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Archive for 7 giugno 2018

“70 volte 7” – XI Assemblea Nazionale della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma, 8 giugno 2018 – Palazzo Valentini – Aula consigliare “Giorgio Fregosi” – Via IV Novembre 119/a Programma Partecipano:
– Santi Consolo, Capo del Dipartimento Amministrazione penitenziaria.
– Mauro Palma, Presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale
Ore 9,45 Apertura dei lavori- Ornella Favero Presidente CNVG
Prima sessione Cosa fare perché sia sufficiente dare una seconda possibilità
Il volontariato va ben oltre la scelta di dare a chi commette reati una seconda possibilità nella disperata speranza di non buttare via nessuno, come dice sempre Agnese Moro. Di recente sono nate molte polemiche sulla recidiva e in tanti sono convinti che è il carcere cattivo che ci rende più sicuri, ma in realtà il carcere cattivo è un invito a tornare a commettere reati. Un carcere come quello di Bollate crea le condizioni, coinvolgendo la società esterna, perché non si debba per settanta volte sette cercare di recuperare le persone ma basti un solo tentativo, però ben fatto.
Interventi di: Massimo Parisi direttore della Casa di reclusione di Milano – Bollate
Seconda sessione Raccontare a una società spaventata che più “apertura” del carcere crea più sicurezza. La riforma mancata dell’Ordinamento Penitenziario, che toglieva un po’ di ostacoli ai percorsi di reinserimento delle persone detenute, è stata bloccata facendo credere alla gente che “svuotava le carceri” e moltiplicava i rischi per la società. La realtà è bene diversa, per questo ne parliamo con chi fa il Magistrato di sorveglianza e quella riforma la conosce bene così come chi si occupa direttamente di detenuti e trattamento sa che non può essere solo una risposta punitiva quella che crea sicurezza.Interventi di: Fabio Gianfilippi magistrato di Sorveglianza a Spoleto, è stato membro della Commissione per la riforma dell’Ordinamento penitenziario
Terza sessione. Il Volontariato “interroga” i garanti. In questi anni i garanti delle persone private della libertà personale sono diventati una presenza importante nelle carceri, e il Volontariato si è abituato a ricorrere al loro intervento, a segnalare situazioni difficili. Oggi i tempi non sono facili neppure per la presenza e le attività dei volontari stessi. E se fosse giunto il momento di pensare a una competenza nuova per i Garanti, come garantire l’ingresso e la presenza in carcere del Volontariato? Interventi di: Gabriella Stramaccioni, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Roma – Roma Capitale, Interventi di: Stefano Anastasia Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Regione Lazio e regione Umbria
Quarta sessione Come prendersi cura dei ragazzi più disastrati. Ma quante possibilità si devono dare ai ragazzi che finiscono al carcere minorile? E se poi quei ragazzi vengono da zone disastrate, con genitori che hanno conosciuto a loro volta la galera, e sognano magari di diventare dei piccoli boss? E come ci si pone di fronte alle ricadute e ai tradimenti della fiducia? Interventi di: Gianluca Guida, direttore dell’Istituto penale di Nisida. Interventi di: Ettore Cannavera, volontario nell’Istituto penale minorile di Quartucciu, dove per anni è stato cappellano, fondatore della Comunità La Collina (Serdiana)
Quinta sessione Vittime e carnefici: quando il Volontariato sa farli dialogare Il Volontariato che si occupa di pene e carceri è sempre stato accusato di stare “dalla parte dei cattivi”, in realtà sono proprio i Volontari che in questi anni hanno aperto il confronto con molte vittime, le hanno fatte incontrare con le persone detenute, hanno iniziato un dialogo profondo e utile a tutti. Ma i ruoli non sono mai definiti, quando parliamo di storie così complesse: è successo anche che una vittima, che ha rischiato di essere un “carnefice”, e che un “carnefice”, oggi siano diventati un punto di riferimento reciproco, e insieme studino per diventare mediatori.
Interventi di: Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo dei Servizi di Sicurezza Sergio Bazzega, ucciso dal brigatista rosso Walter Alasia il 15 dicembre 1976. Interventi di: Lorenzo Sciacca, redattore di Ristretti Orizzonti, prima dentro il carcere, ora in libertà
Sesta sessione Quando il Volontariato contribuisce ad “aprire dei silenzi” Il Volontariato è da sempre impegnato a far ritrovare la voce a chi l’ha persa, a dare spazio alle sue parole e mettere al centro della sua attività le testimonianze. Qualche volta può farsi aiutare da poeti.
Interventi di: Stefano Raimondi poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Milano). Ha numerose pubblicazioni al suo attivo, fra cui Soltanto vive. E’ tra i fondatori della rivista filosofica Materiali di estetica, ha svolto laboratori di poesia all’interno della C.R di Opera.
Settima sessione Il Volontariato che non ama la parola “fallimento” I volontari che si occupano di situazioni complesse come quelle delle persone detenute non possono permettersi di fare bilanci, né di calcolare i percorsi di reinserimento che hanno avuto successo e quelli che sono stati “fallimentari”. I volontari devono continuare a investire sulle persone, ad aiutarle anche quando cadono. Uno degli strumenti che più aiuta a dare un senso a vite frantumate è la scrittura Andrea Carraro, scrittore. Dal suo romanzo più noto Il branco, è nato il film omonimo diretto da Marco Risi. L’ultimo suo romanzo, Sacrificio, è la storia di un padre che tenta in tutti i modi di salvare la propria figli tossicodipendente. Uno dei temi chiave del libro è quello del fallimento in ogni senso, come padre come marito e come uomo cristiano, un uomo schiacciato dai sensi di colpa. Conclusioni Ornella Favero Presidente CNVG

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Premio Giulietta 2018 a Sabrina Simoni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Verona Venerdì 8 giugno – alle ore 19.00 – sotto il balcone di Giulietta in via Cappello a Verona, si svolge la cerimonia di consegna del Premio Giulietta 2018 a Sabrina Simoni, direttrice del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna. Nato nel 1991, il Premio Giulietta ha lo scopo di conferire un pubblico riconoscimento ai personaggi femminili che si sono distinti nel proprio campo, grazie all’impegno professionale e alla passione dimostrata.Affermata musicista, didatta e direttrice del Piccolo coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna, Sabrina Simoni riceverà il prezioso trofeo come riconoscimento alla sua carriera. Durante la cerimonia ufficiale di premiazione Sabrina Simoni riceverà il trofeo Giulietta, statuetta rappresentante l’eroina shakespeariana, simbolo del noto premio cesellato dallo scultore Felice Naalin.Il Comitato del Premio Giulietta 2018 ha scelto di insignire Sabrina Simoni per il connubio da lei realizzato tra la passione per la musica e l’amore per i bambini, elementi su cui ha fondato la sua carriera fino all’ottenimento di importanti riconoscimenti. Entrata a far parte della grande famiglia dell’Antoniano affiancando Mariele Ventre per alcuni anni e facendo tesoro dei suoi consigli, inizia quel percorso che, nel 1995, la porta a dirigere il Piccolo Coro, proseguendo così nel cammino di Mariele e mantenendo intatti i valori e i princìpi sui quali questo coro per bambini è stato fondato.Oggi il suo nome si aggiunge alla galleria di donne straordinarie che, a partire dal 1991, hanno ricevuto il Premio Giulietta: Carla Fracci, Silvana Giacobini, Mariele Ventre, Manuela Di Centa, Cecilia Gasdia, Anna Fendi, Tiziana Ferrario, Paola Pezzo, Moira Orfei, Alda Merini, Licia Colò, Gigliola Cinquetti, Federica Pellegrini, Katia Ricciarelli, Sara Simeoni, Maria Giovanna Elmi, Sofia Righetti, Maurisa Laurito e, infine, Carolina Kostner.Il Premio Giulietta gode del patrocinio del Comune di Verona.

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Sciopero ferrovieri francesi e italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

L’8 giugno, i ferrovieri italiani dell’Unione Sindacale di Base hanno indetto il primo sciopero di 6 ore dalle ore 00.00 alle ore 06.00 e, nello stesso giorno, i loro colleghi francesi effettueranno la 28° giornata di lotta da aprile 2018.La decisione di scioperare lo stesso giorno rappresenta la volontà di unire le lotte di ferrovieri appartenenti a paesi diversi nella sostanza basate sulle medesime ragioni:
Garantire un servizio ferroviario pubblico, in Italia come in Francia, contro il 4° pacchetto ferroviario emesso dalla UE.
Affrontare il tema scottante della sicurezza nelle operazioni ferroviaria sia per i lavoratori che per gli utenti.Contro l’esasperazione della produttività, contro gli appalti delle lavorazioni e per fermare la repressione in atto dei militanti sindacali.
Per difendere la figura del ferroviere: contro l’insostenibile aumento dell’età pensionabile, per un contratto dignitoso e per chiedere un’adeguata formazione per il nuovo personale.
La giornata di venerdì 8 giugno rappresenta lo sforzo concreto di costruire solidarietà e unità tra i ferrovieri europei, perché quella che in Francia passa sotto il nome di Riforma Macron” in Italia si chiama “la politica portata avanti dagli ultimi governi”, e ha la medesima matrice: la furia privatizzatrice e liberalizzatrice imposta dalla Unione Europea.Ecco perché USB Lavoro Privato si batte a fianco dei ferrovieri francesi per sconfiggere queste politiche e per chiedere una ferrovia pubblica, sicura, efficiente e dignitosa.

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La Coppa del mondo di MTB prosegue con la DH di Leogang

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Coppa del mondoDopo aver fatto tappa a Fort William domenica scorsa, il circuito della Mercedes-Benz UCI World Cup si è già trasferito in Austria per un altro round della Coppa del mondo di MTB. Dopo un lungo viaggio, da oggi corridori e team sono pronti a regalarci un nuovo spettacolo a Leogang, dove in queste ore stanno iniziando le prime prove. Il Leogang Bike Park, con le Alpi a fargli da sfondo, ospiterà la terza frazione del circuito dedicato ai migliori discesisti del pianeta. Le gare domenica prossima si svolgeranno sulla velocissima pista Speedster di 2,5 km. La maggior parte del tracciato si snoda attraverso la campagna aperta, per la gioia degli spettatori. Il percorso diventa piuttosto ripido in alcuni punti e ci sono molte radici nella sezione boscosa che possono trarre in inganno i corridori oltre a uno spettacolare rock garden.
Finora abbiamo vissuto un inizio abbastanza aperto per la conquista della Coppa del Mondo, con i primi due turni della stagione che hanno offerto diversi vincitori nelle categorie maschile e femminile.
coppa del mondo1Tra le donne Tahnée Seagrave ha tutte le carte in regola per ripetere la vittoria conquistata a Leogang 12 mesi fa. Quella gara fu un momento decisivo per lei, visto che rappresentò la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Avendo dimostrato di essere la più forte in Scozia domenica scorsa si presenta al via di Leogang con il pieno di fiducia. Dovrà vedersela in particolare con Rachel Atherton, che non è riuscita a vincere nelle ultime sei occasioni e, ne siamo certi, non vede l’ora di ritrovare il feeling con il successo che ben conosce.
Tra gli uomini Aaron Gwin è il re indiscusso della pista di Leogang, che ha fatto sua ben quattro volte. Il suo successo nel 2015 è rimasto memorabile visto che ha trionfato… senza catena. L’americano leader di World Cup cercherà senz’altro il primato, che gli permetterebbe di raggiungere il primatista di Coppa del mondo Greg Minnaar, a quota 21 successi nel circuito DH più importante del pianeta. A proposito di Minnaar, non lo vedremo in gara prima di luglio, alla tappa italiana in Val di Sole, vista la recente frattura al braccio in cui è incappato in allenamento prima di volare verso la Scozia. Il suo compagno alla Santa Cruz Syndicate Loris Vergier, negli ultimi due anni è stato secondo alle spalle di Gwin, e, con la buona gamba dimostrata il week end scorso (secondo alle spalle del francese Amaury Pierron), può sognare in grande.
Guarda le gare 2018 di Leogang su Red Bull TV domenica 10 giugno. Dalle 12.30 sarà in diretta la gara femminile, alle 14 inizia il live di quella maschile. Immagini e video “editorial use only” sono liberamente scaricabili dal sito http://www.redbullcontentpool.com (previa registrazione gratuita).

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Con il Governo del Cambiamento più potere al popolo e alle comunità locali, parola di Rifkin

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Jeremy Rikfin, economista padre della ‘Terza Rivoluzione industriale’ intervenendo a margine del Brussels Economic Forum ha promosso il Governo del Cambiamento. Una ricostruzione della lunga riflessione di Rifkin è stata raccolta dall’agenzia Adnkronos. Il nuovo governo rappresenta una opportunità. Non quella di formare semplicemente un nuovo esecutivo, bensì quella di preparare un piano di lungo termine per trasformare l’economia delle comunità locali, dando più potere al popolo e facendo così dell’ Italia, che ha una creatività pro capite straordinaria, il “faro” della trasformazione dell’Ue, per entrare nella nuova fase del “sogno europeo”, in nome del principio di sussidiarietà, che è scritto nei trattati ma viene poco applicato.E’ il momento per tutta Italia di fare un grosso respiro, di fare un passo indietro e di chiedersi: chi siamo noi come popolo? Ho passato trent’anni in Italia, sono stato in ogni comunità locale: la creatività pro capite in Italia è semplicemente straordinaria, perché c’è un’enorme diversità culturale, che è una ricchezza. Oggi ogni regione d’Italia dovrebbe sfruttare il proprio patrimonio culturale, al di là dei confini, iniziando a mostrare l’Italia come il faro della prossima fase del “sogno europeo”. Ricordatevi che sono stati gli italiani, con Altiero Spinelli, a portare l’Europa nel “sogno europeo”. Ora è un nuovo inizio: non penso che nessuno dica di no all’Europa. Ma è tempo di riflettere, a livello italiano ed europeo, su come passare meglio alla prossima fase del sogno europeo. E di fare le trasformazioni necessarie per rendere l’Europa più collaborativa e più forte, più adatta agli interessi delle comunità locali d’Europa: questa è la chiave.Dal voto è emersa volontà della gente di contare di più. Quello attuale è un momento di opportunità per due partiti politici, il Movimento 5 Stelle e la Lega, che hanno passato molto tempo organizzando i rispettivi elettorati, per fare una grossa differenza. Non solamente per avere un altro governo in carica: questa è un’opportunità, non va sprecata. Bisogna creare una roadmap economica, muovendo verso la Terza Rivoluzione Industriale, portando l’Italia su una strada che può essere il faro per la prossima fase, per quello che vogliamo dappertutto, in Europa e nel mondo: più potere al popolo, più potere distribuito, in modo che le persone possano avere un maggior diritto di parola sul loro destino economico.C’è un principio, nel Trattato di Roma, il principio di sussidiarietà, che dice che il potere deve iniziare nelle comunità locali, dove le persone vivono la loro vita. Il potere deve essere laterale, non verticale. C’è una legittima constatazione che il mondo, per come è governato ora, si sta muovendo troppo verso le élite, e penso che sia una constatazione giustificata, in tutto il Mondo. E ora penso che in posti come l’Italia, ma anche in giro per il Mondo, le persone dicano ‘vogliamo avere più controllo sulla nostra economia e sulle nostre vite’. Questa è una cosa positiva. Non credo che nessuno in Italia dirà che vuole uscire dall’Europa. Ma credo che sia legittimo pensare che ora, dopo cinquant’anni di Ue, ci sono altri cinquant’anni davanti a noi e, quindi, sarebbe bene fare proposte in modo che ogni livello di governance sia più in sintonia con quello che succede tra i 500 milioni di persone che vivono nelle comunità locali.
Credo fermamente nel principio di sussidiarietà, che è la rivoluzione che non è ancora accaduta. Il principio di solidarietà è nei Trattati e sospetto che molte persone in Europa non sappiano neppure che esiste. Il potere, secondo i trattati, nasce nelle comunità locali e nelle Regioni. Tutto quello che dobbiamo fare è prendere sul serio questo principio e sviluppare un piano per la terza rivoluzione industriale in Italia e in Europa. Questo è il principio basilare della governance europea, in teoria ma non in pratica. Ora in Europa è un momento in cui gli elettori votano e quello che sento dire loro, al di là della retorica, è “dobbiamo avere un maggior diritto di parola sul nostro destino economico nelle comunità in cui viviamo”. Questo non preclude la globalizzazione, ma diventa glocalizzazione. Ogni comunità locale, grazie alle tecnologie, può impegnarsi con Regioni in tutto il Mondo e cercare nuove opportunità economiche: non è teoria, ma pratica, sta già succedendo.Quello di cui abbiamo bisogno ora è una visione di governo che sia commisurata alla piattaforma trasparente e digitale laterale che stiamo creando: e quella visione è il principio di sussidiarietà. Che non preclude l’esistenza degli Stati Nazione, né dell’UE, ma significa che tutto il potere decisionale deve partire dai luoghi in cui le persone vivono e lavorano. Bisogna creare una roadmap economica, muovendo verso la Terza Rivoluzione Industriale, portando l’Italia su una strada che può essere il faro per la prossima fase, per quello che vogliamo dappertutto, in Europa e nel mondo: più potere al popolo, più potere distribuito, in modo che le persone possano avere un maggior diritto di parola sul loro destino economico. (fonte: blog delle stelle)

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Tutti stranieri, nessuno straniero

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Nella lettura biblica prima della festa del Corpus Domini, sabato scorso, Marta Tedeschini Lalli, una suora camaldolese, ha ricordato che in una liturgia romana della Messa, ora non più in uso, c’erano due “epiclesi”, cioè invocazioni, prima della consacrazione; nella prima si chiedeva, come di consueto, che il pane e il vino si trasformassero nel corpo e nel sangue di Cristo, nella seconda si chiedeva che i partecipanti al rito si trasformassero essi nel corpo e nel sangue del Signore: questo infatti è l’eucarestia. Ciò comporta un significativo rovesciamento perché alla luce di questa più acuta percezione della fede, attestata del resto nei primi secoli del cristianesimo dai Padri della Chiesa, il pane e il vino sono quelli che diventano il “corpo mistico” di Cristo, nel “mistero” che non si vede, mentre gli uomini, le donne, i poveri, i popoli, la storia, diventano il “corpo reale di Cristo”, che si vede. “Non è un’immagine, ma è realmente carne” ha scritto di recente la Civiltà Cattolica.
Questa, come cristiani, è la buona ragione per cui amiamo gli uomini e le donne, “presenza reale” di Dio , per cui pensiamo e facciamo politica, ci struggiamo per la storia, e ora anche per l’ecologia, incuranti del falso dibattito se sia più laico chi nomina o chi non nomina Dio, chi non pretende o chi pretende il crocefisso nelle scuole.
Un altro gesuita, Henri De Lubac, commentando un testo della “Didaché”, ci ha trasmesso la celebre analogia: “Come il pane e il vino sono formati da una miriade di chicchi di grano e di gocce spremute da grappoli d’uva, così questa comunità si forma dall’unificarsi di tutte le persone che partecipano all’eucarestia e diventano membri dell’unico corpo di Cristo”. Le analogie non sono innocue; e questa, portata fino in fondo, dice che questa unità si realizza, secondo il gesto compiuto da Gesù, se il pane viene spezzato, e in quanto spezzato viene poi condiviso e così si ristabilisce l’unità.
Così è dell’unità di tutti gli uomini tra loro. Prima essa è spezzata, frantumata, dispersa; poi, in forza della condivisione realizzata tra loro, essi giungeranno all’unità.
Oggi siamo all’umanità spezzata; e mai la sua carne è stata più frantumata e lacerata come da quando celebriamo la libertà della globalizzazione. Si tratta della libertà per cui tutto può andare dappertutto; ma questa libertà di muoversi per tutti i luoghi e in tutte le direzioni, l’abbiamo istituita e riservata solo alle cose: al capitale, alle merci, alle fabbriche depurate dagli operai, alle manifatture, ai servizi, ai call center, ma non l’abbiamo data alle persone. In questa sua attuale forma economica e finanziaria la globalizzazione non può realizzarsi che in forza di un capitalismo integrale, di quel neoliberismo ignaro delle persone e dei corpi che in un altro universo di valori viene chiamato “globalizzazione dell’indifferenza”.
È questa umanità spezzata che va ora ricomposta. Viene perciò il tempo dell’umanità condivisa. Il compito più grande, il vero cambiamento non solo per l’Italia, ma per l’Europa e per il mondo, è di portare all’unità la carne spezzata delle nostre storie divise, mediante culture e politiche di condivisione, estendendo alle persone la libertà di muoversi e di stabilirsi che abbiamo dato alle cose. Per questo lo slogan “Prima l’America”, o uno che fosse “Prima i bianchi”, ma anche, quello oggi più in auge, “Prima i cittadini”, sono contro il nuovo traguardo dell’umano. Perché siamo tutti di colore, e siamo tutti stranieri. Infatti se siamo cittadini per noi, siamo stranieri per gli altri, e perciò ognuno è all’altro straniero, e di conseguenza nessuno è straniero. Certo non è per oggi raggiungere questo traguardo, ma a partire dal nuovo globalismo di oggi, questo è il cammino da iniziare, su questo va giudicato ogni cambiamento e promessa di cambiamento.
Quanto al governo che si è presentato alle Camere, staremo a vedere, con vigilanza, nello stesso spirito con cui abbiamo seguito la lunga crisi seguita alle elezioni del 4 marzo. Avevamo detto nella nostra newsletter n.72 del 7 marzo (“Una felice discontinuità”) di amare tutte e due le Italie uscite dalle urne, raffigurate nelle cartine mostrate in TV, quasi tutta di un colore l’Italia del Nord, tutta d’un altro colore quella del Sud; ora si è fatta viva una terza Italia, contrapposta alle prime due e ferocemente critica del governo che esse hanno fatto insieme; e noi amiamo anche questa, tutte e tre come un’Italia sola, con un amore fatto di stima e di rispetto.
Per questo non siamo d’accordo con i toni alti di chi denuncia una “viltà generale” perché si è permesso che andasse al potere “l’estrema destra razzista e golpista”, descritta come pari o peggio del fascismo, “con o senza distintivo”, cosa non vera; né siamo d’accordo col disprezzo con cui è guardata la nuova maggioranza; né ci ha disturbato la spavalderia di cui sono stati accusati i “Cinque stelle” quando sono saliti tutti compatti alla festa del Quirinale come se entrassero in una terra di conquista; può darsi che dessero questa impressione, ma era la prima volta dalla “inequa” unità d’Italia che il Sud giungesse al Quirinale e nei sacrari del potere non nelle umiliate vesti del Gattopardo.
Ci ha interessato di più l’anatema di Berlusconi che ha accusato l’inedita alleanza costituitasi in italia di “pauperismo e giustizialismo”: un’accusa che va decodificata, perché oggi per mettere alla gogna il buono si dice “buonismo”, per neutralizzare il popolo si dice “populismo”, per invalidare la sovranità si dice “sovranismo” e per liquidare la fede si dice “fideismo”. Così per dire povertà si dice pauperismo, e per dire giustizia si dice giustizialismo. Dunque, così decodificata la condanna di Berlusconi l’accusa alla nuova maggioranza è quella di accorgersi della povertà. di volervi porre rimedio, e di fare giustizia. In verità lotta alla povertà e giustizia sarebbe un magnifico programma di governo, e Berlusconi stesso lo addita deprecandolo, dopo l’opposto messaggio da lui trasmesso per anni con i suoi governi e le sue televisioni. Magari fosse così, fosse questa la cifra del governo, non ne siamo affatto sicuri, e non solo per i limiti suoi e dei suoi attori principali, ma perché dovrebbe cambiare profondamente la cultura non di un’Italia, ma di tutte e tre, e ancor più, non solo dell’Italia, ma dell’Europa e dell’Occidente. Dunque staremo a vedere, con molta vigilanza, sperando sempre che ciò che nasce cresca, che il nuovo non fallisca, che il meglio accada, perché il “tanto peggio tanto meglio” non è solo un ossimoro, è un delitto. (Raniero La Valle fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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“Alimentazione e diabete: la sfida contro il tempo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Milano, martedì 12 giugno 2018 – ore 12.30 Eataly Milano Smeraldo Piazza XXV Aprile, 10 Lo stare a tavola è senza dubbio una parte importante della cultura italiana e il momento del pasto è un vero piacere. Ma cosa succede nel nostro organismo quando si mangia? La glicemia sale e, in risposta, il pancreas secerne insulina per abbassarla. Questo però non accade in oltre 3 milioni di italiani con diabete.L’iperglicemia post-prandiale è associata a un elevato rischio cardiovascolare. L’introduzione di nuove insuline sempre più rapide, più vicine all’azione fisiologica di quella umana, come l’insulina aspart fast-acting, rappresenta in questo contesto un importante vantaggio. Si parlerà con:
Concetta Irace, Ricercatrice presso il Dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro
Edoardo Mannucci, Professore associato al Dipartimento di scienze biomediche, sperimentali e cliniche Mario Serio dell’Università di Firenze
Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch – Center for outcomes research and clinical epidemiology
Modera Elena Meli.

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Comune di Milano: Non intende procedere con il rimborso automatico della Tari

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori Milano contestano la decisione del Comune di Milano, che non solo ha annunciato di non voler procedere con il rimborso automatico della Tari sulle autorimesse, come in un primo tempo ipotizzato, ma che ha anche scelto la lunga strada dei ricorsi alle Commissioni tributarie.Una decisione non condivisa dalle due associazioni, non solo perchè quella dei ricorsi alle Commissioni è la più gravosa per i cittadini, ma anche perché non è l’unica strada possibile.
La Corte dei Conti, infatti, interpellata dal Comune stesso, non ha vietato la possibilità di un provvedimento di autotutela, con rimborsi automatici, ma si è limitata a stabilire l’inammissibilità del quesito, trattandosi di un potere sul quale la Corte non può pronunciarsi.
“E’ di tutta evidenza” scrive la Corte “che il quesito formulato comporterebbe che questa Sezione si pronunci sulla legittimità o meno del potere d’autotutela (estrinsecantesi nell’azione di provvedimenti di “rimborso d’ufficio della quota variabile”) che l’ente comunale intende esercitare per risolvere le problematiche esposte”.Non solo. La Corte dei Conti ha anche implicitamente ammesso la possibilità di rimborsi automatici, ossia d’ufficio, laddove si legge: “Ne consegue che qualora il Comune, a partire dall’anno 2014, dovesse avviare una procedura di rimborso (d’ufficio o su istanza di parte) della quota variabile (della Tari, ndr) applicata alle autorimesse, la sua copertura finanziaria” può derivare dalle “entrate ascrivibili alla fiscalità generale”.Insomma, il Comune di Milano, avrebbe potuto esercitare l’autotutela e rimborsare direttamente e semplicemente i cittadini, specie ora che la Corte dei Conti ha reso praticabili i rimborsi autorizzando la via di coprire i costi con la fiscalità generale. Invece ha preferito porre a carico dei consumatori l’onere dei ricorsi.

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26° Festa internazionale della Ceramica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Montelupo Fiorentino (Fi) dal 15 al 17 giugno 2018 ospita la 26esima edizione di Ceramica – Festa Internazionale della Ceramica, tra design, tradizione e ipotesi sul futuro prossimo.
Filo conduttore ”La ceramica del quotidiano”: oltre 30 espositori per la Mostra Mercato, 35 fra esposizioni e installazioni allestite in ogni angolo della città, più di 30 eventi, dimostrazioni, incontri, visite nelle aziende e giochi di luce.

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Scuola: Concorso riservato docenti non abilitati

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Scatta il conto alla rovescia per la procedura concorsuale nazionale riservata, prevista dalla Legge 107/2015 e su cui si è appena espresso il Consiglio superiore della pubblica istruzione: consiste in una prova scritta e una orale, superate le quali si viene ammessi al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT). Superato il percorso FIT, coloro che verranno reputati idonei potranno accedere all’immissione in ruolo. Anief ritiene illegittimo il limite imposto dal Miur di far valere solo gli ultimi 8 anni e apre il ricorso a tutto il personale che ha prestato servizio dal 1999, anno di approvazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE.Sono aperte, dunque, le pre-desioni al ricorso contro il limite degli ultimi 8 anni previsti dal regolamento entro cui aver svolto i 3 anni di servizio utili per l’accesso al concorso riservato ai docenti non abilitati. Ulteriori istruzioni saranno fornite non appena sarà possibile presentare la domanda. L’Ufficio Legale Anief si riserva di attivare ulteriori ricorsi rispetto al testo definitivo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se tale limitazione permarrà effettivamente nel regolamento, presenteremo apposito ricorso. Mentre apprezziamo la decisione del Miur di far valere l’anno scolastico in corso, sempre ai fini del computo dei 3 anni di servizio, a differenza di quanto ha stabilito il bando già emanato dalla Provincia Autonoma di Trento per cui abbiamo già avviato le specifiche procedure di adesione al ricorso.

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Legg Mason: “Il segreto della crescita economica indiana? Le riforme”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

LONDRA. Da quando è entrato in carica nel 2014, il governo del primo ministro indiano Narendra Modi ha prodotto molteplici riforme con l’obiettivo di rafforzare le infrastrutture e i fondamentali economici.In particolare, le restrizioni agli investimenti diretti esteri sono state ridotte o eliminate in un’ampia gamma di settori, quali la difesa, l’immobiliare, l’aviazione civile e l’edilizia. In conseguenza di ciò, nel 2017 l’India ha ricevuto afflussi record dagli investitori stranieri, risultando di nuovo tra i paesi con maggiori investimenti diretti esteri nel 2017, avendo ricevuto durante l’anno investimenti per circa 45 miliardi di dollari USA. Da notare come metà delle nazioni di questo elenco provengano dai mercati emergenti, e come in molti casi l’aumento degli investimenti esteri possa essere ricollegato a specifici interventi di riforma.
Senza dubbio, l’anno scorso la riforma che ha fatto più notizia nel mondo emergente è avvenuta in India.“L’introduzione della Goods and Services Tax (GST) nel Luglio 2017 ha segnato una nuova era nell’economia dell’India, sostituendo oltre una dozzina di tasse federali e statali” spiega Kim Catechis, Head of Emerging Markets di Martin Currie (gruppo Legg Mason) “Nel fare ciò, ha unificato un’economia da 2 trillioni di dollari e 1,3 miliardi di persone in uno dei mercati comuni più grandi al mondo”.Semplificando la struttura fiscale, la riforma mira a facilitare l’attività economica, ridurre il peso fiscale e aumentare i consumi. Allo stesso tempo, con la GST il governo indiano ha cercato di ridurre l’evasione fiscale, aumentare le entrate statali e, potenzialmente, aumentare il PIL.Ma forse l’esempio migliore dei grandi propositi del programma di riforme indiano è Aadhar – il più grande database di identificazione biometrica al mondo – che punta a dare a tutti i cittadini un’identità ufficiale e verificabile (fino a poco fa circa metà della popolazione indiana non aveva nemmeno un certificato di nascita).Da quando si è insediato al potere, nel 2014, il primo ministro Modi ha cominciato a realizzare questo sistema, e lo ha rapidamente affiancato con un programma di inclusione finanziaria chiamato Jan Dhan, che ad oggi ha creato oltre 300 milioni di nuovi conti bancari low-cost proprio grazie alle identità schedate attraverso Aadhar. A completare il quadro, l’implementazione di un app per i pagamenti in tempo reale che utilizza l’United Payments Interface realizzata dal governo.Le possibilità di digital banking tramite Aadhar sono dunque immense. A seguito del processo di demonetizzazione avvenuto nel 2016 (quando circa l’86% del denaro contante del paese fu rimosso dalla circolazione), la rimonetizzazione del paese è sempre più caratterizzata da uno spostamento verso le transazioni online, preparando così la strada per un boom dei pagamenti digitali e dell’e-commerce.
Lo slancio positivo proveniente dalle riforme è evidente non solo in India, ma in molti altri paesi emergenti. Tuttavia, le varie iniziative riformatrici sono molto diverse l’una dall’altra, e i benefici che ne derivano non vengono sfruttati da tutti i paesi e da tutte le aziende. “Ridurre le barriere commerciali, favorire i flussi di capitali, migliorare le infrastrutture e l’assetto istituzionale: con riforme come queste si producono cambiamenti sociali ed economici durevoli” conclude Catechis “Crediamo dunque che un approccio di investimento attivo, basato sull’analisi fondamentale focalizzata sui titoli, sia il miglior modo per individuare e cogliere le opportunità del momento”.

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Terza edizione di Circonomìa, il Festival dell’economia circolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Torino. Si è chiusa a Torino la terza edizione di Circonomìa, il Festival dell’economia circolare, che anche quest’anno si è confermata la “casa comune” dove si sono proposte soluzioni, progetti e network per diffondere informazioni e per sensibilizzare riguardo questo approccio economico. “Salutiamo con grande soddisfazione la terza edizione di Circonomìa – hanno dichiarato gli organizzatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante – e guardiamo all’edizione del 2019 con parecchie idee già in cantiere. Il Festival è stato un’occasione privilegiata di confronto, al quale hanno preso parte gli sponsor compagni di viaggio e ospiti eccellenti tra cui Kerry Kennedy, Tim Jackson e Michele Serra. Non occorre essere dei visionari per trarre una lezione fondamentale per gli anni a venire: l’economia circolare è il nuovo modello di economia del futuro in cui cambia radicalmente l’approccio nei confronti del ciclo di vita del prodotto”.
Nell’ultima giornata di quest’edizione è stato presentato il Rapporto della Fondazione Symbola “100 storie di Economia Circolare”, racconto di buone pratiche italiane “Per produrre come Ecologia comanda”. «Le cento eccellenze di questo rapporto – ha dichiarato Ermete Realacci – descrivono un Paese che, nonostante i tanti problemi e ritardi, ha esperienze avanzate su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la gestione della scarsità delle risorse e il contrasto ai cambiamenti climatici. Queste cento storie ci raccontano di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima; ci parlano di un modello di economia e società più sostenibile e competitivo, più equo, che potrebbe rappresentare la risposta italiana alle questioni scottanti che il presente e il futuro pongono al Pianeta».Ospite d’onore anche il Conou (Consorzio nazionale per la raccolta, gestione e trattamento dell’olio minerale usato), che ha consegnato al Museo dell’ambiente di Torino un totem digitale interattivo sul ciclo di vita dell’olio lubrificante usato.Con un display touch-screen il totem offre diversi percorsi di navigazione per conoscere e approfondire il rifiuto pericoloso olio usato, dalla fase di raccolta a quella di rigenerazione e i vantaggi ambientali, economici e tecnologici apportati dal corretto recupero e riciclo di questo materiale. Un vero e proprio strumento educativo che unisce la finalità informativa a quella ludica: attraverso il totem, posizionato nell’area ‘Scarti’, i visitatori potranno non solo esplorare il mondo dell’olio lubrificante e delle sue applicazioni, ma divertirsi con GreenLeague e i suoi 8 giochi di contenuto ambientale, per imparare i comportamenti eco sostenibili, ispirati alle app e ai social game più conosciuti e utilizzati.“La tecnologia assume maggior valore quando è al servizio della cultura ambientale – ha dichiarato il Presidente del Conou Paolo Tomasi al termine del convegno di chiusura di Circonomia. La piattaforma offerta dal Conou – ha continuato Tomasi – vuole essere da stimolo e fonte di motivazione per la riflessione sulla sostenibilità e per l’educazione a comportamenti responsabili nei confronti dell’ecosistema. Proponiamo spesso attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani che, oltre ad essere i cittadini del futuro, sono gli intermediari ideali per comunicare agli adulti l’importanza della tutela ambientale.”

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“L’acqua e la terra: Sostenibilità ambientale e sicurezza sociale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma Venerdì 8 giugno 2018 Orto Botanico di Roma, Aranciera Largo Cristina di Svezia, 24 Ore 10:00 – 16:00 Dialogo nell’agroalimentare: dal caos al patto sociale.
workshop con sessioni plenarie e tavoli tematici a cura dell’Osservatorio sul dialogo nell’agroalimentare, con la finalità di avviare una riflessione multidisciplinare sullo stato della comunicazione tra le componenti dei sistemi agroalimentari (detentori ufficiali di conoscenza, società civile e poteri politici ed economici) e avanzare proposte concrete per (ri)costruire un clima di fiducia reciproca, migliorare i flussi di comunicazione e facilitare percorsi di assunzione ed attuazione di decisioni condivise. L’incontro sarà strutturato nella forma di consultazione partecipata a cui sono stati invitati i vari portatori d’interesse del settore agroalimentare. Promosso dalla Rete di Cerealia Festival in collaborazione con Passi insieme, ConfProfessioni, FIDAF, Università La Sapienza, UNASA, Università di Tor Vergata, ARSIAL, Università del Molise. Light lunch a cura del Simposio del Gusto. Si ringrazia l’Università La Sapienza di Roma – Dipartimento di Biologia Ambientale, l’Orto Botanico di Roma e Marco Valente per il lavoro di facilitazione.
Ore 21:00 ArcheoItinera: c’era una volta la Dolce Vita Itinerario serale da Largo Fellini a Piazza Barberini toccando i luoghi e le vie legati alle atmosfere e info del Cinema, dalla targa di Fellini alla Fontana di Trevi. Visita a pagamento su prenotazione. A cura dell’Archeoclub d’Italia sede di Roma
ALBANO LAZIALE (RM)Fustock Birreria |via Graziosa, 71 Ore 20:00 Laboratorio Il pane liquido, il mastro birraio racconta degustazione e abbinamenti con presidi slow food. Musica Live. contributo € 20 e prenotazione consigliata. a cura di Slow Food Albano e Ariccia
VELLETRI L’Orto del Pellegrino Ore 18:00 La via della birra. Visita guidata e degustazione (adulti) e laboratorio didattico (bambini). La storia della Birra va di pari passo con quella dei cereali. Ma perché la birra viene definita “pane liquido”? Cosa c’entrano i topi e le tartarughe? E Asterix? E Suor Ildegarda? Una visita guidata animata entusiasmante, che simula un viaggio nel tempo lungo la VIA DELLA BIRRA alla scoperta di una storia millenaria che comincia (forse) in Mesopotamia ed arriva (con certezza) fino in Italia. Visita guidata e degustazione: visita guidata con degustazione di Birra Artigianale. LABORATORIO PER BAMBINI. Prenotazione obbligatoria http://www.lortodelpellegrino.it

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Governo: bene apertura allo sharing e attenzione alla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, augura buon lavoro al nuovo Governo appena insediato e commenta positivamente le prime indicazioni su car sharing e sostenibilità ambientale evidenziate nel contratto di Governo, fornendo piena disponibilità al confronto. “Abbiamo percepito da parte del nuovo Governo, e soprattutto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali – Luigi Di Maio e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – Danilo Toninelli un nuovo approccio e una nuova sensibilità nei confronti dei temi della sharing mobility e della necessità di rendere finalmente meno inquinante e più sicuro il nostro parco circolante”, evidenzia il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “Come protagonisti della mobilità condivisa e sostenibile e della sicurezza sulle nostre strade, grazie a un parco composto esclusivamente da veicoli di ultima generazione, siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto su questi e su altri temi strategici per ridisegnare la mobilità cittadina, aziendale e turistica del nostro Paese”.

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Roma: Circa 2mila posti bici distribuiti nei Municipi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma. Partono il 20 giugno i lavori per il posizionamento di oltre 400 rastrelliere, circa 2mila posti bici distribuiti fra siti interni ed esterni in tutti i Municipi di Roma presso nodi di scambio, metro, scuole, uffici pubblici, università e biblioteche. Le operazioni di installazione e verifica dureranno fino a settembre e i primi interventi riguarderanno istituti scolastici e uffici pubblici comunali.
Secondo la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, l’arrivo in città dei nuovi posteggi punta a incentivare l’utilizzo delle biciclette, rendendo più facili gli spostamenti e favorendo l’inter-modalità, soprattutto per gli utenti del trasporto pubblico locale. Intenzione dell’Amministrazione è dotare la Capitale di più parcheggi per le due ruote, dalla periferia al centro, in modo da dare servizi migliori ai cittadini, che quotidianamente scelgono di muoversi con questo mezzo di trasporto.Per l’Assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, promuovere la ciclabilità significa ideare una strategia complessiva sul territorio. Con le nuove rastrelliere ridisegniamo gli spazi urbani della nostra città, a favore della mobilità pubblica, ciclabile e pedonale. Compito dell’amministrazione è potenziare la rete di ciclabili attraverso una puntuale progettazione e la realizzazione di nuove opere, come la pista di via Nomentana i cui lavori proseguono come da programma.Il presidente della Commissione Mobilità e Trasporti, Enrico Stefàno, ha sottolineato l’importanza dell’installazione di posteggi vicino alle metro e ai nodi di scambio. Inoltre la Commissione, nei giorni scorsi, ha verificato l’avanzamento dei progetti relativi bike park, ovvero hub multimodali che verranno realizzati grazie a fondi europei presso le stazioni ferroviarie e metropolitane e nei principali nodi del trasporto pubblico a partire dal prossimo anno.

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Segnali di distensione nel Corno d’Africa: l’Etiopia riconosce i confini con l’Eritrea

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

L’Associazione per i popoli Minacciati (APM) saluta con speranza la decisione del governo etiope di riconoscere i confini con l’Eritrea così come stabiliti dalla Corte Internazionale dell’Aia nel 2002. Dopo la sanguinosa guerra del 1998-2000 costata la vita ad almeno 100.000 persone, l’Etiopia si era impegnata con gli accordi di pace di Algeri del 2000 a riconoscere il verdetto di un’istanza neutrale per quanto riguarda il percorso dei confini con il paese vicino. Successivamente l’Etiopia si è però rifiutata di accettare il verdetto della Corte dell’Aia favorevole all’Eritrea.Il rifiuto etiope ha di fatto rafforzato la posizione del dittatore eritreo Isaias Afewerki che con il pretesto della mancata applicazione degli accordi di pace ha potuto mantenere il paese in uno stato di guerra latente con un apparato militare smisurato, il reclutamento forzato e un servizio militare obbligatorio e illimitato nel tempo.Ora, dopo anni di sofferenze e violenze legati ai conflitti di confine, il governo etiope ha deciso di applicare il verdetto della Corte Internazionale dell’Aia. La decisione, che certamente verrà festeggiata dalla popolazione civile di entrambi i paesi, costituisce un trionfo diplomatico per l’Eritrea con risvolti anche sul piano internazionale. In considerazione dell’importanza politica e strategica dell’Etiopia, la comunità internazionale ha finora preso le parti dell’Etiopia rifiutandosi di chiedere al paese il rispetto degli accordi di pace e stigmatizzando invece l’Eritrea. Afewerki dal canto suo ha utilizzato la posizione internazionale a fini propagandistici, sostenendo che l’Eritrea era vittima di una congiura internazionale che a sua volta giustificava un esercito forte di 200.000 militari su un totale di popolazione di appena 6,5 milioni di persone.Secondo l’APM, il trionfo diplomatico eritreo potrebbe avere conseguenze anche per lo stesso dittatore Afewerki. Venendo a mancare il pretesto per mantenere uno stato di guerra, potrebbe ora aumentare la pressione anche interna per ridurre le forze armate, abolire il servizio militare illimitato, introdurre riforme democratiche e il rispetto dei diritti umani e potrebbe, alla fine, portare alla fine della stessa dittatura. Il servizio militare illimitato nel tempo è attualmente la maggiore causa di fuga dei giovani eritrei che costituiscono uno dei maggiori gruppi di profughi in approdo in Italia.

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Fabrick sceglie BLender come primo partner tecnologico per l’Open Banking

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Al Money2020 di Amsterdam, a margine della presentazione della nuova società Fabrick S.p.A, è stata presentata anche la prima importante nuova partnership con BLender, piattaforma intercontinentale di prestiti Peer-to-Peer.Fabrick è l’evoluzione collaborativa dell’Open Banking, pensata per aiutare a disegnare il futuro del settore a livello internazionale, dando vita a un ecosistema di competenze, tecnologie e servizi che mette a disposizione di operatori bancari e finanziari, delle Fintech e delle aziende e realtà che le supportano nella trasformazione digitale.
Con questa chiara visione Fabrick punta ad aggregare attorno a sé le migliori realtà del Fintech e ha scelto BLender (www.blender.loans) come partner tecnologico per il proprio ecosistema.
In particolare BLender, piattaforma di prestiti Peer-to-Peer che opera in base a modelli che hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia, riducendo in maniera significativa i margini di interesse anche grazie all’efficienza generata nel processo di controllo, veloce e affidabile grazie all’utilizzo di fonti di informazioni incrociate e su un ristretto numero di documenti e verifiche bancarie, metterà a disposizione dell’ecosistema Fabrick e dei suoi clienti le API per fornire servizi di on boarding (registrazione e riconoscimento degli utenti) on line, sia in modalità standard sia realizzando progetti end-to-end di on line lending per banche e società finanziarie. Commentando la partnership, Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick ha sottolineato: “Una delle convinzioni su cui si fonda il modello del nostro ecosistema, è che le Fintech hanno dimostrato fino a qui di essere fortemente focalizzate sulla risoluzione di uno specifico problema, con al centro il miglioramento dell’esperienza del cliente, e di farlo benissimo. Noi le aggreghiamo sostenendone da un lato la crescita e offrendo al contempo agli operatori a cui ci rivolgiamo soluzioni che sono molto più efficienti e convenienti di quelle che potrebbero svilupparsi internamente. Senza contare che la velocità di integrazione è decisiva nel successo di un servizio portato sul mercato. In questa logica abbiamo scelto BLender, che riteniamo una delle migliori piattaforme di prestiti peer-to-peer oggi presente sul mercato”.“Questo importante sodalizio tecnologico ci consente di mettere a disposizione di un progetto innovativo e molto ambizioso come Fabrick, alcuni dei nostri servizi più avanzati, espressamente concepiti per catalizzare l’incontro fra domanda e offerta finanziaria sulle piattaforme digitali e via mobile”, ha commentato con soddisfazione Alessandro Floris, Country Manager per l’Italia di BLender. “Si tratta di servizi destinati ad avere un forte impatto nel superamento del deficit tecnologico che ancora pesa sul nostro Paese. Ci rivolgiamo principalmente a banche, a società finanziarie e alle fintech”. Con quartier generale a Tel Aviv, BLender è presente in Italia, Israele e Lituania e detiene la licenza e-Money (EMI) che consente di operare nell’Unione Europea per gestire conti, concedere prestiti, trasferire fondi tra i clienti e concedere l’uso della piattaforma ad altre società.

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Tetes de Bois in concerto al al CVTà Street Fest

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Civitacampomarano (provincia di Campobasso) 10 giugno alle 17, i Tetes de Bois suoneranno al CVTà Street Fest, il festival “nel paese delle meraviglie” , diretto dalla street-artist Alicè, nome d’arte di Alice Pasquini. Un concerto in acustico per chiudere l’edizione 2018 del festival che ridisegna lo spazio urbano di un borgo molisano antico e lo trasforma in uno scenario unico per l’arte su strada. I Tetes de Bois sono Andrea Satta alla voce, Angelo Pelini al pianoforte, Carlo Amato al basso e chitarre, Luca De Carlo alla tromba, un collettivo artistico tra canzone d’autore, folk, poesia, rock. Vincitori della Targa Tenco come migliori interpreti nel 2002, nel 2007 e nel 2015, il loro ultimo cd, “Extra”, è dedicato al loro primo, grande amore, il poeta-musicista Léo Ferré.“Noi andremo a vedere – dice Andrea Satta – lo stupore della comunità che scruta i muri, i tratti, i colori e i volti che illuminano gli angoli e danno un senso ai luoghi, alla solitudine e al dialogo. Non c’è niente di più rivoluzionario”. All’attività musicale e discografica, la band guidata da Andrea Satta ha sempre affiancato l’ideazione e la direzione artistica di progetti dedicati all’interpretazione degli spazi urbani ed extraurbani, alla condivisione di palchi non convenzionali come luoghi possibili dell’arte: il festival Stradarolo, TRAMiamo, la Ferrovia dell’allume, Avanti Pop, “Munnizza. Un corto illustrato su Felicia e Peppino Impastato” e, soprattutto, il Palco a Pedali, il primo eco-concerto al mondo alimentato interamente dall’energia prodotta dal pubblico in bicicletta.

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Controversie commerciali internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Da qualche tempo parole come “made in” hanno cambiato significato. Uno stesso bene può difatti essere fabbricato in paesi diversi, utilizzando materie prime e servizi che provengono da altri paesi ancora.E’ la globalizzazione dei mercati, con le sue insidie e i suoi vantaggi per imprese e consumatori. E tenendo conto che il tasso di controversie nei rapporti commerciali all’interno di un Paese è già elevato, è facile desumere cosa possa accadere in caso di conflittualità sovranazionali.Nel contesto dei contratti internazionali il ricorso alla autorità giudiziaria ordinaria è reso complesso dalla presenza di sistemi giurisdizionali statali che solo in parte sono coordinati tra loro. E quindi che fare? Se ne è parlato stamani alla Camera di Commercio di Bari nell’incontro “I rapporti commerciali sovranazionali”, un evento col patrocinio dell’ente camerale barese, voluto dalla Camera Arbitrale e della Mediazione su richiesta dell’associazione “diDiritto”, rappresentata dall’avvocato Vittorio De Rosas. «Gli scambi commerciali con i paesi esteri sono fondamentali per la crescita delle imprese, ma è altrettanto fondamentale sapere di poter contare su strumenti efficaci per prevenire o gestire il conflitto, fra i quali le clausole compromissorie e l’arbitrato internazionale, garanzie in più in tutte le transazioni commerciali», ha detto nei saluti il vice presidente della Camera Arbitrale barese, avvocato Francesco Andriani. Che ha altresì evidenziato come la Camera di Commercio di Bari, nella sua funzione di regolazione di mercato, si faccia spesso promotrice di momenti e iniziative formative e informative che possano aiutare gli operatori a prevenire e gestire meglio l’eventuale controversia nel mare magnum della globalizzazione.Nei registri delle imprese pugliesi sono censite più di 380.000 imprese. E una imprenditoria diffusa, che pervade praticamente tutti i comparti economici e con moltissime eccellenze produttive.Queste imprese nel 2017 hanno esportato prodotti superando gli 8 miliardi e 261 milioni di euro per valore delle merci in uscita, un risultato ottimo rispetto al 2016. Parliamo di un +4,10%. Che tra l’altro è un fattore trainante della ripresa.In questo contesto, il contratto internazionale non è più uno scambio bilaterale che si effettua una tantum tra due soggetti ben distinti. E’ un sistema complesso di relazioni/interazioni che durano nel tempo e che integrano segmenti/parti di prodotti e di processi produttivi gestiti da imprese, a volte “indipendenti”, a volte “collegate” da un punto di vista societario, ma comunque legate dalla necessità di integrare le varie fasi del processo di progettazione, fabbricazione, messa in vendita del prodotto o servizio.Nel corso dell’incontro relatori molto qualificati, collegati da Sidney, Londra, Tirana e Bratislava, in diretta Skype e fruibile anche in streaming, hanno parlato di esportazioni e investimenti in Australia, Albania, Gran Bretagna (dopo la Brexit) e Slovacchia, di incentivi all’export nelle Zone Economiche Speciali, di clausole compromissorie e di arbitrato consumeristico internazionale, di strumenti di finanziamento della piccola e media impresa (minibond, titoli di debito, crowfunding) con i rispettivi vantaggi e svantaggi, analizzando gli aspetti tecnici e tecnico giuridici.

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Il circolo dei lettori ospita Alessandro Barbaglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Torino Mercoledì 13 giugno, ore 18.30 il Circolo dei lettori, via Bogino 9, ospita Alessandro Barbaglia autore de L’Atlante dell’invisibile (Mondadori). L’autore dialoga con Elena Varvello, scrittrice.Dove vanno infanzia, amore e dolore quando svaniscono? Risponde Alessandro Barbaglia, con uno stile romantico e inimitabile, nel secondo romanzo L’Atlante dell’invisibile (Mondadori), libro capace di portare in poche pagine il lettore dal riso alla commozione più profonda, gioiello che raggiunge straordinarie vette di intensità e poesia. L’autore lo racconta al Circolo dei lettori mercoledì 13 giugno, ore 18.30, in dialogo con Elena Varvello, scrittrice.È la storia di Ismaele, Dino e Sofia. Hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta. Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci. Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al “paese nuovo” e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell’esproprio definitivo.Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra. Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa – ormai anziani e da sempre innamorati l’uno dell’altra e del loro paese vicino a Milano – e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande. E se Elio, per rispondere, costruisce mappamondi dalle geografie tutte inventate e sbagliate – descrivendo così la terra magica dove abita l’invisibile e costringendo Teresa a correggere tutto con puntiglioso realismo -, i bimbi di Santa Giustina via via che crescono si allenano a non smettere di scorgere l’invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, in una sorta di gioco segreto.Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

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