenzioni, rimane il fatto che non aver firmato la nomina del prof. Paolo Savona a Ministro dell’Economia, implica la certezza che la prossima campagna elettorale sarà incentrata sul tema Euro-sì/Euro-no (se ci va bene: Euro-come).Aver motivato il rifiuto, con un discorso sostanzialmente politico, sulla base del dovere di tutelare i risparmi degli italiani ed aver incaricato a Presidente del Consiglio dei Ministri, Cottarelli, un “simbolo” delle politiche di rigore, ha fornito delle formidabili argomentazioni per la prossima campagna elettorale proprio a quella parte che si è inteso limitare.
Non intendiamo entrare nel giudizio sulla cronaca (chiunque non sia accecato dalla fazione non può non vedere che la responsabilità del fallimento del governo è quantomeno condivisa), ci interessa invece sottolineare le conseguenze molto preoccupanti che ci aspettano.
Con il massimo rispetto per la Grecia (nazione molto orgogliosa, culla anche della nostra cultura), sul piano economico l’Italia non è la Grecia, ha un peso economico-finanziario non confrontabile. Una campagna elettorale del tipo di quella che ci aspetta, all’interno di una nazione chiave per la sussistenza stessa dell’Euro, è foriera di un’estremizzazione delle posizioni che non lascia auspicare niente di buono.Non dobbiamo dimenticare che a Maggio 2019 ci saranno le elezioni Europee.Alla luce di ciò che è ragionevole attendersi oggi, il prossimo governo italiano non potrà che essere o frutto di un’alleanza di centro-destra con la posizione egemonica della Lega, oppure frutto di un nuovo “contratto” Lega-M5S con una posizione della Lega molto più forte.Dopo tre mesi estivi particolarmente caldi, direi bollenti (e non solo per questioni meteorologiche), avremo il nuovo governo, insediato sulla scia di una campagna elettorale incentrata sui temi Europei, che si troverà ad affrontare altri sei mesi di campagna elettorale sugli stessi temi.Dalla metà del 2019 si potrà, forse, iniziare a ripensare l’intera costruzione economica del progetto Europeo. Purtroppo – al momento – osserviamo con tristezza come il percorso che ci condurrà a quel momento renderà l’intero processo molto più complicato.
Tutto questo ci fa pensare che la situazione sia sicuramente seria, perché i temi che sono sul tavolo riguardano interessi importantissimi per centinaia di milioni di persone, temi sui quali sono radicate profonde convinzioni molto divergenti, temi che s’intrecciano con un caleidoscopio di legittimi (e meno legittimi) interessi contrastanti di attori diversi, principalmente economici e politici. Insomma, una questione alta, che riguarda il futuro di molte nazioni. La questione è anche evidentemente molto grave, perché i rischi di una implosione dell’area euro nel giro di 2-3 anni, oggi, non sono più trascurabili come lo erano 5 anni fa. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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“Governo e mercati finanziari? Vi diciamo nomi e cognomi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Scrivono in un loro libro Giorgio Galli e Mario Caligiuri: “Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci”, sul potere delle multinazionali, non pensavamo che le tesi esposte potessero ricevere una conferma a solo pochi mesi di distanza, e proprio da vicende italiane.
Si è detto che gli eventi successivi alle elezioni del 4 marzo, sino alla decisione del Presidente Mattarella di varare un esecutivo diverso da quello espresso dalla maggioranza parlamentare, sia dipeso dalle preoccupazioni per il comportamento dei mercati finanziari.
Mercati è un concetto astratto. Quelle che decidono sono persone fisiche ai vertici delle multinazionali, i cui nomi e cognomi sono registrati nel nostro libro.
Non solo si è paventata l’interruzione di un completo scambio di informazioni tra l’intelligence tedesca e quella italiana, ma gli organi di informazione tedeschi e anglosassoni, dalla Frankfurter Algemeine Zeitung al CNBC, si sono pesantemente espresse sulle circostanze relative al governo che stava per nascere”.
Non a caso il Presidente della Repubblica per motivare il suo dissenso, ha espresso più volte la preoccupazione per i risparmi, che com’è noto sono posseduti dalle banche. Uno dei protagonisti della vicenda post elettorale ha così sintetizzato la situazione: “Allora ditelo che è inutile che andiamo a votare, tanto i governi li decidono le agenzie di rating”, che sono succursali delle multinazionali. In realtà votare è utile e le difficoltà del sistema politico italiano sono di antica data. Ma il ruolo di chi comanda il mondo è un ruolo determinante»Questo il parere del politologo Giorgio Galli e dello studioso di intelligence Mario Caligiuri autori del volume “Come si comanda il mondo” (Rubbettino) intorno alle vicende che hanno riguardato il complesso travaglio che (forse) porterà alla luce il prossimo governo. Una lettura fondamentale per dare nome e cognome a chi davvero tiene in mano le sorti del pianeta.
Di fronte al disordine mondiale scaturito dalla caduta del muro di Berlino e dagli attentati dell’11 settembre 2001, ci si chiede con sempre maggiore insistenza chi comandi il mondo. Nonostante i contributi sempre più numerosi, manca finora una visione d’insieme che unisca gli indispensabili presupposti teorici con gli inevitabili effetti pratici, in modo da individuare relazioni e intrecci, che il più delle volte sono davanti agli occhi di tutti. Con un approccio scientifico, gli autori si interrogano su questo tema, riunendo fili dispersi per creare un originale quadro di insieme. Emerge che le persone che influenzano le sorti del pianeta non sono le classi politiche che appaiono sugli schermi televisivi e contro cui si indirizza la protesta, ma i manager delle multinazionali che operano nel mercato globale. Il potere non è impersonale oppure determinato dalle selezioni di un algoritmo ma il nostro destino è deciso da nomi e volti ben individuabili. Il loro controllo è il problema decisivo della democrazia nel XXI secolo.

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Notizie da Chiesa di tutti Chiesa dei poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Ci scrive Raniero La Valle: “Dopo quello che è successo domenica non ci sono le condizioni per un discorso sereno. Perciò rinunciamo a farlo. Restiamo comunque fedeli al primo articolo della Costituzione che dice:” la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, e non dice: “la sovranità appartiene al denaro che la esercita fuori delle forme e dei limiti della Costituzione”. Su materie affini si possono leggere nel sito un discorso di papa Francesco “Una tragica dicotomia tra etica religiosa e interessi dell’attuale comunità degli affari”, un documento dell’ex Sant’Uffizio sulle “questioni economiche e finanziarie”, un articolo del 2017 del prof. Luigi Ferrajoli “Come evitare il suicidio politico dell’Unione europea”, e una mia relazione del 1 febbraio 2018 all’ANPI di Ozzano Emilia su “Costituzione e Trattati europei”

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