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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 265

Governo: “Il tempo della propaganda è finito, ora si fa sul serio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Il premier Conte rimetta nel cassetto slogan e banalità e con in mano l’agenda politica internazionale riconsideri avventure solitarie e sterili rispetto all’interesse nazionale.
Due appuntamenti fondamentali: il G7 di Charlevoix e il Consiglio europeo di fine giugno. Questa volta trovare un compromesso non sarà semplice, come quello che ha portato alla nascita del governo giallo-verde, ma improntato su due scenari e una variabile: il monito della Nato, per bocca del segretario generale Jens Stoltenberg, che ha avvisato l’Italia: le ‘sanzioni – alla Russia – devono restare e sono importanti’; la ridiscussione al vertice europeo del 28-29 giugno di un set di sanzioni chiave, in scadenza il 31 luglio; tensione dei rapporti tra Washington e Ue su altri temi che verranno ampiamente trattati al G7: Iran sul nucleare, clima, dazi su acciaio e alluminio, sicurezza e pace nel mondo.Non è con l’antieuropeismo che il nostro Paese riscatterà un ruolo ai tavoli che contano, la nostra deve essere una politica estera europea e atlantica, con uno sguardo alla Russia, ma nel rispetto di un percorso condiviso dai nostri alleati. l’Italia si inserisca con prudenza e autorevolezza nei prossimi consessi internazionali, senza fughe in avanti o strappi populisti. Il rischio è l’isolamento, e questo davvero non possiamo permettercelo”. Lo afferma in una nota Matteo Perego, deputato di Forza Italia. (n.r. La nostra obiezione è duplice. Una di carattere generale intesa nel fatto che ciò che si dice in campagna elettorale, e se si vincono le elezioni, deve rispondere fedelmente all’impegno governativo (e Trump negli Usa lo sta dimostrando) e secondariamente non si può continuare con la sterile logica delle sanzioni che non solo vanno a colpire chi li riceve ma anche chi le commina. Pensiamo al danno economico delle aziende italiane che tradizionalmente esportano in Russia. Come uscirne? Dialogando, ovviamente, e non creando muro contro muro. La Russia di Putin non è il paese dei demoni come noi non siamo quello dei santi.)

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