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Linee guida ipertensione, negli Usa primo bilancio su eventi cardiovascolari e mortalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

L’adozione delle linee guida 2017 per l’ipertensione arteriosa, che abbassano la soglia di trattamento a 130/80 mm Hg, ridurrà in modo significativo morbilità e mortalità, secondo uno studio pubblicato su JAMA Cardiology, primo autore Joshua Bundy del Dipartimento di epidemiologia alla Tulane University School of Public Health di New Orleans, Stati Uniti. Basandosi sui dati del National Health and Nutrition Survey, su studi clinici e su studi di coorte, i ricercatori stimano che secondo le linea guida del 2017 a soffrire di ipertensione è il 45,4% degli adulti statunitensi, ossia 105,3 milioni di persone. «Numeri che riflettono un significativo aumento di quanto stimato dalle precedenti linee guida, in base alle quali risultava iperteso il 32% degli americani, con differenze particolarmente evidenti negli uomini tra 40 e 50 anni. Inoltre, secondo il documento del 2017, il 35,9% degli adulti statunitensi avrebbe le caratteristiche per essere sottoposto al trattamento antipertensivo, contro il 31,1% stimato da quello pubblicato nel 2014» scrivono gli autori, spiegando che con la piena attuazione delle linee guida 2017 si eviterebbero ogni anno 610.000 eventi cardiovascolari e 334.000 decessi tra i pazienti di 40 anni o più, contro 270.000 e 170.000, rispettivamente, secondo il precedente documento. «L’implementazione delle linee guida 2017 potrebbe potenzialmente prevenire 340.000 eventi cardiovascolari e 156.000 morti ogni anno in più» conclude Bundy. E Lawrence Fine, dei National Institutes of Health di Bethesda, scrive in un editoriale: «Queste stime ci ricordano quanto resta da fare per ridurre i livelli pressori mettendo in atto linee guida più efficaci, specie nei pazienti a rischio». Conclude Clyde Yancy, della Feinberg School of Medicine alla Northwestern University di Chicago, e vicedirettore di JAMA Cardiology: «Gli eventi avversi connessi al trattamento, tra cui ipotensione e insufficienza renale acuta, aumenterebbero, ma sarebbero ampiamente superati dai benefici connessi alla riduzione di morbilità e mortalità, cosa che qualifica le linee guida del 2017 come una solida strategia di prevenzione». (fonte: doctor33)

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