Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 265

Archive for 11 giugno 2018

Portare a terra i passeggeri dell’Aquarius, affrontare successivamente questioni più ampie

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha fatto appello ai governi coinvolti per consentire lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate da sabato nel Mediterraneo a bordo della nave di soccorso Aquarius.”Siamo in presenza di un imperativo umanitario urgente”, ha affermato Vincent Cochetel, Inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale. “Le persone sono in difficoltà, stanno esaurendo le provviste e hanno bisogno di aiuto in fretta. Questioni più ampie come chi ha la responsabilità e come queste responsabilità possano essere meglio condivise tra gli Stati dovrebbero essere esaminate più tardi.” A bordo dell’Aquarius ci sono circa 629 persone tra cui oltre 100 bambini. La nave si trova a largo delle coste maltesi ed italiane. Finora nessun paese ha accettato di consentire loro di sbarcare.”Fondamentalmente, il principio del salvataggio in mare non deve essere messo in dubbio da incidenti come questo. I paesi esposti agli arrivi via mare devono essere sostenuti dagli altri governi. Fra le misure adottabili un meccanismo prevedibile in tutta la regione per lo sbarco, basato su una buona cooperazione tra Stati e altri attori rilevanti “, ha aggiunto Cochetel.
Fino ad oggi, nel 2018, sono circa 13.706 gli arrivi via mare in Italia, una diminuzione significativa rispetto agli ultimi anni.

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Elezioni amministrative in Italia e una riflessione di più ampio respiro

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Questa tornata elettorale che ha visto coinvolti sette milioni di elettori, ma solo la metà è andata a votare, ha confermato grosso modo l’orientamento della vigilia. Tanto per cominciare non è andata bene sia ai pentastellati sia alla sinistra che in alcuni casi (vedasi Trapani) si è presentata sotto “mentite spoglie” ovvero con liste civiche tanto per ingannare gli elettori. Si è confermata la tenuta e anche il successo, in alcuni casi, dei leghisti oltre le previsioni e ciò, a nostro avviso, dimostra il malessere di un certo elettorato per le politiche migratorie e del territorio condotte dalla precedenti amministrazioni. D’altra parte l’atteggiamento dell’ultima ora di Salvini nei confronti di Malta che aveva rifiutato di accogliere una nave con un carico di profughi e affermando che dovesse attraccare in un porto italiano ha trovato favorevoli molti elettori. Ciò, di là del fatto in sé, mostra una certa tendenza a farsi governare da personalità forti e decise se poi lo siano solo di facciata non sembra rilevante. Ora, però, la risposta più eloquente spetta all’attuale governo e l’invito di tanti è che smetta di “bombardarci” di slogan e si metta all’opera perché il paese non ha tempo da perdere e i problemi irrisolti sono tanti e oltremodo tignosi e non provengono solo dalla situazione italiana. Proprio dal recente meeting del G7 una circostanza è apparsa chiara ed è stata espressa anche con una certa brutalità dallo stesso Trump: la liberalizzazione del commercio mondiale ha oramai fatto il suo tempo. L’Italia, in particolare, sta risentendo fortemente delle continue dislocazioni dei plessi industriali a vantaggio di Paesi, anche nell’ambito della stessa comunità, per motivi di natura economica (minore costo della manodopera, vantaggi fiscali, contributi statali sottobanco, migliore rete trasporti, ecc.). Tutto questo è insostenibile e la logica dei “dazi”, per quanto in linea di principio detestabile, è l’unica possibile per frenare tali esodi. Si pensi alla rinuncia di Marchionne di trasferire una parte della produzione automobilistica nel Messico per ragioni fiscali e costo della manodopera. Lo ha fatto perché Trump aveva in mano un’arma che altrove si teme d’usare. E si sa che una pistola scarica non fa paura a nessuno. E’, a nostro avviso, un primo passo per restituire credibilità all’Europa degli stati che penalizza i popoli ma altro ci sarebbe da dire e soprattutto da aggiungere senza indugi e politiche dilatorie. (Riccardo Alfonso)

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Administrative elections in Italy and a broader reflection

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

This election which involved seven million voters, but only half went to vote, roughly confirmed the orientation of the voters. For a start it did not go well either to the pentastellati or the left that in some cases (see Trapani) was presented under “disguised” or with civic lists just to deceive the voters. The resilience and also the success, in some cases, of the Northern League over the predictions was confirmed and this, in our opinion, shows the malaise of a certain electorate for the migration and territory policies conducted by the previous administrations. On the other hand, the attitude of Salvini’s last hour towards Malta, which had refused to welcome a ship carrying a refugee ship and stating that it should dock in an Italian port, has found many voters in favor. This, apart from the fact itself, shows a certain tendency to be governed by strong and decisive personalities, if they are only a facade, it does not seem relevant. Now, however, the most eloquent answer is up to the current government and the invitation of many is that stop “bombarding” slogans and get to work because the country has no time to waste and the unresolved problems are many and very tignous and they do not come only from the Italian situation. Just from the recent meeting of the G7 a circumstance appeared clear and was also expressed with a certain brutality by Trump himself: the liberalization of world trade has now made its time. Italy, in particular, is strongly affected by the continuous dislocations of industrial plexuses to the benefit of countries, even within the same community, for reasons of an economic nature (lower labor costs, tax benefits, state subsidies under the counter, better transport network , etc.). All this is unsustainable and the logic of “duties”, although in principle detestable, is the only possible way to curb these exodus. Let’s think of the renunciation of Marchionne to transfer a part of the automobile production in Mexico for tax and labor costs. He did it because Trump was holding a weapon that he was afraid to use elsewhere. And we know that a gun is not scared to anyone. It is, in our opinion, a first step to restore credibility to the Europe of the states that penalizes peoples but there is more to say and above all to add without delay and dilatory policies. (Riccardo Alfonso)

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Il vertice di Singapore tra Kim e Trump

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

L’isola di Sentosa oggi è al centro dell’interesse mondiale perchè ha tutte le premesse per diventare qualcosa di più della sede per il meeting tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Vi giganteggia l’ombra del vertice dell’organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) che si tiene a Qingdao e che per gli stati che vi fanno parte, compresi la Cina e la Russia, il loro peso vanifica quello del G7 del Canada facendolo diventare un meeting tra vecchie signore. Lo ha ben compreso Trump e questo significa che l’asse della spinta trainante della politica e dell’economia mondiale si sta inesorabilmente spostando in Asia e che la vecchia Europa è destinata ad esercitare una presenza sempre più marginale nei rapporti internazionali. Lo stesso auspicato incontro tra Trump e Putin potrebbe gettare le basi con un’allenza che li porti ad aprire il discorso su un rapporto di forza più rispondente alla potenza espressa dai paesi cosiddetti emergenti e che oggi mostrano la loro capacità di stabilire nuovi equilibri mondiali e di tenere salda la barra di comando sottoponendo al loro diretto controllo tutti i paesi dell’area dall’India al Pakistan, dalla Siria all’Iran anche per costituire un fronte comune per la lotta al terrorismo. In questa chiave di lettura molte cose potrebbero diventare obsolete come la Nato. E’ bene che i leader europei ci pensino per tempo prima di restare travolti dal nuovo vento che viene dall’Est ma anche dall’Ovest e forse anche dal Sud.

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La politica che mi fa “ammattire”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Si fa per dire, ovviamente. E’ che tutto sta diventando spettacolo con venature sul burlesque da una parte, sulla satira anche feroce dall’altra e sulla mania d’andare a cercare il pelo nell’uovo con fanatica pignoleria. Il resto è condito con le “fake news” ovvero con le notizie inventate di sana pianta o parzialmente. La prova provata l’ho rilevata dall’ultimo evento politico di rilievo con il viaggio del nostro presidente del consiglio in quel di Canada per un meeting ad altissimo livello dove i grandi si sono per lo più mostrati nel dare sfoggio di protagonismo e per farsi dire da una certa stampa dai colori dell’arcobaleno: belli, fascinosi, eleganti, da un parlare forbito ecc. ecc. con lampi pirotecnici tra il rumoroso e il suggestivo. Forse solo uno sparuto gruppetto di osservatori ha colto l’evento nella sua reale entità sebbene un segno evidente l’abbia tracciato lo stesso presidente Usa ultimo ad arrivare all’incontro e primo a ripartire lasciando i restanti sei a cuocersi nel loro brodo incolore e insapore. Quando ci renderemo conto che questo rituale ha perso ogni carisma e che il potere, quello vero, sta altrove? Pensiamo alla Cina, all’India e alla stessa federazione Russa che stanno diventando, se non lo sono già, i veri padroni del mondo e ne dettano le regole alla grande. Ci voleva un Trump per fare aprire gli occhi agli americani, per tentare di salvare il salvabile, ma non certamente per accollarsi i pesi morti europei, dell’America latina e quanti altri. In questo ampio rimescolamento delle carte è proprio l’Europa comunitaria a rischiare d’essere confinata ad un continente di scarsa importanza per via della sua incapacità d’agire con una sola voce in politica estera, nelle attività industriali, nei commerci e nel sociale. Ora si pensa di riacquistare credibilità mettendosi in fila per essere ricevuti alla Casa Bianca e per conquistarsi i favori del suo inquilino anche a scapito degli altri confratelli europei. Non è questa la strada, ovviamente, né Trump è il tipo che si lascia influenzare dai panegirici. L’Europa deve voltare pagina, deve mostrarsi decisionista e soprattutto sentirsi continentale dal Portogallo agli Urali e forse anche oltre, per maturare una sua identità eleminando le tante scorie che l’appesantiscono dal punto di vista umano e culturale. Oggi a riscattarla non è più la politica di palazzo ma è quella di popolo tra le sue contrade. (Riccardo Alfonso)

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Il caso emblematico della Deutsche Bank

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Parlare della situazione finanziaria della Deutsche Bank, la prima banca tedesca, ci sembra doveroso. Non tanto per ributtare oltralpe la palla dello scandalo e della polemica pretestuosa, ma per affrontare insieme una sfida difficile che tocca tutta l’Unione europea e l’intero sistema bancario e finanziario internazionale. Dall’inizio dell’anno a oggi le azioni DB hanno perso oltre il 40% del loro valore. Certo, non per l’inaffidabilità del governo tedesco. Neanche per la decisione del management di operare una riduzione dell’organico di circa 10.000 dipendenti. E nemmeno per il recente abbassamento del rating fatto dall’americana Standard & Poor’s. La vera ragione, secondo noi, è negli effetti del fallimento provocato dalla conversione della banca da commerciale a banca d’investimento speculativo. Ciò è stato candidamente ammesso da David Folkerts-Landau, l’economista capo della DB, che, in un’intervista al quotidiano economico Handelsblatt, ha affermato che dagli anni Novanta il management ha, di fatto, trasformato la banca in una specie di hedge fund speculativo di tipo anglosassone. A tutti i costi bisognava ottenere un rendimento del 25% sul capitale, “accettando di correre grossi rischi finanziari ed etici”. Fino alla fine degli anni ottanta la DB era stata la banca più impegnata nel sostegno ai grandi progetti industriali, poi, purtroppo, come hanno fatto tante altre banche, ha favorito il rischio e la speculazione rispetto all’economia reale. Tra gli analisti indipendenti alcuni dicono che, se si collega la situazione emblematica della DB alla bolla globale del debito societario, si potrebbe essere vicini a una nuova crisi di liquidità, di enormi dimensioni. Non è casuale il fatto che recentemente la Bce abbia richiesto che la banca faccia la simulazione di uno “scenario di crisi” per valutare i costi e gli effetti sistemici della repentina cessazione del reparto di investment banking. Quel reparto che opera in derivati e in altre operazioni finanziarie ad alto rischio sui mercati di Londra e di New York. Indubbiamente la DB non è una “banchetta” qualsiasi e i suoi dirigenti si affannano a dimostrare che essa può contare, sulla carta, su alcuni elementi di garanzia, quali la notevole liquidità e un tasso di solidità, il cosiddetto CET1, pari a 13,4%, ben oltre i livelli richiesti dalla Bce. Com’è noto, esso misura l’ammontare del capitale versato con le attività a rischio. Tutto ciò è vero. Infatti, non è l’intera DB a rischio default, ma è la sua componente di banca d’affari a trascinare a fondo l’intero istituto. Da oltre tre anni essa registra consistenti perdite. Anche la cultura popolare sa che una mela guasta non rimossa può far marcire l’intero cesto! Basta leggere il Rapporto annuale della Deutsche Bank del 2017. Fornisce due dati impressionanti: rispetto all’anno precedente, il 2017 ha visto perdite nel settore dei derivati pari a 124,1 miliardi di euro, mentre il valore nozionale totale dei derivati è salito da 42,9 a 48,3 trilioni di euro! E di questi quasi il 90% sarebbero i “famigerati derivati over the counter (otc)”, quelli negoziati fuori dei mercati regolamentati.
Per obiettività, comunque, non si può certo negare quanto sostengono i dirigenti attuali della DB. Secondo loro la banca è da qualche tempo oggetto di una “particolare attenzione” e anche di attacchi all’interno degli Stati Uniti, come se si volessero addebitare alla DB tutte le malefatte finanziarie perpetrate negli ultimi anni da tutte le banche “too big to fail”, in primis dalla Goldman Sachs, dalla JP Morgan, ecc. Nel settembre 2016 il Wall Street Journal riportò che il Dipartimento di Giustizia americano aveva iniziato un procedimento legale contro la DB per ottenere il risarcimento di ben 14 miliardi di dollari con l’accusa di aver utilizzato dubbie ipoteche durante la grande crisi.
Naturalmente simili notizie dovrebbero essere mantenute nel riserbo assoluto per evitare conseguenze sui mercati e per arrivare a possibili patteggiamenti. Nel caso specifico, dopo l’intervento da parte del governo tedesco, si convenne di far pagare alla DB circa la metà della somma. Intanto l’immagine della banca era già stata fortemente compromessa, tanto che oggi si parla di una sua uscita dal mercato americano. Del resto anche la Federal Reserve nel 2017 ha avviato altre 4 azioni legali nei confronti della banca tedesca con multe per 200 milioni di dollari. Oggi, poi, la Fed rincara la dose e parla di “condizioni problematiche” in cui verserebbe la DB. Se le pratiche delle grandi banche internazionali continuano a essere distorsive dei mercati, certamente il rischio di un’ulteriore crisi diventa più concreto. E’ un problema globale che dovrebbe essere affrontato con urgenza, soprattutto dall’Europa. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Il tedesco Stephan Weist presidente di Freshfel

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

All’assemblea annuale di Freshfel, l’associazione che rappresenta il sistema europeo dell’ortofrutta fresca, svoltasi venerdì scorso ad Amburgo, sono state rinnovate le cariche. Alla presidenza è stato chiamato per la prima volta un esponente del mondo retail: il tedesco Stephan Weist, category manager ortofrutta della catena tedesca Rewe. Alla vicepresidenza è stato chiamato un esponente del mondo produttivo del Sud Europa: Salvo Laudani, 59 anni, presidente di Fruitimprese Sicilia e direttore marketing del gruppo Oranfrizer di Catania.
“Sono onorato di questa nomina – commenta Salvo Laudani – non solo per la mia persona ma come riconoscimento per il lavoro che Fruitimprese svolge a favore del sistema ortofrutta Italia. E ancor più mi onora stare ai vertici di una associazione dove ha brillato la personalità di un grande imprenditore dell’ortofrutta italiana come Pino Calcagni. Al neopresidente Weist assicuro tutta la mia collaborazione nella difesa degli interessi delle imprese del settore e per quanto mi riguarda lavorerò avendo con un solo obiettivo: generare più valore per le nostre produzioni ortofrutticole, in sinergia col mondo del retail, e coinvolgendo il consumatore finale nella valorizzazione di prodotti che tutelano la salute dei nostri concittadini e sono volani di crescita economica e sociale per le grandi regioni del Sud Europa”.

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Scuola: Finiscono le lezioni, ora inizia il contenzioso

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Termina la scuola per milioni di alunni, ma per tantissimi docenti precari inizia il calvario della disoccupazione, perché entro pochi giorni verranno licenziati, come ogni anno: in 120 mila lasceranno la cattedra al termine delle attività didattiche a fine mese. Tuttavia, potrebbe essere l’ultima volta, poiché una recentissima sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-245/17, relativa alla analoga legge spagnola, potrebbe dare ragione a tutti quei supplenti messi anticipatamente alla porta: i precari avrebbero infatti diritto sempre a contratti per l’intero anno scolastico, quindi a percepire anche le mensilità estive. Limitarle al 30 giugno rappresenta dunque l’ennesimo abuso nei loro confronti. Pertanto, Anief avvia la raccolta delle preadesioni per convertire in annuali fino al 31 agosto tutti i contratti degli ultimi dieci anni, illegittimamente fatti sottoscrivere solo fino al termine delle lezioni (30 giugno) o delle attività didattiche in annuali. Secondo l’ufficio legale Anief è possibile recuperare cifre importanti: fino a ventimila euro di risarcimento. Per aderire vai al seguente link. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se la Corte Ue dovesse condividere le tesi dell’avvocato generale, allora cadrebbe anche la legge italiana che a priori distingue le supplenze annuali da quelle al termine delle attività didattiche e da quelle brevi. Così, quasi per una strana coincidenza, nel giorno del termine delle lezioni in quasi tutte le regioni italiane, Anief mette in forte dubbio la valenza della normativa nazionale sulla materia (la Legge 124/99) che, per le stesse ragioni economiche, da anni ha legalizzato il licenziamento di milioni di precari al termine delle lezioni se supplenti brevi, ma anche al 30 giugno se subentrati su posti apparentemente non vacanti. E solo una minima parte di supplenti è contrattualizzata fino al 31 agosto. Anche su questo, però, ora il vento sta cambiando.

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La NATO, “sia al passo con i tempi e alle preoccupazioni dei cittadini”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

La riunione dei Ministri della Difesa ha permesso di fare il punto sui principali dossier dell’agenda NATO in vista del Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’11 e 12 luglio. Tra questi: la capacità dell’Alleanza di reagire con prontezza alle sfide contemporanee alla sicurezza, l’adattamento della sua struttura di comando, la sicurezza cibernetica e informatica, la lotta al terrorismo e la proiezione di stabilità della NATO a Sud.Di fronte alla solidarietà transatlantica dell’Italia che si manifesta nella partecipazione a tutte le missioni ed operazioni della NATO e nell’impiego di uomini e mezzi a protezione del fianco Est dell’Alleanza Atlantica, il Ministro Trenta ha sottolineato la forte aspettativa del Governo italiano affinché la NATO rafforzi il proprio ruolo a Sud, in particolare nella regione del Mediterraneo, attraverso il raggiungimento della piena operatività dell’Hub regionale per il Sud con sede a Napoli, e la conservazione delle prerogative dei Centri di Comando in Italia.«Solo una NATO in grado di rispondere alle molteplici minacce provenienti da una delle aree di maggiore instabilità del mondo può dirsi al passo con i tempi ed essere percepita come vicina alle preoccupazioni quotidiane delle nostre opinioni pubbliche» ha concluso il Ministro.Il Ministro ha anche avuto un colloquio con il Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, Generale Scaparrotti, e diversi incontri bilaterali con i suoi omologhi (tra cui Gb, Francia, Canada, Australia, Germania). (fonte: GrNet.it)

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Lombardia. Cronicità. La salute non va trattata come una catena di montaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

“Sempre più la gestione della cronicità appare come la catena di montaggio della salute. A una gestione industriale e standardizzata della salute preferiamo un intervento su misura per il paziente”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta i primi dati relativi alla presa in carico dei pazienti cronici comunicati dall’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, aggiunge: “Per adesso l’adesione dei pazienti presi in carico e all’8%. Il numero di medici di medicina generale che hanno aderito alla è intorno al 55%, è troppo basso e il maggior numero di adesioni alla presa in carico arriva dalle cooperative.Sono dati che confermano le preoccupazione che la riforma sia sbilanciata a favore del privato. Il percorso deve coinvolgere tutti gli attori, i pazienti in primis e poi tutte le figure sanitarie, il medico di medicina generale, il clinical manager e tutte le figure sanitarie coinvolte nella riforma (infermieri, operatori sanitari).
Valuteremo i dati entro fine anno, sperando che nelle prossime conferenze l’assessore voglia parlare anche di costi, attualmente sconosciuti. In termini di costi e di risorse umane la partita della cronicità è la più rilevante e se la riforma risulterà un fallimento o si cambia allenatore o si cambia lo schema di gioco”.

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“Stato rimborsi tasse a proprietari immobili occupati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Firenze. “Il Governo rimborsi ai proprietari di immobili oggetto di occupazioni abusive le tasse pagate durante il periodo di inutilizzo. Si tratterebbe di un gesto di civiltà, un risarcimento non sufficiente, ma sicuramente dovuto da parte dello Stato, che non può negare la tutela di una legittima proprietà privata”. E’ quanto chiede il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha presentato alla Camera un’interrogazione per chiedere al governo spiegazioni sull’immobile di via Bronzino a Firenze, per cui, spiega il deputato, “i proprietari stimano una perdita annua di circa 100 mila euro per un’occupazione che prosegue da tre anni e mezzo e sulla quale pende una denuncia il cui processo vedrà la sua prossima udienza lunedì 11 giugno”, spiega il deputato.”Vogliamo sapere cosa sta facendo l’amministrazione comunale fiorentina sul caso – sottolinea Donzelli – l’ultimo sopralluogo ufficiale che risulta agli atti risale al febbraio 2015: è gravissimo che le istituzioni non verifichino se in quell’edificio vivano criminali, clandestini oppure persone con disagio. Non è stato fatto più niente dopo che, all’epoca, furono rilevate ‘pessime condizioni di manutenzione generali’, ‘impianti elettrici palesemente fatiscenti’, ‘rischi per la salute pubblica’ e per gli stessi occupanti. Per di più l’assessore Funaro negli ultimi due anni e mezzo si è dileguata dagli incontri richiesti a più riprese dalla proprietà. Non possiamo accettare di vivere in città in cui, oltre ai diritti, viene negata la sicurezza dei suoi abitanti – conclude Donzelli – le istituzioni attivino immediatamente gli strumenti per ripristinare la legalità”.

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Agenzia entrate non può chiedere gli interessi e i compensi quando riscuote le sanzioni al Codice della Strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Agenzia delle Entrate Riscossione (già Equitalia), non può richiedere gli interessi pari addirittura ad un decimo ogni semestre di ritardo nel pagamento né i relativi compensi, quando riscuote le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada perché nella fattispecie va applicato l’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada in deroga all’articolo 27 della Legge 689/81 di depenalizzazione delle sanzioni amministrative. È questo il principio di diritto stabilito dal Giudice di Pace di Lecce nella persona dell’avvocato Nicola Brunetti con la sentenza n. 2561/2018 e depositata il 9 giugno 2018 che ha accolto l’opposizione ad una cartella esattoriale proposta da un’automobilista leccese che si era rivolta allo “Sportello dei Diritti”. La donna, assistita dall’avvocato Donato Maruccia, aveva ritenuto esorbitanti e ben oltre la sanzione edittale della multa a cui si riferivano, le somme riportate nell’atto impositivo ed aveva deciso di proporre ricorso che è stato ritenuto fondato dal giudice onorario del capoluogo leccese. Ricorda il giudice di Pace che la Corte di Cassazione con sentenza n. 3701/07 ha chiarito che “…alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza-ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale non anche degli aumenti semestrali del 10%…”. Ed è a questo orientamento che ha aderito anche il Giudice di Pace con un’articolata decisione che per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un ulteriore importante precedente in materia e che dovrebbe essere generalmente applicato, in quanto le somme rivenienti dalla sanzioni amministrative pecuniarie al Codice della Strada sono iscritte a ruolo anche a distanza di anni con conseguenti ingiustificate maggiorazioni di un decimo ogni semestre e di ulteriori compensi per la riscossione che non sono dovuti in ragione della corretta applicazione della richiamata disciplina di cui all’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada. È bene, quindi, che tutti i contribuenti, prima di pagare una cartella esattoriale o un’ingiunzione proveniente da un ente che assume di aver notificato un verbale per un’infrazione stradale, prestino la massima attenzione alle voci di pagamento riportate nell’atto impositivo, al fine di presentare tempestiva opposizione nella sede competente.

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“Basta vitto e alloggio gratis per i detenuti stranieri”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Al ministro dell’Interno Matteo Salvini chiediamo di stipulare nel più breve tempo possibile accordi con i Paesi stranieri per spedire i detenuti immigrati nelle prigioni dei paesi di provenienza. Partendo dai detenuti classificati come islamici a rischio radicalizzazione”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli di Italia, commentando l’ennesimo episodio di aggressione avvenuto nel carcere di Reggio Emilia dove un detenuto marocchino, classificato tra gli islamici a rischio radicalizzazione, ha tentato di strangolare il comandante della polizia penitenziaria.
“Nell’esprimere solidarietà al comandante della polizia penitenziaria di Reggio Emilia e a tutti gli agenti che continuano, nonostante le difficoltà, a svolgere il proprio dovere garantendo il rispetto della legge in carcere, auspico dal nuovo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede un cambio di linea rispetto al Pd nella politica carceraria. Partendo dalla cancellazione della vigilanza dinamica, il cosiddetto regime delle celle aperte, fortemente voluta dall’ex ministro Andrea Orlando: un provvedimento che mette seriamente a rischio la sicurezza degli agenti” conclude Cirielli.

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Confagricoltura Salerno punta sul Distretto Agroalimentare di Qualità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Si è tenuta nella sede di Confagricoltura a Battipaglia la riunione del Comitato promotore del Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana del Sele, Irno-Picentini e Parco del Cilento.
L’obiettivo di Confagricoltura Salerno è quello di precorrere i tempi: il distretto agroalimentare di qualità – una volta riconosciuto tale da Regione Campania – sarà candidato a Distretto del Cibo, la nuova tipologia individuata dal comma 499 della legge di bilancio dello Stato per il 2018, che ha emendato l’articolo 13 della legge di orientamento in agricoltura: il Decreto legislativo 288/2001.E per i distretti del Cibo e i loro programmi di valorizzazione dell’agroalimentare c’è un budget di 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni per il 2019, stanziati proprio dalla legge di bilancio.Hanno partecipato alla riunione del comitato promotore, oltre a Confagricoltura Salerno, nella persona del Presidente Antonio Costantino, il delegato del Parco del Cilento Vincenzo Inverso, il presidente del Consorzio Olio Dop Colline Salernitane e Nocciola di Giffoni Igp Gerardo Alfani, il presidente di Rago Group Rosario Rago, il responsabile della Azienda Agricola San Salvatore Giuseppe Pagano, il presidente della Noschese Srl Guglielmo Noschese, la delegata del Consorzio di Tutela Vini Salernum Mila Vuolo, i direttori del Gal Colline Salernitane e Gal Irno-Cavese “Terra è Vita” Eligio Troisi e Giovanni Giugliano.“E’ il primo passo verso quella che sarà un’iniziativa in grado di unire i territori che rivestono un ruolo importante nel panorama della nostra regione, dal punto di vista agricolo, turistico e culturale. Il Distretto Agroalimentare di Qualità è uno strumento, riconosciuto dalla Legge Regionale n. 20 del 2014, in grado di fornire alle nostre realtà economiche una marcia in più nella crescita socio-economica delle aree coinvolte.” Così ha dichiarato il Presidente di Confagricoltura Antonio CostantinoCostantino inoltre sottolinea: “L’idea della realizzazione e della candidatura del distretto parte da lontano, in seguito ad incontri con le aziende, vero motore economico della società, che ci hanno fatto optare per il perseguimento di tale obiettivo al fine di essere un interlocutore nazionale ed internazionale per il rilancio delle nostre splendide realtà agroalimentari, turistiche e culturali che saranno, negli anni a venire, la vera ricchezza del nostro paese”.Il tavolo tecnico – che ha visto la presenza di tante realtà locali importanti – sarà presto allargato ad altri attori pubblici e privati.

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Developing a skilled maritime workforce: a new collection of European success stories

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

The European Commission has published three compendiums of initiatives that help developing the skills of maritime professionals and making them fit for the diverse needs of an evolving maritime economy.The blue economy has been changing over the last decade. It now implies modern goods and services from technologically advanced and innovation-oriented industry. Sectors like offshore wind, ocean energy, shipbuilding or marine biotechnology offer at present highly specialized niches of employment and are in search of suitable personnel.Matching this demand with an adequate offer will be key to maintaining the industry’s competitive edge. That is why Commission funding is now going into encouraging cooperation between the education and the business worlds, which need to talk to each other more and multiply learning opportunities and out-of-classroom experiences for students. Other grants aim at restoring the image of maritime professions and raising the public appeal of careers at sea, as the many-faceted blue economy offers a multitude of different jobs in as many different sectors.Another good way to move forward is observing and describing the good practices already going on all over the EU, which the Commission has done with the help of 40 experts. The result is a unique inventory of real-life innovative approaches to tackle the skills issues. 15 projects increase cooperation between business and education, 14 expand ocean literacy and 13 create new opportunities for life-long learning and mobility. The three small booklets and the 42 stories show incontestably that bridging the gap between education offer and labour market needs is possible – and that Europe is doing it.

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The EU’s Maritime Spatial Planning goes global

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

160 experts from all over the world have gathered in Brussels on 24 and 25 May for the first meeting of the International Forum on Maritime Spatial Planning. They have discussed ongoing projects both in the EU and abroad and shared views on the challenges of planning public sea space across borders.The global character of the event stems from the recent alliance between the European Commission and the Intergovernmental Oceanographic Commission of UNESCO (IOC-UNESCO) – an international organisation with a long-standing experience on the issue of maritime spatial planning.
The event is the first of a series, as the Forum is scheduled to meet twice a year between now and 2020. The conclusions drawn along the process will feed into the drafting of a new set of international guidelines on cross-border maritime spatial planning, expected for 2021. Indeed the Forum is one of the actions mentioned in the 2017 Joint Roadmap to accelerate Marine/Maritime Spatial Planning processes worldwide, in which the European Commission and IOC-UNESCO commit to a number of key initiatives in favour of good ocean governance.Maritime Spatial Planning is the rational organisation of sea and coastal areas so as to cater for the different – and sometimes competing – needs of various economic activities (such as fisheries, aquaculture, transport, energy and so on) and to make sure they are carried out safely and sustainably. It needs to be negotiated across sectors and across borders. The next Forum session will take place in the autumn and will also be devoted to dialogue and exchanges between planners from different parts of the world.

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EU supports the fight against illegal fishing in Western Africa

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

The five-year EU funded PESCAO project, which includes a component aiming to improve the fight against Illegal, Unregulated and Unreported (IUU) fishing activities in Western Africa, has kicked off today.The PESCAO project, funded under the European Development Fund (EDF), aims over the coming five years to improve regional fisheries governance in Western Africa. This will include developing a regional fishing policy, putting in place regional coordination against IUU fishing and improving fish stock management at regional level. The EUR 15 million project is one of the many significant commitments to ocean conservation made by the European Union at the 2017 Our Ocean Conference hosted by the EU in Malta. “The European Fisheries Control Agency is eager to extend its existing cooperation with fisheries control authorities in the European Union Waters to its two African partners in this project. The Agency considers the PESCAO project of cooperation as a game changer aiming at improving sustainability of fisheries resources through improved monitoring, control and surveillance at national and regional levels,” said Pascal Savouret, Executive Director.

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Fisheries: EU fish-processing sector passes fitness check with flying colours

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

The fish-processing sector in the EU is in rather good shape, according to the latest Economic Report of the EU Fish Processing sector. The report compiles several sets of raw economic data to analyse the overall performance of the sector in 2015. The resulting figures speak for themselves. The sector’s turnover, which had been on the rise since 2008, came very close to the €30 billion mark. Its gross value added, i.e. its contribution to the economy through wages and gross profit, was nearly €6 billion. Total employment remained relatively stable over the 2008-2015 period, totalling 126,413 people in 2015 – 45% of which were women. Over the same period wages increased by 22% and the average annual salary was €30,133 per full time equivalent.Commenting on the report, Commissioner Vella said: “It’s great to see that our processing sector is doing well – in terms of product quality, staff remuneration and contribution to our economy. Further proof that with the good health of the living resources comes a dynamic maritime economy”.The Economic Report of the EU Fish Processing sector 2017 is obtained from economic data provided by Member States authorities. It is the result of a joint analysis work by economists of the Scientific, Technical and Economic Committee of Fisheries (STECF), the Commission’s Joint Research Centre (JRC) and the Directorate-General for Maritime Affairs and Fisheries (DG MARE).

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Black Sea countries pledge to promote sustainable fisheries and aquaculture

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Commissioner Karmenu Vella, responsible for the Environment, Fisheries and Maritime Affairs, said: “Today’s declaration is a historic step towards more sustainable fisheries and aquaculture in the Black Sea. While I congratulate everybody on the signature, I also stress that the real success must be measured by its implementation. The journey ahead is long, but our experience shows that it is worth the effort. Sustainable exploitation of our seas goes hand in hand with more viable livelihoods for our fishermen and thriving coastal communities. We now have a detailed plan. Let’s turn it into action.” The Sofia Declaration was signed by Black Sea ministerial representatives, along the Black Sea coastline and beyond covering both riparian States but also non-riparian States with interest in aquaculture: Bulgaria, Romania, Georgia, Moldova, Turkey, together with the European Commission.
is a practical example of the EU’s strong efforts to promote sustainable fisheries through its neighbourhood policy and multilateral cooperation. It sets out a detailed work plan for the next 10 years, based on joint actions with ambitious but coherent and realistic targets.The declaration is the follow-up of the Bucharest Declaration from October 2016, transforming commitments into concrete actions with measurable deliverables on fighting illegal unreported and unregulated fishing (IUU), improve data collection and science, improve fisheries management, and boost sustainable development of aquaculture.It is the result of a European Commission strategy to establish a new dynamic in multilateral fisheries governance in the Black Sea through work done by the GFCM, on the basis of commonly agreed principles established in the GFCM mid-term strategy 2017-2020.

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World Oceans Day: Statement by Karmenu Vella, Commissioner for Environment, Maritime Affairs and Fisheries

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

On World Oceans Day, I want to join the global celebration of our oceans. I want to highlight their importance for our wellbeing and for the wellbeing of future generations: as an abundant supplier of food, energy and other natural resources; as a regulator for our climate and many of our natural cycles; and as source of inspiration, imagination and humility. On this day, I also want to recall the urgent need to address the immense challenges that our oceans are faced with: climate change, pollution, environmental degradation and unsustainable management of their resources. Our oceans connect us all. Borderless as they are, so are the challenges they face. This is why the European Union is supporting strong international ocean governance. Last year in Malta the Our Ocean Conference resulted in 433 commitments from across the world, and financial pledges of over €7 billion euros. We look forward to the next edition in Bali, on 29-31 October, and will contribute to its success by delivering on our promises and tabling new commitments. We also remain firmly committed to the United Nations’ 2030 Agenda for Sustainable Development, and are embedding this agenda into our policies.The theme of this year’s World Oceans Day is “Preventing plastic pollution and encouraging solutions for a healthy ocean”. The European Commission has recently tableda proposal that will halt pollution from single use plastic items and derelict fishing gear. With the help of our EU citizens, our companies and innovators, our fishermen and fishing gear producers, we will be able to prevent marine litter at source. Other recent initiatives, such as the Fisheries Control Regulation, the Directive on Port Reception Facilities, and our proposal for the next long-term EU budget, complement this proposal, removing barriers and adding financial stimuli.On World Oceans Day, I want to send a positive message. With our common fisheries policies, we are showing that sustainability and economic performance go hand in hand. In the North-east Atlantic, we have moved from 5 to 53 fish stocks at sustainable levels in less than a decade, while the net profit of our fishing fleet is reaching record highs. The European Union is playing its part, we are taking care of our future; standing up for our oceans.

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