Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for 4 giugno 2018

La parabola berlusconiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Il “politico” Berlusconi è spuntato nella costellazione italiana circa un quarto di secolo fa. Ebbe una intuizione, o gliela suggerirono i soliti “ignoti”, di sdoganare il partito che fu di Almirante e in odore di fascismo e inviso alla sinistra fino al punto, anni addietro, di far cadere miseramente, il governo Tambroni (un monocolore Dc con il sostegno esterno del MSI). L’attuale ex-cavaliere aveva delle simpatie con i socialisti di Craxi ma ciò non lo distolse dallo stipulare un patto con la destra di Fini (erede di Almirante). Ora, stranamente, si meraviglia che il suo “pupillo” Matteo Salvini segretario della Lega e la stessa Giorgia Meloni, sia pure con qualche distinguo, hanno scelto di convivere con i pentastellati di Di Maio e compagni, pur riconoscendosi di destra. Cosa vuol dire, si chiede qualcuno? Siamo forse obbligati a dimenticare, citando i fatti più recenti, l’alleanza di Forza Italia con il Pd sancito con patto del Nazareno e con l’appoggio al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al suo successore Matteo Renzi? Dati questi precedenti avremmo potuto pensare anche ad un governo Renzi Berlusconi se il voto degli italiani non avesse spaiato il duetto amoroso. Potremmo aggiungere, con un pizzico di ironia, che a pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina. E’ che oggi il padrone di Villa San Martino, in quel di Arcore, sembra abbia tanta voglia d’esorcizzare lo spartiacque, che si è creato tra un modo di governare la cosa pubblica, stile XX secolo, e il nuovo che avanza, sia pure con qualche sgambetto di troppo da par suo, proprio da quella vecchia guardia che fa a pugni con l’anagrafe e mentalmente si è fermata alla logica degli inciuci. Se ne faccia una ragione. Non è nemmeno una questione anagrafica. E’ che i tempi sono mutati e la politica con essi, almeno si spera, ma quel che è certo senza Berlusconi, in ogni caso. (Riccardo Alfonso)

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AIFI: “Bene ministero per famiglia e disabilità, disponibili al confronto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Salutiamo con interesse l’arrivo del nuovo ministro, con la speranza che continui nell’opera di valorizzazione delle professioni sanitarie, processo ormai definitivamente consolidato con l’istituzione degli Ordini professionali, per migliorare il sistema salute in Italia“. Questo il commento di Mauro Tavarnelli, presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti (AIFI), alla nomina di Giulia Grillo come nuovo ministro della Salute.
Secondo l’unica associazione rappresentativa della categoria, l’obiettivo è realizzabile attraverso “l’adozione di nuovi modelli organizzativi in cui AIFI da tempo si sta spendendo con proposte operative e mettendo in rete buone prassi già esistenti: soprattutto- spiega Tavarnelli- in varie regioni d’Italia in cui la figura del fisioterapista assume un ruolo diverso, più diretto, nella presa in carico dei cittadini ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità”.
Per il presidente di AIFI è da analizzare con attenzione, inoltre, l’istituzione del ministero della Famiglia e della Disabilità, affidato a Lorenzo Fontana. “Lasciando ovviamente diritto di parola alle rappresentanze delle persone con disabilità, quello che possiamo dire è che rappresenta un ministero nuovo di cui ancora non conosciamo le potenzialità perché non sono state declarate le deleghe- evidenzia Tavarnelli- Ma rappresenta una novità interessante nonostante una criticità da valutare: per essere davvero efficiente, infatti, il ministero dovrebbe avere una trasversalità politico-operativa elevata dal momento che, per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità, occorre intervenire su tanti argomenti diversi che afferiscono a vari ministeri, come quello della Salute, delle Politiche sociali e del Lavoro, delle Infrastrutture, ecc”.
Infine, Tavarnelli ribadisce la disponibilità di AIFI “a collaborare con il Governo, come abbiamo sempre fatto, e a dare il nostro contributo per migliorare il sistema salute impegnandoci quotidianamente”.

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Rossella Isoldi: le collezioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Rossella IsoldiRossella Isoldi1.jpgLa “prima” non può essere banale. E Rosella Isoldi, genio emergente del made in Italy, dopo aver lanciato il suo nuovo marchio ed il sito web dal quale veicola la sua immagine ha presentato le sue collezioni. Romantica quando serve. Accattivante al momento giusto. Contemporanea nella quotidianità. La donna, quasi riprendendo la filosofia eraclitea, è un flusso perenne dove tutto scorre. Ogni istante è diverso dal precedente e quello che verrà sarà diverso da ciò che è stato vissuto. Le varie personalità e i vari momenti si ritrovano però nell’identità, ferma e immobile, che ne descrive il carattere e le potenzialità. Le collezioni dell’artista campana che ha eletto Pertosa, la sua città d’origine come centro stile, rappresentano una sorta di viaggio in questa differenziazione. Diversità delle idee, contaminazioni culturali, accostamenti imprevedibili: è l’originalità che si mostra senza esitazioni.
Il “must” del nero per esaltare maggiormente due elementi totalmente opposti tra loro come il pizzo e la pelle. Il primo delicato e dal gusto romantico, il secondo dalla trama forte, che riporta Rossella Isoldi4immediatamente ad uno stile “strong”. Mescolati insiemRossella Isoldi2.jpge danno vita a capi molto strutturati, creando scollature e trasparenze che esaltano la femminilità.
L’ispirazione arriva dalle note. Lo scintillante universo musicale degli artisti contagia lo stile: elementi preziosi e trasparenze audaci compaiono sulle giacche dei tailleur, sui colletti delle camicie, sulle maniche dei corpini. Pietre preziose e lustrini impreziosiscono i capi, risvegliando la voglia di brillare.Arte e design camminano a braccetto, mescolandosi e fondendosi tra loro. In questa collezione alcuni elementi traggono ispirazione da elementi geometrici che si ritrovano nella costruzione di un rosone o negli intarsi di una scultura. Nella moda spesso questi principi diventano fantasie per tessuti o motivi per un ricamo. In entrambi i casi quel capo diventa unico ed intramontabile nel tempo, quasi fosse testimone della storia.
Una donna viaggiatrice che attraverso il suo stile vuole raccontarsi e parlare delle sue passioni. Una donna che si veste di volumi morbidi e di colori che ricordano le atmosfere dei luoghi vissuti: l’oro della sabbia, il tortora della terra, il rosa e il purple del tramonto. Sostanze che originano uno stile unico e ricercato. Il colore è il focus di questa collezione dedicata alle donne che amano la vita e le sorridono ogni giorno. I colori, poi, sono come le stesse donne: vivaci, brillanti, allegri. A tratti scuri, ma ricchi di sfumature che li rendono unici. È la donna che cerca sostanza. (foto: copyright http://www.rossellaisoldi.it)

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Eliminare il precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

di Eleonora Evi e Laura Agea, EFDD – M5S Europa. Al Parlamento europeo è successo qualcosa di importante che costituisce un mattone per migliorare la vita di milioni di cittadini in tutta Europa e, in particolare, in Italia. Ci siamo battuti per oltre un anno e mezzo col fine di approvare una risoluzione che parlasse di abuso dei contratti a termine e che combattesse, scrivendolo nero su bianco, l’immenso problema del precariato. È l’ennesimo schiaffo ricevuto dalle folli politiche dei Governi italiani – di centrodestra e centrosinistra, dal Jobs Act in giù – che in questi anni hanno contribuito ad acuire il problema, colpevoli di aver reso il lavoro tanto flessibile da non consentire più alle persone di poter vivere una vita serena e di progettare un futuro. Il tasso di natalità italiano – oltre che naturalmente i numeri duri e crudi sulla povertà, sulla disoccupazione e sull’abuso di contratti a termine – è un indicatore preoccupante, nonché una spia, che dovrebbe rendere evidente come il sistema Paese sia oggettivamente malato.La risoluzione riconosce che il problema del precariato è, appunto, una piaga che espone chi ne è vittima ad un’enorme vulnerabilità sul piano socio economico. Un testo che potete scaricare qui in italiano, che prende forma e sostanza dalle numerosissime petizioni provenute da lavoratori precari della scuola, della sanità, della pubblica amministrazione, ma anche dal settore privato. È infatti un dato inequivocabile che in Unione Europea i precari siano in costante aumento, numeri che potrebbero portare il tessuto sociale comunitario a sfaldarsi lentamente ma inesorabilmente. Come se non bastasse, le statistiche sono state gravemente incrementate dalla evidente incidenza delle politiche di austerità imposte dai burocrati di Bruxelles, attenti solo e soltanto ai conti pubblici e non alle necessità delle milioni di persone che stanno invocando aiuto.C’è poi un collegamento diretto tra il lavoro precario e l’assenza di misure efficaci per prevenire e sanzionare gli abusi in materia di contratti a tempo determinato (nelle loro varie forme, come nel caso dell’Italia). Da questo punto di vista la Commissione Europea ha una responsabilità diretta, perché ha perso tempo, ha accumulato ritardi nelle procedure e, di fatto, ha consentito la reiterazione nella violazione dei diritti dei lavoratori. A riprova di questo dobbiamo segnalare come siano anni che la Corte di Giustizia dell’UE conferma che la normativa sul lavoro debba vedere i contratti a tempo indeterminato come la forma comune, non l’eccezione. E che i contratti a tempo determinato siano riconducibili solo alle specificità di alcuni settori e per determinate attività.In Italia siamo arrivati addirittura al caso limite in cui i lavoratori investiti da una sentenza favorevole da parte del giudice del lavoro (che li riconoscono come vittime), vengono licenziati. Questo ovviamente è inaccettabile, una mostruosità tra le tante a cui stiamo assistendo. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro e dobbiamo farlo il più presto possibile, assieme alla stabilità e la dignità delle persone. E, soprattutto, è arrivato il momento di mettere in atto misure di protezione sociale realmente efficaci, come il reddito di cittadinanza, per fare sì che il tessuto sociale – già estremamente pronto da anni di folli politiche di austerità – non venga sfaldato. A dimostrazione della necessità e dell’urgenza per l’Italia di vedere implementate misure reali contro il precariato, eccovi i dati Eurostat sulla disoccupazione, che cala ovunque tranne che nel Bel Paese.

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Lecture di Nelson Marmiroli “I semi della discordia. Ragionando sugli OGM”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Parma Martedì 5 giugno, alle ore 17, nell’Aula dei Filosofi della Sede Centrale dell’Ateneo, si terrà l’ultimo incontro del ciclo di letture magistrali Bioetica/Scenari, curato dal Centro Universitario di Bioetica diretto dal prof. Antonio D’Aloia, con la Lecture del prof. Nelson Marmiroli I semi della discordia. Ragionando sugli OGM.L’incontro sarà aperto dai saluti del prof. Antonio D’Aloia, che introdurrà e modererà l’incontro.Nelson Marmiroli è stato professore ordinario presso l’Università di Parma nel settore di Biologia Applicata. Le sue attività di insegnamento hanno coperto Genetica, Genetica Agraria, Tecnologie Ricombinanti per corsi di laurea negli ambiti di Biologia, Biotecnologie, Scienze Ambientali e, da ultimo, nel corso Food system: management, sustainability and technologies. É autore di oltre 300 pubblicazioni e ha coordinato oltre 40 progetti di ricerca a livello nazionale e internazionale. É, inoltre, Direttore del Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali (CINSA) dal 2011. Nel 2013 ha ricevuto il Milton P. Gordon Award For Excellence In Phytoremediation (International Phytotechnologies Society, USA).La Lecture rappresenta un’occasione di discussione e confronto sul controverso tema degli OGM, al fine di comprendere meglio il fenomeno e, conseguentemente, le relative problematiche etiche e sociali, ma anche economiche e ambientali.L’edizione di Bioetica/Scenari dello scorso anno accademico ha visto gli interventi all’Università di Parma di Carlo Alberto Redi, Guido Barilla, Stefano Canestrari, Roberto Cingolani, Carlos Maria Romeo Casabona e Guido Barbujani; la seconda edizione si è aperta con la Lecture di Giuseppe Remuzzi, tenutasi il 22 novembre 2017 e proseguita con la Lecture di Sergio Filippo Magni il 21 febbraio e con quella del prof. Luigi Naldini il 19 aprile, quella di Anna Meldolesi l’8 maggio e con Gilberto Corbellini il 23 maggio.Per la terza edizione, in programma per l’a.a. 2018-2019, ancora in fase di organizzazione, hanno già confermato la loro partecipazione Rosy Braidotti (Utrecht University) e Angela Spinelli (Istituto Superiore della Sanità).

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Sanità privata: 12 giugno a Montecitorio la manifestazione dei lavoratori del Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Martedì 12 giugno prossimo, a partire dalle ore 14, i lavoratori delle strutture sanitarie private della regione, saranno in piazza Montecitorio insieme a Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.L’obiettivo, dichiarato dai segretari generali delle tre federazioni di categoria Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, è fare pressione sulle parti datoriali – Aris e Aiop – e chiedere un intervento più attivo di Regione Lazio e politica, per arrivare a chiudere una vertenza che pesa come un macigno sul lavoro delle persone e sulla tenuta dei servizi alla salute. Considerando peraltro che nel Lazio la sanità privata accreditata svolge un ruolo determinante, gestendo oltre il 40% dell’intera offerta sanitaria pubblica.”Occorre restituire dignità e riconoscimento ai lavoratori. Lavoratori privati di nome e di fatto, visto che da anni sono ostaggio di una situazione che li vede espropriati degli aumenti salariali, del ruolo, dei diritti e della valorizzazione delle competenze”, attaccano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Chiediamo alla Regione Lazio – continuano i sindacalisti – di farsi parte attiva, anche in termini economici, e di adoperarsi affinché la Conferenza Stato-Regioni si impegni a promuovere una rapida conclusione delle trattative””Il mancato rinnovo dei contratti del settore, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio, è un prezzo troppo caro pagato dai lavoratori, tanto alla tenuta del sistema quando alle aziende. Dopo il rinnovo del contratto della sanità pubblica le associazioni datoriali non hanno più alibi e non possono continuare ad abusare dell’abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori – concludono Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – perché il tempo è scaduto”.

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Mostra collettiva Immerso

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Milano dall’8 al 27 giugno presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci mostra collettiva Immerso. L’allestimento che si presenterà ai visitatori non sarà una semplice mostra fotografica ma un caleidoscopico viaggio che dallo Spazio porterà ad esplorare le profondità marine passando per grotte gelate ed architetture urbane. Attraverso gli scatti che i numerosi fotografi hanno realizzato con le loro fotocamere Nikon, sarà possibile ammirare le innumerevoli sfaccettature del mondo che solitamente sono celate alla vista. Dalla macrofotografia alla fotografia astronomica, si potranno ammirare colori mai visti, particolari inaspettati e visioni stupefacenti. Immerso è una mostra dedicata al potere della fotografia, che ha la capacità di catturare l’osservatore per fargli conoscere nuovi mondi possibili.
Per avvicinare il pubblico all’affascinante universo fotografico di Nikon, nell’ambito della mostra verranno proposti due talk gratuiti ed un workshop. Di seguito il programma:
– 13 giugno, ore 17.00: Alessandro Barteletti parlerà della sua esperienza a fianco dell’astronauta Paolo Nespoli.
Il fotografo racconterà il dietro le quinte del suo progetto che ha avuto come protagonista l’astronauta Paolo Nespoli: nel corso di un intero anno ne ha seguito e fotografato l’addestramento in vista della sua terza missione nello spazio. Affiancare Nespoli ha significato vivere la quotidianità dei centri di addestramento di Colonia in Germania (ESA), Houston negli Stati Uniti (NASA) e Star City in Russia (Roscosmos) per scoprire come un uomo “rinasce” astronauta. Storie, aneddoti, organizzazione e imprevisti di un lavoro esclusivo per National Geographic Italia.
– 20 giugno, ore 17.00: Damiano Andreotti racconterà “Il volto riflesso dell’anima”
Damiano Andreotti, poliedrico artista dell’immagine, presenta il progetto “Il volto riflesso dell’anima”: una collezione di ritratti di persone illustri che vengono affiancati a perfetti sconosciuti, donne e uomini scelti per il loro volto e, soprattutto, per il loro essere, per la storia che Damiano sapientemente ferma in uno scatto, forte del suo carattere semplice ed al contempo estremamente complesso e sofisticato.
– 23 giugno, ore 10.00: workshop “La fotografia d’interno spiegata e raccontata da Saverio Lombardi Vallauri”
Saverio Lombardi Vallauri è una delle firme più prestigiose nel settore della fotografia di architettura: ha fotografato elementi architettonici ovunque nel mondo e pubblicato le sue immagini su riviste di livello internazionale. Grazie alla sua esperienza sarà possibile imparare la scelta del corretto punto di vista per il controllo della dinamica prospettica, la giusta posizione del sensore per il controllo delle linee cadenti, il calcolo dell’esposizione ed il bracketing, le scelte per il corretto bilanciamento del bianco e l’uso degli obiettivi tilt/shift.www.nikonschool.it/eventi/mostra-immerso/

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Campagna Nazionale di Prevenzione della Maculopatia

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Su 2.856 visite di screening, effettuate in occasione della prima Campagna Nazionale di Prevenzione della Maculopatia dal 29 gennaio al 23 febbraio scorsi, 424 pazienti, pari al 17%, erano affetti dalla patologia in stadio iniziale e mai diagnosticata. È questo uno dei principali risultati dell’iniziativa, mai condotta prima in Italia, presentati il 30 maggio a Milano. La Campagna dedicata alla maculopatia, patologia che colpisce in Italia oltre 800.000 persone, è stata promossa dal Dipartimento di Oftalmologia dell’Ospedale San Raffaele, diretto dal professor Francesco Bandello e dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), diretto dal dottor Lucio Buratto, con il patrocinio del Ministero della Salute e della Società Italiana di Oftalmologia (SOI). Hanno aderito più di 20 Centri di oculistica, universitari e ospedalieri, con una copertura omogenea su tutto il territorio nazionale. Le equipe mediche messe a disposizione dei cittadini sono state formate da un medico oculista e tre collaboratori (assistenti e tecnici) e dotate delle più sofisticate apparecchiature d’indagine diagnostica disponibili. Tra queste, l’Optical Coherence Tomography (OCT), che ha permesso di effettuare scansioni ad alta risoluzione della macula, scoprendo le alterazioni strutturali retiniche delle fasi precoci della degenerazione maculare.L’iniziativa era stata preceduta da un’ampia indagine demoscopica nazionale sulla conoscenza da parte della popolazione italiana sopra i 50 anni della Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE), da cui era emerso che solo l’11% della popolazione aveva una corretta conoscenza della patologia.

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Senior Italia FederAnziani: buon lavoro a nuovo governo e a Ministro della Salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“I 3,8 milioni di senior aderenti a Senior Italia FederAnziani augurano buon lavoro al nuovo governo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Un particolare augurio lo rivolgiamo alla nuova Ministra della Salute, Giulia Grillo, già distintasi nella difesa di un servizio sanitario pubblico e universalistico che garantisca equità di accesso nelle cure e uniformità dei Livelli essenziali di assistenza. Guardiamo con interesse al suo impegno verso una riduzione delle liste d’attesa, alle sue proposte di riduzione del ricorso ai ticket che gravano sui cittadini e siamo pronti a dare il nostro contributo come pazienti nell’individuazione di soluzioni che consentano di ottimizzare la spesa pubblica in sanità, tutelando la salute dei cittadini nel rispetto dell’equilibrio dei conti dell’SSN”.

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Linee guida ipertensione, negli Usa primo bilancio su eventi cardiovascolari e mortalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

L’adozione delle linee guida 2017 per l’ipertensione arteriosa, che abbassano la soglia di trattamento a 130/80 mm Hg, ridurrà in modo significativo morbilità e mortalità, secondo uno studio pubblicato su JAMA Cardiology, primo autore Joshua Bundy del Dipartimento di epidemiologia alla Tulane University School of Public Health di New Orleans, Stati Uniti. Basandosi sui dati del National Health and Nutrition Survey, su studi clinici e su studi di coorte, i ricercatori stimano che secondo le linea guida del 2017 a soffrire di ipertensione è il 45,4% degli adulti statunitensi, ossia 105,3 milioni di persone. «Numeri che riflettono un significativo aumento di quanto stimato dalle precedenti linee guida, in base alle quali risultava iperteso il 32% degli americani, con differenze particolarmente evidenti negli uomini tra 40 e 50 anni. Inoltre, secondo il documento del 2017, il 35,9% degli adulti statunitensi avrebbe le caratteristiche per essere sottoposto al trattamento antipertensivo, contro il 31,1% stimato da quello pubblicato nel 2014» scrivono gli autori, spiegando che con la piena attuazione delle linee guida 2017 si eviterebbero ogni anno 610.000 eventi cardiovascolari e 334.000 decessi tra i pazienti di 40 anni o più, contro 270.000 e 170.000, rispettivamente, secondo il precedente documento. «L’implementazione delle linee guida 2017 potrebbe potenzialmente prevenire 340.000 eventi cardiovascolari e 156.000 morti ogni anno in più» conclude Bundy. E Lawrence Fine, dei National Institutes of Health di Bethesda, scrive in un editoriale: «Queste stime ci ricordano quanto resta da fare per ridurre i livelli pressori mettendo in atto linee guida più efficaci, specie nei pazienti a rischio». Conclude Clyde Yancy, della Feinberg School of Medicine alla Northwestern University di Chicago, e vicedirettore di JAMA Cardiology: «Gli eventi avversi connessi al trattamento, tra cui ipotensione e insufficienza renale acuta, aumenterebbero, ma sarebbero ampiamente superati dai benefici connessi alla riduzione di morbilità e mortalità, cosa che qualifica le linee guida del 2017 come una solida strategia di prevenzione». (fonte: doctor33)

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Tumore del rene: Chirurgia e farmaci per impedire le recidive

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

È italiano il primo studio al mondo che fornisce informazioni decisive sull’approccio multidisciplinare integrato, cioè sull’utilizzo della chirurgia e della terapia medica nel tumore del rene avanzato. E’ stato presentato al 54° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) a Chicago dal prof. Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Nel 2017 in Italia sono stati stimati 13.600 nuovi casi di tumore del rene (9.000 uomini e 4.600 donne), circa l’80% è costituto dal carcinoma a cellule renali. Lo studio RESORT, di fase II, ha coinvolto 76 pazienti di 12 centri italiani, colpiti da questa neoplasia precedentemente operati al rene (nefrectomia). Questi pazienti presentavano non più di 3 metastasi. “La chirurgia radicale delle metastasi seguita da un periodo di osservazione è la strategia comunemente utilizzata nei pazienti colpiti da carcinoma a cellule renali avanzato – spiega il prof. Procopio -. Nello studio, coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, abbiamo confrontato questo approccio con quello costituito da chirurgia delle metastasi seguita dal trattamento con un farmaco mirato anti-angiogenico. L’obiettivo era valutare se questa seconda opzione potesse offrire benefici in termini di sopravvivenza libera da recidiva. La ricerca non ha evidenziato differenze statisticamente significative nei due approcci”. La sopravvivenza libera da recidiva a 1 e 2 anni era pari al 62% e 52% nei pazienti trattati con l’approccio integrato e al 74% e 59% in quelli nel braccio di osservazione. “Però, in un sottogruppo di pazienti con specifici tipi di metastasi resecate – continua il prof. Procopio -, si è evidenziato un decorso favorevole grazie all’integrazione della chirurgia e della terapia farmacologica. È il primo studio che analizza questo specifico contesto clinico. Quindi vanno selezionati i pazienti candidabili ai diversi approcci in base alle sedi e della numerosità delle metastasi. Senza dimenticare che la collaborazione multidisciplinare tra urologi, chirurghi, oncologi medici, radioterapisti, anatomopatologi e medici nucleari rappresenta oggi un percorso necessario”. “L’alto profilo di tollerabilità dell’immunoterapia – conclude il prof. Procopio – porta questa opzione a prevalere su altri tipi di cura. In particolare, nivolumab è la prima molecola immuno-oncologica a dimostrare un beneficio di sopravvivenza in pazienti precedentemente trattati: il 39% è vivo a 3 anni rispetto al 30% di quelli che hanno ricevuto everolimus (terapia target). Oltre all’incremento della sopravvivenza globale va considerato il miglioramento della qualità di vita garantito dall’immuno-oncologia, già evidenziato dallo studio che ha condotto all’approvazione di nivolumab in monoterapia nel trattamento del carcinoma a cellule renali avanzato pretrattato. E un altro studio che sarà presentato all’ASCO pone in piano il beneficio in termini di qualità di vita che emerge anche con la combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, in prima linea”.

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Tumore della pelle: immunoterapia e target therapy

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Chicago. In Italia in 5 anni i casi di melanoma sono aumentati del 34%: nel 2017 ne sono stati stimati 14mila, erano 10.400 nel 2013. Nel trattamento di questo tumore della pelle l’arrivo dell’immunoterapia e della target therapy ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, passando dal 25% dei pazienti vivi a un anno dalla diagnosi (con una sopravvivenza media per la malattia avanzata di 6-9 mesi) all’attuale 70%. Con chiari vantaggi a lungo termine, visto che oggi circa il 50% dei pazienti è vivo dopo un decennio. La ricerca si concentra sulle prospettive importanti offerte dalle combinazioni delle nuove terapie e proprio un italiano, il prof. Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione ‘G. Pascale’ di Napoli, è chair della sessione educazionale dedicata a queste strategie di trattamento al 54° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago. “Il melanoma registra un aumento superiore negli uomini rispetto alle donne – spiega il prof. Ascierto -. L’Italia ha guidato le sperimentazioni in questo campo che hanno portato all’approvazione nel 2011 del primo farmaco immuno-oncologico, ipilimumab, che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza a lungo termine nel melanoma in fase avanzata. Oggi i nostri sforzi mirano a consentire anche al restante 50% dei pazienti con malattia metastatica, che non rispondono alle nuove terapie, di vivere più a lungo”. In questa direzione va uno studio di fase II che ha coinvolto pazienti che non rispondono all’immunoterapia (in particolare agli anticorpi anti PD-1). Uno dei meccanismi noti di resistenza è rappresentato da un enzima, IDO, prodotto all’interno delle masse tumorali dalle cellule malate e dai linfociti. Epacadostat è in grado di neutralizzare questo enzima che blocca l’attività del sistema immunitario. In realtà lo studio di fase III, che ha analizzato questa associazione, si è rivelato negativo, nonostante le alte aspettative. Probabilmente l’uso di nuovi biomarcatori in futuro ci permetterà di capire come utilizzare meglio questa opzione terapeutica”.
Si stanno aprendo prospettive importanti anche sulle triple combinazioni di terapie mirate e immunoterapia. Queste strategie cercano di combinare l’effetto immediato delle molecole a bersaglio molecolare con l’effetto prolungato dell’immunoterapia. Va inoltre considerato che circa il 50% dei pazienti con melanoma è portatore della mutazione di un gene, BRAF V600, che può essere trattata efficacemente con terapie target, gli inibitori di BRAF o MEK. “La combinazione del BRAF inibitore encorafenib con il MEK-inibitore binimetinib potrebbe essere un’ulteriore combinazione promettente per i pazienti con BRAF mutato – evidenzia il prof. Ascierto -. All’ASCO sono infatti presentati i risultati dello studio di fase III COLUMBUS su questa popolazione di pazienti. Il trattamento con l’associazione delle due molecole mirate ha evidenziato una sopravvivenza globale mediana di 33,6 mesi rispetto ai 16,9 mesi con vemurafenib in monoterapia”.
E grazie all’immunoterapia si aprono nuove prospettive nella terapia adiuvante del melanoma, cioè dopo l’intervento proprio per ridurre il rischio di recidiva. A Chicago sono presentati i risultati aggiornati a 24 mesi dello studio CheckMate -238 che dimostrano che il trattamento precoce con l’immunoterapia può determinare benefici a lungo termine nei pazienti colpiti da questo tumore della pelle. “Il trattamento con nivolumab – conclude il prof. Ascierto – ha evidenziato un notevole miglioramento dei tassi di sopravvivenza libera da recidiva rispetto a ipilimumab, la prima molecola immuno-oncologica approvata. Questo significa che sempre meno pazienti svilupperanno metastasi”.

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Scuola: Personale all’estero con l’indennità di rischio ridotta

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

I docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari alle dipendenze del Miur, in servizio presso le scuole italiane all’estero, sono costretti a subire un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori pubblici ugualmente distaccati fuori il confine italiano ed in servizio presso le ambasciate. Inspiegabilmente, il Ministero degli Affari Esteri, anziché allineare l’aliquota applicata ai vari stipendi italiani per calcolare la misura dell’Indennità di Servizio Estero (ISE) a quella applicata “sulla base del costo della vita e dei servizi” al personale delle Ambasciate, a dispetto dell’approvazione della nuova norma, ha illegittimamente ridotto la “percentuale di disagio” fissata dal MAECI per tutti gli Stati in cui il lavoratore ottiene il distacco, ponendo in essere, così, una vera e propria disparità di trattamento economico a discapito del solo personale scolastico in servizio all’estero. Eppure l’articolo 29 del D.lgs. 64/2017, nel ridefinire per il personale della scuola in servizio all’estero le basi di calcolo per i trattamenti economici e per le cosiddette “indennità di rischio e disagio”, ha correttamente disposto l’equiparazione tra tutti i lavoratori pubblici distaccati fuori confine. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’indennità di rischio va parametrata al costo della vita e discriminare il personale scolastico all’estero è una palese illegittimità. Pertanto per il personale scolastico in servizio all’estero le stesse situazioni di rischio e disagio presenti nella circoscrizione a cui sono assegnati vengono valutate in misura minore rispetto a quanto considerato per il calcolo percentuale del trattamento economico dei dipendenti pubblici italiani che non prestano servizio nella scuola. Per tale motivo, il nostro ufficio legale ha predisposto una specifica diffida e avviato il ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati nelle scuole italiane all’estero. L’indennità di ‘rischio e disagio’ determina, inoltre, non soltanto la base di calcolo dell’Indennità di Sevizio Estero (ISE), ma anche tutte le indennità accessorie correlate, come il contributo abitazione, la maggiorazione per coniuge e per figli a carico, l’indennità di prima sistemazione, anch’esse drasticamente diminuite a seguito della illegittima rideterminazione della percentuale di maggiorazione per rischio e disagio per il solo personale scolastico.
L’Ufficio Legale Anief ha predisposto una specifica diffida da inviare al Ministero degli Affari Esteri e avviato le preadesioni al ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati all’estero, ancora una volta discriminati rispetto al resto del personale della PA.

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Fratelli d’Italia: Una politica di coerenza nel nome della continuità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Se Fratelli d’Italia è un ottovolante Forza Italia è un brucomela: noi voliamo alto e le polemiche le lasciamo all’on. Napoli che oggi definisce incoerente Fratelli d’Italia. Consigliamo a Osvaldo Napoli di guardare in casa propria prima di puntare il dito verso un movimento che non ha mai inciuciato con la sinistra e Renzi come ha fatto Forza Italia. E non ci riferiamo solo al patto del Nazareno che per l’Italia ha prodotto risultati nefasti ma anche ad accordi ben più recenti, come quello sulla legge elettorale che ha gettato questa Nazione del caos totale. Lezioni di coerenza non le accettiamo da nessuno: siamo sempre stati dalla stessa parte, difendendo spesso in solitudine i valori di quel centrodestra che continua a essere maggioritario come sentimento tra i cittadini. E oggi come ieri, come detto sempre da Giorgia Meloni, abbiamo solo un capo a cui dare conto: il popolo italiano e continueremo a fare i suoi interessi, consentendo con la nostra astensione a un governo politico di iniziare a lavorare dopo una empasse voluta da chi ha appoggiato il rosatellum e votando di volta in volta i provvedimenti che considereremo utili per questa nazione. Ma comprendo che questa coerenza non sia di facile comprensione per chi in questi anni si è distinto per essere stata spesso la stampella del PD: scendano dalle giostre e riprendano a fare politiche per la gente, come FdI”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e Salvatore Deidda.

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Al Congresso ASCO di Chicago discussi i risultati dello studio CELESTIAL

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Chicago. Solo il 10% dei casi di tumore del fegato è diagnosticato in fase iniziale quando l’intervento chirurgico può essere risolutivo. In Italia vivono circa 27.745 cittadini dopo la diagnosi di questa neoplasia, che rappresentano l’1% del totale dei pazienti oncologici. Si tratta di un tumore con percentuali di guarigione ancora basse, infatti solo il 20% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Oggi per i pazienti con malattia avanzata già trattati si stanno aprendo importanti prospettive terapeutiche, tra queste cabozantinib, una nuova terapia mirata. Lo dimostrano i risultati dello studio fase III CELESTIAL, discussi al 54° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago. “Nella ricerca sono stati arruolati più di 700 pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato, precedentemente trattati – spiega Lorenza Rimassa, Responsabile della Sezione Tumori Apparato Gastroenterico, Oncologia medica ed Ematologia dell’Humanitas di Rozzano -. L’Italia ha avuto un ruolo decisivo in questa ricerca, con l’Istituto Humanitas in primo piano. Cabozantinib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente importante rispetto al placebo nella sopravvivenza globale, in pazienti in seconda (70% del totale) e terza linea (30%). La sopravvivenza globale mediana è stata 10,2 mesi con cabozantinib rispetto a 8 mesi con placebo. E la mediana di sopravvivenza libera da progressione era più che raddoppiata: 5,2 mesi con cabozantinib e 1,9 mesi con placebo”. In Italia nel 2017 sono stati diagnosticati 12.900 nuovi casi di cancro del fegato (8.900 uomini e 4.000 donne). In controtendenza rispetto alle altre neoplasie, questo tumore fa registrare un maggior numero di diagnosi nel Sud Italia rispetto al Settentrione, in particolare fra le donne (+17%). Il dato si spiega con la prevalenza in queste aree delle infezioni causate dai virus dell’epatite B (HBV) e C (HCV). Questi virus sono le principali cause della neoplasia a livello globale, insieme all’alcol e alla sindrome metabolica. In Italia oltre il 70% dei casi di tumori primitivi del fegato è riconducibile a fattori di rischio noti, collegati soprattutto al virus dell’epatite C. Un’elevata percentuale di persone che contraggono questa infezione, stimata fino all’85%, va infatti incontro a cronicizzazione. Il 20-30% dei pazienti con epatite cronica C sviluppa, nell’arco di 10-20 anni, cirrosi e, in circa l’1-4%, successivo epatocarcinoma.
“Per 10 anni nel trattamento di questa patologia è stata disponibile una sola terapia mirata, sorafenib, ma negli ultimi due anni lo scenario terapeutico si è arricchito con nuove armi – continua la dott.ssa Rimassa -. Nello studio CELESTIAL sono stati arruolati pazienti che avevano ricevuto una o due linee di terapia ed erano andati in progressione dopo uno dei trattamenti precedenti. Per la prima volta oggi per i pazienti intolleranti a sorafenib e in terza linea di trattamento possono esserci reali opzioni terapeutiche”. “La maggior parte dei pazienti presenta già una patologia, in particolare cirrosi, che ha determinato lo sviluppo del tumore – sottolinea la dott.ssa Rimassa -. Da qui le maggiori difficoltà nel trattare questa neoplasia. Solo in una minima percentuale di casi il tumore insorge in un fegato sano, e in questi pazienti la diagnosi è spesso tardiva con sintomi già evidenti per la presenza di metastasi a distanza o per lesioni epatiche estese”. Il tumore può essere trattato con chirurgia, trapianto di fegato o terapie locoregionali (ad esempio ablazione, chemioembolizzazione, ecc) finché rimane localizzato al fegato. “In realtà i pazienti spesso dovrebbero accedere prima alle terapie sistemiche – conclude la dott.ssa Rimassa -. È infatti forte il dibattito nella comunità scientifica su quando effettuare il passaggio dai trattamenti locoregionali a quelli sistemici. Un altro problema da affrontare è, ad oggi, l’assenza di biomarcatori per selezionare i pazienti candidabili a una specifica terapia. Il futuro della ricerca va proprio in questa direzione”.

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Counsellors’ conversation on spiritual transformation and social change

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Some 80 senior officers of the Baha’i Faith, referred to as members of the Continental Boards of Counsellors, recently met for a conference at the Baha’i World Centre following the 12th International Baha’i Convention. On that occasion, the Counsellors were able to reflect on major developments in Baha’i communities around the world.
The Continental Boards of Counsellors assist Baha’i communities in their efforts to work toward social transformation by encouraging action, promoting learning, and diffusing insights being gained at the grassroots across a global community. They are appointed by the Universal House of Justice for five year terms.During their recent meeting at the Baha’i World Centre, small groups of Counsellors joined in conversations with the Baha’i World News Service for a series of podcasts on community building, spiritual transformation, and social change.In the podcast episode associated with this story, Counsellors discuss the impact of spiritual and moral education programs offered by the Baha’i community on youth and the communities in which they live, drawing on experiences in Cambodia, Kiribati, India, Norway, Spain, and Timor Leste (or East Timor).One of the contributors, Daniel Pierce Olam, who has been working with communities in Timor Leste, says: “There’s such a desire in the youth to contribute to raising up their country, and in the last couple of years we’ve seen many of the youth in the capital of Timor Leste, in Dili, have been attracted to the programs of Baha’i community, which equip them to contribute to this process of lifting up their community …. You see big groups of youth have come together, and they’ve started walking this path of service. This concept has really attracted them and they’ve really taken it up with great gusto.” “We have seen the impact young people are having on their neighborhoods where they live,” explains Zoraida Garcia Garro, speaking about the Canary Islands in Spain. “And we are seeing the transformation within them as well”Speaking about the experience of the Bahá’í community in New Delhi, India, Gloria Javid says: “The large groups of youth that support each other build an environment of positive peer pressure. We always think about in schools the peer pressure that pulls them in the wrong direction …. When there are large group of youth doing similar things, serving their society, being more respectful towards teachers in school, doing things for their younger siblings at home, it creates an environment where it makes doing good things more popular. And they support each other in that good work, so they don’t feel … they are the odd ones out.”

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Risoluzione Parlamento UE sui precari: subito norme per assumerli

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Rispondendo alle numerose petizioni riguardanti la lotta alla precarietà e all’abuso dei contratti a tempo determinato, tra cui quelle dell’Anief, il Parlamento europeo in queste ultime ore ha fornito una risposta perentoria. Attraverso una risoluzione – rivolta al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri – sollecita le parti in causa “ad adottare provvedimenti immediati nella sua legislazione per affrontare in modo efficace le pratiche occupazionali che conducono alla precarietà”. Perché “il lavoro precario implica una maggiore esposizione alla vulnerabilità socioeconomica, risorse insufficienti per una vita dignitosa e una protezione sociale inadeguata”. Inoltre, nella risoluzione si evidenzia che “la lotta al lavoro precario deve essere perseguita attraverso un pacchetto strategico multilivello e integrato che promuova norme del lavoro inclusive ed efficaci unitamente a misure efficaci per garantire il rispetto del principio di uguaglianza”. Pertanto, il Parlamento UE “invita la Commissione e gli Stati membri a combattere il lavoro precario, garantendo lo sviluppo di nuovi strumenti e il rispetto coerente della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”, in primis rispettando la sentenza Mascolo C-22/13 emessa a Lussemburgo il 26 novembre 2014, “nonché l’applicazione concreta della legislazione dell’UE e nazionale a livello nazionale al fine di risolvere il problema del lavoro dignitoso e attuare un approccio basato sui diritti”. Facendo poi esplicito riferimento alla direttiva 1999/70/CE, ricorda che ogni Stato membro ha “l’obbligo di punire tale abuso, compresa, in aggiunta, la possibilità per il lavoratore interessato di ottenere il risarcimento per qualsiasi danno subito in passato”. A questo scopo, sottolinea anche che “l’indennizzo deve essere in ogni caso adeguato ed efficace e deve costituire un risarcimento integrale per tutti i danni subiti”, facendo intendere che introdurre per legge dei “tetti” di risarcimento, come accade in Italia, costituisce un artificio che lede i diritti del precario anche nella fase risarcitoria. Il Parlamento, quindi, invita gli Stati membri a garantire appieno la parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo di lavoro, aggiungendo quindi un’ulteriore conferma alla posizione della Cassazione che apre agli scatti di anzianità anche ai precari. Marcello Pacifico (Anief-Cisal: La posizione assunta dal Parlamento UE è un segnale aggiuntivo e incoraggiante sulla strada intrapresa dal giovane sindacato nella difesa dei diritti dei precari, finalizzati alla loro stabilizzazione e al trattamento equiparato ai colleghi di ruolo a partire dai compensi. Siamo sempre più convinti che fare parte dell’UE non può servire solo alla ricerca del pareggio di bilancio, ma anche a rispettare le indicazioni che giungono da Bruxelles. Continuare ad ignorarle, come è stato fatto sinora, sarebbe immorale ma soprattutto andrebbe a formare, nei confronti dell’Italia, l’etichetta di Paese inaffidabile e opportunista. Speriamo, a questo punto, che la svolta arrivi dal nuovo Governo: se, davvero, si vuole guardare ad un’Europa comune, guidata da valori e norme analoghe, allora si parta dai tanti lavoratori non di ruolo, che non meritano di invecchiare da precari.

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Bene l’avvio del Governo Conte, ora servono nuove risposte per salvare la scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Anief dà il suo benvenuto al nuovo esecutivo, a quasi tre mesi dalle elezioni che il 4 marzo scorso portarono alla composizione del nuovo Parlamento italiano. È bene, ora, che la maggioranza si impegni con celerità per salvare la scuola dal baratro, iniziando l’opera con la cancellazione del precariato, riaprendo le GaE e assumendo tutti i precari sui 100mila posti vacanti. Da apprezzare, c’è anche la volontà di modificare la Legge Fornero, introducendo quota 100, sempre a patto che quelle della scuola vengano considerate professioni usuranti: a questo proposito, è sempre bene ricordare che si tratterebbe di una norma che riavvicina l’Italia all’Europa, dove l’età media pensionabile è 63 anni, ad iniziare dagli insegnanti.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chiediamo di mantenere fede ad alcuni degli obiettivi sulla scuola espressi durante la campagna elettorale e ribaditi nel contratto di governo sottoscritti qualche settimana fa. Ci sono delle parti che se attuate libererebbero la scuola da pesanti fardelli che rischiano di compromettere l’avvio del prossimo anno. Riaprire le GaE, con un decreto d’urgenza, supererebbe la discussa sentenza del Consiglio di Stato che ha messo alla porta oltre 60mila maestri con diploma magistrale. Ma significherebbe anche salvare dal precariato sine die altre decine di migliaia di precari abilitati con i corsi di Scienze della formazione primaria e altre modalità, puree tutti gli abilitati della scuola secondaria. Visto che il nuovo governo ha previsto pure un Ministro dell’Inclusione, mai come ora è giunto il momento di immettere in ruolo i 45mila docenti di sostegno. Dal governo ci aspettiamo che porti anche avanti la volontà di cancellare la chiamata diretta e l’alternanza scuola-lavoro. Ma pure la prevenzione contro il bullismo e l’introduzione dello sport nella primaria, attraverso il laureato in scienze motorie nell’organico di ruolo. Bene pure la volontà espressa di cancellare le classi ‘pollaio’: migliorerebbe le condizioni di apprendimento degli alunni e anche di lavoro dei docenti, oltre a garantire la sicurezza. Viene da sé che anche gli organici del personale subiranno degli incrementi. Sarà un motivo in più per assumere tutti i precari abilitati, ma pure gli Ata con oltre 24 mesi, come ribadito proprio in queste ore dal Parlamento europeo attraverso una risoluzione rivolta a tutti gli Stati membri ma soprattutto in Italia.

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Mostra di Stefano Cerio Amusement Places

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Napoli. Mercoledì 6 giugno, alle ore 19, sarà inaugurata al Museo Pignatelli Casa della fotografia Riviera di Chiaia, 200 la mostra di Stefano Cerio Amusement Places. L’esposizione, curata da Denise Pagano, è promossa dal Polo Museale della Campania in collaborazione con gli Incontri Internazionali d’Arte e lo Studio Trisorio.
La mostra riunisce per la prima volta una selezione di 30 opere di grande formato e due video tratti dalle 5 serie di lavori sviluppati dall’artista su luoghi e architetture per il gioco e il tempo libero.Gli Aquapark (2010), le piste e gli impianti di risalita della serie Night Ski (2011), le navi da crociera della serie Cruise Ship (2012), i luoghi di Chinese Fun (2013) e i parchi dei Night Games (2017) sono accomunati dal fatto di essere ripresi sempre in assenza di persone e quando non sono in funzione. Ciò crea una sensazione di disagio nello spettatore in cerca della riconoscibilità di questi luoghi sempre uguali eppure caratterizzati in modo diverso.
“Voglio catturare esattamente ciò che vedo in quel momento”, afferma Cerio, “uso le mie luci come strumento di costruzione dell’immagine, creo delle atmosfere che in realtà non esistono”.
1/250 di secondo è il tempo che Cerio usa per “tagliare qualsiasi luce ambiente” e proporre allo spettatore ciò che l’occhio umano non ha il tempo di percepire.Come ha scritto Walter Guadagnini (Percorsi di Cerio in Vice Versa, Roma 2012): “questa condizione crea una sensazione di sospensione del tempo, una sorta di metafisica delle cose che allontana gli oggetti dalla realtà e li trasforma in apparizioni fantasmatiche. Là dove la fotografia topografica racconta il mutamento, la fotografia di Cerio racconta la sospensione. Inoltre, tutti questi luoghi vengono ripresi quando sono – nella percezione comune – invisibili (…). Cerio rivendica alla fotografia, con assoluta nonchalance, la capacità di rendere manifesto l’invisibile, ciò che è abitualmente sottratto agli occhi”.Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi. Inizia la carriera di fotografo molto giovane, collaborando con il settimanale L’Espresso. Dal 2001, il suo interesse si sposta progressivamente verso la fotografia di ricerca e il video. Tra le numerose mostre da lui realizzate, si ricordano: Sintetico Italiano (Certosa di San Giacomo, Capri 2009), Aquapark (Fondazione Forma per la fotografia, Milano 2011), Night Ski (Studio Trisorio 2012), Chinese Fun (Fondazione Volume!, Roma 2015), Night Games (Camera Centro Italiano per la Fotografia, Torino 2017).L’esposizione si potrà visitare fino al 15 luglio 2018. Orari: 10 – 17, ultimo ingresso ore 16; chiuso il martedì; biglietto intero € 5,00.

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“Valliadi”: I Giochi Olimpici delle Alte Valli di Lanzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Sabato 9 giugno a Viù prende il via la prima edizione delle “Valliadi”. I Giochi Olimpici delle Alte Valli di Lanzo sono patrocinati dalla Città Metropolitana di Torino e coinvolgono residenti, domiciliati, villeggianti e proprietari di seconda case in dodici Comuni: Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù. La manifestazione ludico-sportiva è organizzata dal Comitato “O.D.V” (Olimpiadi delle Valli), con la collaborazione delle Pro Loco e delle dodici amministrazioni comunali. Come detto, la cerimonia di inaugurazione è in programma sabato 9 giugno a Viù e la manifestazione proseguirà nei fine settimana estivi fino al 15 settembre, esclusa la settimana di Ferragosto. Le date delle gare sono state fissate in modo da evitare l’accavallamento con eventi già organizzati sul territorio.A contendersi la vittoria saranno dodici squadre, una per ogni paese, che gareggeranno in diciassette discipline: arrampicata sportiva, atletica, basket, beach volley, bocce, calcio a 5, calciobalilla, carte (pinnacola, scopa, tarocchi), minigolf, mountain bike, nuoto, pesca, ping-pong, podismo cross, tennis, tiro alla fune e volley. È prevista la partecipazione di corca 500 concorrenti. I tornei saranno disputati nelle strutture e nei centri presenti in tutto il territorio. Le “Valliadi” offrono l’occasione per conoscere i territori, i paesaggi, le eccellenze locali e le strutture sportive delle Alte Valli di Lanzo. Il progetto punta inoltre ad una maggior coesione e collaborazione tra le associazioni e gli Enti locali del territorio, al fine di creare un terreno fertile per future progettualità comuni.Tutte le attività sono svolte nel rispetto dell’ambiente: oltre ad aver scelto discipline sportive praticabili senza l’uso di motori o energia di alcun tipo, gli organizzatori intendono attivare una rete di “car pooling” tra atleti e spettatori, per ottimizzare gli spostamenti.
È possibile iscriversi ai tornei fino a una settimana prima dell’evento nel quale si desidera gareggiare. La partecipazione è riservata ai maggiori di 16 anni, con alcune restrizioni. Data l’impossibilità di diversificare la competizione per fasce d’età, i più piccoli, esclusi dalla competizione, potranno ugualmente prendere parte alle Olimpiadi delle Alte Valli attraverso un concorso di disegno: il bambino che meglio rappresenterà la manifestazione e il territorio vedrà scolpita la propria opera sul medaglione di legno che premierà la squadra vincitrice.Le “Valliadi” sono realizzate con la partnership della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, dell’UNCEM, del Consorzio Operatori Turistici Valli di Lanzo, delle Unioni Montane Alpi Graie e Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, delle Pro Loco e delle dodici amministrazioni comunali.

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